Omeopatia rimedi

Parlare di omeopatia e di rimedi omeopatici richiede una certa prudenza. In ambito scientifico, infatti, imperversano le polemiche e non mancano critiche aspre. Nella seguente guida ci limiteremo a fornire delle informazioni sulle caratteristiche e sui principi dell’omeopatia senza per questo suggerire l’adozione di una simile forma terapeutica, scelta che dipende dal paziente e che, in ogni caso, dovrà sempre essere concordata con il proprio medico curante.

    Indice Articolo:
  1. Cosa sono?
  2. Come si preparano?
  3. Come scegliere il rimedio 
  4. Classificazione
  5. Rimedi più comuni
  6. A cosa servono?
  7. Posologia

Rimedi omeopatici: cosa sono?

Secondo la definizione riportata dalla Farmacopea europea (poi ripresa da quella italiana), i rimedi omeopatici sono medicinali ottenuti a partire da sostanze o preparazioni, note come materiali di partenza, attraverso un processo di produzione omeopatico.

L’invenzione e la successiva introduzione in terapia di questi rimedi si deve al medico sassone Samuel Hahnemann (1755-1843), il padre della medicina omeopatica.

L’omeopatia (dal greco hómoios “simile” e pathos “sofferenza”) fa parte delle così dette medicine alternative e si basa su due principi fondamentali:

  • Il principio dei simili (similia similibus curantur), secondo il quale il rimedio per una malattia è rappresentato da quelle sostanze che nell’uomo sano inducono sintomi simili a quelli provocati dalla malattia stessa, ma che sono curative nell’uomo malato quando usate a dosi estremamente ridotte.

  • Il principio delle dosi infinitesimali, il rimedio è tanto più potente quanto più piccola è la dose somministrata.

Approfondisci cos'è l'omeopatia.

Secondo Hahnemann, i sintomi nascono come reazione dell’organismo alla malattia stessa. Dal momento che la reazione ha lo scopo di ripristinare un equilibrio alterato occorre rinforzarla; da ciò deriva l’uso dei rimedi omeopatici.

Come si preparano i prodotti omeopatici?

Come abbiamo già anticipato, i rimedi omeopatici vengono ottenuti da preparazioni note come materiali di partenza, ovvero tinture madri e macerati glicerici, ottenuti a loro volta da materie prime di origine vegetale (60-65%), animale e minerale.

Materie prime vegetali

Si tratta di piante (intere o loro parti) colte nel loro habitat naturale e utilizzate fresche, affinché conservino tutte le proprietà. La pianta, raccolta nel suo periodo ottimale (per esempio, dopo la fioritura nel caso di quelle colte intere), dev’essere priva di pesticidi e deve giungere nell’officina di lavorazione entro 48 ore dalla raccolta (ad eccezione delle specie esotiche); qualora lo si reputi necessario può giungervi congelata o conservata in alcool (in quest’ultimo caso, l’alcool deve essere adoperato nella preparazione).

In casi eccezionali è previsto l’uso di piante essiccate (nel caso di specie esotiche, come quelle provenienti dalla Cina) o coltivate (nel caso di specie non spontanee, come Avena sativa).

Materie prime animali

Si tratta di animali vivi (come Apis mellifera e Formica rufa), essiccati (Chantaris vesicator), di organi liofilizzati o di veleni cristallizzati. Un requisito fondamentale è l’assenza di microrganismi patogeni.

Materie prime minerali

SI tratta di elementi puri (come Sulphur, lo zolfo) o di composti (come Natrum muriaticum, il sale marino).

In particolare, le tinture madri (T.M.) sono preparazioni liquide ottenute per macerazione della materia prima in alcool, oppure dai succhi di spremitura.

Nel caso in cui si parta da una materia prima vegetale, possiamo procedere in due modi:

  1. Si utilizza la pianta o una sua parte. Innanzitutto occorre mondarla (eliminare la sporcizia) e frantumarla, quindi la si pone in un contenitore (in vetro o acciaio inox) insieme all’alcool e la si lascia macerare per circa tre settimane, al buio. Il rapporto usato è di 1:10 (una parte di pianta e 10 di solvente). Durante questo periodo i frammenti vegetali tenderanno a depositarsi sul fondo; trascorse le tre settimane, si filtra il surnatante (la fase liquida) e si spreme il sedimento; il liquido di spremitura viene miscelato al surnatante, quindi si lascia riposare per almeno due giornate e si filtra nuovamente. La tintura madre viene imbottigliata, etichettata e ha una durata di validità pari a 5 anni.

  2. Si utilizza il succo derivante dalla spremitura dei frutti. In questo caso il succo viene miscelato ad un eguale volume di alcool (rapporto 1:1), conservato al buio per cinque giorni e poi filtrato.

Nel caso si parta da una materia prima animale, si lascia macerare in alcool per tre settimane (rapporto 1:20), agitando di tanto in tanto. Quindi, si lascia decantare e si filtra; si lascia decantare per altre 48 ore e si filtra nuovamente.

I macerati glicerici (M.G.), invece, si ottengono a partire da gemme e germogli lasciate macerare in glicerolo o in una miscela glicerolo/alcool, in rapporto 1:10.

Ma ora vediamo come si arriva ai medicinali omeopatici!

I materiali di partenza vengono quindi sottoposti a un processo di diluizione (o triturazione, in caso di materiali solidi) attraverso il quale si ottengono rimedi sempre meno concentrati. Tra i veicoli utilizzati abbiamo:

La diluizione può essere espressa in modi differenti, infatti distinguiamo:

  • Diluizioni decimali hahnemanniane (D o DH), ottenute miscelando 1 parte di materiale di partenza e 9 parti di veicolo;

  • Diluizioni centesimali hahnemanniane (C o CH), ottenute miscelando 1 parte di materiale di partenza e 99 parti di veicolo.

Le sigle DH e CH possono essere precedute da un numero che indica il numero di diluizioni a partire dal materiale di partenza, così che 2CH sta ad indicare due diluizioni consecutive, 3CH tre, e così via.

  • Diluizioni di korsakov (K), in cui viene rispettato un rapporto di 1:100 (ciò che cambia, rispetto alle centesimali di Hahnemann, è il procedimento con cui vengono ottenute).
  • Diluizioni cinquantamillesimali (LM), nelle quali si rispetta un rapporto di 1:50.000.

Una volta effettuata la diluizione il rimedio viene dinamizzato: si effettua un’agitazione energica che secondo gli omeopati potenzia (dinamizza) il rimedio.

Metodi di diluizione.

La diluizione dei materiali di partenza può essere effettuata usando tecniche differenti. Vediamo le principali.

Metodo secondo Hahnemann

La tecnica di diluizione più usata è stata ideata dallo stesso Hahnemann: si tratta della diluizione in flaconi separati. Si utilizzano flaconi in vetro, dotati di tappo costituito da materiale inerte.

Immaginiamo di voler ottenere una diluizione 2CH: come si procede?

  • Nel 1° flacone si pongono 1 parte in peso di materiale di partenza e 99 parti di veicolo.

  • Si effettuano 100 succussioni, ovvero si agita energicamente in senso verticale per 100 volte. Abbiamo ottenuto la 1CH.

  • A questo punto si preleva 1 parte in volume della 1CH, la si travasa nel 2° flacone e si miscela con altre 99 parti di veicolo.

  • Si effettuano altre cento succussioni e abbiamo ottenuto la 2CH.

  • Le diluizioni così ottenute possono essere utilizzate per impregnare dei supporti inerti, ovvero:

    • Granuli: si tratta di sferette con una massa pari a 50mg, realizzate in lattosio o saccarosio;

    • Globuli: sono sfere ancor più piccole, del peso di 5mg, costituite da una miscela di lattosio e saccarosio;

    • Lattosio in polvere.

    In tutti questi casi si nebulizza 1mL di liquido ogni 100g di supporto.

    • Compresse: sono realizzate in lattosio, saccarosio o una miscela dei due. In questo caso si utilizzano 2ml di liquido ogni 100g di supporto.

    Per le diluizioni decimali il procedimento è analogo, con la differenza che si utilizza un rapporto 1:10 e s’imprimono dieci succussioni.

    Metodo secondo Korsakov.

    Il russo Korsakov ideò la tecnica del flacone unico per ottenere un maggior numero di diluizioni nel minor tempo possibile e con una minor spesa economica. Vediamo come funziona.

    1. 5ml di tintura madre vengono versati all’interno di un flacone della capacità di 15ml, dotato di un tappo in materiale inerte.

    2. Si effettuano 100 succussioni al termine delle quali si svuota il flacone fino all’ultima goccia.

    3. Nello stesso flacone si versano 5mL di acqua distillata, un volume che rappresenta circa 99 volte il volume di T.M. rimasta adesa alle pareti;

    4. Si effettuano cento succussioni ed ecco ottenuta la prima diluizione korsakoviana (1K).

    Il metodo di Korsakov non viene riconosciuto da diverse farmacopee in quanto manca di riproducibilità: infatti, non assicura il rispetto del rapporto materiale di partenza/veicolo per ogni diluizione effettuata.

    Metodo di preparazione delle cinquantamillesimali.

    Il metodo è stato descritto per la prima volta nella 6° edizione dell’Organon di Hahnemann, pubblicata postuma.

    Supponiamo di voler ottenere la 2LM: come si procede?

    1. Si parte da un granulo di lattosio (50mg) alla 3CH che viene posto in un flacone insieme a 500 gocce di alcool etilico al 90%;

    2. Si preleva 1 goccia della soluzione e la si miscela con 99 gocce di alcool al 95%.

    3. Si effettuano cento succussioni e si ottiene la 1LM.

    4. Si preleva 1 goccia della 1LM con cui s’impregnano 500 granuli di lattosio;

    5. Si preleva un granulo impregnato della 1LM e lo si miscela a 99 gocce di alcool etilico al 95%; si imprimono le cento succussioni e si ottiene la 2LM.


Individualizzazione e scelta del rimedio omeopatico.

Contrariamente alla medicina convenzionale l’omeopatia si pone l’obiettivo di curare il malato, più che la malattia. La scelta e la prescrizione dei rimedi avviene quindi a seguito di un processo di individualizzazione, ovvero l’analisi dei sintomi e del terreno in cui la malattia ha possibilità d’insediarsi, vale a dire costituzione, temperamento, carattere e diatesi.

La costituzione è l’insieme delle caratteristiche fisiche, fisiologiche e psichiche dell’individuo. Una delle classificazioni più utilizzate è quella di Léon Vannier (uno dei più importanti omeopati del XX secolo) che individua tre tipi costituzionali di base, a cui ne è stato aggiunto un quarto. Vediamoli:

  • Costituzione carbonica che corrisponde al brachitipo, ovvero un individuo dalle estremità corte e tozze, tendente alla pinguedine. L’individuo carbonico è goloso, pigro, lento e ordinato. I bambini sono particolarmente esposti a denutrizione e difetti dello sviluppo osseo, mentre gli adulti sono predisposti a reumatismi, aterosclerosi e patologie metaboliche. Risponde bene ai rimedi contenenti carbonio, il cui capostipite è Calcarea carbonica.

  • Costituzione sulfurica che corrisponde al normotipo, una persona con fisico ben proporzionato, attiva, sportiva, socievole ma allo stesso tempo instabile e volubile. I sulfurici sono predisposti a patologie cardiocircolatorie, cutanee, respiratorie e rispondono bene ai rimedi contenenti zolfo, il cui capostipite è Sulphur,

  • Costituzione fosforica che coincide col longitipo. un individuo alto, snello, poco muscoloso ed elegante. L’individuo fosforico è sensibile, emotivo, intellettuale, ipocondriaco e si affatica facilmente. E’ particolarmente predisposto a patologie respiratorie. Risponde bene ai rimedi contenenti fosforo, il cui capostipite è Phosphorus.

  • Costituzione fluorica. Rappresenta una versione patologica della fosforica. L’individuo fluorico è il classico genialoide, molto intelligente ma allo stesso tempo instabile; è esile e presenta difetti ossei e articolari. E’ predisposto a patologie osteo-articolari e psichiatriche, e risponde bene ai rimedi contenenti fluoro, il cui capostipite è Calcarea fluorica.

Ricordiamo che questa è solo una classificazione teorica, infatti, spesso ci si trova a che fare con pazienti che posseggono caratteristiche appartenenti a più costituzioni.

Il temperamento rappresenta l’indole di un individuo, il suo modo di agire e reagire agli stimoli esterni. E’ un qualcosa di innato, scritto nel patrimonio genetico. Il concetto è stato introdotto per la prima volta da Ippocrate che attuava una distinzione umorale, ovvero una distinzione degli individui in base alla predominanza di uno dei quattro umori. In particolare, si distingue:

  • Temperamento linfatico che corrisponde al flemmatico di Ippocrate, in cui si aveva un eccesso di flemma. Si associa allacostituzione carbonica, infatti, trattasi di un individuo corpulento, calmo, pigro e sereno, in cui prevale la funzione nutrizione.
  • Temperamento nervoso, il Melanconico di Ippocrate, caratterizzato da un eccesso di bile nera. L’individuo è magro, pallido e un po’ malinconico, si associa quindi alla costituzione fosforica. Predomina la funzione ricettività.
  • Temperamento bilioso, il Collerico di Ippocrate, nel quale si ha un eccesso di bile gialla. L’individuo bilioso è forte, irascibile e permaloso. Prevale la funzione reattività.
  • Temperamento sanguigno, caratterizzato da un eccesso di sangue. E’ associato alla costituzione sulfurica, infatti, l’individuo è ben proporzionato, rubicondo, attivo e un po’ instabile. Prevale la funzione riproduzione.

Il carattere, invece, è la risposta dell’individuo agli stimoli ambientali. A differenza del temperamento, il carattere non è innato ma si acquisisce col tempo.

La diatesi (in passato definita miasma) rappresenta la predisposizione degli individui ad ammalarsi di determinate patologie. Distinguiamo tre diatesi di base (psora, sicosi e luesinismo) a cui sono state aggiunte il tubercolinismo e il cancerinismo.

  • La diatesi psorica appartiene solitamente ad individui di costituzione carbonica o sulfurica. I soggetti tendono ad eliminare le tossine principalmente attraverso la cute e le mucose (ma anche attraverso reni, fegato e polmoni); per tali motivi tendono a contrarre malattie dermatologiche.
  • La diatesi sicotica prevale nei soggetti (con costituzione carbonica o sulfurica) che tendono ad accumulare le tossine anziché eliminarle, con formazione di vere e proprie escrescenze. Sono predisposti a ritenzione idrica e cellulite, aterosclerosi e obesità.
  • La diatesi luesinica è tipica della costituzione fluorica. Le tossine si fissano nei tessuti e negli organi, provocandone il danneggiamento. Sono predisposti ad alterazioni cutanee (irritazioni, necrosi e ulcere) e osteoarticolari (artrite reumatoide).
  • La diatesi cancerinica rappresenta il passaggio da diatesi sicotica a diatesi luesinica. Predispone alla formazione di tumori maligni.
  • La diatesi tubercolinica, invece, rappresenta la transizione da psora a sicosi e predispone a patologie respiratorie. Si associa agli individui con costituzione fosforica.

Effettuata l’analisi, l’omeopata prescriverà la terapia che reputa più opportuna in base alla sua scuola di appartenenza, infatti:

I bioterapici sono dei rimedi preconfezionati, somministrati in diluizioni superiori alla 3CH o alla 6DH. L’uso è solamente orale. 

Gli isoterapici sono dei rimedi estemporanei e altamente personalizzati, ottenuti da materiale di partenza fornito dal medico curante. Vengono somministrati in diluizioni comprese tra la 3CH e la 30CH. 

 

Classificazione dei rimedi omeopatici.

 

Prima di addentrarci nella descrizione dei singoli rimedi, vediamo in che modo vengono classificati. Un primo criterio si basa sullo spettro d’azione e sugli effetti legati alla loro interazione. In base a ciò distinguiamo:

Per aggravamento omeopatico s’intende il peggioramento dei sintomi indotto dall’assunzione del rimedio che, se risulta giusto per il paziente, dovrebbe manifestarsi in forma lieve e risolversi nel giro di poco tempo.

Un altro criterio li classifica in base alla diluizione; quindi avremo:

 Principali rimedi utilizzati in omeopatia.

 Dopo aver parlato della produzione, della scelta del rimedio più appropriato e delle diverse tipologie, vediamo finalmente un elenco dei rimedi omeopatici più utilizzati. Gli impieghi e la posologia (soprattutto per quanto riguarda i policresti, aventi un’applicazione veramente molto ampia) verranno approfonditi nel paragrafo successivo.

Calcarea carbonica. Ottenuto dal carbonato di calcio naturale, si tratta di uno dei più importanti policresti omeopatici. E’ un rimedio costituzionale, infatti è particolarmente indicato negli individui carbonici, con temperamento linfatico e diatesi psorica. Nei neonati e nei bambini è utilizzato per favorire la dentizione e lo sviluppo osseo, mentre negli adulti esercita i suoi effetti a diversi livelli, soprattutto quello gastrointestinale. Tra i rimedi sinergici abbiamo Belladonna, Lycopodium e Sulphur

Calcarea fluorica. Viene ottenuto a partire dal fluoruro di calcio naturale. Esattamente come Calcarea carbonica, è considerato tra i rimedi più importanti per lo sviluppo osseo e agisce soprattutto negli individui fluorici affetti da deformazioni ossee e connettivali. Tra i rimedi complementari abbiamo Siphilinum.

Phosphorus. E’ un rimedio costituzionale, policresto, utilizzato soprattutto negli individui fosforici, con temperamento nervoso-sanguigno e diatesi tubercolinica. Particolarmente indicato per le affezioni respiratorie, tra i suoi rimedi complementari abbiamo Arsenicum album, Carbo vegetabilis e Lycopodium; tra gli antidoti Calcarea carbonica e Nux vomica; tra gli incompatibili Apis.

Sulphur. Anch’esso è un rimedio policresto, costituzionale, attivo soprattutto negli individui sulfurici, con temperamento sanguigno e diatesi psorica, nei quali si abbia un accumulo di tossine. Viene ottenuto a partire dallo zolfo elementare e agisce in sinergia con Nux vomica, Aconitum e Antimonium tartaricum.Tra gli antidoti abbiamo Chamomilla e Sepia.

Apis. E’ ottenuto a partire dalla tintura madre dell’ape intera (Apis mellifera), oppure dalla diluizione alcoolica del veleno. Si tratta di un rimedio acuto e ad azione locale (utilizzato principalmente negli stati infiammatori) ed è particolarmente indicato nei pazienti fosforici, con temperamento nervoso e diatesi psorica. E’ dotato di lateralità destra, ovvero agisce soprattutto nella metà destra del corpo. Tra i sinergici abbiamo Natrum muriaticum, definito come il cronico di Apis.

Argentum nitricum. Si tratta di un policresto molto utilizzato nelle affezioni delle mucose e del sistema nervoso.

Belladonna. E’ un policresto ottenuto a partire dalla pianta intera, colta al principio della fioritura, di Atropa belladonna. Belladonna è particolarmente attivo negli individui carbonici, soprattutto nella metà destra del corpo, e rappresenta l’acuto di Calcarea carbonica e l’antidoto di Lachesis. E’ utile nel trattamento di disturbi legati ad una sovrastimolazione del sistema nervoso.

Arsenicum album. E’ un policresto con lateralità destra, usato soprattutto in caso di affezioni cutanee, gastrointestinali e respiratorie.

Aconitum napellus. Ottenuto a partire dalle radici o dalla pianta intera, Aconitum è un rimedio acuto, con lateralità sinistra (agisce soprattutto nella metà sinistra del corpo) particolarmente adatto al trattamento delle infiammazioni in fase acuta. Sulphur ne completa l’azione, essendo il suo cronico. Agisce in sinergia anche con Bryonia, Belladonna e Arnica, mentre Nux vomica ne rappresenta un antidoto.

Phytolacca decandra. Ottenuto a partire dalle radici della pianta, Phytolacca è il rimedio d’elezione per le affezioni del sistema linfatico e delle ghiandole (tonsille, mammelle, parotidi e ghiandole ascellari). Latte, sale e caffé ne rappresentano gli antidoti.

Lachesis. E’ ottenuto a partire dal veleno di un serpente, il Lachesis mutus, ed è particolarmente utile in soggetti fosforico-fluorici, con temperamento nervoso-sanguigno e diatesi luesinica. Il rimedio (che ha lateralità sinistra) viene impiegato nel trattamento di disturbi femminili, soprattutto quelli legati alla menopausa. Tra i sinergici abbiamo Lycopodium e Phosphorus, tra gli antidoti Phytolacca e Sulphur.

Sambucus nigra. Ottenuto a partire dai fiori e dalle foglie della pianta omonima, Sambucus viene impiegato prevalentemente nei disturbi dell’apparato respiratorio.

Cantharis. Ottenuto dall’insetto Cantharis vesicator, si tratta di un rimedio ad azione locale utilizzato principalmente nel trattamento di disturbi urinari. Tra i sinergici abbiamo Belladonna, Sulphur, Phosphorus e Sepia. Aconitus e Apis sono antidoti, mentre Coffea è incompatibile.

Bryonia. E’ un policresto, particolarmente attivo su cute e mucose, ottenuto a partire dalle radici di Bryonia alba colte prima della fioritura. E’ indicato negli individui con costituzione sulfo-carbonica e agisce in sinergia con Sulphur, Phosphorus e Lycopodium; tra gli antidoti abbiamo Nux vomica.

Nux vomica. Ottenuto a partire dai semi della noce vomica, si tratta di uno dei più importanti policresti omeopatici. Utilizzato prevalentemente nei disturbi psicosomatici, agisce soprattutto negli individui fosforico-fluorici con temperamento nervoso-bilioso. Tra i sinergici abbiamo Sulphur, Phosphorus e Sepia, tra gli antidoti Aconitum, Arsenicum album e Belladonna.

Allium cepa. Si tratta di un rimedio ottenuto a partire dalla cipolla rossa, ampiamente utilizzato nei disturbi dell’apparato respiratorio. E’ un rimedio ad azione breve, la cui attività viene rinforzata da Phosphorus e annullata da Allium sativum.

Allium sativum. Viene ottenuto a partire dai bulbi freschi dell’aglio e trova impiego nel trattamento di disturbi gastrointestinali, respiratori e vascolari. Annulla l’attività di Allium cepa.

Ammonium carbonicum. Si tratta di un rimedio costituzionale derivante dal carbonato d’ammonio. Utile in caso di debolezza e pressione bassa, agisce soprattutto in individui con costituzione carbonica e diatesi psorica; inoltre, è dotato di lateralità destra. Tra i sinergici abbiamo Lachesis, tra gli antidoti Arnica.

Antimonium tartaricum. E’ un rimedio ottenuto dal tartrato di potassio e ammonio, particolarmente indicato nel trattamento di disturbi dell’apparato respiratorio. Tra i tanti antidoti abbiamo Sepia.

Carbo vegetabilis. Si tratta di un policresto attivo soprattutto negli individui con costituzione carbonica e diatesi psorica, ottenuto dal carbone vegetale. E’ indicato principalmente nel trattamento di disturbi gastrointestinali, circolatori e respiratori; Phosphorus è un suo complementare.

Carbo animalis. Viene ottenuto a partire dal carbone di origine animale, derivante dalla pelle del bue. E’ un rimedio ad azione locale analogo a Carbo vegetabilis in quanto a funzioni, con la differenza che Carbo vegetabilis agisce soprattutto sui disturbi circolatori, Carbo animalis sui disturbi ghiandolari. Risulta più attivo in individui con costituzione carbonica e diatesi psorica-sicotica, e viene potenziato da Calcarea fluorica.

Lycopodium. E’ un policresto ad azione prevalentemente epatica, ottenuto a partire dalle spore dell’erba Lycopodium clavatum. Si tratta di un rimedio costituzionale, con lateralità destra, attivo soprattutto negli individui con costituzione fosforica-fluorica e temperamento nervoso-bilioso. Tra i complementari Lachesis e Sulphur, tra gli antidoti Nux vomica, Chamomilla e Graphites.

Actea racemosa. E’ il rimedio omeopatico femminile per eccellenza, utilizzato soprattutto per i disturbi relativi alla menopausa e al ciclo mestruale, ottenuto a partire dalla pianta intera della Cimicifuga racemosa.

Arnica montana. Il rimedio è ottenuto dai fiori della pianta omonima e viene utilizzato soprattutto in quelle situazioni in cui si richiede un’azione antinifammatoria, antidolorifica e un miglioramento della circolazione; è il rimedio d’elezione per i traumi fisici di vario tipo.

Baryta carbonica. E’ un policresto omeopatico, con funzioni simili a Calcarea cabonica, attivo soprattutto a livello dei vasi linfatici e sanguigni. E’ indicato soprattutto in individui con costituzione carbonica, temperamento linfatico e diatesi psorica. Antimonium tartaricum ne migliora l’attività.

Anacardium orientale. Il succo derivante dalla spremitura del frutto viene utilizzato per preparare la tintura madre, poi sottoposta a cicli di diluizione-dinamizzazione. Agisce soprattutto su sistema nervoso, cute e apparato gastrointestinale. Coffea è un suo antidoto.

Chamomilla. E’ un policresto utilizzato soprattutto come analgesico e antinfiammatorio, nel trattamento di vari disturbi. Ottenuto dai fiori della Matricaria recutita, Chamomilla è attivo soprattutto in individui con costituzione fosforica-sulfurica. Tra i complementari abbiamo Magnesia carbonica, tra gli antidoti Coffea e Pulsatilla.

Graphites. E’ un policresto, ottenuto dalla grafite, utilizzato principalmente nel trattamento di patologie cutanee. Agisce soprattutto in individui con costituzione carbonica e diatesi psorica. Tra i sinergici abbiamo Calcarea carbonica, Arsenicum album, Phosphorus e Sulphur; tra gli antidoti Nux vomica e Argentum nitricum.

Hypericum. Ottenuto a partire dalla pianta fresca dell’Hypericum perforatum, si tratta di un rimedio che agisce soprattutto a livello nervoso, sebbene venga utilizzato anche nel trattamento di traumi e lesioni cutanee. Hypericum agisce in sinergia con Arnica montana e Aconitum napellus e viene antidotato da Sulphur, Arsenicum album e Chamomilla.

Ignatia amara. Dai semi di Strychnos ignatia si ottiene un policresto ampiamente utilizzato in caso di disturbi psicosomatici, ovvero disturbi nervosi che hanno delle ripercussioni su altri apparati. E’ attivo soprattutto negli individui con temperamento nervoso e linfatico. Agisce in sinergia con Phosphoricum acidum, viene antidotato da Chamomilla, Arnica montana e Nux vomica, ed è incompatibile con Tabacum.

Silicea. E’ uno dei rimedi costituzionali più importanti, ottenuto a partire dall’ossido di silicio. Silicea è particolarmente indicato per trattare condizioni suppurative, come gli ascessi, e agisce soprattutto in individui fosforici con temperamento nervoso-linfatico. Agisce in sinergia con Calcarea carbonica, mentre viene antidotato da Hepar sulphur.

Aesculus hippocastanum. Ottenuto dai frutti dell’omonima pianta, si tratta del rimedio d’elezione per il trattamento di disturbi circolatori quali vene varicose ed infiammazioni emorroidarie.

Calendula. Si tratta di un rimedio, ottenuto a partire da foglie e fiori della Calendula officinalis, utilizzato principalmente come antisettico e nelle affezioni del sistema linfatico. Tra i rimedi che ne migliorano l’azione abbiamo Hypericum e Chamomilla.

Sepia. E’ un policresto ottenuto dall’inchiostro di seppia, utile soprattutto in caso di disturbi nervosi come la depressione. E’ particolarmente attivo in individui con costituzione fosforica e fluorica, temperamento nervoso-bilioso e diatesi tubercolinica. Tra i sinergici Phosphorus e Nux vomica, tra gli antidoti Aconitum napellus e Antimonium crudum, tra gli incompatibili Lachesis e Bryonia.

Antimonium crudum. Ottenuto a partire dal trisolfuro d’ammonio, si tratta di un rimedio ad azione locale utilizzato soprattutto per i disturbi dell’apparato digerente e della cute.

Achillea millefolium. E’ tra i rimedi omeopatici più utilizzati per il trattamento delle emorragie e viene ottenuto a partire dalla pianta intera omonima.

Forme farmaceutiche omeopatiche

I medicinali omeopatici sono disponibili in diverse forme farmaceutiche, alcune delle quali peculiari. Scopriamo di cosa si tratta.

  • Tubo granuli. Generalmente contengono 80 granuli da assumere più volte al giorno (solitamente a gruppi di 2 o 3), oppure una volta al di ma per lungo tempo.

  • Tubo globuli. Generalmente contengono 200 globuli da assumere in un’unica somministrazione.

N.B. Tubo granuli e tubo globuli sono le forme caratteristiche dei rimedi omeopatici.

  • Compresse. Hanno una massa di 100mg e sono ripartite in confezioni da 50 unità posologiche.
  • Gocce. Possiamo trovarle alla 1DH (con titolo alcoolico del 60%) oppure in altre diluizioni (3DH, 6DH) con titolo del 30%. Quelle ottenute a partire dai macerati glicerici sono generalmente alla 1DH.
  • Fiale per uso orale (ottenute da diluizioni in soluzione fisiologica o idroalcoolica al 15%) o iniettabile (ottenute da diluizioni in fisiologica).
  • Supposte, solitamente ottenute a partire da diluizioni veicolate in burro di cacao o gliceridi semisintetici (0,25 g di diluizione per ogni 2 g di supposta).
  • Pomate, in questo caso la diluizione viene incorporata in vaselina (o in vaselina-lanolina) in ragione del 4-5%.
  • Triturazioni. Sono ottenute utilizzando il lattosio in polvere come veicolo di diluizioni cinquantamillesimali.

Principali impieghi degli omeopatici: a cosa servono?

I rimedi omeopatici vengono utilizzati nel trattamento di svariate patologie; alcuni di essi posseggono azioni specifiche per determinati disturbi, mentre altri (i policresti) sono in grado di agire su più fronti; per quanto riguarda i policresti le diluizioni variano in base al tipo di disturbo trattato. Vediamo la terapia omeopatica per i disturbi più diffusi, tenendo presente che le diluizioni e le posologie riportate sono solo orientative.

Terapia omeopatica del mal di gola.

Il mal di gola è la conseguenza di un processo infiammatorio a carico della faringe, della laringe e/o delle tonsille. Le infezioni batteriche e virali rappresentano la causa più comune di quest’infiammazione e attecchiscono quando, a seguito di uno sbalzo di temperatura, si riducono le difese immunitarie del nostro organismo.

Tra i sintomi più comuni abbiamo bruciore, secchezza, sensazione di gola raschiata e percezione di un corpo estraneo durante la deglutizione (dovuta all’ingrossamento delle tonsille); talvolta si può accompagnare a raucedine o afonia (mancanza di voce) quando l’infiammazione riguarda la laringe, e tosse secca, che nasce come diretta conseguenza dell’irritazione delle mucose.

Tra i rimedi più utilizzati abbiamo:

Le gocce e le compresse contengono:

  • Apis 4DH

  • Kalium bichromicum 4DH

  • Barium chloratum 6DH

  • Lachesis 12DH

  • Belladonna 4DH

  • Marum verum 6DH

  • Calcium jodatum 4DH

  • Mercurius 5DH

  • Hepar sulphur 12DH

  • Phytolacca 4DH

Le fiale differiscono per la diluizione di Mercurius (8DH)

La posologia delle gocce, adatte anche a bambini e neonati, è la seguente:

Le compresse (per adulti) devono essere assunte in questo modo:

La posologia per le fiale è di una al giorno.

Terapia omeopatica del raffreddore.

Il raffreddore è la conseguenza di un’infezione virale a carico delle vie aeree superiori (naso, faringe e laringe).

Vediamo gli omeopatici più utilizzati:

Gocce:

Compresse:

Fiale: una al giorno.

Terapia omeopatica dell’influenza.

Le infezioni provocate dal virus dell’influenza sono in grado di scatenare delle sindromi caratterizzate da rinorrea, lacrimazione, febbre, mal di testa, mal di gola (anche accompagnato da tosse e raucedine), sintomi gastrointestinali, dolori osteoarticolari e muscolari. Vediamo quali sono i rimedi omeopatici più utilizzati:

Le gocce e le compresse contengono:

  • Aconitum napellus 4DH

  • Eucalyptus 3DH

  • Baptisia 4DH

  • Eupatorium perforatum 3DH

  • Bryonia 4DH

  • Ferrum phosphoricum 8DH

  • Camphora 5DH

  • Gelsemium 6DH

  • Causticum Hahn 6DH

  • Sabadilla 6DH

Le fiale differiscono per la diluizione di Eucalyptus (4DH) e Camphora (4DH)

Per quanto riguarda il trattamento si consiglia l’assunzione di:

Per la profilassi 10-15gtt, 3-4 volte/die in poca acqua.

Terapia omeopatica della bronchite asmatica.

La bronchite asmatica è un disturbo che si manifesta con sintomi della bronchite (un’infiammazione dei bronchi caratterizzata da una produzione eccessiva di muco, difficile da espettorare) e dell’asma (difficoltà respiratorie e tosse molto secca dovute ad un restringimento del lume bronchiale). Si tratta di una condizione diffusa soprattutto tra i bambini e si può manifestare a seguito di sforzi intensi, sbalzi di temperatura o esposizione ad allergeni (fumo, polveri, polline). Ma vediamo alcuni dei rimedi utilizzati in omeopatia:

Le gocce, le compresse e le fiale contengono:

  • Arsenicum album 8DH

  • Kalium phosphoricum 30DH

  • Belladonna 30DH

  • Natrium chloratum 30DH

  • Bryonia 12DH

  • Natrium sulfuricum 200DH

  • Carbo vegetabilis 30DH

  • Veratrum album 30DH

  • Hypophysis 30DH

  • Yerba santa 12DH

Se ne assumono:

Terapia omeopatica delle allergie.

L’allergia è una reazione immunitaria causata da sostanze di varia natura come polline, polvere, peli, alimenti, farmaci e veleno d’insetti. I sintomi sono differenti e dipendono dal tipo di allergene coinvolto, ad esempio: rinite, congiuntivite e starnuti in caso di antigeni inalati (come il polline) ed eruzioni cutanee in caso di punture; nei casi più gravi si può arrivare allo shock anafilattico, una reazione sistemica che può portare a morte.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Il rimedio viene ottenuto a partire da un mix di molecole coinvolte nelle reazioni allergiche, ovvero:

  • Interferone α 5CH

  • Interleuchina 5 15CH

  • Interferone γ 7CH

  • Interleuchina 6 15CH

  • Interleuchina 2 5CH

  • PAF 15CH

  • Interleuchina 4 15CH

  • TNF α 15 CH

Il rimedio è indicato per il trattamento e la profilassi di diverse condizioni allergiche (respiratorie, cutanee e gastrointestinali) in particolare: rinite allergica, sindrome orticaria-angioedema, dermatite da contatto, asma allergica e allergie alimentari. La posologia è la seguente:

Il rimedio contiene:

  • Allium cepa 15CH

  • Interleuchina 2 5CH

  • Apis mellifica 15CH

  • Interleuchina 4 15CH

  • Euphrasia officinalis 9CH

  • Interleuchina 5 15CH

  • Histaminum 15CH

  • Interleuchina 6 15CH

  • Histaminum 30CH

  • PAF 15CH

  • Interferone α 5CH

  • Sabadilla 15CH

  • Interferone γ 7CH

  • TNF α 15 CH

Si consiglia l’assunzione secondo la seguente posologia:

Rimedi omeopatici per l’alitosi.

L’alitosi, comunemente definita “alito cattivo”, è un problema che di solito ha origine nel cavo orale (a causa di una cattiva igiene oppure a causa di disidratazione); in una piccola percentuale dei casi può essere dovuto a disturbi della digestione, infezioni delle vie respiratorie e patologie sistemiche come il diabete. Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Rimedi omeopatici per l’acne.

L’acne è una patologia cutanea di natura infiammatoria e infettiva. Frequente soprattutto in età adolescenziale, è associata ad ipersecrezione di sebo e sua conseguente fermentazione da parte di microrganismi (batteri e funghi). Tra i segni caratteristici abbiamo: comedoni (punti bianchi e neri, tipici della fase iniziale), papule, pustole e microcisti (nei casi più gravi).

Ma ora vediamo alcuni dei rimedi previsti dall’omeopatia.

In caso di acne giovanile (per ambo i sessi):

Rimedi omeopatici per la dermatite seborroica.

La dermatite seborroica è una patologia cutanea infiammatoria che colpisce soprattutto le aree dove vi è un’alta densità di ghiandole sebacee (in primis il cuoio capelluto ma anche viso e dorso).

Sebbene le cause non siano ancora state chiarite, si pensa che il responsabile di questa dermatosi sia un lievito (Malassezia furfur) che fermenta il sebo prodotto in eccesso con conseguente produzione di acidi grassi irritanti. E’ caratterizzata dalla comparsa di aree arrossate e desquamanti, forte prurito e produzione di forfora grassa (scaglie giallastre e untuose di grandi dimensioni).

Ecco alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Terapia omeopatica dell’orticaria.

L’orticaria è una patologia cutanea (di natura infiammatoria o allergica) che si manifesta con la comparsa di pomfi, ovvero lesioni circoscritte e in rilievo di colore rosso, pruriginose e di dimensioni variabili. Le cause sono numerose e tra queste ricordiamo: punture d’insetto, farmaci, alimenti, stress e contatto con sostanze urticanti. Vediamo in che modo l’omeopatia affronta questo disturbo.

In caso di orticaria di grado lieve:

In caso di orticaria grave, aggiungere ai rimedi precedenti:

In caso di orticaria resistente:

Rimedi omeopatici per la vitiligine.

La vitiligine è caratterizzata dalla presenza di macchie bianche, nella cute e nelle mucose, circondate da un orlo iperpigmentato. Sebbene la causa sia ancora ignota, alcuni ricercatori hanno ipotizzato un meccanismo autoimmune che porterebbe alla distruzione dei melanociti (le cellule deputate alla sintesi della melanina).

Utilizzare Mica e Sepia 5CH, 2 granuli/die un giorno l’uno, un giorno l’altro.

Omeopatia per la caduta dei capelli.

La perdita dei capelli è un problema scatenato da diverse cause ed è spesso fonte di disagio per chi ne è colpito.

Tra i rimedi più utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per gli acufeni.

Gli acufeni sono dei suoni (fischi, ronzii e sibili) che vengono percepiti anche in assenza di attivazione dei recettori acustici. Le cause sono molteplici e tra queste ricordiamo: esposizione a rumori troppo intensi, malformazioni congenite, disturbi vascolari, infezioni, traumi meccanici e farmaci.

Tra gli omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per la follicolite e la foruncolosi.

Il termine follicolite sta ad indicare l’infiammazione del follicolo pilifero conseguente a rasatura, uso di abiti troppo stretti ed eccessiva sudorazione. Quando si ha la penetrazione di microrganismi (come strepto e stafilococchi) nel follicolo già infiammato si verifica un’infezione nota come foruncolosi.

La foruncolosi è caratterizzata dalla presenza dei foruncoli, piccoli noduli arrossati e doloranti che a poco a poco si trasformano in pustole. Si riuniscono per formare degli agglomerati localizzati soprattutto su viso, collo, braccia e natiche.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per le punture d’insetto.

I rimedi omeopatici vengono utilizzati nel trattamento delle punture e dei morsi di insetti (come zanzare, api, vespe) e di aracnidi (zecche e ragni) soprattutto nei bambini molto piccoli e nelle donne in gravidanza, vista la mancanza di effetti collaterali. Vediamo di cosa si tratta.

Successivamente, alternare i rimedi ogni ora.

Se la puntura (o il morso) prende infezione aggiungere:

Per i morsi di zecca assumere i rimedi di base in associazione ai rimedi per i morsi infetti.

Per desensibilizzare la cute al veleno assumere Caladium seguinum, una dose 9CH al mese, per 5 mesi consecutivi. Per la desensibilizzazione ai morsi di zanzara associare una dose 9CH di Culex.

Trattamento omeopatico delle ustioni.

Le ustioni (o “scottatture”) sono lesioni cutanee o sottocutanee conseguenti a diversi stimoli lesivi. Le più diffuse sono dovute ad un danno termico provocato da radiazioni (eritema solare) e dal contatto con superfici o liquidi bollenti.

Le ustioni poco profonde (riguardanti l’epidermide e lo strato più superficiale del derma) sono le più comuni e sono caratterizzate da:

  • Eritema (arrossamento cutaneo)

  • Sensazione di bruciore;

  • Prurito;

  • Flittene (cavità contenenti un liquido sieroso) presenti nelle ustioni che intaccano il derma superficiale.

Terapia omeopatica dell’otite.

L’otite è un’infiammazione (acuta o cronica) dell’orecchio, spesso causata da infezioni sostenute da virus o batteri.

L’infiammazione può interessare le strutture interne (in tal caso prende il nome di otite interna o labirintite), medie (otite media) o esterne (otite esterna).

L’otite è caratterizzata da otalgia (dolore auricolare) e sintomi dipendenti dalla profondità dell’infiammazione: vertigini, capogiri, acufeni e ansia in caso di labirintite; mal di gola, tosse, congestione nasale e febbre in caso di otite media; arrossamento del padiglione auricolare e otorrea (secrezione sierosa o di pus attraverso il canale uditivo) in caso di otite esterna. In alcuni casi si può avere la progressione dell’otite media a mastoidite, un’infiammazione che dall’orecchio medio si estende al processo mastoideo (una parte dell’osso temporale del cranio) ed è caratterizzata da accumulo di pus e arrossamento della cute retroauricolare (ovvero dietro il padiglione).

Ecco alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati per trattare questo disturbo:

Rimedi omeopatici per l’orzaiolo.

L’orzaiolo nasce come conseguenza dell’infiammazione di un follicolo ciliare causata da un’infezione stafilococcica. Si manifesta come una piccola pustola gialla (interna o esterna), che può ingrandirsi fino a scoppiare, associata ad arrossamento della palpebra, dolore e bruciore. Vediamo alcuni rimedi omeopatici:

Terapia omeopatica dell’osteoporosi.

L’osteoporosi è una patologia caratterizzata da una riduzione della densità ossea e conseguente aumento del rischio di frattura; colpisce prevalentemente le donne nel periodo post-menopausa, nelle quali manca l’effetto protettivo degli ormoni estrogeni. Tra i rimedi omeopatici più utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per l’ansia.

Con il termine ansia si fa riferimento ad un gruppo di disturbi d’interesse psichiatrico molto diffusi e

allo stesso tempo molto sottovalutati.

Nella sua forma più comune, l’ansia è caratterizzata da un senso di angoscia e da una preoccupazione eccessiva, a volte immotivata, che possono compromettere seriamente la qualità della vita di chi ne soffre. Si possono manifestare disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ipersudorazione, tachicardia, artralgie (dolori articolari) e mialgie (dolori muscolari), dovuti ad uno stato di tensione continuo. Alle volte si possono manifestare delle vere e proprie crisi ansiose, i così detti attacchi di panico. Si tratta di reazioni di paura, incontrollabili e imprevedibili, che possono insorgere senza motivo oppure in seguito ad un’associazione; sono caratterizzate da tachicardia, sudorazione, piloerezione (pelle d’oca), dispnea, talvolta minzione e/o defecazione e senso di morte imminente.

I rimedi omeopatici per questi disturbi sono diversi. Vediamoli:

Vediamo la composizione delle gocce:

  • Ammonium bromatum 3DH

  • Humulus lupulus 4DH

  • Avena sativa 4DH

  • Ignatia amara 6DH

  • Chamomilla 4DH

  • Passiflora incarnata 4DH

  • Coffea 4DH

  • Valeriana 4DH

  • Eschscholtzia 2DH

  • Zincum valerianicum 6DH

Le compresse differiscono per la diluizione di Humulus lupulus (3DH), Eschscholtzia (3DH) e Avena sativa (3DH).

Le fiale hanno un contenuto uguale alle compresse salvo la diluizione di Passiflora incarnata (3DH).

Si assumono:

Omeopatia contro la depressione.

Le sindromi depressive sono dei disturbi molto complessi che possono presentarsi in forma lieve-moderata, come la distimia, oppure in forma grave, come la depressione maggiore.

La depressione maggiore è una sindrome invalidante che può compromettere seriamente la qualità della vita dell’individuo, tanto da portarlo al suicidio. Si manifesta in episodi, della durata di circa due settimane, caratterizzati da almeno cinque dei seguenti sintomi (dei quali almeno uno dev’essere cardinale):

  • Basso tono dell’umore (sintomo cardinale)

  • Anedonia, ossìa l’incapacità di provar piacere (sintomo cardinale)

  • Alterazioni delle funzioni cognitive, ovvero alterazioni dell’attenzione, della concentrazione e della memoria;

  • Alterazioni delle funzioni psicomotorie: rallentamento/agitazione, senso di vuoto mentale, difficoltà verbali e alterazioni della mimica;

  • Alterazioni neurovegetative: alterazioni del ritmo sonno-veglia, dell’appetito e del peso corporeo;

  • Abulia, ovvero l’incapacità di prendere decisioni;

  • Sensi di colpa (anche immotivati) e di rovina;

  • Debolezza fisica e mentale;

  • Trascuratezza della persona;

  • Pensieri di morte e suicidio.

Ma vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Rimedi omeopatici per l’insonnia.

L’insonnia è un disturbo abbastanza frequente che può manifestarsi come difficoltà a prender sonno o risveglio anticipato. In ogni caso il paziente lamenta un sonno non ristoratore, difficoltà cognitive (deficit dell’attenzione e della concentrazione) e sonnolenza nelle ore diurne. Vediamo cosa offre l’omeopatia per il trattamento di questo disturbo:

In caso di insonnia dovuta ad orari irregolari, come nel caso di studenti durante la preparazione degli esami, si può assumere:

Rimedi omeopatici per le cefalee.

Le cefalee, note come “mal di testa”, rappresentano dei disturbi molto diffusi con una prevalenza del 70% negli uomini e del 90% nelle donne. Possono essere idiopatiche, ovvero che insorgono senza una causa apparente, oppure secondarie a traumi o patologie.

Tra quelle idiopatiche ricordiamo l’emicrania, una forma di cefalea unilaterale (ovvero che interessa una metà del cranio) caratterizzata da un dolore molto intenso nella regione perioculare e frontotemporale. Il dolore si accompagna ad altri sintomi, tra cui: nausea (con o senza vomito), avversione per luce, suoni e profumi e iperestesia (ovvero ipersensibilità cutanea a stimoli solitamente innocui). Può essere altresì preceduta da una fase premonitrice, caratterizzata da irritabilità, voglia di dolci, allucinazioni visive (scotomi o veri e propri flash luminosi), stanchezza e rigidità nucale.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

In caso di emicrania:

Terapia omeopatica delle artriti e delle artrosi.

L’artrite comprende un’insieme di condizioni accomunate dall’infiammazione (acuta o cronica) delle articolazioni, che risultano gonfie, arrossate, doloranti e quindi poco funzionanti.

Tra le forme più comuni abbiamo:

  • Osteoartrite. E’ la forma più diffusa e colpisce soprattutto gli anziani. Si manifesta soprattutto a livello di mani, collo e ginocchia.

  • Artrite reumatoide. E’ una patologia autoimmune che interessa (oltre le articolazioni) l’epidermide, i polmoni, gli occhi e i vasi sanguigni. E’ accompagnata da febbre e spossatezza.

  • Gotta. L’infiammazione è determinata da un accumulo di cristalli di acido urico all’interno dell’articolazione, che sono in grado di provocare fitte di dolore improvviso e molto intenso.

Mentre l’artrosi è la degenerazione delle articolazioni (cartilagini, ossa e tendini), spesso conseguenza di un’infiammazione cronica a carico delle stesse.

Tra i rimedi omeopatici abbiamo:

Rimedi omeopatici per la sciatica.

La sciatica, o sciatalgìa, causata dalla compressione delle radici del nervo sciatico, conseguente soprattutto ad ernia del disco (la fuoriuscita dei dischi vertebrali dal loro rivestimento fibroso). Ciò è responsabile di sintomi, quali dolore, formicolio o intorpidimento, che si diffondono ai glutei e alla parte posteriore degli arti inferiori.

L’omeopatia prevede l’uso dei seguenti rimedi:

Nel trattamento della sciatica franca (dovuta a sforzi intensi) si consiglia: Bryonia 4CH, Colocynthis 4CH, Rhus toxicodendron 5CH e Kali carbonicum 5CH, 2 granuli 2 volte/die di ognuno, alternandoli.

Rimedi omeopatici per la lombaggine.

La lombaggine, comunemente conosciuta come “mal di schiena”, è la contrazione dolorosa dei muscoli della regione lombare conseguente, di solito, a movimenti molto bruschi. Se non trattata può progredire a lombalgia: il dolore si estende anche alla colonna vertebrale. Tra gli omeopatici più utilizzati abbiamo:

Le gocce, le compresse e le fiale contengono:

  • Berberis 4DH

  • Nux vomica 4DH

  • Calcium phosphoricum 12DH

  • Rhus toxicodendron 4DH

  • Causticum Hahn 6DH

  • Rhododendron 4DH

  • Dulcamara 4DH

Si consiglia l’assunzione di:

  1. Se le contrazioni sono molto dolorose si può aggiungere, alternandoli: Actea racemosa 4CH, Kalmia latifolia 4CH e Magnesia phosphorica 5CH, 3 granuli/die di ognuno.

    • Effettuare delle frizioni con la pomata Dr. Reckeweg R61.

Rimedi omeopatici per il torcicollo.

Il torcicollo caratterizzato da rigidità della nuca e dolore durante i movimenti. Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Rimedi omeopatici per l’herpes.

L’herpes è una patologia infettiva causata da Herpesviridae, in particolare: Herpes simplex I (che causa l’herpes labiale), Herpes simplex II (che causa l’herpes genitale) ed Herpes zoster (responsabile della varicella e del fuoco di Sant’Antonio).

La formazione dell’herpes è preceduta da una sensazione di calore e bruciore, cui segue la formazione di una macula rossastra sormontata da vescicole trasparenti. In soggetti predisposti, che siano già venuti a contatto col virus, l’herpes è soggetto a recidiva e può manifestarsi durante il ciclo mestruale, durante un’infezione sostenuta da altri microrganismi (per esempio il virus dell’influenza), in seguito ad una scorretta esposizione al sole, etc.

Ma vediamo i rimedi previsti dall’omeopatia:

In caso di Herpes genitale:

In caso di varicella:

Trattamento omeopatico delle vene varicose.

Le vene varicose sono dilatazioni permanenti delle vene superficiali dovute ad una perdita di elasticità delle pareti, cui si somma un andamento tortuoso dovuto alla degenerazione del tessuto connettivo che le sostiene.

Esse non sono altro che la conseguenza di un’insufficienza venosa cronica (l’incapacità delle vene di riportare il sangue al cuore) caratterizzata da un processo infiammatorio che ha come risultato la lesione delle pareti venose (da cui deriva la perdita di elasticità) e del connettivo di sostegno.

Quando l’insufficienza venosa interessa le venule del plesso emorroidario sottomucoso, ecco che si parla di malattia emorroidaria; così come le vene degli arti inferiori, anche quelle del plesso emorroidario possono diventare varicose come risultato di un processo infiammatorio cronico.

Ma vediamo i principali rimedi omeopatici.

La composizione (gocce, compresse e fiale) è la seguente:

  • Aesculus hyppocastanum 30DH

  • Mezereum 12DH

  • Belladonna 12DH

  • Placenta 30DH

  • Calcium fluoratum 30DH

  • Pulsatilla 30DH

  • Cardus marianus 12DH

  • Secale cornutum 30DH

  • Hamamelis virginiana 6DH

  • Vipera berus 12DH

Assumere:

Rimedi omeopatici per gastrite, esofagite e gastroenterite.

La gastrite è l’infiammazione (acuta o cronica) della muscosa gastrica dovuta a cause di diverso tipo, tra cui ricordiamo: abuso di alcool, cattiva alimentazione, abuso di farmaci antinfiammatori non steroidei, stress ed infezioni da Helicobacter pylori. La gastrite si manifesta con bruciore di stomaco (definita pirosi) accompagnata da nausea e vomito. Se non trattata può progredire ad ulcera, ovvero la lesione (più o meno profonda) della parete gastrica.

L’esofagite, invece, è l’infiammazione dell’esofago conseguente soprattutto a reflusso gastroesofageo (la risalita dei succhi gastrici nell’esofago) ed ernia iatale, ovvero la risalita di una parte dello stomaco nel torace a causa dell’allargamento dello iato (un’apertura del diaframma). L’esofagite si manifesta con bruciore a livello del torace, difficoltà di deglutizione (disfagia) e deglutizione dolorosa (odinofagia).

Mentre la gastroenterite è un’infiammazione che coinvolge stomaco ed intestino tenue, (solitamente di natura virale) caratterizzata da vomito, diarrea e crampi.

Ma vediamo alcuni dei rimedi più utilizzati:

Per le gastroenteriti:

Rimedi omeopatici per stipsi e diarrea.

Stipsi e diarrea sono delle condizioni legate ad un’alterazione del transito intestinale. In particolare:

Vediamo in che modo possiamo trattarle:

In caso di stipsi nell’anziano, associare Plumbum a:

In caso di stipsi spastica assumere:

Rimedi omeopatici per la sindrome del colon irritabile.

La sindrome del colon irritabile è un disturbo funzionale cronico e idiopatico (non se ne conosce la causa).

E’ caratterizzato da una vasta gamma di sintomi, tra cui:

  • Colite (infiammazione intestinale) di natura spastica;

  • Dolore addominale;

  • Alternanza di stipsi e diarrea;

  • Meteorismo, ossìa l’accumulo di gas intestinale;

  • Borborigmi, i rumori dovuti all’attività intestinale;

  • Astenia (debolezza);

  • Lombalgia (mal di schiena);

  • Ansia (che rappresenta sia una causa, sia una conseguenza della sindrome).

Vediamo i rimedi più utilizzati:

Terapia omeopatica della cistite.

La cistite è un’infiammazione della vescica che consegue, nella maggior parte dei casi, a un’infezione batterica sostenuta da Escherichia Coli.

I sintomi includono:

  • Minzione difficoltosa (disuria) e dolorosa (stranguria)

  • Pollachiuria: si urina spesso ma il flusso è scarso;

  • Nicturia: ci si sveglia per urinare;

  • Tenesmo vescicale: il bisogno continuo di urinare seguito dalla sensazione di non aver svuotato completamente la vescica;

  • Dolori nel basso ventre;

  • Nei casi più gravi ematuria (ovvero sangue nelle urine) e piuria (pus nelle urine).

Tra i rimedi utilizzati in omeopatia abbiamo:

Terapia omeopatica della sinusite.

La sinusite è l’infiammazione della mucosa che riveste i seni paranasali (frontale, mascellare, etmoidale e sfenoidale), ovvero delle cavità presenti all’interno delle ossa facciali e poste in comunicazione con le cavità nasali attraverso degli orifizi chiamati osti.

Gli osti consentono il drenaggio delle secrezioni dai seni alle cavità nasali tuttavia, quando le mucose sono infiammate e dunque edematose (gonfie), il drenaggio risulta compromesso e si ha l’accumulo di muco. Si ha quindi la proliferazione dei microrganismi e la conseguente infezione.

Ecco alcuni dei rimedi più utilizzati:

Rimedi omeopatici per la dismenorrea.

Dismenorrea è il termina con il quale si indicano le mestruazioni dolorose.

Il dolore può localizzarsi nell’addome, nella schiena o nel capo e può essere primario (dovuto a cause non apparenti) o secondario, dovuto a patologie come l’endometriosi (la crescita della mucosa uterina al di fuori dell’utero).

Vediamo alcuni rimedi per questo disturbo:

Rimedi omeopatici per la sindrome dell’ovaio policistico.

La sindrome dell’ovaio policistico (o policistosi ovarica) è un disturbo che può compromettere la fertilità femminile. Il nome deriva dalla presenza, in una o in entrambe le ovaie, di numerose cisti (cavità ripiene di liquido).

Tra i sintomi più comuni abbiamo:

  • Amenorrea, ovvero l’assenza di mestruazioni per lunghi periodi di tempo;

  • Oligomenorrea, ovvero mestruazioni irregolari;

  • Dismenorrea, ossìa mestruazioni dolorose;

  • Irsutismo, ovvero una crescita anomala di peli dovuta a livelli elevati di androgeni (ormoni maschili);

  • Acne.

Ecco alcuni dei rimedi più utilizzati:

Trattamento omeopatico dell’ipertensione arteriosa.

Si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione sistolica (la massima) supera i 130mm di mercurio e la pressione diastolica (la minima) supera gli 85mm di mercurio. L’ipertensione può essere idiopatica (senza causa apparente) oppure secondaria a patologie (renali, endocrine e cardiovascolari).

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per l’iperidrosi.

L’iperidrosi è un disturbo caratterizzato da una secrezione eccessiva di sudore, soprattutto a livello ascellare, palmare e plantare. Si distingue l’iperidrosi primaria (o essenziale) di cui non si conosce la causa, e l’iperidrosi secondaria a patologie quali ipertiroidismo, malattie psichiatriche gravi e obesità. Vediamo in che modo viene trattata dall’omeopatia:

Terapia omeopatica del diabete.

Il diabete è una patologia cronica con eziologia multifattoriale (può essere dovuto, infatti, a fattori genetici, ambientali ed immunitari) e caratterizzata da un metabolismo glucidico alterato che sfocia nell’iperglicemia (ovvero livelli ematici di glucosio elevati).

Sebbene esistano diverse tipologie, queste sono le più diffuse:

  • Diabete mellito di tipo I: l’iperglicemia è dovuta all’assenza d’insulina. Ciò è imputabile alla distruzione delle cellule β del pancreas (le cellule deputate alla produzione dell’insulina stessa) dovuto a processi autoimmuni o idiopatici (di cui non si conosce la causa);

  • Diabete mellito di tipo II: in questo caso l’insulina viene prodotta, tuttavia i tessuti non rispondono alla sua azione (condizione nota come insulino-resistenza).

Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati.

Per il DM di tipo II:

Per il DM di tipo I:

Terapia omeopatica dell’ipertiroidismo e dell’ipotiroidismo.

Ipertiroismo e ipotiroidismo sono condizioni patologiche dovute ad una disfunzione della ghiandola tiroidea.

In particolare:

  • L’ipotiroidismo è un disturbo caratterizzato da bassi livelli di ormoni tiroidei e può essere dovuto a diversi fattori, tra cui: carenza di iodio (fondamentale per la produzione di tali ormoni), reazioni autoimmuni che distruggono le cellule tiroidee (come nella tiroidite di Hashimoto) e ablazione chirurgica della tiroide. Tra i sintomi abbiamo: aumento ponderale, stanchezza, deficit della memoria, intolleranza al freddo e bradicardia.

  • Al contrario, l’ipertiroidismo è caratterizzato da livelli elevati di ormoni tiroidei (dovuti ad una disfunzione tiroidea o ipofisaria) che provocano: tachicardia, intolleranza al caldo, agitazione e calo ponderale.

Vediamo i rimedi proposti dall’omeopatia.

Per l’ipotiroidismo:

Per l’ipertiroidismo:

Rimedi omeopatici per la fame nervosa.

La fame nervosa (binge-eating disorder) è un disturbo alimentare caratterizzato da:

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per contrastare l’obesità.

L’obesità è considerata una condizione patologica a tutti gli effetti ed è dovuta a fattori genetici (30% dei casi) e ambientali (il restante 70%). Tra i fattori ambientali coinvolti abbiamo: alimentazione scorretta, da un punto di vista qualitativo e quantitativo, sedentarietà e abuso di alcool. Vediamo i rimedi utilizzati in omeopatia per affrontarla.

La terapia di base prevede:

Rimedi omeopatici per la cellulite.

La cellulite (Panniculopatia Edemato-Fibro-Sclerotica, PEFS) è un inestetismo tipicamente femminile caratterizzato da adiposità localizzata e ritenzione idrica, responsabili del tipico aspetto “a buccia d’arancia” della cute. Tra i rimedi più utilizzati abbiamo:

Terapia omeopatica delle infezioni da Candida.

Candida albicans è un lievito che alberga nel nostro organismo comportandosi da opportunista: nell’individuo sano è innocuo tuttavia, al calar delle difese immunitarie o in seguito all’impoverimento della microflora batterica, è in grado di infettare i tessuti portando alle così dette candidosi. La candidosi può manifestarsi in sedi diverse, come il cavo orale, l’intestino e l’apparato genitale femminile. Quest’ultima forma è molto frequente ed è caratterizzata da sintomi quali: arrossamento, prurito, bruciore e leucorrea (ossìa perdite vaginali biancastre, simili alla ricotta). Ecco alcuni dei rimedi utilizzati:

Rimedi omeopatici per il bruxismo.

Il bruxismo consiste nel digrignamento dei denti dovuto alla contrazione della muscolatura masticatoria (solitamente durante il sonno). Si manifesta in episodi di breve durata (circa una decina di secondi) che, nei casi di bruxismo intenso, possono lasciare una sensazione dolorosa alle mascelle, mal di testa e mal di denti.

Si consiglia l’assunzione di Belladonna, 3 granuli 9CH prima di coricarsi, che agisce sui disturbi nervosi (come ansia e stress) alla base di tale disturbo.

Rimedi omeopatici per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB).

L’IPB è un ingrossamento della prostata dovuto alla proliferazione smodata delle sue cellule.

La prostata ingrossata tende a comprimere il canale uretrale, causando il riempimento rapido della vescica e allo stesso tempo lo svuotamento incompleto. Ne consegue un aumento del numero di minzioni durante il dì (pollachiuria) e la notte (nicturia), caratterizzate da un getto debole di urina, la predisposizione ad infezioni vescicali (come la cistite) e la lesione delle vene uretrali (a causa dello sforzo durante la minzione) con conseguente ematuria (sangue nelle urine).

Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Terapia omeopatica dell’ossiuriasi.

L’ossiuriasi è un’infestazione intestinale causata dal verme Enterobius vermicularis. Il sintomo caratteristico è il prurito perianale, dovuto al movimento della femmina durante la deposizione delle uova nelle pieghe cutanee.

I rimedi previsti dall’omeopatia includono:

Uso dei rimedi omeopatici in gravidanza.

La gravidanza è un periodo molto delicato durante il quale l’assunzione di qualsiasi farmaco dev’essere concordata col ginecologo ; comunque i rimedi omeopatici possono essere utilizzati in tutta sicurezza per trattare alcune condizioni tipiche della maternità. Scopriamo quali.

  1. Per la nausea e l’emesi (il vomito) che caratterizzano le prime settimane si può assumere:

    1. Sepia, 5 granuli 9CH al bisogno, in caso di emesi incontrollabile.

    2. Ipeca, 5 granuli 9CH al bisogno, in caso di nausea che non migliora con l’emesi.

    3. Nux vomica, 5 granuli 9CH al bisogno, in caso di nausea che migliora con l’emesi.

    4. Ignatia amara, 5 granuli 15CH, in caso di nausea che migliora durante i pasti.

Per i disturbi gastrointestinali:

    1. Nux vomica, 5 granuli 9CH 3 volte/die, in caso di dispepsia (difficoltà digestive) e meteorismo (gonfiore addominale).

    2. Robinia pseudo-acacia, 5 granuli 9CH 2 volte/die, in caso di bruciore di stomaco.

    3. Collinsonia canadensis, 5 granuli 9CH 3 volte/die, in caso di stipsi con emorroidi infiammate.

In caso di insufficienza venosa (gambe pesanti) assumere Hamamelis, 5 granuli 5CH al mattino e alla sera.

In caso di crampi notturni assumere Cuprum metallicum, 5 granuli 7CH al mattino e alla sera.

In caso di emorroidi infiammate (anche associate a stipsi) assumere Aesculus hyppocastanum (3 granuli 5CH ogni 3 ore) e Arnica montana (5 granuli 5CH al mattino e alla sera).

Per l’ansia e lo stress:

    1. Gelsemium, 5 granuli 15CH 3 volte/die.

    2. Ignatia amara, 5 granuli 15CH 3 volte/die.

Per la preparazione al parto:

    1. Assumere Gelsemium sempervirens per fronteggiare la paura che precede il travaglio. Assumere una dose 30CH ogni 7 giorni a partire dalla 37esima settimana, e una dose 30CH all’inizio del travaglio.

    2. Assumere Caulophyllum, 5 granuli 7CH alla sera, nelle ultime due settimane che precedono il travaglio onde preparare l’utero al parto.

Dopo il parto:

    1. Assumere Staphysagria, 5 granuli 9CH al mattino e alla sera, per favorire la cicatrizzazione in caso di taglio cesareo.

    2. Assumere Sepia, una dose 30CH per tre mattine consecutive, onde prevenire la depressione post-partum.

  1. Assumere Ricinus communis, 5 granuli 5CH prima di ogni poppata, per stimolare la produzione di latte.

  2. Assumere Nitricum acidum, 5 granuli 9CH prima di ogni poppata, in caso di ragadi al seno.

Modalità di assunzione degli omeopatici.

Terminiamo questa piccola guida con alcuni consigli per assicurare un corretto utilizzo dei rimedi omeopatici.

Innanzitutto, quando s’inizia un trattamento omeopatico occorre evitare gli alimenti o i prodotti contenenti menta, mentolo o canfora (come caramelle, sciroppi per uso alimentare, dentifrici, medicinali) che potrebbero interferire con l’assorbimento dei rimedi stessi. Lo stesso discorso vale per il tabacco, il caffè (anche miscelato al latte) e il thé.

  1. Somministrazione dei globuli e dei granuli. E’ fondamentale non toccarli con le mani: i globuli vengono posti tutti in una volta sotto la lingua, mentre i granuli vengono separati col tappo dosatore (solitamente a gruppi di 2 o 3) e posti sotto la lingua anch’essi. Vengono generalmente assunti da mezz’ora a un’ora prima dei pasti, eccezion fatta per le diluizioni dalla 7CH in su che, in linea generale, vanno assunte al mattino prima della colazione.

  2. Somministrazione delle compresse. Valgono le stesse regole dei globuli e dei granuli.

  3. Somministrazione delle triturazioni. Le triturazioni (ripartite in sacchetti o flaconcini) vengono prelevate con un misurino, disciolte in acqua e assunte da 1 a 3 volte al giorno.

  4. Somministrazione delle gocce. Le gocce vengono assunte solitamente un quarto d’ora prima dei pasti, diluite in poca acqua ed evitando di deglutirle subito. Vengono assunte da 2 a 4 volte al giorno, 15-20 gocce per volta.

  5. Somministrazione di fiale e supposte. In linea generale, si somministrano da 1 a 3 volte al giorno.

Per quanto tempo assumerli?

La durata del trattamento viene stabilita dal medico omeopata in base al sesso, all’età, al temperamento e alla reazione del paziente al rimedio. In linea generale, se le condizioni rimangono stazionarie si prosegue la terapia; se vi sono dei miglioramenti si allungano i tempi di somministrazione fino a sospenderla ad avvenuta guarigione.

Quanto riportato è solo a titolo informativo e non intende sostituirsi al parere del medico o di altro specialista della salute.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Jessica Zanza ( Farmacista)

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