Latte materno: produzione, composizione benefici e conservazione

Approfondimenti su composizione e valori nutrizionali del latte materno, sui benefici e le possibili controindicazioni per il neonato. Scopriamo i metodi di conservazione, le cause della scarsa produzione ed i rimedi per stimolarla.

    Indice Articolo:
  1. Calorie e valori nutrizionali
  2. Benefici
  3. Produzione
  4. Cause di scarsa produzione
  5. Conservazione
  6. Quando è controindicato

Composizione: come è fatto il latte materno? Calorie e valori nutrizionali.

Il latte materno è sicuramente quanto di meglio la natura abbia messo a disposizione ad una mamma per nutrire il suo piccolo. Fin dai primi giorni di vita, infatti, il latte materno fornisce al neonato energia, carboidrati, lipidi, proteine, vitamine e minerali in quantità adeguate al suo fabbisogno e che gli permetteranno di crescere forte e sano. Ma cerchiamo di entrare nel merito dell’argomento.

Il latte è il liquido che viene prodotto dopo il parto dalle ghiandole mammarie della donna e che serve a nutrire il neonato per tutto il primo anno di vita o anche più a lungo, a seconda delle esigenze del piccolo.

Ma cosa contiene di particolare?

ll latte materno ha valori nutrizionali eccezionali in ragione dei quali può essere considerato l’alimento più completo in assoluto. Fornisce 70 kcal per 100 grammi ed è una soluzione costituita per l’87 % da acqua e per il restante 13 % da molti nutrienti. I macronutrienti sono così ripartiti:

Il latte materno è naturalmente dolce grazie alla presenza del lattosio che rappresenta lo zucchero più abbondante. Per quanto riguarda il contenuto dei micronutrienti, troviamo:

E’ anche ricco di minerali, quindi potassio, calcio, sodio e fosforo. Ferro e zinco, seppur presenti in piccole quantità, si trovano nel latte materno in una forma che viene assorbita facilmente e completamente.

Benefici e vantaggi del latte della mamma.

Per un neonato l’assunzione di un alimento così ricco e completo comporta dei benefici davvero straordinari, sia nel breve che nel lungo periodo:

La produzione: quando arriva e quando va via il latte?

Il latte inizia ad essere prodotto dalla donna fin dai primi minuti dopo il parto. Alla fine della gravidanza la contrazione dell’utero, che permette il parto e che è dovuta all’azione degli ormoni ossitocina e prolattina, innesca la produzione di latte da parte della ghiandola mammaria e la cosiddetta montata lattea. La mamma produrrà il latte in maggiore quantità nei primi mesi dopo il parto, poi esso diminuirà progressivamente e diventerà non nutriente fino a scomparire del tutto.

Certo non c’è da preoccuparsi: si tratta di un fenomeno del tutto normale che rende necessaria, a partire dal sesto mese, l’integrazione del latte con un’alimentazione comune: lo svezzamento. Qualora lo si voglia, dopo lo svezzamento si potrà fare uso di latte vaccino (non è indicato come sostitutivo del latte materno perchè ha una scarsa digeribilità).

Dal colostro al latte maturo: i cambiamenti nel tempo.

Il colostro è il latte materno prodotto nei 2 – 3 giorni successivi al parto. Esso si differenzia dal latte materno prodotto per tutto il resto dell’allattamento perché è più nutriente, contiene più proteine, è meno grasso e apporta anticorpi che servono al neonato per difendersi dalle prime infezioni. Contiene inoltre una maggiore quantità di zinco rispetto al latte maturo, e il meconio, una sostanza ad azione lassativa che facilita l’inizio della peristalsi dell’intestino e l’espulsione di gas e feci.

Dopo i primi tre giorni, avremo per un paio di giorni il latte di transizione e a seguire il latte maturo.

Scarsità di produzione: quali sono le cause e i possibili rimedi?

La quantità del latte che la mamma produce a volte non basta a nutrire il piccolo in modo adeguato. Se il latte prodotto è troppo poco, il bambino potrebbe:

Chiaramente il latte può scarseggiare per motivi molto diversi:

Per far sì che la quantità di latte prodotta aumenti, la nutrice deve riposare di più in modo da ridurre lo stress, rivolgersi a un medico per vedere se ha problemi di tiroide, bere almeno 2 litri e mezzo di acqua al giorno e mangiare cibi che favoriscono la produzione di latte.

Cibi Galattogoghi che aiutano la produzione di latte.

  • Verdure: prezzemolo, barbabietole, finocchio, carote
  • Legumi: piselli, fagioli, ceci, lenticchie
  • Erbe: borragine, dente di leone, verbena, fieno greco, luppolo, crescione.

Nel corso dell’allattamento è meglio evitare di ricorrere all’omeopatia e se proprio necessario farne uso solo dopo aver consultato il proprio medico.

Evitare alimenti che danno un sapore amaro al latte che sono: birra, cavoli, aglio, cipolla, mandorle, peperoni, asparagi, alcune spezie.

Per tutto il corso dell’allattamento sarà quindi bene non assumere tutti questi cibi, oltre ad evitare alcol e fumo.

Approfondisci quale è  la dieta da seguire durante l’allattamento per le necessità della donna  e di quelle del bambino.

La poppata.

Il latte materno, quando presente, è sempre la scelta migliore in assoluto!

L’alimentazione del lattante si compone mediamente di 8 poppate giornaliere che si riducono a 4 durante lo svezzamento. Si può usare una siringa senza l’ago o un biberon per dare il latte al bimbo. Una poppata ha una durata media di 15 minuti e viene fatta ogni 2 – 6 ore.

Se si riesce ad allattare al seno, è importante che il bimbo finisca il latte contenuto in un seno, prima di passare all’altro. Sarebbe bene, inoltre, accertarsi che il bambino abbia succhiato anche la parte finale sia perché è ricca di grassi, sia perché in questo modo la ghiandola è stimolata a produrre altro latte per la poppata successiva.

Soprattutto all’inizio dell’allattamento si possono formare delle lesioni intorno al capezzolo, cosiddette ragadi che però, nutrendo il seno con prodotti specifici e trovando la giusta posizione del bambino durante la poppata, andranno via in poco tempo.

Latte artificiale: quando è opportuno integrarlo o sostituirlo al latte materno?

Il latte artificiale può sostituire il latte materno quando quest’ultimo è assente o può integrarlo quando la produzione naturale è insufficiente. Il latte artificiale è un latte di origine animale (ma si trova anche il latte artificiale di soia) modificato in modo da conferirgli proprietà nutrizionali in grado di soddisfare le necessità del bambino.

In realtà, soprattutto a livello di nutrienti, non ci sono più enormi differenze tra il latte naturale e il latte artificiali, visto che negli ultimi anni l’industria si è dimostrata in grado di produrre un latte artificiale fortificato sempre più simile a quello materno.

Esistono formule di partenza per i primi tre - sei mesi e formule di proseguimento per lattanti nelle varie fasi, 6, 9 e 12 mesi. È disponibile anche il latte artificiale antirigurgito, più denso e meno indigesto del latte materno, indicato per quei bambini il cui rigurgito potrebbe ostacolare una crescita tranquilla. Per preparare il latte artificiale non bisogna seguire particolari ricette, basta solo aggiungere a ogni misurino raso di polvere 30 ml di acqua in bottiglia o di rubinetto bollita per 20 minuti, in modo che sia sterile.

Il modo migliore per conservare il latte di mamma!

Se la mamma ha la necessità di tornare presto al lavoro e non può provvedere personalmente alla poppata, é bene sapere che il latte materno si può estrarre dal seno attraverso la spremitura manuale o con l’aiuto del tiralatte, conservare e dare al bambino in un secondo momento.

Dopo la raccolta tramite spremitura manuale o tiralatte, il latte materno va posto in un recipiente di vetro o di plastica riempito per i tre quarti e coperto. Per evitare che prenda un sapore acido o un odore sgradevole e perda le caratteristiche nutrizionali, può essere conservato per non più di:

Il latte materno congelato o refrigerato può essere riscaldato a bagnomaria, mettendo il contenitore in una casseruola con acqua tiepida.

Allattamento: possibili controindicazioni ed effetti indesiderati.

Il latte materno non può essere somministrato nè al seno nè dopo spremitura quando:

Il latte materno può risultare poco digeribile, perciò i bambini possono avere rigurgiti, diarrea, mal di pancia e coliche causati dalla formazione di gas nell’intestino. Le coliche sono normali fino ai quattro – cinque mesi e se si protraggono oltre bisognerà accertarsi che il bimbo non soffra di intolleranza al lattosio.

Certo, come abbiamo visto, il latte di mamma rimane la scelta migliore ed è davvero difficile eguagliarlo. Ma il latte rimane solo una delle mille variabili che contribuiscono alla buona crescita di un bimbo. E tu sei pro o contro?

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Valentina Coviello (Biologa) - Silvia Barcellona