Aspartame: dove si trova? Fa male? È cancerogeno? Effetti collaterali del dolcificante.

Alla scoperta dell’aspartame: uno dei dolcificanti artificiali più utilizzati da chi segue una dieta o da coloro che, per particolari condizioni di salute, lo usano in sostituzione dello zucchero normale. Ma quali benefici offre? Fa male? E’ cancerogeno? Scopriamo le sue proprietà e i suoi effetti collaterali.

Aspartame: dove si trova? Fa male? È cancerogeno? Effetti collaterali del dolcificante

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Dove si trova?
  3. Vantaggi
  4. Fa male? E' cancerogeno?
  5. Effetti collaterali
  6. Svantaggi
  7. Aspartame in gravidanza
  8. Dolcificanti alternativi
  9. Approfondimenti

Niente più segreti per l’aspartame: definizione e calorie.

L’aspartame è un dolcificante artificiale, ottenuto chimicamente dall’unione di una molecola di acido aspartico e una di fenilalanina, esterificata con metanolo. Alla fine, si presenta come una polvere bianca. Come tutti altri dolcificanti artificiali, a livello europeo, è contraddistinto da una sigla: l’aspartame viene indicato con la sigla E951.

Il sapore è lo stesso di quello dello zucchero così come il suo potere calorico (4 kcal/g.).

Qual è allora la differenza? Il potere dolcificante dell’aspartame è circa duecento volte superiore, quindi ne basta una piccola quantità per avere lo stesso potere dolcificante dello zucchero!

La dose massima raccomandata è di 40 mg/kg di peso corporeo; dose molto al di sopra di quella che noi normalmente ingeriamo in un giorno. Superare questa dose, per il nostro organismo, significherebbe, infatti, entrare in contatto con metaboliti tossici, ma ne parleremo più avanti nell’articolo.

Approfondisci caratteristiche e tipologie di dolcificanti.

Curiosità:

L’aspartame fu scoperto dal chimico James M. Schlatter che stava lavorando in un laboratorio alla sintesi di un farmaco anti-ulcera. Leccandosi le dita per voltare pagina, si accorse che quel composto intermedio era dolce!

Dove trovarlo? Non solo nelle bustine al bar...

Ma dove troviamo l’aspartame? Come lo troviamo? E come ne veniamo in contatto nella vita quotidiana? Riepilogando:

  • allo stato puro l’aspartame viene utilizzato praticamente esclusivamente nelle bustine del bar o in generale come dolcificante in polvere (lo puoi trovare in ogni farmacia e nei grandi supermercati!);

  • nell’industria alimentare lo troviamo più frequentemente come edulcorante, dolcificante ed esaltatore dei sapori. Lo troviamo nelle merendine, bibite gassate, gelati, prodotti caseari, yogurt… ed è molto spesso utilizzato nei prodotti dietetici, cosiddetti “light”, per il controllo del peso: per esempio nella famosa Coca-Cola Light. Inoltre, viene aggiunto ai chewing-gum, soprattutto alla frutta, perché riesce a prolungarne il sapore.

  • in ambito farmaceutico si trova, inoltre, come eccipiente in alcuni farmaci, specialmente sciroppi e antibiotici per bambini.

Perchè sceglierlo? I vantaggi del suo potere dolcificante...

Perchè preferire l’aspartame rispetto allo zucchero? Vediamo qualcuno dei vantaggi circa il suo utilizzo.

  • Stesso sapore dello zucchero.

  • Elevato potere dolcificante, di contro, poche calorie! Per coloro che sono a dieta è un vantaggio da non poco, così come per le persone in sovrappeso o obese.

  • Può essere utilizzato dai diabetici, al contrario dello zucchero, poiché non altera i livelli della glicemia.

  • Non provoca carie, poiché non fermentabile dai batteri orali.

  • E’ in grado di prolungare il sapore di frutta, ad esempio nelle gomme da masticare riesce a estendere il sapore fino a quattro volte (sostituire gli zuccheri, infatti, permette di prolungare i sapori).

Controversie sull’aspartame: fa male all’organismo? E’ cancerogeno?

A lungo sono stati avanzati dubbi circa la sicurezza dell’aspartame e i possibili danni per la nostra salute. In particolare, la sua azione sembra legata alla possibilità di insorgenza di tumori.

Analizzeremo, di seguito, i più importanti passi compiuti circa la sua validità e la sua possibile tossicità.

  • Fu approvato dalla FDA nel 1981 come dolcificante artificiale.

  • Nel 2005, nel corso di uno studio della California Enviromental Protection Agency si vide che somministrando a topi femmina piccole dosi di aspartame si aveva una maggiore insorgenza di linfomi e leucemie.

  • Successivamente, la Fondazione Europea di Oncologia e Scienze ambientali di Bologna, confermò questi risultati, in particolare ipotizzando che la formaldeide rilasciata provocasse un incremento di incidenza di tumori cerebrali.

  • Nel 2013 l’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ha puntualizzato che nessuno studio aveva trovato un’associazione causa-effetto, né un meccanismo di tossicità certo, tra utilizzo di aspartame e insorgenza di patologie tumorali.

EFSA: “L’aspartame e i suoi prodotti di degradazione sono sicuri per il consumo umano ai livelli di esposizione attuali.”

  • Conferma viene anche dal National Cancer Institute: nessun aumento di incidenza di tumori cerebrali, leucemie e linfomi può essere direttamente collegato all’uso di aspartame.

  • Infine, giusto per accennare la questione sulla sclerosi multipla, riportiamo che una campagna diffusasi via internet mostrava una qualche associazione tra l’uso di aspartame e questa patologia, legata alla trasformazione di acido aspartico in glutammato. In realtà non c’è alcun fondamento scientifico che possa avvalorare questa teoria.

L’utilizzo dell’aspartame, quindi, non ci fa correre rischi per la salute; o perlomeno, non alle dosi con cui noi abbiamo a che fare quotidianamente..

 Perché tanti dubbi? I meccanismi di tossicità e gli effetti collaterali.

I dubbi sulla possibile tossicità dell’aspartame derivano principalmente dalla sua struttura chimica, la cui molecola, una volta degradata, potrebbe rilasciare sostanze tossiche per il nostro organismo.

In particolare, rilascerebbe:

  • metanolo: ad esso vengono addotti effetti tossici, specialmente per quanto riguarda la vista, infatti, questa molecola porterebbe alla cecità. Esso non agisce direttamente, ma nell’organismo si scinde in formaldeide e acido formico.

In realtà, costantemente veniamo in contatto con piccole quantità di metanolo, lo si può trovare in frutta e verdura e viene prodotto in minime quantità dal nostro stesso organismo. Diviene tossico se ne veniamo in contatto con dosi elevate.

  • fenilalanina: è un amminoacido presente in diversi alimenti, tossico solo a livelli elevati o in pazienti con fenilchetonuria.

  • acido aspartico: è un amminoacido che, solo a dosi elevate, può dare effetti tossici, in quanto viene trasformato in glutammato, che ha effetti neurotossici.

Ovviamente, tutti questi effetti tossici si hanno solamente in seguito all’assunzione di dosi elevate, molto al di sopra di quelle con cui veniamo a contatto quotidanamente.

Alle dosi con cui veniamo normalmente in contatto attraverso i cibi, l’aspartame non dà effetti collaterali. Talvolta, assai raramente, si possono avere:

  • dolori addominali;

  • difficoltà respiratorie;

  • attacchi d’ansia;

  • manifestazioni allergiche;

  • diarrea..

  • Aumento di cefalee, in soggetti che già ne soffrono.

Queti effetti sembrano essere legati a particolari intolleranze soggettive a questa sostanza.

Cos’è la fenilchetonuria?

E’ una malattia genetica ereditaria, che porta ad avere elevati livelli dell’amminoacido fenilalanina e bassi livelli di tirosina nel sangue, con effetti tossici per il cervello: ritardo mentale, problemi comportamentali, disturbi dell’umore… La fenilalanina si trova in svariati alimenti: carne, uova, pesce, frutta secca, latticini.

 Gli svantaggi dell’aspartame...

  • Probabile cancerogenicità, ma che, come abbiamo visto, non ha trovato finora fondamento negli studi effettuati. I risultati ottenuti sui topi non sono applicabili all’uomo.

  • Tossicità legata ai suoi componenti, in particolare il metanolo che può causare nausea, turbe dell’equilibrio e dell’umore e, nei casi più gravi, cecità. Abbiamo visto, però, che questo potrebbe avvenire solo se entrassimo in contatto con dosi elevatissime!

  • Termolabile: l’aspartame non resiste al calore. Sulle etichette degli alimenti che lo contengono troviamo la dicitura: “Non sottoporre a cottura”. Infatti, con l’esposizione ad alte temperature per lungo tempo, libera un composto tossico, la dichetopiperazina. In realtà la soglia tossica di questa impurità è di 7,5mg/kg, noi veniamo in contatto con una quantità nettamente inferiore (0,1-1,9 mg/kg).

  • “Contiene fonte di fenilalanina”: deve essere riportato sempre sulle etichette di alimenti contenenti aspartame, attenzione per pazienti affetti da fenilchetonuria!

In dolce attesa... sì al dolcificante?

In relazione all’aumento di peso che si ha in gravidanza, si potrebbe scegliere di utilizzare il dolcificante in sostituzione dello zucchero. In realtà sulla sua sicurezza in gravidanza e allattamento c’è stato nel tempo qualche dubbio.

Infatti qualche studio ha dimostrato che l’utilizzo di aspartame possa aumentare il rischio di parto prematuro. Viene sconsigliato perché potrebbe comportare dei rischi per il feto in via di sviluppo, malformazioni a livello del SNC e problemi nelle aree deputate all’apprendimento.

Addirittura un ricercatore danese afferma che una bevanda light al giorno può aumentare il rischio del 27%. I rischi reali per il feto sembrerebbero legati alla formazione della dichetopiperazina, metabolita tossico, in seguito ad alte temperature, ma a dosi notevolmente elevate, con cui normalmente non veniamo in contatto.

Nonostante questi studi ancora in via di definizione, l’EFSA ha chiarito tutti i dubbi, ribadendo che non c’è alcun rischio, né in gravidanza, né durante l’allattamento.

E nei bambini?

Nel 2007, uno studio ha valutato gli effetti dell’uso di aspartame nelle prime fasi di vita. I risultati mostrano qualche rischio per la salute, anche alla dose di 20mg/kg. E’ dunque da evitarne l’assunzione nei bambini fino a tre anni d’età, e dopo i tre anni, ne è consigliato l’uso con cautela.

Le alternative all’aspartame: saccarina, sucralosio, fruttosio, zucchero di canna.

Come abbiamo visto l’aspartame è un ottimo sostituto ipocalorico dello zucchero bianco, ma ci sono delle alternative? Ecco il confronto con la saccarina, il sucralosio, il fruttosio e lo zucchero di canna.

  1. Aspartame o saccarina? La saccarina ha un potere dolcificante trecento volte superiore rispetto allo zucchero, ma ha un retrogusto amarognolo. E’, a differenza dell’aspartame, resistente al calore e all’ambiente acido. Viene frequentemente associata all’aspartame per ottenere un miglioramento del sapore.

  1. Aspartame o sucralosio? Il sucralosio si ottiene da manipolazioni sullo zucchero, aggiungendovi tre atomi di cloro, ha lo stesso sapore dello zucchero e un potere dolcificante seicento volte maggiore. Sicuro in gravidanza e allattamento.

  2. Aspartame o fruttosio? Il fruttosio è lo zucchero della frutta, ha un potere dolcificante solo 1,5 volte maggiore rispetto allo zucchero.

Approfondisci vantaggi e svantaggi del fruttosio.

  1. Aspartame o zucchero di canna? Non c’è alcuna differenza, nonostante quello che si crede, tra zucchero di barbabietola e zucchero di canna, con gli stessi valori nutrizionali e stessi picchi glicemici.

Puoi approfondire benefici e rischi dello zucchero di canna.

Considerando, quindi, che ad oggi non ci sono evidenze specifiche sulla tanto acclamata tossicità dell’aspartame e che le dosi che potrebbero portare dei danni alla nostra salute sono così elevate, difficilmente una bevanda light può portarci problemi! Ricordiamo sempre di non esagerare… e i benefici che un dolcificante può avere rispetto allo zucchero nelle persone obese o diabetiche, senza dover rinunciare al gusto.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.sa Maria Leva ( Laurea in farmacia)- Dott.sa Teresa Spadaro

COMMENTI


INDICE
Condividi su Facebook
"Aspartame: dove si trova? Fa male? È cancerogeno? Effetti collaterali del dolcificante"

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Benessere360, non mostrare più questo box.

CARICANDO...