Rimedi omeopatici: prodotti e medicinali usati in omeopatia.

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in farmacia)

Parlare di omeopatia e di rimedi omeopatici richiede una certa prudenza. In ambito scientifico, infatti, imperversano le polemiche e non mancano critiche aspre. Nella seguente guida ci limiteremo a fornire delle informazioni sulle caratteristiche e sui principi dell’omeopatia senza per questo suggerire l’adozione di una simile forma terapeutica, scelta che dipende dal paziente e che, in ogni caso, dovrà sempre essere concordata con il proprio medico curante.

    Indice Articolo:
  1. Cosa sono?
    1. Come agiscono
  2. Preparazione
    1. Materie prime
    2. Tinture madri e macerati glicerici
    3. Diluizione
  3. I vari tipi di rimedi
  4. Quali sono?
  5. A cosa servono?
  6. Come si assumono
    1. Formulazioni
    2. Dosaggio
    3. Posologia
  7. Come scegliere il rimedio giusto

Rimedi omeopatici: cosa sono?

Secondo la definizione riportata dalla Farmacopea europea (poi ripresa da quella italiana), i rimedi omeopatici sono medicinali ottenuti a partire da sostanze o preparazioni, note come materiali di partenza, attraverso un processo di produzione omeopatico.

L’invenzione e la successiva introduzione in terapia di questi rimedi si deve al medico sassone Samuel Hahnemann (1755-1843), il padre della medicina omeopatica.

Come agiscono?

L’omeopatia (dal greco hómoios “simile” e pathos “sofferenza”) fa parte delle così dette medicine alternative e si basa su due principi fondamentali:

Approfondisci cos'è l'omeopatia.

Secondo Hahnemann, i sintomi nascono come reazione dell’organismo alla malattia stessa. Dal momento che la reazione ha lo scopo di ripristinare un equilibrio alterato occorre rinforzarla; da ciò deriva l’uso dei rimedi omeopatici.

Come si preparano i prodotti omeopatici?

I rimedi omeopatici vengono ottenuti da preparazioni note come materiali di partenza, ovvero tinture madri e macerati glicerici, ottenuti, a loro volta, da materie prime di origine vegetale (60-65%), animale e minerale.

Materie prime.

Le materie prime sono quei materiali di base che servono a preparare i materiali di partenza ovvero le tinture madri ed i macerati glicerici.

Le materie prime vegetali sono piante (intere o loro parti) colte nel loro habitat naturale e utilizzate fresche, affinché conservino tutte le proprietà. La pianta, raccolta nel suo periodo ottimale (per esempio, dopo la fioritura nel caso di quelle colte intere), dev’essere priva di pesticidi e deve giungere nell’officina di lavorazione entro 48 ore dalla raccolta (ad eccezione delle specie esotiche); qualora lo si reputi necessario può giungervi congelata o conservata in alcool (in quest’ultimo caso, l’alcool deve essere adoperato nella preparazione). In casi eccezionali è previsto l’uso di piante essiccate (nel caso di specie esotiche, come quelle provenienti dalla Cina) o coltivate (nel caso di specie non spontanee, come Avena sativa).

Le materie prime animali sono costituite da animali vivi (come Apis mellifera e Formica rufa), essiccati (Chantaris vesicator), di organi liofilizzati o di veleni cristallizzati. Un requisito fondamentale è l’assenza di microrganismi patogeni.

Le materie prime minerali sono costituite di elementi puri (come Sulphur, lo zolfo) o di composti (come Natrum muriaticum, il sale marino).

Tinture madri e macerati glicerici.

Le tinture madri (T.M.) sono preparazioni liquide ottenute per macerazione della materia prima in alcool, oppure dai succhi di spremitura.

Nel caso in cui si parta da una materia prima vegetale, possiamo procedere in vari modi:

Nel caso si parta da una materia prima animale, si lascia macerare in alcool per tre settimane (rapporto 1:20), agitando di tanto in tanto. Quindi, si lascia decantare e si filtra; si lascia decantare per altre 48 ore e si filtra nuovamente.

I macerati glicerici (M.G.), invece, si ottengono a partire da gemme e germogli lasciate macerare in glicerolo o in una miscela glicerolo/alcool, in rapporto 1:10.

La diluizione.

I materiali di partenza vengono quindi sottoposti a un processo di diluizione (o triturazione, in caso di materiali solidi) attraverso il quale si ottengono rimedi sempre meno concentrati.

Tra i veicoli utilizzati abbiamo:

La diluizione può essere espressa in modi differenti, infatti distinguiamo:

Diluizioni decimali hahnemanniane (D o DH), ottenute miscelando 1 parte di materiale di partenza e 9 parti di veicolo;

La diluizione dei materiali di partenza può essere effettuata usando tecniche differenti.

Metodo secondo Hahnemann

La tecnica di diluizione più usata è stata ideata dallo stesso Hahnemann: si tratta della diluizione in flaconi separati. Si utilizzano flaconi in vetro, dotati di tappo costituito da materiale inerte.

Immaginiamo di voler ottenere una diluizione 2CH: come si procede?

  • Nel 1° flacone si pongono 1 parte in peso di materiale di partenza e 99 parti di veicolo.
  • Si effettuano 100 succussioni, ovvero si agita energicamente in senso verticale per 100 volte. Abbiamo ottenuto la 1CH.
  • A questo punto si preleva 1 parte in volume della 1CH, la si travasa nel 2° flacone e si miscela con altre 99 parti di veicolo.
  • Si effettuano altre cento succussioni e abbiamo ottenuto la 2CH.

Le diluizioni così ottenute possono essere utilizzate per impregnare dei supporti inerti, ovvero:

  • Granuli: si tratta di sferette con una massa pari a 50mg, realizzate in lattosio o saccarosio;
  • Globuli: sono sfere ancor più piccole, del peso di 5mg, costituite da una miscela di lattosio e saccarosio;
  • Lattosio in polvere.
  • Compresse: sono realizzate in lattosio, saccarosio o una miscela dei due. In questo caso si utilizzano 2ml di liquido ogni 100g di supporto.

Per le diluizioni decimali il procedimento è analogo, con la differenza che si utilizza un rapporto 1:10 e s’imprimono dieci succussioni.

Metodo secondo Korsakov.

Il russo Korsakov ideò la tecnica del flacone unico per ottenere un maggior numero di diluizioni nel minor tempo possibile e con una minor spesa economica. Vediamo come funziona.

  • 5ml di tintura madre vengono versati all’interno di un flacone della capacità di 15ml, dotato di un tappo in materiale inerte.
  • Si effettuano 100 succussioni al termine delle quali si svuota il flacone fino all’ultima goccia.
  • Nello stesso flacone si versano 5mL di acqua distillata, un volume che rappresenta circa 99 volte il volume di T.M. rimasta adesa alle pareti;
  • Si effettuano cento succussioni ed ecco ottenuta la prima diluizione korsakoviana (1K).

Il metodo di Korsakov non viene riconosciuto da diverse farmacopee in quanto manca di riproducibilità: infatti, non assicura il rispetto del rapporto materiale di partenza/veicolo per ogni diluizione effettuata.

Metodo di preparazione delle cinquantamillesimali.

Il metodo è stato descritto per la prima volta nella 6° edizione dell’Organon di Hahnemann, pubblicata postuma.

Supponiamo di voler ottenere la 2LM: come si procede?

  • Si parte da un granulo di lattosio (50mg) alla 3CH che viene posto in un flacone insieme a 500 gocce di alcool etilico al 90%;
  • Si preleva 1 goccia della soluzione e la si miscela con 99 gocce di alcool al 95%.
  • Si effettuano cento succussioni e si ottiene la 1LM.
  • Si preleva 1 goccia della 1LM con cui s’impregnano 500 granuli di lattosio;
  • Si preleva un granulo impregnato della 1LM e lo si miscela a 99 gocce di alcool etilico al 95%; si imprimono le cento succussioni e si ottiene la 2LM.

Una volta effettuata la diluizione il rimedio viene dinamizzato: si effettua un’agitazione energica che secondo gli omeopati potenzia (dinamizza) il rimedio.

Classificazione dei rimedi omeopatici.

Prima di addentrarci nella descrizione dei singoli rimedi, vediamo in che modo vengono classificati. Un primo criterio si basa sullo spettro d’azione e sugli effetti legati alla loro interazione. In base a ciò distinguiamo:

Per aggravamento omeopatico s’intende il peggioramento dei sintomi indotto dall’assunzione del rimedio che, se risulta giusto per il paziente, dovrebbe manifestarsi in forma lieve e risolversi nel giro di poco tempo.

Un altro criterio li classifica in base alla diluizione; quindi avremo:

Quali sono? I principali rimedi utilizzati in omeopatia.

Vediamo finalmente un elenco dei rimedi omeopatici più utilizzati. Gli impieghi e la posologia verranno approfonditi nel paragrafo successivo.

A cosa servono? i benefici.

I rimedi omeopatici vengono utilizzati nel trattamento di svariate patologie; alcuni di essi posseggono azioni specifiche per determinati disturbi, mentre altri (i policresti) sono in grado di agire su più fronti; per quanto riguarda i policresti le diluizioni variano in base al tipo di disturbo trattato. Vediamo la terapia omeopatica per i disturbi più diffusi, tenendo presente che le diluizioni e le posologie riportate sono solo orientative.

Terapia omeopatica del mal di gola.

Il mal di gola è la conseguenza di un processo infiammatorio a carico della faringe, della laringe e/o delle tonsille. Le infezioni batteriche e virali rappresentano la causa più comune di quest’infiammazione e attecchiscono quando, a seguito di uno sbalzo di temperatura, si riducono le difese immunitarie del nostro organismo.

Tra i rimedi più utilizzati abbiamo:

La posologia delle gocce, adatte anche a bambini e neonati, è la seguente:

Le compresse (per adulti) devono essere assunte in questo modo:

La posologia per le fiale è di una al giorno.

L' omeopatia per contrastare il raffreddore.

Il raffreddore è la conseguenza di un’infezione virale a carico delle vie aeree superiori (naso, faringe e laringe).

Vediamo gli omeopatici più utilizzati:

Gocce:

Compresse:

Fiale: una al giorno.

I rimedi per l’influenza.

Le infezioni provocate dal virus dell’influenza sono in grado di scatenare delle sindromi caratterizzate da rinorrea, lacrimazione, febbre, mal di testa, mal di gola (anche accompagnato da tosse e raucedine), sintomi gastrointestinali, dolori osteoarticolari e muscolari.

Vediamo quali sono i rimedi omeopatici più utilizzati:

Per i sintomi della bronchite asmatica.

La bronchite asmatica è un disturbo che si manifesta con sintomi della bronchite (un’infiammazione dei bronchi caratterizzata da una produzione eccessiva di muco, difficile da espettorare) e dell’asma (difficoltà respiratorie e tosse molto secca dovute ad un restringimento del lume bronchiale). Si tratta di una condizione diffusa soprattutto tra i bambini e si può manifestare a seguito di sforzi intensi, sbalzi di temperatura o esposizione ad allergeni (fumo, polveri, polline).

Ma vediamo alcuni dei rimedi utilizzati in omeopatia:

Terapia omeopatica per le allergie.

L’allergia è una reazione immunitaria causata da sostanze di varia natura come polline, polvere, peli, alimenti, farmaci e veleno d’insetti. I sintomi sono differenti e dipendono dal tipo di allergene coinvolto, ad esempio: rinite, congiuntivite e starnuti in caso di antigeni inalati (come il polline) ed eruzioni cutanee in caso di punture; nei casi più gravi si può arrivare allo shock anafilattico, una reazione sistemica che può portare a morte.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per l’alitosi.

L’alitosi, comunemente definita “alito cattivo”, è un problema che di solito ha origine nel cavo orale (a causa di una cattiva igiene oppure a causa di disidratazione); in una piccola percentuale dei casi può essere dovuto a disturbi della digestione, infezioni delle vie respiratorie e patologie sistemiche come il diabete.

Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Rimedi omeopatici per l’acne.

L’acne è una patologia cutanea di natura infiammatoria e infettiva. Frequente soprattutto in età adolescenziale, è associata ad ipersecrezione di sebo e sua conseguente fermentazione da parte di microrganismi (batteri e funghi). Tra i segni caratteristici abbiamo: comedoni (punti bianchi e neri, tipici della fase iniziale), papule, pustole e microcisti (nei casi più gravi).

In caso di acne giovanile (per ambo i sessi):

Rimedi omeopatici per la dermatite seborroica.

La dermatite seborroica è una patologia cutanea infiammatoria che colpisce soprattutto le aree dove vi è un’alta densità di ghiandole sebacee (in primis il cuoio capelluto ma anche viso e dorso).E’ caratterizzata dalla comparsa di aree arrossate e desquamanti, forte prurito e produzione di forfora grassa (scaglie giallastre e untuose di grandi dimensioni).

Tra i rimedi omeopatici più utilizzati:

Terapia omeopatica dell’orticaria.

L’orticaria è una patologia cutanea (di natura infiammatoria o allergica) che si manifesta con la comparsa di pomfi, ovvero lesioni circoscritte e in rilievo di colore rosso, pruriginose e di dimensioni variabili. Le cause sono numerose e tra queste ricordiamo: punture d’insetto, farmaci, alimenti, stress e contatto con sostanze urticanti.

Vediamo in che modo l’omeopatia affronta questo disturbo.

In caso di orticaria di grado lieve:

In caso di orticaria grave, aggiungere ai rimedi precedenti:

In caso di orticaria resistente:

Rimedi omeopatici per la vitiligine.

La vitiligine è caratterizzata dalla presenza di macchie bianche, nella cute e nelle mucose, circondate da un orlo iperpigmentato. Sebbene la causa sia ancora ignota, alcuni ricercatori hanno ipotizzato un meccanismo autoimmune che porterebbe alla distruzione dei melanociti (le cellule deputate alla sintesi della melanina).

Utilizzare Mica e Sepia 5CH, 2 granuli/die un giorno l’uno, un giorno l’altro.

Omeopatia per la caduta dei capelli.

La perdita dei capelli è un problema scatenato da diverse cause ed è spesso fonte di disagio per chi ne è colpito.

Tra i rimedi più utilizzati abbiamo:

Rimedi per gli acufeni.

Gli acufeni sono dei suoni (fischi, ronzii e sibili) che vengono percepiti anche in assenza di attivazione dei recettori acustici. Le cause sono molteplici e tra queste ricordiamo: esposizione a rumori troppo intensi, malformazioni congenite, disturbi vascolari, infezioni, traumi meccanici e farmaci.

Tra gli omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi per la follicolite e la foruncolosi.

Il termine follicolite sta ad indicare l’infiammazione del follicolo pilifero conseguente a rasatura, uso di abiti troppo stretti ed eccessiva sudorazione. Quando si ha la penetrazione di microrganismi (come strepto e stafilococchi) nel follicolo già infiammato si verifica un’infezione nota come foruncolosi.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per le punture d’insetto.

I rimedi omeopatici vengono utilizzati nel trattamento delle punture e dei morsi di insetti (come zanzare, api, vespe) e di aracnidi (zecche e ragni) soprattutto nei bambini molto piccoli e nelle donne in gravidanza, vista la mancanza di effetti collaterali.

Per il trattamento di base assumere:

Trattamento omeopatico delle ustioni.

Le ustioni (o “scottatture”) sono lesioni cutanee o sottocutanee conseguenti a diversi stimoli lesivi. Le più diffuse sono dovute ad un danno termico provocato da radiazioni (eritema solare) e dal contatto con superfici o liquidi bollenti.

Terapia omeopatica dell’otite.

L’otite è un’infiammazione (acuta o cronica) dell’orecchio, spesso causata da infezioni sostenute da virus o batteri.

Ecco alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati per trattare questo disturbo:

Rimedi omeopatici per l’orzaiolo.

L’orzaiolo nasce come conseguenza dell’infiammazione di un follicolo ciliare causata da un’infezione stafilococcica. Si manifesta come una piccola pustola gialla (interna o esterna), che può ingrandirsi fino a scoppiare, associata ad arrossamento della palpebra, dolore e bruciore.

Vediamo alcuni rimedi omeopatici:

Terapia omeopatica dell’osteoporosi.

L’osteoporosi è una patologia caratterizzata da una riduzione della densità ossea e conseguente aumento del rischio di frattura; colpisce prevalentemente le donne nel periodo post-menopausa, nelle quali manca l’effetto protettivo degli ormoni estrogeni.

Tra i rimedi omeopatici più utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per l’ansia.

Con il termine ansia si fa riferimento ad un gruppo di disturbi d’interesse psichiatrico molto diffusi e allo stesso tempo molto sottovalutati.Nella sua forma più comune, l’ansia è caratterizzata da un senso di angoscia e da una preoccupazione eccessiva, a volte immotivata, che possono compromettere seriamente la qualità della vita di chi ne soffre. Si possono manifestare disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ipersudorazione, tachicardia, artralgie (dolori articolari) e mialgie (dolori muscolari), dovuti ad uno stato di tensione continuo. Alle volte si possono manifestare delle vere e proprie crisi ansiose, i così detti attacchi di panico. Si tratta di reazioni di paura, incontrollabili e imprevedibili, che possono insorgere senza motivo oppure in seguito ad un’associazione; sono caratterizzate da tachicardia, sudorazione, piloerezione (pelle d’oca), dispnea, talvolta minzione e/o defecazione e senso di morte imminente.

I rimedi omeopatici per questi disturbi sono diversi:

Omeopatia contro la depressione.

Le sindromi depressive sono dei disturbi molto complessi che possono presentarsi in forma lieve-moderata, come la distimia, oppure in forma grave, come la depressione maggiore.

La depressione maggiore è una sindrome invalidante che può compromettere seriamente la qualità della vita dell’individuo, tanto da portarlo al suicidio. Si manifesta in episodi, della durata di circa due settimane, caratterizzati da sintomi quali: Basso tono dell’umore (sintomo cardinale), Anedonia, ossìa l’incapacità di provar piacere, alterazioni delle funzioni cognitive, psicomotorie, abulia, pensieri di morte e suicidio.

Alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati sono:

Rimedi omeopatici per l’insonnia.

L’insonnia è un disturbo abbastanza frequente che può manifestarsi come difficoltà a prender sonno o risveglio anticipato. In ogni caso il paziente lamenta un sonno non ristoratore, difficoltà cognitive (deficit dell’attenzione e della concentrazione) e sonnolenza nelle ore diurne.

Vediamo cosa offre l’omeopatia per il trattamento di questo disturbo:

Rimedi omeopatici per le cefalee.

Le cefalee, note come “mal di testa”, rappresentano dei disturbi molto diffusi con una prevalenza del 70% negli uomini e del 90% nelle donne. Possono essere idiopatiche, ovvero che insorgono senza una causa apparente, oppure secondarie a traumi o patologie.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Terapia omeopatica delle artriti e delle artrosi.

L’artrite comprende un’insieme di condizioni accomunate dall’infiammazione (acuta o cronica) delle articolazioni, che risultano gonfie, arrossate, doloranti e quindi poco funzionanti.

Mentre l’artrosi è la degenerazione delle articolazioni (cartilagini, ossa e tendini), spesso conseguenza di un’infiammazione cronica a carico delle stesse.

Tra i rimedi omeopatici abbiamo:

Rimedi omeopatici per la sciatica.

La sciatica, o sciatalgìa, causata dalla compressione delle radici del nervo sciatico, conseguente soprattutto ad ernia del disco (la fuoriuscita dei dischi vertebrali dal loro rivestimento fibroso). Ciò è responsabile di sintomi, quali dolore, formicolio o intorpidimento, che si diffondono ai glutei e alla parte posteriore degli arti inferiori.

L’omeopatia prevede l’uso dei seguenti rimedi:

Rimedi omeoticpai per la lombaggine.

La lombaggine, comunemente conosciuta come “mal di schiena”, è la contrazione dolorosa dei muscoli della regione lombare conseguente, di solito, a movimenti molto bruschi. Se non trattata può progredire a lombalgia: il dolore si estende anche alla colonna vertebrale.

Tra gli omeopatici più utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per il torcicollo.

Il torcicollo caratterizzato da rigidità della nuca e dolore durante i movimenti. Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Rimedi omeopatici per l’herpes.

L’herpes è una patologia infettiva causata da Herpesviridae, in particolare: Herpes simplex I (che causa l’herpes labiale), Herpes simplex II (che causa l’herpes genitale) ed Herpes zoster (responsabile della varicella e del fuoco di Sant’Antonio).

Ma vediamo i rimedi previsti dall’omeopatia:

Trattamento omeopatico delle vene varicose.

Le vene varicose sono dilatazioni permanenti delle vene superficiali dovute ad una perdita di elasticità delle pareti, cui si somma un andamento tortuoso dovuto alla degenerazione del tessuto connettivo che le sostiene.

Quando l’insufficienza venosa interessa le venule del plesso emorroidario sottomucoso, ecco che si parla di malattia emorroidaria; così come le vene degli arti inferiori, anche quelle del plesso emorroidario possono diventare varicose come risultato di un processo infiammatorio cronico.

Ma vediamo i principali rimedi omeopatici.

Rimedi omeopatici per gastrite, esofagite e gastroenterite.

La gastrite è l’infiammazione (acuta o cronica) della muscosa gastrica dovuta a cause di diverso tipo, tra cui ricordiamo: abuso di alcool, cattiva alimentazione, abuso di farmaci antinfiammatori non steroidei, stress ed infezioni da Helicobacter pylori. La gastrite si manifesta con bruciore di stomaco (definita pirosi) accompagnata da nausea e vomito. Se non trattata può progredire ad ulcera, ovvero la lesione (più o meno profonda) della parete gastrica.

L’esofagite, invece, è l’infiammazione dell’esofago conseguente soprattutto a reflusso gastroesofageo (la risalita dei succhi gastrici nell’esofago) ed ernia iatale, ovvero la risalita di una parte dello stomaco nel torace a causa dell’allargamento dello iato (un’apertura del diaframma). L’esofagite si manifesta con bruciore a livello del torace, difficoltà di deglutizione (disfagia) e deglutizione dolorosa (odinofagia).

Mentre la gastroenterite è un’infiammazione che coinvolge stomaco ed intestino tenue, (solitamente di natura virale) caratterizzata da vomito, diarrea e crampi.

Ma vediamo alcuni dei rimedi più utilizzati:

Rimedi omeopatici per stipsi e diarrea.

Stipsi e diarrea sono delle condizioni legate ad un’alterazione del transito intestinale. In particolare:

Vediamo in che modo possiamo trattarle:

Rimedi omeopatici per la sindrome del colon irritabile.

La sindrome del colon irritabile è un disturbo funzionale cronico e idiopatico (non se ne conosce la causa) caratterizzato da una vasta gamma di sintomi. I rimedi più utilizzati:

Terapia omeopatica della cistite.

La cistite è un’infiammazione della vescica che consegue, nella maggior parte dei casi, a un’infezione batterica sostenuta da Escherichia Coli.

Tra i rimedi utilizzati in omeopatia abbiamo:

Terapia omeopatica della sinusite.

La sinusite è l’infiammazione della mucosa che riveste i seni paranasali (frontale, mascellare, etmoidale e sfenoidale), ovvero delle cavità presenti all’interno delle ossa facciali e poste in comunicazione con le cavità nasali attraverso degli orifizi chiamati osti.

Ecco alcuni dei rimedi più utilizzati:

Rimedi omeopatici per la dismenorrea.

Dismenorrea è il termina con il quale si indicano le mestruazioni dolorose.Il dolore può localizzarsi nell’addome, nella schiena o nel capo e può essere primario (dovuto a cause non apparenti) o secondario, dovuto a patologie come l’endometriosi (la crescita della mucosa uterina al di fuori dell’utero).

Vediamo alcuni rimedi per questo disturbo:

Rimedi omeopatici per la sindrome dell’ovaio policistico.

La sindrome dell’ovaio policistico (o policistosi ovarica) è un disturbo che può compromettere la fertilità femminile. Il nome deriva dalla presenza, in una o in entrambe le ovaie, di numerose cisti (cavità ripiene di liquido).

Ecco alcuni dei rimedi più utilizzati:

Trattamento omeopatico dell’ipertensione arteriosa.

Si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione sistolica (la massima) supera i 130mm di mercurio e la pressione diastolica (la minima) supera gli 85mm di mercurio. L’ipertensione può essere idiopatica (senza causa apparente) oppure secondaria a patologie (renali, endocrine e cardiovascolari).

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per l’iperidrosi.

L’iperidrosi è un disturbo caratterizzato da una secrezione eccessiva di sudore, soprattutto a livello ascellare, palmare e plantare. Si distingue l’iperidrosi primaria (o essenziale) di cui non si conosce la causa, e l’iperidrosi secondaria a patologie quali ipertiroidismo, malattie psichiatriche gravi e obesità.

Vediamo in che modo viene trattata dall’omeopatia:

Terapia omeopatica del diabete.

Il diabete è una patologia cronica con eziologia multifattoriale (può essere dovuto, infatti, a fattori genetici, ambientali ed immunitari) e caratterizzata da un metabolismo glucidico alterato che sfocia nell’iperglicemia (ovvero livelli ematici di glucosio elevati).

Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati.

Per il DM di tipo II:

Per il DM di tipo I:

Terapia omeopatica dell’ipertiroidismo e dell’ipotiroidismo.

Ipertiroismo e ipotiroidismo sono condizioni patologiche dovute ad una disfunzione della ghiandola tiroidea.

Vediamo i rimedi proposti dall’omeopatia.

Per l’ipotiroidismo:

Per l’ipertiroidismo:

Rimedi omeopatici per la fame nervosa.

La fame nervosa (binge-eating disorder) è un disturbo alimentare caratterizzato da: episodi di abnorme assunzione di cibo; Sovrappeso/obesità, sindromi depressive.

Tra i rimedi omeopatici utilizzati abbiamo:

Rimedi omeopatici per contrastare l’obesità.

L’obesità è considerata una condizione patologica a tutti gli effetti ed è dovuta a fattori genetici (30% dei casi) e ambientali (il restante 70%). Tra i fattori ambientali coinvolti abbiamo: alimentazione scorretta, da un punto di vista qualitativo e quantitativo, sedentarietà e abuso di alcool. Vediamo i rimedi utilizzati in omeopatia per affrontarla.

La terapia di base prevede:

Rimedi omeopatici per la cellulite.

La cellulite (Panniculopatia Edemato-Fibro-Sclerotica, PEFS) è un inestetismo tipicamente femminile caratterizzato da adiposità localizzata e ritenzione idrica, responsabili del tipico aspetto “a buccia d’arancia” della cute. Tra i rimedi più utilizzati abbiamo:

Terapia omeopatica delle infezioni da Candida.

Candida albicans è un lievito che alberga nel nostro organismo comportandosi da opportunista: nell’individuo sano è innocuo tuttavia, al calar delle difese immunitarie o in seguito all’impoverimento della microflora batterica, è in grado di infettare i tessuti portando alle così dette candidosi. La candidosi può manifestarsi in sedi diverse, come il cavo orale, l’intestino e l’apparato genitale femminile. Quest’ultima forma è molto frequente ed è caratterizzata da sintomi quali: arrossamento, prurito, bruciore e leucorrea (ossìa perdite vaginali biancastre, simili alla ricotta).

Ecco alcuni dei rimedi utilizzati:

Rimedi omeopatici per il bruxismo.

Il bruxismo consiste nel digrignamento dei denti dovuto alla contrazione della muscolatura masticatoria (solitamente durante il sonno). Si manifesta in episodi di breve durata (circa una decina di secondi) che, nei casi di bruxismo intenso, possono lasciare una sensazione dolorosa alle mascelle, mal di testa e mal di denti.

Si consiglia l’assunzione di Belladonna, 3 granuli 9CH prima di coricarsi, che agisce sui disturbi nervosi (come ansia e stress) alla base di tale disturbo.

Rimedi omeopatici per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB).

L’IPB è un ingrossamento della prostata dovuto alla proliferazione smodata delle sue cellule.

Vediamo alcuni dei rimedi omeopatici più utilizzati:

Terapia omeopatica dell’ossiuriasi.

L’ossiuriasi è un’infestazione intestinale causata dal verme Enterobius vermicularis. Il sintomo caratteristico è il prurito perianale, dovuto al movimento della femmina durante la deposizione delle uova nelle pieghe cutanee.

I rimedi previsti dall’omeopatia includono:

Uso dei rimedi omeopatici in gravidanza.

La gravidanza è un periodo molto delicato durante il quale l’assunzione di qualsiasi farmaco dev’essere concordata col ginecologo ; comunque i rimedi omeopatici possono essere utilizzati in tutta sicurezza per trattare alcune condizioni tipiche della maternità.

Per la nausea e l’emesi (il vomito) che caratterizzano le prime settimane si può assumere:

Per i disturbi gastrointestinali:

In caso di insufficienza venosa (gambe pesanti) assumere Hamamelis, 5 granuli 5CH al mattino e alla sera.

In caso di crampi notturni assumere Cuprum metallicum, 5 granuli 7CH al mattino e alla sera.

In caso di emorroidi infiammate (anche associate a stipsi) assumere Aesculus hyppocastanum (3 granuli 5CH ogni 3 ore) e Arnica montana (5 granuli 5CH al mattino e alla sera).

Per l’ansia e lo stress:

Per la preparazione al parto:

  1. Assumere Gelsemium sempervirens per fronteggiare la paura che precede il travaglio. Assumere una dose 30CH ogni 7 giorni a partire dalla 37esima settimana, e una dose 30CH all’inizio del travaglio.
  1. Assumere Caulophyllum,5 granuli 7CH alla sera, nelle ultime due settimane che precedono il travaglio onde preparare l’utero al parto.

Dopo il parto:

Come si assumono i rimedi omeopatici?

I rimedi omeopatici sono disponibili in varie formulazioni farmaceutiche, alcune delle quali peculiari. Ogni forma va assunta in modo diverso ed in quantità diverse che venfgono riportate nelle preparazioi o decise dall'omeopata.

Forme farmaceutiche omeopatiche.

I vari rimedi presenti in commercio possono essere sotto forma di:

N.B. Tubo granuli e tubo globuli sono le forme caratteristiche dei rimedi omeopatici.

Dosaggio.

Il dosaggio varia a seconda delle forme:

  1. Somministrazione dei globuli e dei granuli. E’ fondamentale non toccarli con le mani: i globuli vengono posti tutti in una volta sotto la lingua, mentre i granuli vengono separati col tappo dosatore (solitamente a gruppi di 2 o 3) e posti sotto la lingua anch’essi. Vengono generalmente assunti da mezz’ora a un’ora prima dei pasti, eccezion fatta per le diluizioni dalla 7CH in su che, in linea generale, vanno assunte al mattino prima della colazione.
  1. Somministrazione delle compresse. Valgono le stesse regole dei globuli e dei granuli.
  2. Somministrazione delle triturazioni. Le triturazioni (ripartite in sacchetti o flaconcini) vengono prelevate con un misurino, disciolte in acqua e assunte da 1 a 3 volte al giorno.
  1. Somministrazione delle gocce. Le gocce vengono assunte solitamente un quarto d’ora prima dei pasti, diluite in poca acqua ed evitando di deglutirle subito. Vengono assunte da 2 a 4 volte al giorno, 15-20 gocce per volta.
  2. Somministrazione di fiale e supposte. In linea generale, si somministrano da 1 a 3 volte al giorno.

Per quanto tempo assumerli?

La durata del trattamento viene stabilita dal medico omeopata in base al sesso, all’età, al temperamento e alla reazione del paziente al rimedio. In linea generale, se le condizioni rimangono stazionarie si prosegue la terapia; se vi sono dei miglioramenti si allungano i tempi di somministrazione fino a sospenderla ad avvenuta guarigione.

Come scegliere il rimedio giusto?

Contrariamente alla medicina convenzionale l’omeopatia si pone l’obiettivo di curare il malato, più che la malattia. La scelta e la prescrizione dei rimedi avviene quindi a seguito di un processo di individualizzazione, ovvero l’analisi dei sintomi e del terreno in cui la malattia ha possibilità d’insediarsi, vale a dire costituzione, temperamento, carattere e diatesi.

La costituzione è l’insieme delle caratteristiche fisiche, fisiologiche e psichiche dell’individuo. Una delle classificazioni più utilizzate è quella di Léon Vannier (uno dei più importanti omeopati del XX secolo) che individua tre tipi costituzionali di base, a cui ne è stato aggiunto un quarto.

Il temperamento rappresenta l’indole di un individuo, il suo modo di agire e reagire agli stimoli esterni. E’ un qualcosa di innato, scritto nel patrimonio genetico. Il concetto è stato introdotto per la prima volta da Ippocrate che attuava una distinzione umorale, ovvero una distinzione degli individui in base alla predominanza di uno dei quattro umori. In particolare, si distingue:

Il carattere, invece, è la risposta dell’individuo agli stimoli ambientali. A differenza del temperamento, il carattere non è innato ma si acquisisce col tempo.

La diatesi (in passato definita miasma) rappresenta la predisposizione degli individui ad ammalarsi di determinate patologie. Distinguiamo tre diatesi di base (psora, sicosi e luesinismo) a cui sono state aggiunte il tubercolinismo e il cancerinismo.

Effettuata l’analisi, l’omeopata prescriverà la terapia che reputa più opportuna in base alla sua scuola di appartenenza, infatti:

Quanto riportato è solo a titolo informativo e non intende sostituirsi al parere del medico o di altro specialista della salute.

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in farmacia)

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