Fenilalanina: cos’è? Proprietà, alimenti, effetti collaterali e controindicazioni.

La fenilalanina è un amminoacido indispensabile per il nostro organismo, lo troviamo in molti alimenti per cui è semplice assumerlo con la dieta. In alcuni casi però può essere necessario assumere integratori, in altri invece possono esserci controindicazioni. Approfondiamo.

Fenilalanina: cos’è? Proprietà, alimenti, effetti collaterali e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Proprietà
  3. Alimenti
  4. Effetti collaterali
  5. Approfondimenti

Che cos’è la fenilalanina?

La fenilalanina è un amminoacido essenziale, il che significa che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarlo ma è necessario assumerlo attraverso l’alimentazione. Lo troviamo ben rappresentato in molti alimenti tra cui: carne, pesce, uova, legumi, cereali integrali, frutta secca.

Può anche essere assunto, quando necessario, come integratore, sotto consiglio medico. Questo amminoacido, è fondamentale per la produzione di alcuni ormoni come la tirosina, neurormoni e melanina. La tirosina è il precursore di molti neurotrasmettitori (neurormoni) come adrenalina, noradrenalina e dopamina che regolano gli stati emotivi. La melanina è, invece, il pigmento che colora la pelle.

Le proprietà di questo amminoacido.

Essendo precursore della tirosina, la fenilalanina ha la proprietà di indurre il senso di sazietà. Viene, infatti, utilizzata sotto stretto controllo medico nei soggetti obesi o sovrappeso per ridurre la fame nervosa.

Approfondisci le caratteristiche della fame nervosa.

Le dosi terapeutiche variano da 350 mg a 2,25 g al giorno per la DL-fenilalanina e da 500 mg a 1,5 g per la L-fenilalanina, a seconda della prescrizione medica. Questo amminoacido si è dimostrato efficace, inoltre, nel trattamento della vitiligine grazie alla capacità di regolare la sintesi di melanina e negli stati depressivi essendo un precursore di neurormoni che regolano il sistema nervoso centrale.

Vediamo ora in quali casi viene utilizzato:

  • Induce il senso di sazietà: utilizzata nel trattamento di soggetti obesi, la fenilalanina contribuisce a prolungare il senso di sazietà. Essa, infatti, è il precursore di un altro amminoacido la “tirosina” la quale è coinvolta nella sintesi dei ormoni tiroidei, questo porta alla sintesi di un altro ormone la “colecistochinina” che viene prodotto dopo i pasti a livello del duodeno fino ad arrivare alla secrezione di insulina che regola appunto la sazietà.
  • Trattamento della vitiligine: la vitiligine è una malattia della pelle causata da un non corretto funzionamento dei melanociti comportando la presenza di chiazze più chiare e più scure sulla cute. La fenilalanina si è mostrata efficace nel trattamento di questa patologia in quanto viene metabolizzata in seguito ad una reazione di trasformazione in tirosina che porta, poi, alla sintesi di melanina. La dose raccomandata è di 50-100 mg/Kg/al giorno, tre volte a settimana.
  • Depressione: la fenilalanina è alla base dei processi di sintesi di neurotrasmettitori quali dopamina, epinefrina e norepinefrina. Quest’ultima in particolare, è coinvolta nei meccanismi di regolazione del tono dell’umore. Alcuni studi hanno mostrato come l’assunzione di integratori di fenilalanina migliorava l’umore dei soggetti in esame proprio perchè contribuiva al corretto funzionamento del sistema nervoso grazie alla normale produzione dei neurotrasmettitori.

Tipi di integratori di fenilalanina

Gli integratori alimentari di fenilalanina possono essere acquistati in farmacia o in parafarmacia senza obbligo di ricetta, anche se è sempre consigliabile chiedere al medico o al farmacista prima di assumerlo per poter stabilire la dose giusta.

  • L-fenilalanina: questa è la forma che si trova in natura. E’ coinvolta nella sintesi di alcuni ormoni che sono neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale la cui carenza può causare disturbi della memoria e spossatezza.
  • D-fenilalanina: è la forma sintetizzata in laboratorio e viene utilizzata nei casi in cui vi sia una carenza della forma naturale proprio per contrastare i disturbi a carico del sistema nervoso centrale. Ha anche un effetto antidepressivo in quanto promuove la sintesi dei neurotrasmettitori indispensabili per le funzioni nervose.
  • DL-fenilalanina: questa forma rappresenta l’unione delle due precedenti e ha mostrato buoni risultati nel trattamento della vitiligine. In soggetti obesi in trattamento dietoterapico si è visto che aiuta a mantenere un senso di sazietà più prolungato.

 

La fenilalanina negli alimenti: quali ne sono più ricchi?

E’ un amminoacido molto presente nella nostra alimentazione giornaliera.

Lo troviamo, infatti, sia in alimenti di origine animale che vegetale. Questo ci garantisce un’assunzione giornaliera sufficiente.

(Quantità espresse in grammi per 100g di prodotto)
Lombo di maiale 1,24
Lombo di vitello 1,26
Tacchino 1,22
Costolette di maiale 1,14
Petto di pollo 1,23
Cosciotto di agnello 1,15
Lombo di agnello 1,02
Costolette di agnello 0,88
Prosciutto crudo magro 0,96
Pesce spada 0,99
Pesce persico 0,97
Merluzzo-nasello 0,69
Sogliola 0,73
Spigola 0,73
Tonno 0,91
Salmone 0,77
Uova di gallina 0,68
Ceci 1,03
Fagioli 1,15
Lenticchie 1,38
Fave 0,23
Parmigiano 1,92
Emmenthal 1,43
Caciocavallo 1,21
Formaggino 1,11
Fiordilatte 1,26
Mozzarella 0,52
Provolone 1,28
Fontina 1,49
Mais 0,46
Arachidi 1,33

Effetti collaterali: carenza e accumulo.

L’importanza di questo amminoacido per il corretto funzionamento dell’organismo, è dimostrata dal fatto che un suo difetto di metabolizzazione porta svariate conseguenze, tra cui le più comuni sono:

  • Alterazione della memoria.
  • Spossatezza.
  • Perdita di appetito.
  • Stato confusionale.

Una carenza o un accumulo, oltre che da deficit funzionali, possono dipendere anche da un’alimentazione scorretta o da un uso improprio di integratori quando non sono necessari.

Un accumulo di fenilalanina nell’organismo è alla base di una patologia molto seria che è la fenilchetonuria (PKU). I soggetti affetti non sono in grado di metabolizzare correttamente l’amminoacido poichè non possiedono l’enzima specifico (fenilalanina idrossilasi) per questa reazione chimica, quindi la fenilalanina si accumula nell’organismo.

Cos’è la Fenilchetonuria.

La fenilchetonuria è una malattia genetica dovuta alla mutazione del gene che serve per la sintesi dell’enzima deputato a metabolizzare la fenilalanina. Questo enzima è la fenilalanina idrossilasi che converte la fenilalanina in tirosina. Di conseguenza i soggetti affetti presentano un accumulo dell’amminoacido nel loro organismo che può causare gravi problemi di salute. I bambini colpiti possono soffrire di ritardo mentale. I soggetti con questa patologia devono, inoltre, prestare attenzione alla loro alimentazione in quanto assumendo cibi ricchi in fenilalanina possono andare incontro a conseguenze sul sistema nervoso e su tutto l’organismo in generale. E’ stata dimostrata un’associazione tra fenilchetonuria e autismo. Si è visto che l’accumulo di fenilalanina non convertita in tirosina determina problemi a livello neurologico.

Nonostante le proprietà benefiche di questo amminoacido, è comunque bene sottolineare come esso possa presentare delle controindicazioni che possono verificarsi in seguito all’assunzione di integratori, soprattutto se presi in dosi sbagliate.

  • Ipertensione: in soggetti con ipertensione si è visto che un eccesso di fenilalanina determina un’ulteriore aumento della pressione sanguigna, per cui, in questi casi, è del tutto sconsigliata l’assunzione di integratori con questa sostanza.Vediamo quali problemi possono sopraggiungere:
  • Schizofrenia: la fenilalanina, agendo sul sistema nervoso centrale, può peggiorare i sintomi in pazienti con schizofrenia.
  • Problemi mentali: possono verificarsi in seguito ad un sovradosaggio dell’amminoacido che causa una produzione squilibrata di neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale.
  • Interazione con farmaci: la fenilalanina può alterare il corretto funzionamento di alcuni farmaci come neurolettici ed anti-ipertensivi.
  • Emicrania, nausea, gastrite: l’utilizzo di integratori, in alcuni, soggetti può determinare effetti collaterali come mal di testa, sensazione di nausea e bruciori di stomaco.

Fenilalanina e gravidanza.

Per le donne in gravidanza che non presentano patologie legate ad un’alterata metabolizzazione della fenilalanina, non vi sono particolari indicazioni da seguire. Possono, infatti, seguire una normale e corretta alimentazione.

Il discorso è differente per le donne in gravidanza che sono affette da fenilchetonuria le quali devono prestare molta attenzione all’assunzione in quanto possono sviluppare quella che viene definita “fenilchetonuria materna”. E’ opportuno seguire un’alimentazione a bassa concentrazione di fenilalanina poichè se questa si accumula, può causare problemi al feto. I bambini nati da madri con fenilchetonuria possono mostrare complicazioni già alla nascita ed altre che possono comparire nei primi mesi di vita quali ad esempio:

  • Microcefalia.
  • Basso peso corporeo.
  • Alterazioni del comportamento.
  • Problemi cardiaci.
  • Ritardo della crescita.
  • Convulsioni.
  • Iperattività.
  • Eczema.

Qual’è il giusto equilibrio?

Abbiamo visto come questo amminoacido essenziale sia alla base di numerosi e fondamentali processi per il nostro organismo. E’ bene quindi che sia presente sempre nelle giuste dosi nè in carenza nè in eccesso! Prestiamo quindi sempre attenzione quando decidiamo di assumere integratori, di qualsiasi tipo, verifichiamo le reali necessità poichè con la scelta degli alimenti giusti possiamo già avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Giuseppina Corniello ( Laurea in Biotecnologie Mediche) - Dott.sa Roberta de Martino

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