Gomme da masticare: fanno male? Benefici ed effetti collaterali dei chewing gum.

Le gomme da masticare sono amate da adulti e bambini. Ma fanno male? Secondo alcuni farebbero addirittura bene al nostro corpo, aiutando la digestione, favorendo il dimagrimento e non solo. Scopriamo quindi come vengono prodotte, cosa contengono, possibili effetti benefici ed i rischi associati ad un consumo eccessivo.

Gomme da masticare: fanno male? Benefici ed effetti collaterali dei chewing gum

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
    1. Cosa contengono?
  2. Calorie e valori nutrizionali
  3. Benefici della masticazione
    1. Attenzione
    2. Digestione
    3. Dimagrimento
    4. Bocca secca
    5. Sindrome ruminazione
    6. Diabete
  4. Gomme e farmaci
    1. Salute della bocca
    2. Nausea
    3. Contro il tabacco
  5. Rischi
  6. Approfondimenti

Caratteristiche principali delle gomme da masticare.

Le gomme da masticare, altresì note come chewing gum, sono dei prodotti che, come dice il nome stesso, vengono masticati senza poi essere deglutiti. Benché le prime tracce risalgano ai Maya, che masticavano il lattice ricavato dalla corteccia della sapodilla (chicle), il chewing gum moderno fu inventato da William Sample nel 1869, che ne ottenne il brevetto sia come dolce, sia come medicinale. Come vedremo più avanti, infatti, le gomme da masticare possono veicolare i farmaci, risultando utili in terapia (Aslani and Rostami, 2015).

Ma cosa contengono i chewing gum?

L’ingrediente caratteristico di questi prodotti è, senza ombra di dubbio, la gomma base, la cui concentrazione varia dal 15 al 45%.

I chewing gum che più ne contengono sono quelli adatti per fare le bolle, i cosiddetti bubble gum, fatto che li rende particolarmente popolari tra i più giovani.

Dal punto di vista chimico, la gomma base è un polimero estensibile (elastomero) che può essere ricavato:

  • dalla sapodilla (Manilkara zapota, Sapotaceae), una pianta da cui si ottiene il chicle, utilizzato per la produzione dei primi chewing gum e degli attuali prodotti biologici (Chicza®, la gomma 100% naturale);
  • dalle reazioni di polimerizzazione, condotte a partire da unità strutturali quali l’acetato di vinile, l’isoprene e l’isobutilene. Al giorno d’oggi, gli elastomeri sintetici sono quelli più diffusi, perché consentono di prolungare la durata dell’aroma, ridurre l’adesività del chewing gum e migliorarne la consistenza.

La gomma base, oltre a conferire elasticità al chewing gum, funge da supporto inerte per tutti gli altri ingredienti, ovvero:

  • edulcoranti. Conferiscono dolcezza al prodotto, e si dividono ulteriormente in:
    • zuccheri, quali saccarosio, glucosio, fruttosio e levulosio, che vengono utilizzati come agenti di rivestimento nei chewing gum in confetti;
    • sostituti degli zuccheri, quali xilitolo, sorbitolo, mannitolo e glicerolo, che mantengono la gomma morbida e flessibile poiché trattengono l’umidità;
    • edulcoranti artificiali intensivi, quali sucralosio, aspartame, acesulfame K e saccarina, che vengono utilizzati nei prodotti senza zucchero, rispetto al quale sono meno calorici e più dolci;
  • aromatizzanti, come i succhi di frutta e gli oli essenziali, che conferiscono sapore e profumo al prodotto;
  • coloranti, come gli estratti di frutta e verdura, che rendono più invitanti le gomme;
  • antiossidanti, come le vitamine C ed E, che prevengono i fenomeni ossidativi preservando, in tal modo, il chewing gum;
  • plastificanti, come la lecitina, il glicerolo e i suoi esteri (glicerolo monostearato e triacetato), che regolano la consistenza del prodotto (ne aumentano flessibilità e morbidezza, riducendone nel contempo la fragilità);
  • emulsionanti, come gli esteri dell’acido acetico e dell’acido lattico, che facilitano il contatto tra ingredienti immiscibili e migliorano la capacità di gonfiare il chewing gum;
  • antiadesivi, come la α-cellulosa e le proteine vegetali, che impediscono alla gomma di aderire ai denti e alla mucosa orale;
  • antiagglomeranti, come il biossido di silicio, che prevengono la formazione di aggregati (cioè dei grumi) all’interno del chewing gum;
  • texturizzanti, come i carbonati di calcio e magnesio, i silicati, il talco e i polimeri della cellulosa, che facilitano la miscelazione degli ingredienti, aumentano le dimensioni del bolo e migliorano la facilità di masticazione.

Produzione delle gomme da masticare.

Abbiamo visto cosa contengono. Ma come vengono prodotte le gomme da masticare?

Qui di seguito, illustriamo brevemente le fasi del processo:

  • miscelazione: la gomma base viene fusa a 60°C e mescolata agli ingredienti (tranne gli aromi, che vengono aggiunti quando le temperature scendono a 40°C);
  • compressione: l’impasto così ottenuto fuoriesce dal mixer e viene compresso da una serie di rulli, con ottenimento di un nastro sottile che viene ricoperto di zucchero a velo o altro dolcificante, per ridurne l’adesività;
  • formatura: il nastro viene inciso in modo da ottenere pezzi di forma desiderata;
  • condizionamento: la gomma viene raffreddata in modo che raggiunga la giusta consistenza.

A questo punto, si può procedere con:

  • il confezionamento: le gomme a lastrina (per intenderci, quelle in stile Brooklyn®) vengono incartate prima singolarmente, e poi in un involucro comune;
  • la separazione e il rivestimento: i singoli pezzi vengono convogliati in una vasca rotante e spruzzati con una soluzione di dolcificante, in modo che si formi un guscio attorno al nucleo gommoso. In questo modo, si ottengono i chewing gum a confetto, che possono essere confezionati in file da dieci, in astucci di cartone apri e chiudi, in barattoli formato convenienza o, come accade per quelli medicati, in blister.

Quante calorie contengono? Gomme con e senza zucchero a confronto.

Essendo la gomma base una sostanza non nutritiva, che non influisce quindi sull’apporto calorico, è logico pensare che le calorie dei chewing gum derivino dagli altri ingredienti, principalmente gli zuccheri, che apportano 4Kcal per grammo. L’uso dei sostituti degli zuccheri, e degli edulcoranti artificiali intensivi, può ridurre il valore energetico della gomma da masticare: mentre i primi, infatti, apportano 2,4 Kcal per grammo, i secondi hanno un apporto calorico quasi nullo.

Nella tabella successiva, riportiamo i valori nutrizionali di due esempi di gomma, zuccherata e non.

Valori nutrizionali per 100g di prodotto

Gomme con zucchero:

  • valore energetico: 360Kcal
  • zuccheri semplici: 66,08g
  • carboidrati totali: 96,7g
  • fibre: 2,4g
  • grassi: 0,3g
  • acqua: 2,6g
  • ceneri: 0,4g
  • sodio: 1mg
  • potassio: 2mg
  • fluoro: 5mg
  • selenio: 0,6μg

Gomme senza zucchero:

  • valore energetico: 268Kcal
  • zuccheri semplici: 0g
  • carboidrati totali: 94,8g
  • fibre: 2,4g
  • grassi: 0,4g
  • acqua: 3,5g
  • ceneri: 1,3g
  • calcio: 20mg
  • sodio: 7mg
  • selenio: 0,5μg

Ma lo sai che le gomme da masticare sono benefiche per la salute? Nel paragrafo successivo, ti spieghiamo il perché!

I potenziali benefici per la salute.

Sebbene vengano considerati un semplice sfizio, in realtà, i chewing gum possono esserci d’aiuto in molteplici situazioni, sia per gli effetti correlati alla masticazione, sia perché possono veicolare farmaci e nutrienti. Vediamo meglio di cosa si tratta!

Benefici associati alla masticazione.

Qui di seguito riportiamo i benefici diretti dei chewing gum, quelli dovuti cioè alla masticazione.

Masticare per migliorare l'attenzione e la concentrazione

La masticazione, oltre ad essere fondamentale per la digestione del cibo, è fortemente associata allo stress e alle funzioni cognitive, come dimostrato dagli studi empirici di Hollingworth (1939).

In una revisione di 22 studi clinici, a cura di Hirano e Onozuka (2015), è emerso che le gomme da masticare migliorano l’attenzione e il tono dell’umore, riducendo contemporaneamente lo stress, benché tali effetti siano temporanei (non durano più di mezz’ora).

Ma in che modo aumentano l’attenzione?

Secondo l’ipotesi più accreditata, esposta nella revisione suddetta, tra i fattori coinvolti vi sono:

  • l’aumento del flusso cerebrale, che migliora l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive ai neuroni;
  • la stimolazione dell’attività cardiaca, che migliora l’apporto di sangue al cervello;
  • nel caso delle gomme zuccherate, l’aumento delle concentrazioni ematiche di glucosio, fondamentale per le attività cerebrali;
  • l’attivazione di un complesso di neuroni (il sistema reticolare attivatore ascendente) specializzato nel controllo dello stato di veglia.

Altrettanto importanti sono gli effetti dei chewing gum sulla cosiddetta memoria di lavoro, necessaria per mantenere ed utilizzare le informazioni durante la comprensione, l’apprendimento e il ragionamento. Secondo quanto riportato da Weijenberg e colleghi (2015), infatti, le gomme da masticare la migliorano poiché riducono lo stress, sebbene il meccanismo sia ancora poco chiaro.

I chewing gum e la digestione

Masticati dopo i pasti, i chewing gum stimolano le secrezioni digestive e migliorano la motilità gastrointestinale, effetti riconducibili al rilascio dell’acetilcolina (il mediatore responsabile di tali funzioni).

In uno studio di Lunding e colleghi (2008), infatti, la masticazione di un chewing gum zuccherato, per 10’ dopo un pasto liquido, ha migliorato la digestione in 40 volontari sani e in 12 pazienti affetti da dispepsia (cattiva digestione).

Le gomme da masticare, inoltre, possono migliorare le funzionalità digerenti anche in situazioni ben più importanti, come l’ileo post-operatorio (Ge et al., 2015).

L’ileo post-operatorio è una complicanza della chirurgia addominale, caratterizzata da dolore, nausea e vomito, la cui severità dipende dall’estensione dell’incisione chirurgica e dall’uso degli analgesici oppiacei, ostacolanti la funzionalità del tratto digerente.

Da una metanalisi di 25 studi clinici, per un totale di 2.214 pazienti, è emerso che le gomme da masticare accelerano la ripresa della funzionalità digerente, dopo la chirurgia colon-rettale (Song et al., 2016). Benefici analoghi sono stati riscontrati in un’altra metanalisi, che ha esaminato gli effetti del chewing gum in 882 donne sottoposte al cesareo, anch’esso causa di tali disfunzioni (Huang and He, 2015).

Masticazione e dimagrimento

Studi dimostrano che, oltre a migliorare la digestione, il chewing gum masticato dopo i pasti aiuta a controllare il peso corporeo, sia nei soggetti normopeso, sia in quelli sovrappeso e obesi.

Secondo l’ipotesi più accreditata, infatti, non solo masticare la gomma comporta di per sé un dispendio energetico, ma mima anche i benefici del mangiare lentamente (Hamada et al., 2016).

Mangiare lentamente, infatti, aumenta la termogenesi indotta dal pasto (diet-induced thermogenesis, DIT), ovvero l’energia necessaria per la digestione degli alimenti (Hamada et al., 2016).

Ma non solo: masticare il chewing gum dopo i pasti riduce significativamente l’appetito, il desiderio di cibi salati e ricchi di carboidrati, effetti che contribuiscono alla riduzione del peso corporeo (Park et al., 2016).

Chewing gum e bocca secca

Le gomme da masticare possono contrastare la xerostomia, la secchezza delle fauci, poiché stimolano la secrezione di saliva. Ciò è dovuto al fatto che mimano la presenza di cibo nel cavo orale, e contengono edulcoranti che, grazie al loro gusto, aumentano la salivazione.

Questi benefici sono stati riscontrati in uno studio di coorte, coinvolgente 31 pazienti oncologici sottoposti alla radioterapia, nei quali la xerostomia si è manifestata come effetto collaterale. Dei 20 pazienti che hanno completato lo studio, della durata di due mesi, 14 hanno sperimentato un aumento della salivazione grazie alle gomme al maltitolo, un edulcorante sostitutivo degli zuccheri (Kame et al., 2016).

Chewing gum e sindrome da ruminazione

La sindrome da ruminazione, che si verifica soprattutto nei più giovani, è caratterizzata dal rigurgito facile (e spesso ripetitivo) del cibo appena ingerito, che viene masticato e inghiottito nuovamente. Purtroppo non si conosce la causa di questo disturbo, benché sembri implicato lo stress e la sovrapposizione con la bulimia (un disturbo alimentare). Ebbene, secondo quanto riportato da Tack e colleghi (2011), le gomme da masticare potrebbero ridurre la frequenza degli eventi di ruminazione nei bambini e negli adolescenti, quando associate alle terapie comportali e farmacologiche.

Gomme da masticare e diabete

Nei diabetici, le gomme da masticare aiutano a controllare la glicemia, cioè i livelli ematici di glucosio. In particolare:

  • quelle senza zucchero sono utili per smorzare l’appetito tra un pasto e l’altro, evitando in tal modo l’innalzamento della glicemia;
  • quelle zuccherate, invece, contrastano il calo di zuccheri provocato dagli ipoglicemizzanti (Aslani and Rostami, 2015).

Quante gomme masticare al giorno?

Dipende dall’obiettivo!

  • Se hai bisogno di un aiuto per digerire, mastica una gomma senza zucchero per 10’, dopo i pasti principali.
  • Per smorzare l’appetito, invece, mastica una gomma senza zucchero per 10’, tra un pasto e l’altro.
  • Se vuoi aumentare l’attenzione e ridurre lo stress, durante la guida o una prova scritta, mastica una gomma zuccherata e aromatizzata, in modo da fornire zuccheri al cervello ed evocare sensazioni piacevoli.
  • Sei diabetico? Mastica una gomma zuccherata per contrastare l’ipoglicemia o una gomma senza zucchero per smorzare l’appetito.
  • In presenza di problemi particolari (xerostomia e sindrome da ruminazione) sarà il medico a darti le indicazioni.

Gomme da masticare e rilascio dei farmaci.

Come abbiamo anticipato, i chewing gum sono altresì utilizzati come forme farmaceutiche. Pensate che, la prima gomma medicata, fu immessa sul mercato negli anni ‘20 con il nome di Aspergum®, e conteneva l’acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’Aspirina®); tuttavia, le gomme sono state ammesse come sistemi di rilascio, solo con l’introduzione di quelle alla nicotina (Aslani and Rostami, 2015).

Come tutte le forme farmaceutiche, anche le gomme da masticare possiedono vantaggi e svantaggi, che vediamo riassunti nella tabella successiva.

Vantaggi:
  • non costituiscono un problema se si ha difficoltà a deglutire e sono amate dai più giovani, fattori che aumentano l’aderenza alla terapia;
  • veicolano farmaci ad azione locale o sistemica, e li rilasciano rapidamente;
  • riducono il rischio di effetti indesiderati e di sovradosaggio, anche se inghiottite accidentalmente;
  • migliorano l’umore e riducono lo stress del paziente;
  • sono eliminate facilmente al termine della loro funzione.
Svantaggi:
  • sono controindicate sotto i tre anni, a causa del rischio di soffocamento;
  • il farmaco scompare rapidamente dal cavo orale, rappresentando un inconveniente se deve agire in questa sede;
  • il rilascio del farmaco cambia in base allo stile di masticazione, per cui non è costante;
  • masticarle a lungo può provocare problemi al muscolo massetere e all’articolazione temporo-mandibolare, coinvolti nell’atto masticatorio;
  • quelle zuccherate aumentano il rischio di carie dentale.

Ma ora, vediamo quali benefici comporta l’uso delle gomme medicate.

Le gomme e la salute del cavo orale: alito, denti, etc

Masticare quotidianamente il chewing gum, dopo i pasti ma non solo, contribuisce alla salute di denti, gengive e mucose, e contrasta lo sviluppo di problemi imbarazzanti. Studi dimostrano, infatti, che le gomme da masticare:

  • combattono l’alitosi, un disturbo che in 9 casi su 10 è dovuto alla produzione dei composti sulfurei volatili (CSV), responsabili dell’alito cattivo, da parte dei batteri presenti tra i denti, nelle pieghe gengivali e nella lingua. Una revisione di 10 studi clinici, ad opera di Munz e colleghi (2010), riporta che tali effetti sono ascrivibili a:
    • probiotici, batteri buoni che prendono il sopravvento su quelli che producono i CSV, riducendo in tal modo il cattivo odore (quantificato con i punteggi organolettici, PO);
    • zinco acetato, estratto di corteccia di magnolia ed isotiocianato di allile, che riducono la produzione di CSV, in modo significativo rispetto al placebo;
    • bicarbonato di sodio, che riduce anch’esso la produzione dei CSV;
    • essenza di eucalipto, che riduce i CSV e i PO in modo significativo, rispetto al placebo;

Puoi approfondire gli altri rimedi naturali contro l'alitosi.

  • riducono la sensibilità dentale, un disturbo che si manifesta quando la dentina (un tessuto duro del dente) rimane scoperta a causa dell’erosione dello smalto e delle gengive. Calcio e fluoro possono contrastarla, poiché prevengono l’erosione dello smalto, quando assunti con i chewing gum (Kitasako et al., 2012).
In uno studio clinico randomizzato, condotto in doppio cieco, i pazienti che hanno masticato 2 gomme a base di calcio, 3 volte al dì per due settimane, hanno avuto una riduzione significativa rispetto al placebo, della sensibilità all’aria, all’acqua fredda e al tatto (Porciani et al., 2014).
  • sbiancano i denti, come quelle a base di esametafosfato di sodio (4-7,5%), che possono prevenire la formazione delle macchie dovuta alla deposizione di cibo e bevande (Demarco et al., 2009);
  • prevengono la carie, effetti ascrivibili allo xilitolo che, riducendo l’adesione batterica alla superficie dei denti, impedisce la formazione della placca e l’erosione dei tessuti dentali (Milgrom et al., 2012).
Le gomme a base di xilitolo potrebbero prevenire anche l’otite media, un’infezione molto comune nei bambini, causata da H. influenzae e S. pneumoniae (Azarpazhooh et al., 2016)
  • accelerano la guarigione orale in caso di lichen planus, ulcere e ascessi indotti dalla chemioterapia, effetti ascrivibili agli estratti di aloe gel, dalle note proprietà lenitive, immunomodulanti ed antinfiammatorie (Aslani et al., 2015).

Ma qual è la posologia?

Generalmente, si masticano 1-2 chewing gum 3 volte/die per 5’, dopo i pasti o tra un pasto e l’altro.

Attenzione: masticare le gomme non preclude l’uso dello spazzolino e del filo interdentale, fondamentali per una buona igiene orale.

Chewing gum contro la nausea

I chewing gum prevengono nausea e vomito in chi soffre il viaggio, poiché contengono farmaci (dimenidrinato) ed estratti vegetali (zenzero), i cui effetti si sommano a quelli di per sé posseduti dalle gomme (Aslani and Rostami, 2015).

Il dimenidrinato (Xamamina®, TravelGum®) è disponibile in gomme, contenenti 20mg di farmaco, da masticare per 10’ quando si avvertono i primi sintomi; una volta svanito l’effetto, in genere dopo 1-3 ore, si può masticarne un’altra fino ad un totale di 4 gomme/die negli adulti e 2 gomme/die nei bambini.

Anche le gomme a base di zenzero (NoVomit®) dovrebbero essere masticate alla comparsa dei primi sintomi, ma i dosaggi sono maggiori:

  • 1-4 gomme ogni 1-2 ore negli adulti, fino ad un massimo di 8 gomme/die;
  • 1-2 gomme ogni 1-2 ore nei bambini, fino ad un massimo di 4 gomme/die;

Possono essere usate in tutta sicurezza anche in gravidanza.

Disassuefazione dal tabacco: gomme per smettere di fumare

Le gomme a base di nicotina (Nicorette®), usate per smettere di fumare, sono probabilmente le più conosciute tra quelle medicate. La posologia abituale è di 10 gomme da 2mg al giorno, da masticare lentamente per 30’, ogni volta che si avverte il bisogno di fumare; questo nei primi tre mesi, dopodiché si scala la dose fino ad interrompere il trattamento, quando si arriva a 12 gomme giornaliere.

Se hai una forte dipendenza dal fumo, e mastichi più di 15 gomme da 2mg al giorno, dovresti ricorrere al dosaggio doppio, facendo attenzione a non masticare più di 15 gomme da 4mg al dì.

Ma i chewing gum fanno male? Lo vedremo nel prossimo ed ultimo paragrafo!

I rischi associati ai chewing gum.

Non potevamo concludere la nostra disamina, senza occuparci della sicurezza relativa ai chewing gum: nonostante i molteplici benefici, infatti, non sono privi di reazioni avverse e controindicazioni. Vediamo quali!

Reazioni avverse dovute alla masticazione

Interessano tutte le gomme, nessuna esclusa, poiché correlate agli effetti indotti dalla masticazione. Tra queste abbiamo:

  • problemi all’articolazione temporo-mandibolare e al muscolo massetere, fondamentali per il movimento della mandibola;
  • gastrite, reflusso gastroesofageo ed ulcera, poiché le gomme stimolano la secrezione acida;
  • aerofagia, poiché masticando si tende ad inghiottire aria, cui conseguono gonfiore e crampi.

Reazioni avverse dovute a farmaci ed ingredienti

Questo gruppo, ben più numeroso del precedente, comprende gli effetti collaterali associati a particolari ingredienti o farmaci.

  • Gomme zuccherate. Il consumo eccessivo aumenta il rischio di:
    • iperglicemia (innalzamento degli zuccheri nel sangue);
    • sovrappeso (gli zuccheri in eccesso vengono convertiti in grassi di deposito);
    • carie (gli zuccheri vengono convertiti in acidi dai batteri, che erodono lo smalto e i tessuti sottostanti).
  • Gomme senza zucchero. Il consumo eccessivo causa effetti lassativi, in quanto i sostituti dello zucchero richiamano acqua nel lume intestinale.
  • Gomme con edulcoranti artificiali. Causano allergie nei soggetti predisposti.
  • Gomme con aspartame. Secondo gli esperti dell’EFSA (European Food Safety Authority), l’aspartame può influire sullo sviluppo fetale in caso di fenilchetonuria (PKU), una malattia ereditaria caratterizzata da un alterato metabolismo della fenilalanina (un aminoacido fornito dall’aspartame).
  • Nelle persone sane tuttavia, stando all’EFSA, l’aspartame:
  • non è mutageno, né cancerogeno;
  • non è neurotossico e non provoca disturbi del comportamento.
  • Gomme contenenti fluoro. Se consumate in eccesso possono macchiare i denti.
  • Gomme al dimenidrinato. Gli effetti avversi sono riconducibili all’azione antistaminica ed anticolinergica del dimenidrinato; infatti, possono manifestarsi:
    • sonnolenza,
    • aumento della sensibilità alle radiazioni,
    • secchezza delle fauci,
    • disturbi visivi e della minzione.
    • debolezza e vertigini.
  • Gomme allo zenzero: possono provocare bruciore di stomaco, poiché i suoi principi attivi (gingeroli e shogaoli) irritano la mucosa gastrica.
  • Gomme alla nicotina. L’interruzione brusca del trattamento può provocare una crisi di astinenza, che si manifesta con effetti opposti a quelli indotti dalla nicotina, ovvero:
    • ansia e insonnia,
    • irritabilità ed impazienza,
    • umore depresso e calo della concentrazione,
    • rabbia e frustrazione,
    • vertigini e mal di testa,
    • aumento dell’appetito e del peso.

In quali casi, dunque, sono controindicate le gomme da masticare?

  • Sotto i tre anni (rischio di soffocamento);
  • allergie note ai componenti;
  • gastrite, reflusso gastroesofageo ed ulcera, per possibile aggravamento dei sintomi;
  • difficoltà masticatorie;
  • fenilchetonuria, nel caso di gomme contenenti aspartame (in questi casi si consiglia il consumo di gomme completamente naturali, come Chicza®);
  • gravidanza e allattamento, per quanto riguarda le gomme alla nicotina e al dimenidrinato, per possibili effetti sul feto/lattante;
  • patologie cardiovascolari (nicotina), glaucoma, disturbi della minzione, asma ed epilessia (dimenidrinato), per un possibile aggravamento delle condizioni.

Le informazioni riportate hanno uno scopo puramente illustrativo. Per qualsiasi dubbio o curiosità, rivolgetevi al medico o al farmacista di fiducia.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista)

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