Metabolismo lento: sintomi, cause, effetti, rimedi e dieta per riattivarlo.

Quali sono le cause metabolismo lento? E quali gli effetti sull'organismo? Un'analisi dei sintomi ci aiuta ad capire quando un metabolismo pigro. In tal caso, per riattivarlo, bisogna seguire una dieta adatta, scegliere gli alimenti giusti ed adottare altri rimedi mirati ad accelerare l'insieme di processi chimico-fisici che che bruciano calorie e producono energia.

Metabolismo lento: sintomi, cause, effetti, rimedi e dieta per riattivarlo

    Indice Articolo:

  1. Cosa significa?
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Rimedi
  6. Dieta
  7. Approfondimenti

Cosa si intende per metabolismo lento?

Si parla di metabolismo lento quando i processi necessari al nostro organismo per sopravvivere, ovvero tutti quelli che bruciano e producono energia, per una qualche ragione subiscono un rallentamento.

Il metabolismo, infatti, è quell’insieme di processi o meglio reazioni chimico-fisiche che avvengono nell’organismo al fine di ottenere molecole più complesse a partire da molecole semplici (anabolismo), o al fine di scindere molecole complesse, come quelle che assumiamo con l’alimentazione, e di ottenere invece molecole più semplici (catabolismo).

Il metabolismo si distingue in basale e intermedio.

Il metabolismo basale è definito come il quantitativo di energia che occorre al nostro organismo per funzionare a riposo; esso garantisce funzioni quali quella respiratoria, cardiaca ed omeostatica.

Scopri come calcolare il tuo metabolismo basale.

Per metabolismo intermedio, si intende invece l’energia necessaria a metabolizzare le molecole che assumiamo con l’alimentazione.

Analizziamo ora quali sono i sintomi che ci fanno intuire se un individuo è affetto da metabolismo lento.

Sintomi ed effetti di un metabolismo più lento della norma.

Dopo aver dato una definizione di metabolismo e prima di esaminare le cause del metabolismo lento, analizziamo i sintomi di tale condizione.

Tra questi vi sono:

  • tendenza a mettere su peso, quindi ad ingrassare, e difficoltà nel perderlo

  • astenia (senso di fatica)

  • pressione bassa (ipotensione)

  • sensibilità al freddo aumentata

  • iperidrosi (sudorazione eccessiva)

  • intestino pigro (è quindi possibile riscontrare gonfiore, stitichezza e dolori addominali e pelvici)

  • secchezza di pelle e capelli.

Passiamo ora ad analizzare quali sono i fattori che determinano il metabolismo e perché questo può rallentare.

Quali sono le cause del rallentamento? Da cosa dipende la velocità del metabolismo? 

Conoscendo i fattori che determinano il metabolismo, e il modo in cui essi lo influenzano, è possibile capire le cause del rallentamento dello stesso, ed è senza dubbio più facile cercare di intervenire per accelerarlo.

Sebbene vi siano alcuni aspetti immodificabili come il sesso e l’età, e dato che innegabilmente con l’avanzare degli anni il metabolismo tende drasticamente a rallentare, soprattutto dai 30 anni in poi, vi sono invece fattori sui quali è possibile intervenire.

Tra gli elementi determinanti che maggiormente influenzano il metabolismo vi sono:

  • Stile di vita sedentario, in quanto la poca o nulla attività fisica rallenta il metabolismo a causa della scarsa richiesta da parte dell’organismo di consumo di energia.

  • Sesso dell’individuo, in genere nell’uomo per la maggior massa muscolare, il metabolismo è più veloce che nella donna, anche se in quest’ultima in caso di gravidanza esso aumenta notevolmente con il trascorrere dei mesi di gestazione; anche durante l’allattamento il metabolismo della donna aumenta rispetto ad una situazione normale.

  • Menopausa, condizione durante la quale cala l’attività della tiroide e quindi la produzione di ormoni tiroidei con conseguente rallentamento del metabolismo.

  • Età, infatti nei bambini il metabolismo è molto veloce e rimane tale fino a 30 anni, soglia dopo la quale inizia a rallentare per poi frenare ancora dopo i 60 anni.

  • Intolleranze alimentari, in questi casi, dopo l’introduzione continuativa degli stessi alimenti, che porta a sviluppo di intolleranza, il sistema immunitario risponde con l’infiammazione, processo che va a stimolare i macrofagi che rilasciano a loro volta citochine che vanno a causare insulino-resistenza.

  • Stress, questa condizione può portare a mangiare in maniera nervosa senza badare a cosa si mangia (in questi casi nello specifico ci si butta sui dolci e sui carboidrati più in generale), e questo è sbagliato in quanto, come vedremo in seguito, una corretta alimentazione, a base soprattutto di alcuni alimenti piuttosto che altri, è fondamentale per un metabolismo che funzioni bene.

  • Condizioni quali anoressia (mancanza o riduzione dell’appetito) e bulimia (condizione in seguito alla quale si introduce tanto cibo, ma si ricorre a metodi quali il vomito per non metabolizzare il cibo ingerito), portano ad una introduzione di calorie molto bassa, il più delle volte addirittura minore di quella necessaria solo a garantire le funzioni più importanti per la sopravvivenza dell’organismo; a causa di ciò tutti gli altri processi si fermano o comunque rallentano, e tra questi il metabolismo.

  • Situazione ormonale (vediamola in dettaglio).

Il ruolo degli ormoni.

Un altro elemento che può influenzare il metabolismo sono gli ormoni, in particolare quelli regolati dalla tiroide (T3, o triiodotironina e T4, o tiroxina). Una scarsa produzione di questi ormoni (ipotiroidismo) può infatti rallentare notevolmente i processi metabolici, mentre una produzione oltre il normale di tali ormoni (ipertiroidismo), può portare ad una accelerazione del metabolismo. Anche altri ormoni, quali l’adrenalina, l’ormone della crescita (anche noto come GH, STH, ormone somatotropo o somatotropina) e il testosterone sono stati visti accelerare il metabolismo.

Test per la valutazione della velocità.

Analizziamo ora in che modo è possibile valutare se si soffre di metabolismo lento. Principalmente i metodi sono due.

Il primo metodo è basato sull’analisi dei sintomi.

Dato che la velocità e il rendimento delle reazioni chimiche che costituiscono il metabolismo va ad influenzare le capacità olfattive dell’individuo, il secondo metodo è un test che prende il nome di odor test, che sfrutta questo principio. Il test è basato su un kit costituito da sei flaconi contenenti differenti sostanze chimiche e vegetali, che ciascun individuo, a livello olfattivo e a seconda dello stato biochimico personale, percepisce in diverso modo. Da questo test, che è possibile effettuare in qualsiasi centro medico privato a pagamento, è possibile dedurre il tipo di metabolismo di ciascun individuo, se lento, veloce o neutro.

Una volta visti i sintomi ed i metodi per valutare la velocità del proprio metabolismo vediamo cosa fare per cercare di velocizzarlo.

Il rapporto tra metabolismo lento e sovrappeso.

Quella del “metabolismo lento” è una delle giustificazioni più comuni tra le persone in sovrappeso. Molto spesso si legge e si sente in giro di persone che sostengono: “Se sono in sovrappeso è colpa del mio metabolismo che è lento!”. E’ necessario chiarire invece che la cosa è esattamente al contrario, e cioè che il metabolismo lento, tutt’al più può essere una conseguenza del sovrappeso ma non può esserne la causa!

La lentezza del metabolismo infatti può essere determinata da uno stile di vita sedentario e da un alta percentuale di massa grassa rispetto alla magra, modificando questi aspetti e quindi praticando sport e seguendo una dieta sana e bilanciata automaticamente il metabolismo tenderà ad accellerare o quanto meno a normalizzarsi.

Ad ogni modo l’alimentazione riveste un ruolo molto importante per la qualità del metabolismo vediamo quindi nello specifico che dieta seguire per riattivare un metabolismo lento.

Rimedi per accelerare un metabolismo lento stimlandolo.

Che fare dunque quando si ha il metabolismo lento? Ci sono rimedi per accelerarlo? Se sì, quali sono? Vi sono farmaci, integratori, rimedi naturali e omeopatici, che se addizionati ad una corretta alimentazione e ad una attività fisica costante, possono risultare utili nel contrastare il metabolismo lento.

Tra i rimedi fitoterapici, troviamo:

  • thè verde; esso è dotato di capacità antiossidanti e lipolitiche (ossia è in grado di sciogliere i grassi); come sostenuto precedentemente, inducendo la lipolisi, il thè verde porta allo scioglimento di grassi nel tessuto adiposo; questo porta ad una riduzione del peso corporeo e dell’eventuale sovrappeso che è causa del rallentamento del metabolismo;

  • fucus; funge da “donatore di iodio”, infatti lo iodio che presente nel fucus può essere utilizzato dalla tiroide per produrre e rilasciare ormoni tiroidei che, come abbiamo visto in precedenza, vanno a loro volta a stimolare il metabolismo attraverso l’induzione di processi quali la lipolisi (quindi l’organismo viene stimolato a utilizzare, in caso di richiesta energetica, i depositi di acidi grassi presenti nel tessuto adiposo), la degradazione di carboidrati complessi quali il glicogeno in glucosio, l’aumento della contrattilità e della frequenza cardiaca, il miglioramento dell’assorbimento di sostanze a livello intestinale in quanto vanno ad aumentare la motilità dell’intestino stesso, stimolo e rilascio di ormoni quali il GH;

  • ginseng, che grazie alle sue proprietà energizzanti, risulta molto utile nel trattamento di sintomi caratteristici del metabolismo rallentato quali l’astenia e la pressione bassa

Questi rimedi fitoterapici che ho appena descritto, li ritroviamo come principi attivi in integratori in svariate forme farmaceutiche tra cui compresse, capsule, tavolette, sciroppi e bustine; essi agiscono mediante i meccanismi descritti.

Tra i rimedi omeopatici contro il metabolismo lento, troviamo il Lycopodium clavatum, costituito da svariati principi attivi tra i quali i principali sono la clavatina, la licopodina e la clavatoxina, e che è molto indicato in caso di alterazioni del metabolismo (in quanto questi attivi vanno a stimolare e migliorare l’assorbimento di sostanze introdotte con la dieta), ma anche per trattare sintomi che caratterizzano il metabolismo lento quali l’affaticamento, i disturbi intestinali, l’aumento o la perdita di peso.

Tra i farmaci troviamo i noti anoressizzanti, che sono utilizzati per chi è in forte sovrappeso al fine di ridurre drasticamente il peso corporeo. Questi farmaci, una volta nel torrente circolatorio, vanno ad aumentare pressione sanguigna, contrattilità e frequenza cardiaca, a stimolare il metabolismo basale e vanno ad agire sul sistema nervoso centrale come stimolanti; in particolare agiscono a livello dell’ipotalamo sui centri deputati al controllo della fame; quello che ne risulta è una induzione di un senso di sazietà. Tra questi troviamo in particolare le amfetamine e loro derivati. Questi però sono caratterizzati da effetti collaterali che possono essere molto gravi, tra cui tachicardia, aritmie, ictus, ipertensione, ansia, depressione, insonnia; la loro prescrizione è infatti fortemente limitata.

Consigli alimentari e dieta per riattivarlo.

Cosa mangiare quindi per riattivare il metabolismo e perché? Quali sono i cibi da evitare?

Innanzitutto è consigliabile seguire una dieta a base di proteine, in quanto queste vengono metabolizzate in modo molto più lento rispetto ai carboidrati che sono invece metabolizzati velocemente, e quindi l’organismo metabolizza per periodi di tempo più lunghi e questo processo va a velocizzare il metabolismo stesso.

Con questo non sto dicendo che non vanno introdotti carboidrati, ma semplicemente che in caso di metabolismo lento è meglio assumere più cibi proteici (carne, latte e derivati, uova, soia, pesce, frutta secca, legumi, cereali), e ridurre invece al minimo i cibi a base di carboidrati (pane, pasta, dolci).

E’ stato anche visto che il consumo di peperoncino e peperoni, provenienti da erbe del genere Capsicum, appartenenti alla famiglia delle Solanacee, va ad aumentare il metabolismo in quanto il consumo di questi alimenti è associato ad un aumento dell’attività cardiaca.

E’ consigliato inoltre fare piccoli spuntini durante il giorno, ad esempio a metà mattina e metà pomeriggio; anche questo è stato visto accelerare il metabolismo in quanto in tal modo, il processo digestivo viene maggiormente innescato con conseguente maggior richiesta e consumo di energia da parte dell’organismo.

Approfondisci come accelerare il metabolismo.

Sport e massa muscolare per accelerare il metabolismo.

Come abbiamo visto in precedenza, la sedentarietà può essere causa del rallentamento del metabolismo. Infatti è importantissimo, al fine di accelerare un metabolismo lento o di mantenere inalterato un buon metabolismo, fare attività fisica.

Questo perché quando si fa esercizio fisico, l’organismo prende l’energia che gli occorre dai magazzini di acidi grassi che vi sono nel tessuto adiposo; grazie a questo meccanismo, si va ad eliminare massa grassa e mettere su massa magra. Questo a sua volta porta a ridurre il peso corporeo e quindi a contrastare l’eventuale sovrappeso e il rallentamento del metabolismo che ne può derivare.

E’ consigliato fare almeno una mezzoretta di camminata a passo veloce al giorno per mantenere un buon metabolismo o per accelerarlo in caso di lentezza. Abbiamo anche visto che nell’uomo il metabolismo è in genere più veloce che nella donna a causa della massa muscolare maggiore. E’ infatti consigliato, anche nelle donne, fare un po’ di pesi, in quanto tale attività aiuta a bruciare maggiormente calorie. Inoltre un buon tono muscolare permette di bruciare calorie anche in condizioni di riposo.

Supervisione: Collaboratori: Dott.re Vincenzo Giuseppe Pio Cordone



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