Cavolfiore: proprietà, calorie, benefici e valori nutrizionali.

Scopriamo le proprietà del cavolfiore, dalle calorie ed i valori nutrizionali ai benefici che inserire nella dieta quotidiana questo ortaggio può apportare alla salute.

Cavolfiore: proprietà, calorie, benefici e valori nutrizionali

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Calorie e valori nutrizionali
  3. Proprietà e benefici
    1. Per celiachia e diabete
    2. Contro i tumori
  4. Quantità e controindicazioni
  5. Approfondimenti

Cos’è il cavolfiore?

Il cavolfiore è una particolare varietà di una specie di ortaggio appartenente alla famiglia delle Cruciferae che prendono anche il nome di Brassicaceae. In particolare la specie è la Brassicacea oleracea L. var. botrytis. Alla specie Brassicacea oleracea appartengono numerose varietà di cavolo come il cavolo cappuccio, il cavolo verza, il cavolo rosso e, appunto, il cavolfiore. Come tutti gli ortaggi suoi parenti il cavolfiore fa parte della nostra tradizione culinaria e può essere consumato in forme diverse sia crudo che cotto.

Cominciamo quindi a scoprire quante calorie e che nutrienti si assumono e consumandolo.

Calorie e valori nutrizionali.

Riportiamo ora le caratteristiche nutrizionali per 100 grammi di cavolfiore cotto (parte commestibile)

Valori nutrizionali per 100 gr cavolo cotto

Calorie (kcal) 17
Grassi 0,3
Carboidrati 1,8
Proteine 2
Fibre 2,4
Acqua 93,5


Accendiamo i riflettori sulle calorie per 100 g di prodotto: sono davvero poche! Il cavolfiore è un alimento con un contenuto calorico molto basso, e questo si evince anche dalla quantità dei grassi e dei carboidrati presenti che messi insieme superano a malapena di poco i 2 grammi! Anche le fibre però sono poche e la stragrande maggioranza della sua composizione è in acqua.

Vediamo ora una tabella riassuntiva per 100 grammi di cavolfiore crudo (parte commestibile).

Valori nutrizionali per 100 gr cavolo crudo

Calorie (kcal) 21
Grassi 0,3
Carboidrati 2,3
Proteine 2,4
Fibre 2,4
Acqua 92,6


Le calorie aumentano leggermente per l’aumentata presenza di carboidrati (che prima erano stati persi con la cottura), la percentuale in acqua diminuisce di poco ma tutto sommato rimaniamo su valori abbastanza simili.

Ma non sono questi i dati che ci devono sorprendere.
A parte il ridotto contenuto di calorie (che ci permettono di abbondare nel consumo senza che ci vada di mezzo la linea), il cavolfiore ha altre proprietà importanti: il contenuto in micronutrienti.

Oligoelementi.

Minerali e vitamine sono classificati come micronutrienti o oligoelementi, ossia molecole che sono presenti nei cibi in ridotte quantità ma che sono essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

 

crudo

cotto

Vitamina C 50 mg 38 mg
Vitamina B1 0,1 mg 0,01 mg
Vitamina B9 83 µg 59 µg
Vitamina A 1-2 µg 1-2 µg
Calcio 44 mg 16 mg
Fosforo 69 mg 32 mg
Potassio 350 mg 200 mg
Ferro 0,8 mg 0,32 mg
Zinco 0,7 mg 0,17 mg


Con questa tabella si ribadisce il concetto della cottura. Se si può è preferibile consumare frutta e verdura nello stato “nativo” ossia senza che vengano cucinate. La cottura ha infatti come difetto quello di abbattere, in quantità variabile, il contenuto in oligoelementi.

Cionnonostante il cavolfiore presenta un alto contenuto in oligoelementi, in particolare vitamina C (ricordiamoci che è una vitamina termolabile, molto sensibile al calore, quindi se volete preservarne il contenuto non esagerate con la cottura) e potassio.

Come si presenta: consigli per l’acquisto.
Spesso presente nelle nostre cucine, è caratterizzato dall’infiorescenza molto pronunciata, che rappresenta la parte edibile. Quest’infiorescenza può assumere diverse tonalità, a seconda della varietà, che spaziano dal bianco al rosso-violetto. Questo ortaggio grazie, o a causa, delle coltivazioni in serra si coltiva tutto l’anno ma le stagioni di raccolta sono l’inverno e la primavera.

A differenza di molti ortaggi il cavolfiore è molto delicato e per comprarne uno fresco bastano pochi accorgimenti:

  • foglie croccanti
  • infiorescenza rigida e colore acceso
  • nessun annerimento

In generale è preferibile comprare frutta e verdure quando sono “di stagione”. Questo comportamento ci dà una certa garanzia sul trattamento dei prodotti. Frutta e verdure di stagione, generalmente, non vengono trattati con prodotti che ne stimolano la crescita e la maturazione, proprio perché stanno crescendo in un clima ideale.

Un altro accorgimento è la freschezza: sempre meglio comprare prodotti freschi rispetto a quelli surgelati, in modo che vengano garantite le proprietà nutrizionali, come la presenza delle vitamine.

Le proprietà benefiche di quest’ortaggio.

Abbiamo visto dai  suoi valori nutrizionali che il cavolfiore è un alimento dietetico ma al tempo stesso ricco di nutrienti importanti,  già questo dovrebbe convincere ad inserirlo nella propria dieta, almeno nel periodo in cui è di stagione, ma proviamo a dare qualche motivazione in più a coloro che fossero ancora scettici approfondendo la conoscenza e le proprietà di questo ortaggio. 

Un aiuto per l’assorbimento del ferro.

Il cavolfiore contiene modeste quantità di ferro. Ma la cosa più importante è che questo è accompagnato da una buona quantità di vitamina C. L’accoppiamento Vitamina C – ferro è importante perché questa vitamina facilita moltissimo l’assorbimento del ferro, permettendo il suo ingresso nella parete intestinale e da qui nel circolo sanguigno. Quindi il cavolfiore può essere una buona fonte da cui attingere il ferro, questo aspetto è rivolto a quelle persone a cui è stato consigliato di integrarlo nella dieta.

Proprietà antinfiammatorie: Dato l’elevato contenuto di zolfo l’acqua di cottura del cavolfiore può essere utilizzata per impacchi contro brufoli, acne ed infiammazioni cutanee.

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Adatto a celiaci e diabetici.

Non essendo una graminacea, il cavolfiore e così come lui tutte le Brasicaceae, sono indicati per chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine. Ma un altro aspetto importante è il ridotto tenore glucidico (sia zuccheri complessi che semplici). Abbiamo visto infatti che su 100 grammi di infiorescenza solamente 2,4 sono rappresentati dagli zuccheri (sarebbe circa mezzo cucchiaino da caffè). Rappresenta dunque un alimento indicato per chi deve controllare la propria glicemia (diabetici e predisposti al diabete).

Dietro il suo profumo: l’azione anticancro ed anti-iodio del cavolfiore.

Quando si pensa a quest’ortaggio spesso la prima cosa che viene in mente è il suo odore, tutti infatti sentono anche a metri di distanza l’odore di un cavolfiore che bolle in pentola! Ma da cosa dipende questa sua profumazione?

L’intensità dell’odore dipende  da composti che con la cottura si rendono volatili, ossia riescono a passare allo stato gassoso, diffondendosi nell’aria.

Due di questi composti sono molto importanti dal punto di vista biologico e sono i tiocianati e le tiouree. Sono due classi di molecole molto particolari, che oltre all’odore conferiscono al cavolfiore altre importanti proprietà:

Tiocianati: che sono gli agenti “anticancro” e che aiutano a prevenire la formazione di cellule tumorali. Tali nutrienti sono anche agenti “anti-iodio” ovvero riducono la disponibilità dello iodio  per l'organismo combinandosi con esso. Fortunatamente la loro concentrazione ed efficacia è diminuita con la cottura.

Tiouree: Sono state catalogate come molecole tossiche (e cancerogene) perché hanno la capacità di indurre tumori epatici in animali da esperimento. Anch’esse sono delle molecole “anti-iodio”, ma la cottura non riesce ad abbatterle come con i tiocianati.

Per questa ultima caratteristica, tiouree e tiocianati, vengono definiti “gozzigeni”, ossia promuovono la formazione del gozzo, malattia tiroidea.

Naturalmente questo non vuol dire che mangiare cavolfiore provochi problemi ti tiroide o peggio, le quantità di tiocanati e tioree ingerite con una porzione sono più che tollerabili per il nostro organismo, semplicemente come vedremo tra poco ci sono dei casi in cui è consigliabile non esagerare!

Quanto cavolfiore mangiare? Rischi, controindicazioni ed effetti collaterali.

Non esiste una “posologia” da rispettare. Però bisogna comunque tener presente che non bisogna esagerare nel consumo, anche perché esistono delle categorie di persone che possono essere più suscettibili rispetto ad altre nel manifestare gli effetti collaterali dati da un largo consumo di questi ortaggi.

Quindi, prima fra tutti, la quantità: se si consumano abitualmente cibi ricchi in tiouree e tiocianati si può rischiare  un surplus per ingestione.
Anche il tempo, ovviamente, influisce sulla quantità ingerita. Come ad esempio il consumo costante di una piccola quantità di Brassicaceae, che nonostante sia poca, risulta alla lunga una “dose eccessiva”.

  • Donna: discorso a parte si dovrà fare per il genere femminile. La donna infatti perde iodio in maniera più accentuata rispetto all’uomo. Primo fra tutti il flusso mestruale, è il responsabile della perdita di iodio tramite il sangue. In secondo luogo (ma non meno importante) vi è la produzione di ormoni femminili che causa un’aumentata eliminazione di iodio attraverso le urine. Il turn-over dello iodio deve dunque essere compensato da una corretta alimentazione. Da questo punto di vista la donna deve stare attenta al consumo di alimenti che invece ostacolano l’assorbimento di iodio. Il cavolfiore, contenendo agenti “anti-iodio”, deve essere consumate con moderazione.
  • Donna in gravidanza: un rischio doppio nella donna in gravidanza è la carenza di iodio nella dieta. Il nascituro rischia infatti di incorrere nel “cretinismo” a causa appunto della mancanza degli ormoni tiroidei (prodotti solamente in presenza di una giusta concentrazione di iodio.
  • Soggetti ipotiroidei.Dal momento che contiene alcune sostanze che ne rallentano ulteriormente il funzionamento chi ha problemi di ipotiroidismo dovrebbe controllare le quantità di cavolfiore consumato.

Come già ricordato prima ad ogni modo nonostante questi possibili effetti collaterali non vuol dire che donne, donne incinte ed ipotiroidei debbano escludere il cavolfiore dalla propria dieta, semplicemente bisogna fare maggiore attenzione a consumarne con moderazione e non in associazione con verdure della stessa famiglia.

Cavolfiore e fegato

Esistono dei pareri discordanti sugli effetti che questo ortaggio ha nei confronti del fegato. Da una parte i benefici consisterebbero nel rifornire il fegato di zolfo, tramite il quale riesce a detossificare gli alimenti dannosi rendendoli solubili in acqua e che potranno essere eliminati con le urine. D’altra parte invece, il cavolfiore sarebbe troppo ricco proprio di quelle molecole che presentano lo zolfo, sovraccaricando il fegato che tenta di recuperarlo, mettendo così in circolo molecole tossiche.
Come spesso accade la verità sta nel mezzo: sarebbe giusto accettare entrambi i pareri non esagerando nelle dosi cosicché riusciamo a sfruttare solamente i suoi benefici.

Ora che avete tutte le informazioni non vi resta che scegliere meglio un bel piatto di pasta e cavolo o un insalata di cavolfiore per accompagnare un buon pesce alla griglia?

Supervisione: Collaboratore: Dott.re M Depau (Biologo)

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