Polifenoli: antiossidanti contenuti in vino, oli e altri alimenti.

I polifenoli sono gli antiossidanti per eccellenza. Dalle molte proprietà terapeutiche, li troviamo nel vino, nell'olio, nelle foglie di tè verde ed in altri alimenti di origine vegetale e nei relativi derivati, a patto che non abbiano subito radicali trasformazioni.

Polifenoli: antiossidanti contenuti in vino, oli e altri alimenti

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono?
  2. Benefici
    1. Proprietà antinfiammatorie
    2. Prevenzione dei tumori
    3. Malattie cardiovascolari
    4. Benefici per il metabolismo
    5. Protezione del fegato
  3. Alimenti in cui sono contenuti
  4. Approfondimenti

Cosa sono i polifenoli?

Da un punto di vista chimico, i polifenoli sono composti di strutture cicliche di atomi di carbonio, di idrogeno e da uno o più gruppi ossidrilici (un groppo ossidrile è dato da un atomo di ossigeno e da uno di idrogeno).

La produzione di polifenoli accomuna tutte le specie del regno vegetale ed è legata alla sopravvivenza delle piante stesse, dove intervengono contro parassiti e microbi, per inibire l’insediamento limitrofo di altre piante e per attrarre insetti impollinatori.

Si tratta, dunque, di una grande varietà di composti eterogenei, che si classificano in base alle caratteristiche chimiche. Ecco, i più comuni.

  • Flavonoidi. Comprendono i polifenoli più conosciuti e presenti in tante varietà di frutta e verdura: flavoni, isoflavoni, flavonoli, antocianine e flavanoni.

  • Acidi fenolici come l’acido salicilico, l’acido siringico (presente nell’aceto) e l’acido gallico, diffuso in molte specie vegetali.

  • Stilbeni, altra classe molto presente in natura. Di questa fa parte, ad esempio, il resveratrolo, contenuto nella buccia degli acini d’uva.

  • Lignani, una classe che prende il nome dalla presenza nelle parti legnose di alcuni vegetali. Compaiono in abbondanza in cavoli, broccoli, carote e, in generale, nei cereali non raffinati.

Ora che sappiamo cosa sono effettivamente i polifenoli, cerchiamo di capire che importanza hanno per il benessere dell’organismo; vedremo, infatti, che, oltre ad avere un’importante e più nota funzione antiossidante, sono indispensabili alleati per la salute. Ma, nel dettaglio, come svolgono la loro funzione e perchè è importante assumerne il più possibile? Vediamo, dunque, come agiscono.

Proprietà antiossidanti.

Come accennavamo, la proprietà più nota dei polifenoli è senz’altro quella antiossidante.

Queste sostanze vantano, infatti, la capacità di neutralizzare i radicali liberi, molecole instabili che tendono a reagire con qualunque altra molecola circostante (lipidi di membrana, proteine, molecole di DNA) trasformandola in un radicale libero e innescando una reazione a catena che danneggia la cellula a vari livelli e accelera il processo di invecchiamento.

Gli antiossidanti agiscono, infatti, inibendo alcuni enzimi catalizzatori di reazioni di ossidazione; è il caso, per esempio, della lipossigenasi, deputata all’ossidazione degli acidi grassi e direttamente coinvolta nei processi infiammatori. Questa attività antiradicali è sfruttata anche per modulare i processi infiammatori di pelle e mucose e, pertanto, nella cura di psoriasi, eczemi e dermatiti.

Puoi approfondire come proteggere l’organismo col giusto equilibrio tra antiossidanti e radicali liberi.

Va però, detto che, come vedremo, la funzione antiossidante è solo una fra le proprietà dei polifenoli, tra l’altro particolarmente limitata. I polifenoli assunti attraverso l’alimentazione e sensibili al calore, infatti, sono in gran parte inattivati dalla cottura e non tutti, una volta ingeriti, vengono assorbiti. Inoltre, la biodisponibilità ematica (ovvero la frazione di polifenoli che il nostro organismo è in grado di assorbire e utilizzare per le proprie funzioni fisiologiche) è particolarmente bassa; l’emivita di queste molecole varia, infatti, da 2 a 6 ore. Per trarne il massimo beneficio, è pertanto necessario aumentarne la concentrazione nel sangue, variando il più possibile l’alimentazione in maniera da assumerli tutti.

Proprietà terapeutiche dei polifenoli.

Proprietà antiossidanti a parte, non tutti sanno che i polifenoli racchiudono ben altri segreti. Come, infatti, dimostrato da numerosi studi, svolgono un ruolo importante in funzioni più complesse che coinvolgono l’attivazione del sistema immunitario, come, ad esempio, nella prevenzione di infiammazioni, tumori e patologie cardiovascolari.

Azione antinfiammatoria dei polifenoli di vino, olio e cacao.

Polifenoli in vino, olio e cacao hanno azione antinfiammatoria

Ad alcuni polifenoli, come il resveratrolo, contenuti, ad esempio, nel vino rosso e nell’uva, è riconosciuta una certa attività antinfiammatoria. Questi antiossidanti agiscono, infatti, da modulatori della degradazione dei grassi polinsaturi, tra cui gli omega 6, con conseguente abbassamento nella produzione dell’acido arachidonico, derivante appunto dall’omega 6 e principale precursore della cascata di reazioni che porta all’instaurarsi del processo infiammatorio. Inoltre, come emerso da alcuni studi, gli acidi grassi polinsaturi, appartenenti alla famiglia degli omega 6, inibiscono l’adesione ai vasi sanguigni di alcune chemochine ed interleuchine che amplificano il segnale di flogosi.

L’azione antinfiammatoria si riconosce, inoltre, a polifenoli esclusivi dell’olio d’oliva, come i secoiridoidi, responsabili del tipico sapore amaro e leggermente “piccante in gola”, e le cui quantità variano a seconda del tipo e della qualità dell’olio. I secoiridoidi più abbondanti sono l’oleuropeina e i suoi derivati e il ligustroside. Di questi, è nota la capacità di agire come antiaggreganti sulle piastrine e di interferire nella produzione di eicosanoidi, mediatori dell’infiammazione.

Anche i processi di vasodilatazione e di produzione di ossido nitrico (NO), favoriti dai polifenoli contenuti in cacao e cioccolato, sono coinvolti nei processi infiammatori; possiamo, dunque, riconoscere anche al cacao un’azione antinfiammatoria.

Inoltre, integratori a base di polifenoli proteggono i follicoli capillare dall’infiammazione localizzata, tipica dei processi di perdita dei capelli. Stimolando la microcircolazione, promuovono, dunque, (soprattutto se associati alla vitamina E), l’apporto di nutrienti essenziali che favoriscono la crescita e la luminosità dei capelli.

Mela e tè verde un aiuto naturale alla prevenzione dei tumori.

I polifenoli in mele e tè verde prevengono i tumori

Numerosi studi hanno confermato che i polifenoli svolgono un ruolo protettivo contro l’insorgenza del cancro. In particolare, le procianidine, che abbondano in alcuni frutti come il kiwi, la banana, i frutti rossi e soprattutto la mela, svolgono un’azione antitumorale attraverso un meccanismo d’azione pro-apoptotico. L’apoptosi, detta anche “morte programmata”, consiste nell’attivazione di una serie di segnali che conducono all’autoannientamento, un meccanismo che la cellula è in grado di esercitare su se stessa in caso di danni irreparabili strutturali o al DNA. Ora, se una cellula danneggiata non si autodistrugge, può andare incontro a divisione incontrollata, dando vita a un tumore. Le procianidine fanno, dunque, in modo che si verifichi l’apoptosi di cellule danneggiate irreversibilmente, inibendo, così, la formazione di cellule cancerose. Tuttavia, anche le procianidine sono assorbite in piccole quantità dall’intestino, cosicché la loro azione è diretta soprattutto alla prevenzione dei tumori in tessuti con i quali entrano direttamente in contatto, come quelli gastro-enterici appunto.

È proprio il caso di dirlo: una mela al giorno leva il medico di torno!

Ma la mela non è l’unico alimento ad avere effetti benefici per la prevenzione del cancro, tra questi rientra infatti anche il tè verde. Fra le sostanze benefiche contenute in questo tipo di tè, troviamo alcuni preziosi polifenoli della classe delle catechine, tra le quali la più famosa è la epigallocatechin-3- gallato (EGCG), in grado di proteggere dall’innesco dei meccanismi di proliferazione incontrollata tipica delle neoplasie. Alcuni studi in vitro hanno, infatti, dimostrato che l’EGCG, inibisce la migrazione delle cellule tumorali e, quindi, la formazione di metastasi. In attesa che ulteriori studi promuovano un farmaco che utilizzi questa straordinaria molecola, bere una bella tazza di tè verde svolge sicuramente un’azione di prevenzione contro l’insorgere dei tumori. Per cui non resta che scegliere: tè a colazione e mela come spuntino o meglio mela a colazione e te nel pomeriggio come nella tradizione inglese?

Polifenoli contro le patologie cardiovascolari.

Polifenoli in frutta secca e spezie contro patologie cardiovascolari

Alcuni polifenoli, flavonoidi e lignani, fanno parte di un particolare gruppo di sostanze ad azione benefica nota con il termine di fitosteroli. Questi, avendo una struttura simile al colesterolo, lo sostituiscono a livello intestinale, riducendone l’assorbimento e, di conseguenza, anche il livello nel sangue. Fonti di fitoestrogeni sono soprattutto la frutta secca (noci, nocciole, mandorle, arachidi, pistacchi e simili) e spezie ed erbe aromatiche, come sesamo, rosmarino, salvia e chiodi di garofano.

È, inoltre, ormai nota da tempo la grande percentuale di polifenoli, soprattutto catechine e proantocianidine, contenuta nel cacao e, quindi, nel cioccolato; questi potenti vasodilatatori, aumentando il volume dei vasi, diminuiscono la pressione sanguigna. Tale effetto è potenziato dalla produzione (da parte degli stessi polifenoli) di ossido nitrico. Per ottenere questi benefici, sono, però, sufficenti piccole quantità di cacao; è, dunque, preferibile consumare cioccolato con maggiori quantità di cacao, come quello fondente (magari all’80 - 90%), e comunque in piccole dosi,(10-20 gr al giorno) restando fedeli ai principi di una sana alimentazione.

Curiosità: polifenoli come disinfettanti.

Alcuni tipi di polifenoli (come le associazioni di o-fenifenolo, o-benzil-p-clorofenolo e p-t-amilfenolo) sono i disinfettanti ambientali più usati in ospedale e simili. Questo perché batteri come lo stafilococco, resistente anche agli antibiotici, è, invece, sensibilissimo ai polifenoli.

Effetto sul metabolismo di tè, caffè e carciofo!

Polifenoli in tè, carciofi e caffè hanno effetto sul metabolismo

Alcuni studi riportano risultati sorprendenti circa l’azione di alcuni polifenoli sul’accumulo di grasso nelle cellule. Fra questi, uno studio tedesco, fondato su esperimenti su culture di adipociti (cellule del tessuto adiposo), ha dimostrato l’azione della epigallocatechina-3-gallato (EGCG), polifenolo ricavato dagli estratti del tè bianco e verde, sul processo di maturazione delle cellule preposte all'accumulo dei grassi (adipogenesi). In effetti, la EGCG non solo inibisce la proliferazione di queste cellule e la loro maturazione, ma è anche in grado, se pur indirettamente, di inibirne la capacità di accumulo dei trigliceridi.

Inoltre, anche i flavonoidi e gli acidi fenolici presenti nei carciofi sono coinvolti nel metabolismo lipidico: inibiscono, infatti, la sintesi del colesterolo e, stimolando la secrezione biliare, favoriscono l’escrezione naturale dei grassi.

I polifenoli del cacao inibiscono, invece, l’assorbimento dei lipidi già a livello intestinale, ma attenzione a non abusare del cioccolato che, in quanto derivato dal burro dei semi di cacao, è ricco di grassi e, quindi, di calorie! (come detto sopra meglio concedersi 10-20 gr di cioccolato extrafondente)

Infine, si riconosce anche al caffè la capacità di aumentare la velocità del metabolismo; questo grazie all’azione dell’acido caffeico, un composto fenolico che, agendo su un enzima epatico (glucosio-6 fosfato), modula la concentrazione del glucosio del sangue e, quindi, il metabolismo degli zuccheri.

I polifenoli delle verdure (e non solo) proteggono il fegato.

Numerosi studi hanno, infine, confermato l’azione benefica di alcuni polifenoli del carciofo sul fegato (questi effetti benefici erano, tra l’altro, noti già nell'antichità). A destare particolare interesse sono la luteolina (un flavone presente anche carote, finocchi, sedano, peperoni) e la cinarina (polifenolo derivato dell’acido caffeico, abbondante anche nel tè verde). L’azione sinergica di luteolina e cinarina, a livello epatico, ha, infatti, effetti protettivi: da un lato, la luteolina modula l’attività di alcuni enzimi (fra cui quello coinvolto nelle sintesi del colesterolo), e dall'altro, la cinarina stimola la secrezione biliare e, quindi, l’escrezione dei grassi e delle tossine accumulate dal fegato. Proprio per queste azioni (inibizione enzimatica e aumento della secrezione biliare), il consumo di carciofi è sconsigliato durante la terapia con alcuni farmaci, di cui potrebbe ridurre l’efficacia.

L’utilizzo in cosmesi.

In quanto antiossidanti, i polifenoli sono ampiamente utilizzati in cosmesi; legano, infatti, e neutralizzano i radicali liberi, molecole tossiche che partecipano al processo di invecchiamento cutaneo. Particolarmente gettonati sono, dunque, i polifenoli estratti dalla buccia, dai vinaccioli (i cosiddetti “semini”) e dalle foglie dell’uva, alla base di molte creme, lozioni e concentrati di benessere.

Altri prodotti sfruttano, invece, l’efficacia dei polifenoli del tè, del cioccolato, dell’olio di oliva e di erbe e piante non commestibili ma dall’azione antiossidante, come, ad esempio, l’aloe vera, il girasole, il geranio, il fucus e l’edera.

Gli alimenti ricchi di polifenoli: come ed in quali dosi è utile introdurne nella dieta.

Sinora abbiamo visto le numerose e inaspettate proprietà dei polifenoli, finendo col fare più volte riferimento ai prodotti vegetali in cui è possibile trovare una o un’altra classe di polifenoli.

Prima di concludere, cerchiamo, quindi, di riunire sotto uno sguardo d’insieme gli alimenti più ricchi di polifenoli.

In pratica, infatti, tutte le piante producono polifenoli ma in percentuali diverse; alcuni sono, poi, esclusivi di talune specie.

Cereali

Legumi

Soia

Frutta con buccia pigmentazione blu-viola (mirtilli, prugne, uva, more, melograno, lamponi, oliva)

Ortaggi con pigmentazione blu-viola (melanzane, radicchio)

Derivati ( succhi di frutta, vino, olio)

Vegetali dalla colorazione biancastra (funghi, cavoli, cipolle, carciofi)

Frutta con pigmentazione chiara ( mele, pere, albicocche)

Derivati (vino, birra, tè,)

Caffè

Cacao

Cereali e legumi, ad esempio, producono flavonoidi, come anche la soia, in cui, però, troviamo anche isoflavoni, mentre nei cereali compaiono anche acidi fenolici.

Si è, inoltre, soliti, riconoscere la presenza di alcuni polifenoli dalla pigmentazione di alcuni frutti ed ortaggi. Così, melenzane, radicchio, prugne uva, mirtilli, more, melograno, caratterizzate da una colorazione blu-viola, sono particolarmente ricche di antocianine, oltre che di flavonoidi e tannini.

La quercetina è, invece, prevalente in quei vegetali dalla colorazione tendenzialmente biancastra: funghi, cavolfiori, cipolle, mele e pere. Gli agrumi rappresentano, invece, un caso a parte: oltre ai polifenoli comuni a tutta la frutta, contengono anche flavononi. Acidi fenolici come l’acido caffeico e ferulico sono, invece, peculiari di caffè e cacao.

Visto, dunque, che i polifenoli sono presenti in tutti i prodotti di origine vegetale e derivati (succhi di frutta, vino, birra, tè e quant’altro), potremmo erroneamente pensare di assumerne una dose giornaliera quanto meno sufficente. Le cose, però, non sono tanto semplici.

Come abbiamo visto, infatti, biodisponibilità ematica ed emivita di queste molecole sono particolarmente basse; per trarne il massimo beneficio, è, dunque, indispensabile variare il più possibile l’alimentazione.

Ma come è possibile? Innanzi tutto, facendo in modo che sulla nostre tavole non manchino prodotti di origine vegetale, frutta e verdura, meglio se crudi. Lo stesso vale per l’olio d’oliva (anch'esso a crudo) ma in dosi controllate (infatti, anche se si tratta di “grassi” vegetali, sono comunque ipercalorici). Meglio scegliere cereali integrali piuttosto che raffinati e prediligere i legumi come fonte di proteine. Tra i pasti, l’ideale sarebbe consumare frutta fresca o succhi di frutta e snack leggeri a base di cereali integrali e, infine, sarebbe un’ ottima abitudine utilizzare, anche quotidianamente, il tè verde.

Attenzione ai polifenoli in gravidanza!

Tra le controindicazioni legate a un’eccessiva assunzione di polifenoli, può rientrare l’inibizione dell’assorbimento del ferro con conseguente carenza dell’elemento nell’organismo. Come recentemente mostrato, infatti, i polifenoli, legandosi al ferro, possono costituire complessi non trasportabili dal flusso sanguigno e che, pertanto, vengono espulsi.

Chi soffre di carenza di ferro, donne incinte e bambine devono, pertanto, prestare particolare attenzione!

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Valentina Coviello (Biologa)

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