Residuo fisso nelle acque minerali: cos'è, e perchè fa male

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

Cos'è il residuo fisso nelle acque minerali? Un valore elevato fa male? Approfondimenti e confronto tra le acque sul mercato. Impariamo a leggere le etichette delle bottiglie d'acqua minerale in modo da scegliere consapevolmente quale bere.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è
    1. Acqua naturale o minerale: differenza
  2. Valori
    1. Acqua residuo fisso basso
    2. Acqua residuo fisso medio
    3. Acque residuo fisso alto
  3. Cosa contiene?
    1. Parametri correlati
  4. Tabella acque minerali
  5. Fa male? 
  6. Quale scegliere?
    1. Ipertensione
    2. Cellulite
    3. Bambini
    4. Sportivi
    5. Ossa e denti
    6. Anemia
    7. Stitichezza
    8. E per i calcoli renali?

Cos’è il residuo fisso nelle acque minerali?

Per residuo fisso (TDS - total dissolved solids) di un’acqua si intende la quantità di minerali in essa disciolta. E' un valore che distingue le varie tipologie di acqua quantizzato e definito portando ad ebollizione l’acqua di diversi tipi (100°C) con successiva essiccazione alla temperatura di 180 °C.

Acqua minerale ed acqua naturale: le differenze.

Spesso utilizziamo il termine naturale riferito all'acqua come sinonimo di oligominerale, ma non è così. “Acqua naturale, non vuol dire “acqua oligominerale.

Si definisce minerale un’acqua che viene imbottigliata direttamente alla sorgente, naturale se non subisce modifiche come l’aggiunta di anidride carbonica o clorazione e filtrazione.

L'acqua, infatti, viene filtrata per essere liberata da contaminanti solidi, e successivamente viene clorata per disinfettarla da eventuali patogeni.

L’acqua minerale in particolare può essere: naturale con minore o maggiore residuo fisso, oligominerale, ricca di minerali, o effervescente.

I valori del residuo fisso dell’ acqua.

I valori del residuo fisso Per interpretare al meglio le etichette e fare acquisti realmente consapevoli può essere utile sapere cosa contiene il residuo fisso, quali sono i valori e cosa indicano gli altri parametri che dipendono dal valore di residuo fisso, e descritti sull'etichetta dell’acqua.

Il residuo fisso dell’acqua minerale va da 1500 mg/l.

 In particolare le acque vengono classificate in base al valore del residuo fisso.

Acque minimamente mineralizzate con residuo fisso basso.

In tali acque il valore del residuo fisso è minore a 50 mg/l, indicate per un alimentazione neonatale, in quanto, essendo povere di sali minerali, sono altamente digeribili.

Acque oligominerali, con residuo fisso medio.

Il valore del residuo fisso è compreso tra 50 e 500 mg/l. Sono acque che dissetano e garantiscono un apporto di minerali moderato. In particolare, in assenza di specifiche patologie o di particolari condizioni, la oligominerale è tra le acque più consigliate in quanto i sali minerali vengono assunti già abbondantemente con un’alimentazione varia.

Acque medio minerali con residuo fisso alto.

Hanno residuo fisso compreso tra 501 e 1500 mg/l, che sono le più indicate in condizioni in cui l’organismo ne è carente, (senilità, sport,...ecc).

Cosa contiene?

Il residuo fisso è dato generalmente dalla presenza di sali, calcio, magnesio, sodio, potassio, fosfati nitrati e cloruro. Tali sostanze devono avere dimensioni uguali o inferiori a due micrometri. Le acque ricche di minerali possono avere altri minerali e essere di vario tipo a seconda dello ione più presente: acque ferrose, con prevalenza di ferro, acque sulfuree ricche di zolfo, acqua fluorata, acqua bicarbonato - calcica più alcalina.

Altri parametri correlati al residuo fisso

Oltre al residuo fisso vi sono altri parametri ad esso correlati e che vengono anch'essi riportati in etichetta.

La conducibilità elettrica di un’acqua dipende dal residuo fisso, ossia dalla concentrazione di ioni in essa disciolti. Più sali minerali sono presenti più l’acqua sarà in grado di condurre cariche negative.

Il ph, invece dipende dalla presenza di bicarbonati: se più concentrati determinano una tendenza alcalina (limite massimo 9,5), quando meno presenti determinano un’acqua più acida (limite minimo 6,5).

La durezza dell’acqua è un dato correlato al residuo fisso, ma più specifico: esso si riferisce alla quantità di calcio e magnesio nell'acqua. Un’acqua è definita dura quando contiene maggiore quantità di questi ioni, mentre si definiscono dolci, le acque che ne sono carenti.

Puoi approfondire il le proprietà ed il fabbisogno dei diversi sali minerali per l'organismo.

Il valore del residuo fisso delle principali marche di acque minerali a confronto.

Il valore di residuo fisso distingue i vari tipi di acque, ma variazioni qualitative (che dipendono cioè da quale tipo di ione è più presente), oltre che quantitative, degli ioni, differenzia i diversi tipi di acqua minerale.

Ma quale scegliere? osserviamo le differenze tra le principali marche di acqua minerale presenti sul mercato:

E’ vero che il residuo fisso fa male? E perché?

E’ importante tuttavia, non solo capire cos'è il residuo e come interpretare i valori sulle etichette, ma anche capire se il residuo fa male, e perché?

In realtà la risposta a questa domanda è no, o almeno non sempre!

Il residuo fisso, infatti, non è nocivo in assoluto, in quanto è costituito da sali minerali e non da sostanze dannose.

Gli eventuali effetti collaterali possono manifestarsi nel caso in cui si esageri con le quantità. I sali in eccesso tendono a depositarsi nei tessuti richiamando acqua e ad accumularsi a livello renale.

Ecco perché, come in tutte le cose, il segreto sta nella moderazione e nello scegliere una tipologia di acqua che risponda alle effettive esigenze dell’organismo.

Inoltre è consigliabile scegliere l’acqua più indicata per i propri bisogni. In caso di specifiche condizioni sarà il medico a suggerire la tipologia e se scegliere un’acqua più ricca di sali minerali e quindi con alto residuo fisso, o meno ricca e quindi con basso residuo fisso.

Meglio un residuo fisso alto o basso? Scegliere l’acqua in base a stile e fase di vita.

Come già detto sopra è importante ricordare che non esiste un’acqua buona in assoluto, piuttosto esiste l’acqua più indicata per un determinato bisogno o stile di vita.

Acque oligominerali per chi soffre di ipertensione.

Per esempio, le acque oligominerali, povere di sodio, sono indicate per chi soffre di ipertensione insieme, però, ad una drastica riduzione di questo ione dalla dieta. Il sodio, infatti , causa aumento della pressione tanto è che l’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito che la dose giornaliera non deve superare i due grammi.

Residuo fisso basso contro la cellulite.

Per contrastare la cellulite è utile scegliere un’acqua oligominerale con residuo fisso basso (al disotto di 200 mg/l), per eliminare il sodio  in eccesso che richiama acqua nei tessuti provocando ritenzione idrica e pelle a buccia d'arancia.

Acqua minimamente mineralizzata per l’alimentazione neonatale.

L'acqua con basso residuo fisso è adatta ai bambini perché altamente digeribile. Per la diluizione del latte in formula fin dai primissimi giorni possono essere utilizzate acque con residuo fisso al disotto di 50 mg/l. E’ indicata anche durante gli attacchi di gotta per diluire ed eliminare l’acido urico in eccesso.

Acque mediamente mineralizzata per gli sportivi.

Gli sportivi infatti, necessitano di reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione durante l’allenamento.

Acqua calcica per ossa e denti.

In particolare le acque ricche di calcio, sono utili per la crescita e il mantenimento di denti e struttura ossea: quindi per prevenire l’ osteoporosi, o nell'alimentazione infantile.

Acqua ferrosa contro l’anemia.

L’acqua con prevalenza di ferro, è utili in caso di anemia da carenza di ferro, ma è sconsigliata in presenza di patologie gastriche in quanto il minerale in eccesso può irritare la mucosa gastrica, fino a provocare vere e proprie lesioni.

Le acque solforose per combattere la stitichezza.

L’acqua ricca di zolfo può servire per patologie ostruttive dei dotti biliari, poiché lo zolfo aumenta le secrezioni dell’apparato gastroenterico e la peristalsi. 

Quale acqua è maggiormente consigliata nel caso di calcoli renali?

Un caso a parte costituisce la calcolosi renale: in genere in tale situazione viene consigliata acqua oligominerale, in misura di 1,5 - 2,5 litri al giorno, per evitare il deposito di ulteriori sali di calcio.

In presenza di calcoli renali è importante bere almeno due litri di acqua per aumentare il volume di urina e sciogliere eventuali aggregati, una volta passata la fase acuta delle coliche, quando cioè, il calcolo attraversa il rene verso l’uretra provocando dolore.

In questa fase è più utile procedere con terapia opportuna atta a rilassare la muscolatura e rallentare il flusso di urina, introducendo meno liquidi, per permettere un’espulsione efficace e meno dolorosa possibile.

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

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