Acesulfame k: fa male alla salute? È cancerogeno? Effetti collaterali e controindicazioni

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Consulente Scientifico:
Dottore Mario Depau
(Specialista in biologia)

Che cos'è l'acesulfame K? Fa male alla salute ed è davvero cancerogeno? Quali sono gli effetti collaterali e le controindicazioni all'utilizzo di questo dolcificante sintetico? Proviamo a fare chiarezza.

    Indice Articolo:
  1. Descrizione e caratteristiche
      1. Come trovarlo negli alimenti
      2. Potere dolcificante
      3. Calorie
      4. Indice glicemico
  2. Acesulfame k ed aspartame a confronto
  3. Benefici
    1. Carie
    2. Diabete
    3. Dieta
  4. Effetti collaterali
    1. Diarrea
    2. Insulinoresistenza
    3. E' cancerogeno?
    4. Fa ingrassare?
  5. Fa male alla salute?
    1. Dosi giornaliere
  6. Controindicazioni
    1. Gravidanza
    2. Bambini
  7. Dove si trova? Utilizzo

Che cos'è l’Acesulfame K?

L'Acesulfame K è una molecola di origine sintetica che è stata scoperta casualmente, circa cinquanta anni fa, dal chimico tedesco Karl Clauss. L’acesulfame K si chiama così perché è un “sale di potassio”, ossia la molecola “base”, si lega ad un atomo di potassio (rappresentato col simbolo K, in chimica) tramite una forte attrazione elettrostatica.

Ha l'aspetto di una polvere cristallina, è molto solubile in acqua e sopporta alte temperature.

L'acesulfame K è un dolcificante (o edulcorante), che è stato introdotto abbastanza recentemente come additivo alimentare ed ha un potere dolcificante molto elevato.

Come trovarlo negli alimenti.

Spesso nella lista degli ingredienti non compare l’intera scritta acesulfame-K, ma questa viene sostituita dalla più generica dicitura edulcoranti cui fanno seguito una serie di sigle.

Quella che indica la presenza dell’a l'acesulfame-K in particolare è E950.

Potere dolcificante dell'Acesulfame K.

L'acesulfame K ha proprietà dolcificanti paragonabili a quelli dell’aspartame (altro dolcificante ma di origine proteica) con un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio (il comune zucchero bianco alimentare) di circa 200 volte.

Rispetto al sucralosio dolcifica 3 volte meno mentre ha i 2/3 di potere dolcificante della saccarina.

Calorie pari a zero!

Queste caratteristiche lo rendono un’ottima alternativa allo zucchero bianco, non solo per il potere dolcificante ma anche per quanto riguarda il contenuto calorico: essendo una molecola che non viene utilizzata dall'organismo e che viene eliminata così com'è (o quasi), l'acesulfame K non sviluppa calorie.

Indice glicemico pari a zero.

L'acesulfame K è ottimo per i diabetici perchè ha un indice glicemico pari a 0. La molecola, infatti, non influisce sulla glicemia in quanto non viene metabolizzata dall'organismo ed espulsa con le urine

Acesulfame k o aspartame: quale scegliere?

Sia l'acesulfame k che l’aspartame sono dolcificanti di sintesi a zero calorie ed alto potere dolcificante.

Approfondisci le differenze tra aspartame ed acesulfame k.

Hanno proprietà molto simili, ma a differenza dell’aspartame la molecola di acesulfame presenta una particolare tenacia agli insulti da parte del calore e del pH (sia acido che basico), il che la rende molto resistente e dunque stabile nel tempo, deteriorandosi molto difficilmente.

Come gli altri dolcificanti di sintesi: aspartame, saccarina, ciclammati e sucralosio l'acesulfame ha un retrogusto particolare perciò spesso, viene utilizzato in combinazione con altri edulcoranti. Inoltre la sinergia di due dolcificanti aumenta maggiormente il potere edulcorante e quindi è possibile utilizzarne una dose più bassa.

I Benefici dell'Acesulfame K.

Nella bocca l'acesulfame K stimola i recettori del dolce, facendoci percepire questo gusto.

Una volta ingerito, viene assorbito ed escreto con le urine completamente intatto. Ciò vuol dire che la molecola non viene metabolizzata non solo dai nostri tessuti, ma anche dalla flora batterica presente nel lume dell’apparato digerente: dalla bocca all'intestino. Tutto ciò comporta numerosi benefici per l’organismo.

Non provoca carie dentaria.

Il fatto che l'acesulfame non venga metabolizzato a livello della bocca lo cataloga come alimento acariogeno. Esso, infatti, riduce la formazione della placca dentaria che è la principale responsabile della carie.

È consigliata in caso di diabete perchè ha basso indice glicemico.

Altro attributo importante di questo dolcificante è quello di non aumentare la glicemia nel sangue. Non essendo una molecola che può essere utilizzata dal nostro organismo per produrre energia, come lo zucchero o l’aspartame, l’acesulfame K non modifica iu livelli di glicemia ed è quindi utile nella dieta delle persone diabetiche.

Sostituisce lo zucchero nella dieta apportando zero calorie.

Poiché il nostro corpo, non può utilizzare l'acesulfame K, non ricava nessun apporto energetico dalla sua ingestione. Dunque essendo il potere calorico pari a zero il dolcificante può essere inserito in una dieta dimagrante.

Effetti collaterali.

Da quanto detto fin’ora l'Acesulfame K sembrerebbe un ottima soluzione per dolcificare, anche se in maniera artificiale...Vediamo però il rovescio della medaglia.

Può provocare diarrea perchè richiama acqua nell'intestino.

Molti edulcoranti hanno come effetto indesiderato, quando assunti in dosi elevate, la diarrea.

In particolare quelli sintetici sono “osmoticamente attivi”, vale a dire che riescono a richiamare una certa quantità d’acqua. Non tutto l'acesulfame K ingerito viene espulso con le urine. Parte di esso rimane nel lume intestinale e prosegue il suo cammino fino alla sua espulsione con le feci: quando la quantità contenuta nell'intestino è eccessiva, richiama moltissima acqua, diluendole.

Provoca insulinoresistenza e quindi può causare iperglicemia nei soggetti a rischio.

L’altra controindicazione è la capacità di poter dare insulinoresistenza. È questa una particolare patologia per cui le cellule che sono preposte per rispondere alla produzione di insulina (e all'abbassamento della glicemia), diventano tolleranti alla sua concentrazione sanguigna e necessitano di una produzione insulinica maggiore.

Questo accade nel diabete senile e nel diabete di tipo 2 (molto frequente nelle persone obese). Insorge generalmente perché si è fatto un abuso di prodotti ricchi di zucchero e l’insulina rilasciata quando si fa un pasto normale, non basta più a far assorbire il poco zucchero presente. Mantenendo i livelli di glicemia più alti della norma.

Fortunatamente la capacità di far produrre insulina da parte dell’acesulfame K è identica a quella del glucosio, ma essendo l'acesulfame K più dolcificante di questo, le dosi giornaliere assunte sono di gran lunga inferiori! (mediamente 200 volte meno). Va comunque tenuto in considerazione nei soggetti geneticamente predisposti o comunque a rischio come le donne in gravidanza (diabete gestazionale).

L'acesulfame K è cancerogeno?

Secondo la Food and Drug Amministration, l'acesulfame K non è cancerogeno. Sono state, infatti, esaminate molte ricerche relative alla sicurezza, comprese quelle per determinare il rischio di tumori, ed è stato accertato che non vi è alcuna connessione tra i l'acesulfame ed il cancro.

Fa ingrassare?

Sembra un controsenso, l'acesulfame k ha un potere calorico nullo, eppure, alcuni studiosi sostengono che, come tutti i dolcificanti artificiali, potrebbe far ingrassare.

Perché?

I motivi sono di origine psicologica, infatti, sembra che il cervello non percepisca un giusto potere saziante e quindi provochi un aumento dell'appetito quando si sostituisce il saccarosio con dolcificanti.

Inoltre essendo l'acesulfame molto dolce potrebbe abituare l'organismo alla ricerca di alimenti dolci e quindi portare ad un aumento di peso.

Fa male alla salute?

Essendo una molecola sintetica, l’acesulfame ha subito destato sospetto per la sua eventuale tossicità. Gli studi tossicologici ad ora effettuati non hanno riscontrato nessun dato per cui l’acesulfame K possa essere catalogato come molecola tossica.

Anzi, secondo l’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, può essere utilizzata come dolcificante intensivo ad uso alimentare.

Quanto assumerne?

Sebbene gli studi mostrano l'assenza di rischi ed effetti collaterali rilevanti le autorità per la sicurezza alimentare (EFSA e FDA), per un principio di sicurezza pongono un tetto massimo consigliato per il consumo giornaliero di acesulfame K:

I limiti sono molto vicini ad altri dolcificanti sintetici e al ben più conosciuto aspartame.

L’unica evidenza sperimentale da notare è che in cavie da esperimento gravide, alle quali sono state somministrate elevate dosi di acesulfame K, la prole presentava una preferenza per i cibi dolci. .

Controindicazioni.

L'acesulfame k non sembra avere particolari controindicazioni in quanto non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine. Tuttavia la sua assunzione è sconsigliata in alcuni casi.

Gravidanza ed allattamento.

Nonostante si possa affermare che l'acesulfame K sembra una molecola abbastanza sicura, il fatto che siano stati introdotti dei limiti massimi al suo consumo suggerisce, per prudenza, di evitarne o limitarne molto, l’uso in gravidanza ed allattamento. Durante la gravidanza, infatti, è buona norma seguire un’alimentazione il più naturale possibile, evitando il consumo di alimenti che contengono additivi chimici

Bambini.

Le Linee guida dell’Inran, Istituto nazionale per la ricerca alimentare e la nutrizione, consigliano di evitare l’uso di dolcificanti in genere per i bambini inferiori a 3 anni. Inoltre nei bambini l’utilizzo di acesulfame o di altri dolcificanti potrebbe aumentare l’abitudine al consumo di alimenti dal gusto dolce.

Dove si trova? Come utilizzarlo?

L'acesulfame K si trova nelle farmacie e parafarmacie, a volte anche nei supermercati ben forniti e naturalmente online.

Il prezzo per 100 g di prodotto, in polvere o bustine, va dai 9 ai 13 euro.

La sua natura edulcorante e acalorica lo rendono un ingrediente necessario per particolari preparazioni:

Dunque come vediamo, l'acesulfame K può essere utilizzato su larga scala grazie alla stabilità della molecola, che rimanendo stabile in soluzioni acide e basiche e alle alte temperature (fino a 200°C), non si degrada e/o non interagisce con altre sostanze che la circondano creando, magari, composti indesiderati.

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottore Mario Depau
(Specialista in biologia)

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