Digiuno terapeutico

Ultimo aggiornamento:

Articolo realizzato dalla redazione
Informazioni sui Consulenti Scientifici

Il digiuno terapeutico è una pratica che viene adottata per purificare l’organismo dalle scorie e ritrovare la vitalità. Anche se in linea di principio può essere condivisibile l’idea di voler limitare almeno per un periodo il consumo di sostanze nocive per l’ organismo, soprattutto in una società, come quella dell’occidente industrializzato, in cui gran parte delle patologie derivano proprio da problemi legati alla sovra alimentazione come l’obesità, le patologie cardiovascolari ecc... non si può certo affermare che il digiuno sia la soluzione migliore.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è?
    1. Cosa accade?
  2. Regole base
  3. Come farlo
    1. Fase di preparazione
    2. Attuazione del digiuno terapeutico
    3. Ripresa dell'alimentazione
  4. Tempi e modi
  5. Benefici
    1. Depura corpo e spirito
    2. Fa dimagrire
    3. Quanti chili si perdono?
    4. Invecchiamento
  6. Effetti collaterali
    1. Apparato digerente
    2. Corpi chetonici
    3. Cuore
    4. Muscoli
    5. Ciclo mestruale
    6. Cervello
    7. Fa ingrassare?
  7. Controindicazioni

Cos'è il digiuno terapeutico.

Il digiuno terapeutico è una pratica che deriva dalle tradizioni delle discipline orientali, a cui poi si sono aggiunti studi e ricerche che hanno dimostrato che l’uomo può sopravvivere in uno stato di totale assenza di cibo per circa 24 giorni, purché naturalmente venga mantenuta costante l’idratazione.

Sulla base di queste teorie si sono sviluppati molti centri che propongono digiuni terapeutici di diversa durata, sostenendo che l’astinenza dal cibo possa avere grandi benefici per l’organismo.

I sostenitori della digiunoterapia ne vantano le proprietà depurative, disintossicanti e di prevenzione delle malattie: il corpo, infatti, non essendo impegnato a metabolizzazione nuove sostanze, concentra tutte le sue energie nell’eliminazione di scorie e tossine.

Cosa accade quando si digiuna.

Quando si digiuna, il corpo non riceve dall'esterno le sostanze nutritive di cui ha bisogno, per cui deve ricavarle degradando sé stesso: questo processo è denominato dai digiunoterapeuti "autolisi". Si attivano quattro vie metaboliche che a partire da substrati diversi producono glucosio:

In questo modo l’organismo consuma le sue riserve sia di carboidrati sia di grassi sia di proteine.

Come funziona: le regole.

Il digiuno è dunque la rinuncia volontaria al cibo per un periodo di tempo stabilito. I cardini della digiunoterapia sono:

In questo modo si può ristabilire l’equilibrio psicofisico, compromesso dallo stress di tutti i giorni e da una cattiva alimentazione.

Come fare il il digiuno terapeutico?

Un digiuno terapeutico non si improvvisa, ma va fatto secondo alcune semplici regole se non si vuole incorrere in pesanti effetti collaterali.

Come prepararsi al digiuno.

La preparazione è la fase di transizione graduale nella quale si passa da un’alimentazione solida a una liquida. È fondamentale scegliere un periodo adatto al digiuno, cioè sufficientemente lungo perchè la preparazione dovrà durare almeno gli stessi giorni del digiuno, privo di impegni improrogabili e in cui sia possibile dormire la giusta quantità di ore e condurre una vita più rilassata. Nei giorni di preparazione occorre:

Man mano che il digiuno vero e proprio si avvicina, l’alimentazione dovrà essere costituita esclusivamente da frutta e verdura centrifugata. Aglio e cipolla sono particolarmente indicati per i centrifugati perché favoriscono la depurazione dell’organismo.

Cosa fare durante il digiuno terapeutico.

Ovviamente non si può intraprendere un digiuno terapeutico prolungato senza allenamento. Per la prima volta è consigliato fare una prova di 3 giorni per “imparare” a digiunare. Dopo la preparazione, nel digiuno vero e proprio bere acqua sia di giorno sia di notte, purché sia:

In alcuni casi il digiunoterapeuta può proporre un digiuno attenuato, cioè un digiuno in cui sia consentito mangiare una moderata quantità di frutta e verdura, ma esclusivamente crude, oppure può essere consigliata l’assunzione di tè verde, succo di limone, di pompelmo e centrifugati di verdure miste.

Nel corso del digiuno può essere utile assumere integratori. La spirulina apporta vitamine, sali minerali, proteine e la clorofilla, che ha proprietà depurative, e se ne consigliano 5 pasticche 3 volte al giorno. Sono poi indicati integratori a base di fibre, come lo psyllium e il glucomannano, e compresse di Echinacea che rafforza il sistema immunitario. L’aglio può essere assunto sia come ingrediente dei centrifugati sia sotto forma di compresse.

La ripresa dell’alimentazione.

Alla fine del digiuno bisogna riadattare l’organismo e in particolare l’apparato digerente alla reintroduzione di cibi solidi. Il riavvicinamento al cibo solido deve essere molto graduale tenendo sotto stretto controllo gli impulsi famelici conseguenti al digiuno.

Non si può ricominciare con un’alimentazione onnivora ma si riprenderà una dieta vegetariana, con l’ausilio di integratori biologici come alghe e fermenti lattici. Se per esempio il digiuno è durato una settimana, la rialimentazione dovrà durare 3 giorni, passando gradualmente dai liquidi ai solidi.

Quando digiunare e per quanto tempo.

I periodi più adatti sarebbero prima dell’inverno, nel solstizio d’inverno e nell'equinozio di primavera. Il digiunoterapeuta stabilisce per quanti giorni digiunare: si parte da un minimo di 3 giorni, una durata media di 7 giorni, per arrivare a un massimo di 45 giorni; sono stati documentati anche casi di digiuni guidati in centri specializzati durati anche 120 giorni. Il digiuno può essere condotto per un giorno dopo un’abbuffata oppure periodicamente per un giorno una volta a settimana o per 3 giorni due volte al mese o almeno due volte l’anno per una settimana.

Benefici del digiunoi terapeutico.

Secondo i digiuno-terapeuti, il digiuno è fonte di salute, purificazione, autoguarigione e sarebbe benefico per la forma fisica perché:

Depura lo spirito e il corpo.

Il digiuno, mettendo a riposo l’apparato digerente, pulisce l’intestino, elimina le tossine e i liquidi in eccesso. Digiunando, cioè smettendo di ingerire cibo, le mucose digestive, eliminate tutte le scorie, si autoriparano.

Per tale motivo un digiuno terapeutico viene prescritto per la preparazione ad un intervento chirurgico, nel postoperatorio dopo un intervento di chirurgia dell’intestino o in presenza di una malattia dell’apparato gastroenterico (per esempio in caso di pancreatite acuta o di ileo paralitico). In tutti questi casi comunque è vero che l’intestino non lavora, ma l’organismo non viene lasciato senza nutrienti grazie all'applicazione delle flebo.

Fa perdere peso.

La pratica del digiuno fa effettivamente perdere peso, il digiuno instaura un bilancio energetico negativo (le calorie bruciate sono più di quelle introdotte che sono praticamente pari a 0) necessario per perdere peso.

E’ però utile approfondire quest’aspetto per capire perchè questa perdita non può essere considerata un reale dimagrimento, e quindi perchè è del tutto sbagliato pensare di digiunare per perdere i chili in eccesso.

Infatti il digiuno aiuta a bruciare i grassi ma cosa accade alla massa magra? Il corpo per ricavare glucosio preleva dal muscolo sia le proteine sia il glicogeno e di conseguenza si verifica la perdita della massa magra. Questa diminuzione comporta naturalmente perdita di tonicità muscolare a cui va aggiunto il fatto che allertato dallo stato di privazione, l’organismo si abitua a bruciare meno calorie. Una volta finito il digiuno quindi si avranno meno muscoli (motivo per cui l’ago della bilancia scende) ed un metabolismo più lento, il che fa innalzare notevolmente il rischio di ingrassare appena si torna ad alimentarsi in modo normale, riprendendo molti più chili di quelli persi con il digiuno.

Quanti chili si perdono?

Ovviamente questo dipende dal metabolismo della persona, dalla durata del digiuno e dal tipo di digiuno; in linea di massima, una persona che brucia 2500 k calorie al giorno e che pratica un digiuno assoluto perderà:

Diminuisce i segni dell'invecchiamento.

Un digiuno ben organizzato comporta, come abbiamo detto, l’eliminazione di scorie e tossine dall'organismo che sono la causa degli stati infiammatori. Una dieta a base di verdure e frutta, apporta molti antiossidanti che rinforzano il sistema immunitario e stimolano la produzione di nuove cellule che rende corpo e mente più giovani.

Effetti collaterali: il digiuno non può essere iomprovvisato.

Naturalmente chi decanta le lodi del digiuno terapeutico non sottolinea mai il fatto che, soprattutto nei primi giorni di pratica, si può essere colti da giramenti di testa, apatia, debolezza muscolare, irritabilità ecc.. A questo proposito va ribadito che il digiuno terapeutico, anche se intrapreso per brevi periodi ha diversi effetti collaterali, non può mai essere improvvisato, è necessario infatti essere informati e guidati sia nella fase precedente che in quella di riavvicinamento al cibo. Il digiuno terapeutico infatti:

Provoca danni all'apparato digerente.

Il digiuno non controllato può causare la comparsa di ulcere ed erosioni nelle pareti dello stomaco, atrofia della mucosa intestinale, aumento del rischio di calcoli alla colecisti. Questo accade perché l’apparato gastroenterico non esercita più la funzione fisiologica di digestione, i villi intestinali si appiattiscono e la mucosa perde la sua naturale capacità di assorbimento.

Aumenta i corpi chetonici.

L’ aumento dei corpi chetonici (chetoacidosi) nel sangue che insorge in seguito ad un digiuno prolungato comporta disidratazione, ipotensione, tachicardia, nausea e vomito fino al coma, ipoglicemia, deficit delle proteine plasmatiche con rischio di malnutrizione. Quando, infatti, si effettua un lungo digiuno, l’organismo consuma dapprima le scorte di glicogeno e poi quelle di grassi accumulati per produrre energia. Contemporaneamente l’organismo produce i chetoni che sono acidi grassi che vanno eliminati con le urine

Causa bradicardia e rischio di infarto.

Il digiuno influenza la frequenza cardiaca causando bradicardia, aritmia, angina instabile per carenza di potassio che è il minerale che permette la contrazione del miocardio (muscolo del cuore). I rischi sono infarto e arresto cardiaco.

Fa perdere massa magra e aumenta quella grassa.

Il digiuno causa ipotrofia dei muscoli perché il corpo per ricavare glucosio preleva dal muscolo sia le proteine sia il glicogeno. Questa causa perdita di massa magra con flaccidità e rallentamento del metabolismo.

Influisce sul ciclo mestruale.

Il digiuno esercita un’influenza sugli ormoni femminili molto negativa determinando amenorrea e dismenorrea (rispettivamente assenza e irregolarità del ciclo mestruale), compromettendo quindi la fertilità della donna.

Provoca insonnia ed esaurimento.

Un digiuno prolungato provoca danni anche a carico del cervello perché causa giramenti di testa, vertigini ed emicrania, insonnia e quindi esaurimento.

Il digiuno fa ingrassare?

Il digiuno in se non fa ingrassare, il problema è che le carenze possono rallentare il metabolismo e favorire la perdita di massa magra, quindi si può riprendere il peso perso o anche di più se nella fase di rialimentazione non ci si controlla.

Controindicazioni.

Tenendo presenti i possibili effetti indesiderati, possiamo dire che il digiuno terapeutico è assolutamente da sconsigliare:

Informazioni Sugli Autori:

Articolo realizzato dalla redazione
Informazioni sui Consulenti Scientifici

BLOG WORKOUT SHIRT APP
Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire funzioni social e analizzare il traffico. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie e dichiari di aver letto la nostra Cookie Policy e la Privacy Policy. Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la nostra Cookie Policy.