Dieta iposodica

Ultimo aggiornamento:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

La dieta iposodica è una dieta povera di sodio, che può essere utile seguire sia per la prevenzione e la cura di alcune patologie, come quelle legate all'apparato cardiocircolatorio e digestivo, che per il mantenimento del benessere estetico, poiché contrasta la ritenzione idrica e la cellulite.

    Indice Articolo:
  1. Cos'é
    1. Sodio negli alimenti
  2. La dieta in pratica
    1. Alimenti consentiti
    2. Alimenti vietati
  3. Condimenti da utilizzare
    1. Tipi di sale
    2. Erbe
  4. Dieta iposodica tipo
  5. Gli effetti benefici
    1. Ipertensione
    2. Colesterolo
    3. Cellulite
    4. Gravidanza e menopausa
    5. Sindrome di Meniere
    6. Fegato
    7. Reni
  6. Controindicazioni ed effetti collaterali
    1. Fabbisogno
  7. Fa dimagrire?
    1. Ricette utili

Cos'è? la dieta iposodica?

La dieta iposodica è un regime alimentare a basso contenuto di sodio che si segue non solo limitando il quantitativo di sale da cucina e da tavola, usato per condire i piatti, ma anche diminuendo, considerevolmente, tutti quegli alimenti che contengono sale nella preparazione e nella lavorazione.

La dieta povera di sodio viene utilizzata soprattutto per contrastare l'ipertensione arteriosa una patologia che aumenta il rischio cardiovascolare. Il sodio, infatti, è un elemento essenziale per l'organismo in quanto aiuta la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare, ma soprattutto, insieme al potassio, regola l'equilibrio elettrolitico, e quando è in eccesso, richiama nell'organismo notevoli quantità d'acqua causando ipertensione.

ll sodio negli alimenti.

Per seguire una dieta iposodica correttamente bisogna conoscere il contenuto di sodio degli alimenti e capire quali alimenti possono essere consumati e quali invece vanno evitati. Inoltre è importante conoscere i condimenti “alternativi” che possano aiutare a cucinare con poco sodio ma che diano sapore alle pietanze.

La quantità di sodio di un alimento può dipendere sia dalle proprietà intrinseche dell’alimento sia dal processo di lavorazione a cui viene sottoposto.

Tra gli alimenti che contengono sodio per i processi di lavorazione abbiamo: (i valori si riferiscono a 100 g di prodotto):

Tra gli alimenti che contengono alte percentuali di sodio non dipendenti dai processi di lavorazione abbiamo:

Da questi valori si evince che gli alimenti che contengono la maggior quantità di sodio sono i salumi e i formaggi e anche alcuni prodotti da forno e carni conservate. In generale tutti i prodotti in scatola e conservati contengono grandi quantità di sodio, utile per i processi di lavorazione e conservazione

Come si articola la dieta in pratica? Le regole base.

Prima di approfondire i diversi aspetti mettiamo in luce i punti fondamentali di questo tipo di dieta, riportando una lista di semplici consigli che ci aiutino a conoscere e capire questo regime alimentare:

Alimenti consentiti.

Vediamo adesso quali alimenti sono consentiti dalla dieta iposodica. E’ utile associare a questi alimenti dell’acqua a basso contenuto di sodio. Le uova possono essere consumate bollite o in camicia, mentre i legumi possono essere consumati tranquillamente purché freschi e non in scatola. Anche il consumo di frutta e verdura è libero tranne per alcuni tipi di verdura di cui parleremo in seguito.

Alimenti da evitare.

Vediamo quali alimenti bisogna assolutamente evitare se si segue un regime alimentare iposodico.

Condimenti: le alternative al sale.

Come visto nell’ambito dei condimenti oltre il già citato sale andrebbero evitati anche tutti i condimenti notoriamente grassi come il burro la maionese, ecc.…

Vediamo quindi alcuni consigli su come dare sapore agli alimenti utilizzando condimenti alternativi.

Tipi di sale.

In commercio esistono diversi tipi di sale che presentano quantità di sodio minori rispetto al tradizionale sale da cucina.

Erbe aromatiche.

Le erbe aromatiche rappresentano un’enorme risorsa nella cucina per condire gli alimenti dando molto sapore e niente sale.

Tra le più utilizzate abbiamo la menta, la salvia, il rosmarino, il basilico, il timo, l’erba cipollina, l’origano, ma rientrano in questa categoria anche l’aglio e il peperoncino. Tra le altre erbe aromatiche citiamo l’aneto, l’alloro, il dragoncello, la noce moscata, la maggiorana, lo zafferano e il ginepro.

Possiamo utilizzare liberamente aceto, olio extravergine di oliva e limone per condire i nostri piatti.

Schema di esempio di dieta iposodica.

Vediamo a questo punto un esempio di dieta iposodica di circa 2000 kcal che prevede tre pasti principali e due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio

Colazione, scegliere tra:

Spuntino di metà mattina e di metà pomeriggio, scegliere tra:

Pranzo, a scelta tra:

Cena, scegliere tra:

Benefici della dieta povera di sale.

I benefici di una dieta iposodica riguardano principalmente la prevenzione di alcune patologie per cui l’apporto eccessivo di sodio rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio di incidenza della patologia:

Previene l'ipertensione.

La riduzione del contenuto di sodio nell’alimentazione è importante per il cuore in quanto aiuta a prevenire l’ipertensione e serve ad abbassare la pressione alta in quei soggetti già ipertesi. Limitare il consumo di alimenti ricchi di sodio rappresenta un modo per prevenire futuri problemi cardiovascolari come infarto del miocardio

Inoltre in un paziente affetto da scompenso cardiaco una dieta iposodica è utile perché riduce la formazione di edemi dovuti all’accumulo di liquidi che la patologia causa. La dieta iposodica, infatti, elimina il sodio che è responsabile della ritenzione idrica e della formazione di edemi. La dieta iposodica va associata a terapia diuretica e si consiglia un apporto di sodio giornaliero sotto i 2 g.

Riduce il colesterolo.

La dieta iposodica è povera di grassi e riduce l’apporto di formaggi e salumi che contengono molto colesterolo. Di conseguenza è utile anche per prevenire l’insorgenza di ipercolesterolemia, che rappresenta un altro fattore di rischio per l’infarto.

Previene la cellulite.

Ridurre l’apporto di sodio significa ridurre anche i fenomeni di ritenzione idrica che spesso causano l’insorgere della cellulite. Il sodio infatti, se presente in grandi quantità nell’organismo, richiama acqua nei tessuti e i liquidi, a livello del tessuto adiposo, ristagnano provocando gonfiore e cellulite. Per questo motivo la dieta iposodica può essere utilizzata anche per dimagrire perché favorisce l’eliminazione del sodio e quindi dei liquidi in eccesso, accelerando la perdita di peso.

Puoi approfondire gli effetti del sodio sulla ritenzione idrica principale causa della cellulite.

E' consigliata in gravidanza e menopausa.

Una dieta iposodica è consigliata anche in gravidanza e in menopausa. Nel primo caso perché evita gli aumenti pressori che possono verificarsi in questo periodo e attenua i sintomi della ritenzione idrica che accompagna quasi sempre la gravidanza. Per la menopausa rappresenta un tipo di alimentazione a scopo preventivo poiché in questo periodo la diminuzione degli estrogeni aumenta il rischio di ipertensione e ipercolesterolemia per cui ridurre il sodio e gli alimenti ricchi di grassi aiuta a prevenire questi problemi.

Una dieta iposodica può essere utilizzata in caso di alcune patologie specifiche per le quali è stato dimostrato che un minore apporto di sodio migliora il quadro prognostico.

Sindrome di Meniere.

La sindrome di Meniere è una malattia cronica caratterizzata da vertigini che durano da una ventina di minuti fino ad alcune ore. Una dieta iposodica è utile perché riduce la pressione che c’è a livello dell’orecchio interno, che è la sede dove originano le vertigini, e quindi riduce i sintomi. Si consiglia un apporto di sodio tra 1 e 2 g al giorno.

Previene patologie epatiche.

Una riduzione del sodio è utile in caso di patologie del fegato come la cirrosi si manifesta spesso l’ascite, un accumulo di liquido a livello addominale. Una dieta iposodica, come già visto per i pazienti affetti da scompenso cardiaco, favorisce, infatti, la riduzione dell’edema causato dall’ascite e l’eliminazione dei liquidi. Va associata a terapia diuretica e l’apporto di sodio è intorno a 450 – 550 mg al giorno.

E' utile per contrastare patologie renali.

Nell’insufficienza renale i reni non funzionano più per cui nel sangue si verifica un accumulo di sostanze come sodio, potassio, e fosforo che risultano dannose per l’organismo e che devono essere eliminate. Una dieta iposodica, associata a dieta ipofosforica e ipopotassica, aiuta la riduzione dei livelli di queste sostanze nel sangue e ne previene l’accumulo.

Ha controindicazioni?

Non vi sono particolari controindicazioni o effetti collaterali per questo tipo di dieta, perché il consumo di sodio non viene eliminato del tutto ma soltanto ridotto per cui non è facile che si manifestino effetti da carenza di sodio.

Tuttavia, se non bisogna in alcun modo eccedere con le dosi di sale, non è neanche salutare eliminarlo del tutto.

Il sodio, infatti, insieme al potassio, regola il volume dei fluidi extracellulari nell’organismo ed ha un ruolo importante per le funzioni cerebrali. L'eliminazione totale del sale dalla dieta potrebbe causare quindi danni alla salute.

Ma quale è il fabbisogno di sodio e quanto invece ne prevede la nostra dieta?

Il sodio, il cui giusto apporto giornaliero è intorno ai 2 – 3 g, svolge una funzione importante per il nostro organismo: regola la conduzione dell’impulso nervoso perché contribuisce, insieme al potassio, alla genesi del potenziale d’azione, cioè quella corrente elettrica che fa partire l’impulso nervoso. Sebbene il sodio sia fisiologicamente indispensabile per il nostro organismo oggi si tende a consumarne più del necessario, come riporta uno studio effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità che attesta che il consumo pro capite di sale va dagli 8 agli 11 g al giorno, una quantità ben superiore a quella di cui abbiamo bisogno giornalmente!

L’eccesso di sodio non è da sottovalutare poiché può portare all’insorgenza di alcune patologie molto serie legate al sistema cardiocircolatorio, ed anche inestetismi frequenti soprattutto tra le donne come ad esempio la ritenzione idrica. Ecco che una dieta iposodica che prevede un apporto giornaliero di sodio, di 800 – 1500 mg ottima a prevenire diventa in taluni casi necessaria come cura e va seguita sotto stretto controllo medico e mai in maniera autonoma.

La dieta iposodica fa dimagrire?

Associata ad un giusto apporto calorico ed ad una costante attività fisica, la dieta iposodica aiuta la perdita di peso . Essa, infatti, è spesso anche una dieta ipocalorica che prevede l'assunzione di molta frutta e verdura cruda che sono alimenti ricchi di vitamine capaci di dare energia e limitare il senso di fame. Inoltre, questa dieta prevede l'eliminazione di molti alimenti ricchi di zuccheri e grassi e, soprattutto, favorisce la diuresi, riducendo gonfiore e ritenzione idrica con un' immediata perdita di peso.

 

Ricette.

Vediamo adesso un paio di ricette utili per cucinare con un ridotto contenuto di sodio.

Sogliola al forno

Per questa ricetta occorrono una sogliola da circa 200 g, farina, prezzemolo, olio e succo di limone q.b. La sogliola va infarinata, condita con olio, limone e prezzemolo e messa in forno per quasi un’ora.

Pasta ai funghi

Per questa ricetta occorrono 50 – 60 g di funghi, 100 g di pasta, una cipolla, uno spicchio d’aglio, mezzo pomodoro, prezzemolo e olio q.b. Cucinare in una padella i funghi con aglio, cipolla, olio, pomodoro e prezzemolo e nel frattempo cuocere la pasta. Quando la pasta sarà cotta mescolarla in padella insieme ai funghi facendo insaporire e poi servire.

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

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