Il caffè fa male o bene? Fa ingrassare o dimagrire? Le proprietà.

Alla scoperta del caffè: Quali sono le sue proprietà? a cosa fa bene e quando fa male? Quanti caffè si possono bere al giorno? Controindicazioni, verità e falsi miti sui benefici e gli effetti collaterali di questa bevanda poco calorica.

Il caffè fa male o bene? Fa ingrassare o dimagrire? Le proprietà

    Indice Articolo:

  1. Proprietà nutrizionali
  2. A cosa fa male?
    1. Gli effetti della caffeina
  3. Quando fa bene?
    1. Proprietà cosmetiche
  4. Il caffè nella dieta
  5. Quanti berne al giorno?
  6. Le tipologie
  7. Approfondimenti

Il caffè è forse dopo l’acqua una delle bevande più diffuse al mondo, sebbene in ogni paese questo venga preparato secondo specifiche tradizioni locali. Noi lo conosciamo espresso, ristretto, macchiato, lungo, corto, al ghiaccio, shakerato, alla nocciola, e l’elenco potrebbe durare ancora molto.

Su di lui vanno avanti da anni lunghe discussioni tra chi sostiene che berlo apporti benefici incontestabili e chi invece ritiene che che il caffè faccia male alla salute e che ne andrebbe limitato se non evitato il consumo...proviamo a fare chiarezza.

Proprietà organolettiche e nutrizionali del caffè.

Bevanda dal sapore avvolgente in tutte le sue varianti e apprezzato in tutto il mondo, il caffè, nella versione semplice, ha solo 6 calorie per 100 ml. Questo significa che con una tazzina di caffè si assumono circa 2 calorie e mezzo, ma aggiungendo un cucchiaino di saccarosio (il normale zucchero da cucina) si raggiungono immediatamente 18 calorie! Il caffè contiene anche modeste quantità di vitamine, sali minerali e composti fenolici antiossidanti, ma gli effetti che esplica sull'organismo sono dovuti essenzialmente al suo principale principio attivo: la caffeina.

A cosa fa male il caffè? Verità e falsi miti.

Come vedremo più avanti il caffè ha numerose proprietà benefiche ma le dosi non devono mai eccedere quelle consentite (il tetto massimo corrisponde a tre tazzine al giorno). Ma proprio in virtù della capacità di attivare una moltitudine di meccanismi biologici nell'organismo, il caffè presenta altrettanti aspetti negativi.

Vediamo in quali casi il caffè potrebbe davvero far male:

  • Diabete. Alcuni studi hanno dimostrato che il caffè innalza i livelli di glicemia per effetto dell’aumentata secrezione di adrenalina (stimolata appunto dalla caffeina), la quale favorisce il rilascio di glucosio e di acidi grassi dai tessuti epatico e muscolare. Questo non da effetti significativi nei soggetti sani, ma risulta deleterio per i diabetici.
  • Cuore. Gli effetti più evidenti della caffeina sono quelli sul cuore. Il caffè, infatti aumenta la frequenza cardiaca (il numero di battiti) e la forza di contrazione del muscolo cardiaco. Soggetti con cardiopatie o patologie a carico del miocardio dovrebbero astenersi dal consumo di caffè optando, magari, per quello decaffeinato.
  • Mal di testa. Sebbene sembri che una tazzina di caffè, per effetto del suo potere vasodilatatore, sia in grado di attenuare un tipo ci cefalea che colpisce soprattutto le persone anziane, è anche vero che il consumo di caffè si associa all’ insorgenza di mal di testa più frequenti, perchè induce una sorta di assuefazione che spinge a berne di più. Questo però accade solo quando l’utilizzo di caffè supera le quantità massime consigliate. La vasodilatazione da parte della caffeina, inoltre è solo momentanea: l’ adrenalina, stimolata dalla caffeina, provoca una successiva vasocostrizione.
  • Ansia e nervosismo. Il caffè aumenta gli stati di ansia, turbe affettive dovute allo stress, e il nervosismo. La responsabile è ancora la caffeina che si comporta da eccitante su tutti i tessuti, compreso il tessuto nervoso. Inoltre, essendo un simpatico mimetico (attiva cioè i nervi detti “simpatici”), aumenta anche i sintomi più marcati nell'ansia, come le palpitazioni, l’agitazione …
  • Osteoporosi. L’indebolimento e la perdita di consistenza dell’osso è una condizione nota come osteoporosi e colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. La caffeina facilita e aggrava questa condizione, in quanto, stimolando la diuresi, stimola anche la perdita di importanti sali minerali sottratti dalla struttura scheletrica.

Vediamo invece adesso a cosa “si pensa” che il caffè faccia male anche se invece non vi sono correlazioni tanto determinanti.

  • Fegato. Il caffè viene da sempre sconsigliato in presenza di patologie epatiche, ma in realtà recenti studi hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra l’assunzione di modeste quantità di caffè e gli effetti positivi sul danno epatico. Il caffè dunque, non fa male al fegato se preso in quantità modeste.
  • Colesterolo. Cafeolo e cafestolo, sono due sostanze presenti nel caffè che possono innalzare i livelli di colesterolo nel sangue. Ma sono presenti nella bevanda solo quando il caffè viene bollito e non viene filtrato. Invece, quello che consumiamo normalmente viene filtrato e quindi non contribuisce affatto all'aumento di colesterolo in circolo.
  • Pressione. Il caffè aumenta lievemente la pressione sistolica (“la massima”), ma è un effetto solo momentaneo dovuto all'azione vasocostrittrice della caffeina sui vasi sanguigni. Per chi soffre di pressione alta il caffè non è da escludere necessariamente, basta limitarne il consumo.

Berne molto invecchia la pelle...

Bere troppi caffè è deleterio per la salute, ma anche per la pelle. Nonostante sia ricco di di polifenoli antiossidanti, il caffè causa la formazione di rughe: come? L’acido benzoico, contenuto anche nel decaffeinato, si inattiva legando la glicina che così viene sottratta dal suo primario compito che è quello di riparare e costruire fibre collagene essenziali per mantenere il tono e l’elasticità della pelle.

… e danneggia i denti!

Macchie giallastre sui denti che non vanno via con le normali pratiche igieniche, hanno come cause principali il caffè e il fumo. Uno smalto non più perfettamente integro e la presenza della placca facilitano ancora di più l’adesione delle macchie ai denti. E’ bene non sottovalutare il problema, ricorrendo alla la pulizia professionale regolarmente, altrimenti, a lungo andare, anch'essa può risultare inefficace.

Si può bere caffè in gravidanza e allattamento?

Il caffè in gravidanza, se preso con moderazione, non presenta particolari controindicazioni, tuttavia può accentuare stati di agitazione e rendere disturbato il momento del riposo.

Alcuni studi hanno dimostrato che, invece, un abuso di caffè può interferite con la crescita del feto che può giungere a nascita con un peso e una statura inferiori. Inoltre, durante l’allattamento, la caffeina che passa nel latte materno, può essere causa di irrequietezza e agitazione nel neonato in funzione anche di una sensibilità soggettiva.

Ma quali sono gli altri alimenti che possono far male al feto? Scopri cosa non mangiare durante la gravidanza in modo da non commettere errori.

Come per i neonati anche per i bambini il caffè è controindicato, perchè eccita il sistema nervoso centrale portando a disturbi del sonno, nervosismo e palpitazioni.

Sia in gravidanza che in allattamento, quindi, è bene limitare il consumo di caffè a una tazzina al giorno. Assolutamente vietato, invece, per i bambini.

Gli effetti collaterali della caffeina.

Da alcuni studi è emerso che il caffè, in realtà, non aumenta la concentrazione, ne la memoria. O meglio, i bevitori di caffè non hanno, rispetto ai non bevitori, capacità intellettive maggiori. Piuttosto, nei consumatori abituali di caffè si instaura una dipendenza, per cui si assiste ad un senso di intorpidimento, quando non lo si assume, che talvolta può sfociare anche in uno stato depressivo. L’abuso di caffè, che si ha già al superamento di una dose pari a quattro tazzine al giorno, può portare al manifestarsi di una vera e propria sindrome da astinenza: quando l’effetto energizzante ma momentaneo della dose di caffè cessa, si assiste subito ad un declino delle capacità di attenzione e di concentrazione e un aumento di un senso di spossatezza generale. Essenziale è, dunque, non superare la soglia massima consentita, per non imbattersi negli spiacevoli effetti della dipendenza.

Inoltre, proprio perchè aumenta la secrezione di succhi gastrici, il caffè non è indicato per chi soffre di gastriti e ulcere, specialmente a digiuno.

Va evitato anche in caso di cistite e disturbi alla prostata in quanto aumenta i fastidi e il dolore correlati a tali affezioni.

Infine, in caso di orticaria sembra aumentare i sintomi ad essa associati quindi è meglio astenersi dal consumo di caffè.

A cosa fa bene: benefici e proprietà terapeutiche.

Che il caffè faccia passare il mal di testa, come abbiamo già detto, è solo una mezza verità, perchè lo fa passare solo a chi è abituato a farselo passare così! Ma il caffè possiede degli aspetti positivi. Per esempio, è utile a combattere la sonnolenza quando è necessario mantenersi vigili e attenti, ma comunque l'eccesso rischia di compromettere anche il sonno notturno;la caffeina blocca l’ adenosina un neurotrasmettitore responsabile del senso di stanchezza.

Il potere eccitante della caffeina si esplica anche a livello gastrico dove è in grado di aumentare la secrezione dei succhi gastrici favorendo la digestione. Inoltre a livello intestinale la caffeina insieme all’acido clorigenico aumenta la motilità intestinale, per cui consumarne con moderazione ha effetti lassativi e può essere utile in caso di stipsi.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che il caffè, ha effetti positivi sul fegato, anche quando affetto da gravi patologie come la cirrosi epatica. Probabilmente in virtù dei molti polifenoli che svolgono un’azione antiossidante a livello del tessuto epatico.

Anche se momentanea, la caffeina stimola le cellule della ghiandola tiroidea dando un senso piacevole di energia.

Proprietà cosmetiche della caffeina.

Nonostante esagerare nell'assunzione possa danneggiare pelle e denti la caffeina ha anche delle proprietà cosmetiche, o meglio degli effetti positivi su bellezza e forma fisica.Vediamo quali:

  • Anticellulite. Nel trattamento contro la cellulite creme e lozioni a base di caffeina risultano particolarmente efficaci : la caffeina agisce stimolando la lipolisi, cioè la mobilitazione dei grassi accumulati sotto forma di trigliceridi negli adipociti. I cosmetici contenenti caffeina, inoltre, sono indicati anche per chi ha problemi tiroidei contrariamente ai prodotti a base di alghe, fucus e sali marini.
  • Capelli. Interessante è l’azione che svolge sui capelli: la caffeina, inclusa in shampoo e lozioni da applicare sul cuoio capelluto, non solo migliora la salute del capello conferendo lucidità e morbidezza ma agisce direttamente sul bulbo attivando la ricrescita. Gli studi che hanno dimostrato questo effetto hanno testato l’efficacia della caffeina su svariati casi di alopecia maschile. La caffeina, appunto, elimina l’effetto inibitorio che il testosterone esercita sulla crescita dei capelli, riattivandola.
  • Pelle. i benefici della caffeina sulla pelle sono legati alla prevenzione del tumore alla pelle causato soprattutto dall'esposizione ai raggi UV. La caffeina agisce inibendo l’enzima Atr coinvolto nell'insorgenza di questo tipo di tumori. La soluzione, però non è abusare con il caffè, piuttosto può essere vantaggioso scegliere lozioni e creme solari a base di caffeina.

Il caffè fa dimagrire o fa ingrassare?

Il caffè non zuccherato apporta pochissime calorie, quindi non fa ingrassare ed è compatibile con qualsiasi tipo di dieta. Tuttavia bisogna considerare che, la caffeina aumenta il senso di fame quindi è meglio consumarlo dopo i pasti. Ma il caffè ha anche proprietà dimagranti: aumenta il metabolismo e quindi è utile a bruciare più facilmente i grassi.

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Ovviamente da solo il caffè non può far dimagrire, quindi i suoi effetti benefici vanno collocati nel contesto di un regime ipocalorico equilibrato.

Quanti caffè bere al giorno per evitare gli effetti collaterali?

Dose giornaliera di caffè

La soglia massima di caffè al giorno è di tre tazzine (pari a 300 mg di caffeina) che mediamente permettono di evitare i possibili effetti collaterali. Tuttavia la sensibilità alla caffeina è variabile e soggettiva: alcuni sono più sensibili alla caffeina e mostrano più facilmente gli effetti evidenziati dalle controindicazioni.

Ricordiamo che la quantità di caffeina in una tazzina di espresso è pari a 85 mg, mentre una tazzina di caffè di moka mostra quantità variabili da 80 a 120 mg, il caffè solubile contiene da 60 a 80 mg a tazzina, da 60 a 150 mg nel caffè americano.

I diversi tipi di caffè.

Caffè ginseng, estratto di radice, una moda esplosa negli ultimi anni è bere una bevanda che accoppia il ginseng al caffè. Il suo successo risiede nel fatto che in questo modo si può beneficiare delle proprietà del caffè senza avere gli effetti indesiderati legati al nervosismo e alle aritmie visto che il ginseng rilassa e distende.

Caffè d’orzo. L’orzo è un cereale e non contiene caffeina. Può essere bevuto, quindi senza limitazione alcuna. Inoltre possiede ottime proprietà antinfiammatorie ed è ricchissimo di fosforo.

Caffè di cicoria. Il caffè di cicoria mantiene le stesse proprietà del normale caffè: stimola anch'esso il sistema nervoso centrale, è un digestivo e lassativo, ma possiede anche spiccate capacità depurative ed è un valido ipocolesterolemizzante.

Caffè decaffeinato. Semplicemente contiene una quantità irrisoria di caffeina (circa 3 mg per tazzina), tutti gli altri componenti rimangono inalterati rispetto al caffè normale. Ovviamente, mancando il principio attivo predominante sono molto ridotte anche gli effetti che da questo dipendono sia positivi che negativi.

Caffè verde, miscela arabica che salta il passaggio della torrefazione (per questo è definito “crudo”), il caffè verde è ricchissimo di antiossidanti mentre presenta una quantità più bassa di caffeina (3 mg). Presenta anche elevate quantità di acido clorogenico che funziona da brucia grassi e aiuta a dimagrire.

Caffè guaranà anche i guaranà, pianta sempre verde dell’Amazzonia, viene utilizzato come surrogato del caffè. Contiene caffeina (4% circa), ma anche tannini e polifenoli, che depurano il fegato, stimola la digestione e la circolazione.

Caffè si o caffè no? Tiriamo le somme.

La caffeina ha sicuramente effetti stimolanti sul sistema nervoso, cardiocircolatorio, sul metabolismo, ecc.

Ma ce lo dimostra chi non ne beve: il caffè non è necessario per il benessere dell’organismo.

Le controindicazioni legate al consumo di caffè, abbiamo visto, ci sono, e la più insidiosa è forse la dipendenza che essa provoca. Sarà per questo forse che il caffè è così diffuso in tutto il mondo?

Oggi, in una società tutta presa dallo stress e dal nervosismo, sembra essersi instaurato un circolo vizioso tra consumo di caffè, per aumentare concentrazione e prestazioni intellettive, e nervosismo dovuto alle stesse. Tutto ciò sfocia inevitabilmente in una frequenza sempre più alta di soggetti affetti da ansia o altri disturbi psichici.

L’abitudine del caffè è peggiorata dal fumo della sigaretta: entrambi, potenziandosi a vicenda, danneggiano pericolosamente l’apparato cardiovascolare aumentando il rischio di infarti e scompensi cardiaci.

Come al solito il buon senso alimentare dice che la virtù e nella moderazione. Il caffè in piccole dosi può andar bene ma se si esagera le conseguenze possono essere severe.

Ti abbiamo convinto a ridurre il numero di caffè... o abbiamo trascurato qualche aspetto che potrebbe interessarti? ...Faccelo sapere nei commenti... 

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Valentina Coviello (Biologa)

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