Antistaminici naturali: alimentari, erboristici ed omeopatici

Ultimo aggiornamento:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in dottoressa in farmacia)

Gli antistaminici naturali sono rimedi non farmacologici, che possono aiutarci a prevenire o contrastare allergie di vario tipo. Nell’articolo, cercheremo di fornirvi una visione a 360° delle diverse tipologie: come agiscono, indicazioni e modalità d’uso, controindicazioni ed effetti indesiderati.

    Indice Articolo:
  1. Cosa sono?
    1. Allergie
  2. Quali sono?
  3. Alimenti
    1. Tabella
  4. Rimedi fitoterapici
    1. Petasite
    2. Boswellia
    3. Aloe vera
    4. Ribes nigrum
    5. Oli vegetali
    6. Prodotti in commercio
  5. Rimedi omeopatici
  6. Benefici
    1. Allergie respiratorie
    2. Dermatite ed orticaria
    3. Allergie alimentari
  7. Controindicazioni ed effetti collaterali

Cosa sono gli antistaminici naturali?

Quando si parla di antistaminici naturali, si fa riferimento ad un insieme di rimedi non farmacologici che riducono i livelli di istamina, il mediatore più importante delle reazioni allergiche.

L'istamina, dal punto di vista chimico, è un composto derivante dal metabolismo dell’istidina, un aminoacido essenziale. Possiamo trovarla negli alimenti, la cosiddetta istamina esogena, o ancora può essere sintetizzata dai mastociti, cellule coinvolte nei processi infiammatori ed allergici (istamina endogena).

Contrariamente agli antistaminici di sintesi, che agiscono inibendo i recettori per l’istamina, i rimedi naturali agiscono a monte, sopprimendo la cascata di attivazione dei mastociti o riducendo l’apporto alimentare dell’istamina stessa; pertanto, essi risultano particolarmente utili nella prevenzione dei fenomeni allergici, sebbene alcuni di essi possano esser d’aiuto persino nella fase acuta, come supporto alla terapia farmacologica.

Cosa sono le allergie?

Le allergie sono reazioni immunitarie scatenate dagli allergeni, molecole che penetrano nell’organismo attraverso la cute, le vie respiratorie, l’intestino o le iniezioni; i sintomi allergici, tuttavia, non compaiono subito, ma una volta che l’organismo sensibilizzato viene esposto nuovamente all’allergene. Ma vediamo cosa accade, passo per passo, quando individui potenzialmente allergici vengono a contatto con una di queste sostanze.

  1. Nella sede d’entrata (pelle, mucose intestinali, mucose respiratorie), l’allergene viene riconosciuto dalle cellule dendritiche, che lo legano a sé e lo presentano ai linfociti T helper nativi.
  2. Questi ultimi si differenziano in cellule Th2 e producono una molecola segnale, l’Interleuchina 4, che attiva il rilascio di anticorpi IgE da parte dei linfociti B.
  3. A questo punto, le IgE rivestono la superficie dei mastociti, localizzati in prossimità dei vasi sanguigni, delle terminazioni nervose e in sede subepiteliale.
  4. L’allergia si manifesta quando l’allergene, penetrato nuovamente nell’organismo, si lega alle IgE che rivestono i mastociti, attivando il rilascio dell’istamina dai granuli e la sintesi ex novo degli eicosanoidi e delle citochine (mediatori allergici e infiammatori)

Quali sono?

Quyando si parla di antistaminici naturali si parla di alimenti istamino-liberatori, che cioè, favoriscono il rilascio di istamina nell’organismo, ma anche di rimedi erboristici ed omeopatici che in qualche modo possono interferire con le manifestazioni allergiche.

Di questi rimedi, alcuni sono dei veri antistaminici, altri, invece, vengono definiti antistaminici nel linguaggio comune, ma in realtà sono antiallergici, cioè sostanze in grado di contrastare le reazioni allergiche e di alleviare i sintomi.

Alimenti antistaminici.

Iniziamo la carrellata degli antistaminici naturali proprio con loro: gli alimenti in grado di modulare il rilascio dell’istamina, e di altri mediatori coinvolti nelle allergie, da parte dei mastociti. Prima di scendere nei dettagli, vorremmo precisare che non esiste una linea di demarcazione netta tra alimenti dotati di proprietà antistaminiche e quelli che, addirittura, sono causa di allergie e intolleranze, in quanto qualsiasi alimento può scatenare queste reazioni nei soggetti geneticamente predisposti. Ciò che possiamo fare è quello di darvi delle indicazioni di carattere generale, sugli alimenti consigliati e quelli da evitare, per ridurre i livelli di istamina nei soggetti allergici o con intolleranza alla stessa.

Puoi approfondire cos'è l'stamina e quali sono le sue funzioni.

L’intolleranza all’istamina è dovuta al deficit di un enzima, la diaminossidasi (DAO), che impedisce l’assimilazione dell’istamina esogena; una volta in circolo, infatti, quest’ultima potrebbe causare: prurito ed eruzioni cutanee, lacrimazione e naso che cola, difficoltà respiratorie, emicrania e disturbi gastrointestinali. Benché si manifesti con sintomi simil-allergici, è bene precisare che l’intolleranza all’istamina non è un’allergia, in quanto non coinvolge il sistema immunitario.

Come riportato da alcuni autori (Miller, 2001; Mohajeri and Newman, 2015; Han et al., 2016), sembra che gli effetti antistaminici di alcuni alimenti siano ascrivibili al contenuto in:

Ma ora, veniamo al dunque: cosa mangiare per ridurre i livelli di istamina? Includere alimenti ricchi delle sostanze suddette, purtroppo, non è sufficiente per raggiungere il nostro scopo: dobbiamo considerare, infatti, che molti di essi contengono anche istamina o particolari allergeni, e pertanto sono sconsigliati nei pazienti sensibili. Se siete curiosi di saperne di più, vi invitiamo a leggere il prossimo paragrafo!

Tabella degli alimenti contenenti istamina e istamino - liberatori.

Nella tabella successiva riportiamo sia gli alimenti antistaminici, sia quelli che dovremmo evitare, o mangiare in piccole quantità e mai assieme, in caso di intolleranza all’istamina o particolari allergie.

Alimenti antistaminici.

Frutta, verdura e ortaggi freschi, naturalmente ricchi di vitamine, sali minerali e antiossidanti, ad esempio: mele, pesche, uva, albicocche, melone estivo e cachi; lattuga, cicoria, carote, broccoli, cavolfiore, zucchine e cetrioli.

Carni rosse e pollame, rigorosamente freschi e privati del grasso, contenenti vitamine e sali minerali.

Pesci ricchi in omega-3, anch’essi freschi o surgelati, come l’aringa, il salmone, il tonno, la trota e il merluzzo.

Latte e latticini rigorosamente freschi, come la ricotta e lo yogurt.

Cereali integrali e loro derivati, come pane e pasta, anch’essi fonte di sali minerali e vitamine.

Aceto di mele e olio extravergine d’oliva, naturalmente ricco in vitamina E, per condire le pietanze.

Alimenti da evitare o da consumare con cautela.

Alimenti contenenti istamina. In alcuni di essi è naturalmente presente, mentre in altri si forma a causa della fermentazione, dell’affumicamento o della conservazione in scatola, fattori che facilitano la conversione dell’istidina da parte dei batteri. Si tratta di:

Alimenti istamino-liberatori. Rientrano in questa categoria quegli alimenti che stimolano il rilascio di istamina da parte dei mastociti, quindi:

Rimedi erboristici: tipologie e meccanismo d’azione.

Passiamo ora ai rimedi ottenuti dalle piante officinali, i cosiddetti rimedi erboristici, che possiamo trovare sotto forma di estratti secchi e oli ripartiti in capsule o, ancora, sottoforma di gel, oli e pomate da applicare topicamente. I prodotti in questione possono essere utilizzati sia durante la fase acuta delle reazioni allergiche, eventualmente associati ai farmaci di sintesi, sia da assumere ciclicamente per la prevenzione.

Come vedremo a breve, i principi vegetali possono contrastare le reazioni allergiche intervenendo su più fronti, modulando l’attivazione delle cellule immunitarie e la produzione dei mediatori allergici.

Petasites hybridus (Asteraceae).

Il petasite è una pianta erbacea perenne, che cresce principalmente lungo i corsi d’acqua e nelle zone umide dell’Europa. La droga, cioè la parte farmacologicamente attiva, è rappresentata dalle parti sotterranee essiccate (radici e rizomi), dalle quali si ottengono degli estratti secchi titolati al 7,5% in sesquiterpeni.

I benefici del petasite sono ascrivibili proprio a questi ultimi, tra i quali spicca per importanza la petasina, in grado di inibire la sintesi dei leucotrieni da parte dei mastociti (Miller, 2001).

I leucotrieni, metaboliti dell’acido arachidonico, vengono prodotti e rilasciati rapidamente dai mastociti attivati, e posseggono effetti analoghi all’istamina, benché siano più potenti rispetto a quest’ultima nel provocare:

Il petasite, dunque, inibendo la sintesi di questi mediatori, riduce le secrezioni e gli spasmi bronchiali, apportando dei benefici in caso di asma, rinite e congiuntivite allergica. Questi effetti, benché riscontrati in alcuni studi clinici, necessitano di ulteriori indagini per poter essere confermati.

La ricerca.

Sebbene i dati non siano conclusivi, pare che il petasite possegga un’efficacia superiore rispetto al placebo e paragonabile ai farmaci antistaminici, come la cetirizina e la fexofenadina. In particolare:

  • in uno studio di Shapowal e colleghi (2002), condotto in doppio cieco, sono stati messi a confronti gli effetti a breve termine del petasite rispetto alla cetirizina (l’antistaminico di riferimento), sulla rinite allergica. 125 pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: il gruppo verum, trattato con un estratto di petasite (1 tavoletta 4 volte/die, corrispondenti a 32mg di petasina) e il gruppo di controllo, trattato con 10mg/die di cetirizina, per due settimane consecutive. Dallo studio è emerso che il petasite, oltre a possedere un’efficacia paragonabile alla cetirizina, non causa sonnolenza come quest’ultima.

  • In uno studio successivo degli stessi autori, coinvolgente 330 pazienti con rinite allergica, gli effetti del petasite sono stati messi a confronto col placebo e con la fexofenadina (l’antistaminico di riferimento). Dai risultati è emerso che, il petasite, non solo è significativamente più efficace rispetto al placebo, ma allevia i sintomi della rinite allergica (soprattutto nelle ore serali e notturne) in maniera analoga alla fexofenadina (Shapowal et al., 2005).

  • Gli effetti del petasite sull’asma, invece, sono stati testati in aperto (ovvero sia i medici, sia i volontari dello studio conoscevano il rimedio testato), pertanto, questi risultati sono ancora lontani dall’essere conclusivi. Lo studio ha coinvolto 64 adulti e 16 bambini asmatici, trattati per 2 mesi con Petadolex® (50mg 3 volte/die gli adulti, 50-150mg/die i più piccoli); trascorso questo lasso di tempo, i volontari sono stati seguiti per altri 2 mesi, nei quali il trattamento col petasite era opzionale ed era consentito l’uso dei farmaci. Dallo studio è emerso che, durante il trattamento con Petadolex®, si è ridotto il numero, la durata e la severità degli attacchi asmatici; si è riscontrato un miglioramento delle funzioni polmonari e dei sintomi; più del 40% dei volontari ha ridotto l’uso dei farmaci per l’asma (Danesch, 2004).

Boswellia serrata (Burseraceae).

La boswellia è un albero originario dell’India, dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente, dalla cui corteccia si estrae, per incisione e successiva raccolta del materiale essiccato, l’incenso. Quest’ultimo, denominato anche franchincenso od olibano, è da tempo utilizzato in Ayurveda per trattare la tosse con catarro, la bronchite e l’asma, sotto forma di suffumigi, bagni e massaggi.

Dal punto di vista chimico, l’incenso è una oleogommoresina, cosiddetta in quanto è costituita da tre componenti:

I benefici della droga sono ascrivibili ai componenti della resina, gli acidi-β-boswellici, principi attivi con una struttura simil-steroidea, grazie alla quale esplicano effetti antiallergici ed antinfiammatori (Miller, 2001; Hamidpour et al., 2013).

Questi principi attivi sono in grado di:

Modulando l’attività di cellule ed enzimi, coinvolti nelle reazioni allergiche, l’incenso può apportare dei benefici in caso di asma e dermatite, come evidenziato da alcuni studi clinici, i risultati dei quali sono tuttavia non conclusivi.

La ricerca.


I potenziali benefici sull’asma allergica sono stati valutati da Gupta e colleghi (1998), in uno studio condotto in doppio cieco. 80 pazienti asmatici sono stati divisi in due gruppi: il gruppo verum, trattato con 300mg 3 volte/die d’incenso, e il gruppo trattato col placebo, per un totale di 6 settimane. Nel 70% dei pazienti, l’incenso ha migliorato i parametri respiratori, riducendo il numero di attacchi d’asma e le difficoltà respiratorie, contro solo il 27% dei pazienti trattati col placebo.

Uno studio molto recente, inoltre, ha evidenziato come l’assunzione dell’incenso, in associazione ai broncodilatatori e ai cortisonici, possa ridurre il ricorso a questi farmaci da parte dei pazienti, riducendo significativamente il numero di inalazioni rispetto al placebo (Ferrara et al., 2015).

In uno studio condotto dall’università di Varese, l’applicazione di una crema a base di boswellia, 2 volte/die per 30 giorni, ha ridotto il prurito e l’arrossamento nel 60% dei pazienti con eczema, in modo significativo rispetto al placebo. Risultati promettenti, dunque, ma che dovrebbero essere confermati da studi più rigorosi (Togni et al., 2014).

Aloe vera (Liliaceae).

L’aloe è una pianta succulenta originaria del Sudafrica, benché oggi sia diffusa un po’ in tutte le regioni con clima tropicale e subtropicale. Le foglie presentano una parte centrale, il parenchima, da cui si estrae un gel dalle proprietà lenitive e antiallergiche. Il gel è costituito da polimannani, carboidrati complessi che intrappolano notevoli quantità d’acqua, oltre che da vitamine, proteine e acidi organici

Puoi approfondire i benefici dell'aloe vera.

Benché gli effetti immunomodulanti siano stati attribuiti per lungo tempo ai polimannani, tra cui l’acemannano, da uno studio in vitro è emerso che una glicoproteina del gel (chiamata Alprogen) sia capace di inibire il rilascio di istamina e leucotrieni da parte dei mastociti (Ro et al., 2002). Benché promettenti, questi dati non sono predittivi degli effetti antiallergici sull’uomo.

Ribes nigrum (Grossulariaceae).

Originario dell’Europa centro-orientale, il ribes è da tempo impiegato nella medicina tradizionale di queste regioni, per contrastare infiammazioni ed allergie di vario tipo.

Di questo arbusto non si butta proprio nulla, tanto che bacche, foglie, gemme e semi, vengono ampiamente utilizzati in fitoterapia e gemmoterapia.

Approfondisci le proprietà del ribes nigrum.

Mentre i semi forniscono un olio ricco in grassi polinsaturi, del quale parleremo nella prossima sezione, le bacche, le foglie e le gemme sono ricche in polifenoli (Ferlemi and Lamari, 2016; Donno et al., 2016).

Benché presenti in misura variabile, in relazione alla droga considerata, i polifenoli più importanti del ribes sono:

Si pensa che, i benefici del ribes nigrum, siano dovuti ai marcati effetti antiossidanti e immunomodulanti dei suoi polifenoli, i quali contrastano lo stress ossidativo e la produzione di citochine infiammatorie, responsabili delle reazioni allergiche (Karlsen et al., 2007; Garlacki et al., 2014). Questi dati, tuttavia, devono essere ancora confermati.

Oli vegetali di enotera, vinaccioli, borragine, echium, perilla e ribes.

Ultimi, ma non per importanza, gli oli ricchi di PUFA estratti dai semi di diverse piante. Diversamente dagli oli di derivazioni ittica, che abbondano in omega-3, gli oli vegetali contengono principalmente omega-6, come gli acidi linoleico (LA) e γ-linolenico (GLA) che, sebbene dotati di proprietà lenitive, se assunti in eccesso possono nuocere alla salute.

All’interno dell’organismo, infatti, questi acidi grassi vengono convertiti in acido diomo-γ-linolenico (DGLA) che, a sua volta, può prendere il posto dell’acido arachidonico di membrana. Se presente in quantità modeste, il DGLA darà origine agli eicosanoidi buoni, dotati di proprietà antinfiammatorie; se presente in quantità eccessive, invece, il DGLA verrà convertito in acido arachidonico dall’enzima elongasi, dal quale poi deriveranno gli eicosanoidi cattivi, responsabili delle manifestazioni allergiche (Simopoulos, 2002).

Ma ora, vediamo in maggior dettaglio i singoli oli.

Ma questi rimedi sono realmente efficaci? I dati a disposizione, purtroppo, non sono sufficienti a confermarne l’efficacia, poiché provenienti da studi clinici poco rigorosi.

La ricerca.

In particolare:

  • da una revisione sistematica di 27 studi, per un totale di 1.596 volontari affetti da dermatite, è emerso che l’assunzione dell’olio di enotera e dell’olio di borragine, benché riduca il prurito, non apporta miglioramenti significativi rispetto al placebo (Cochrane collaboration, 2013).
  • In uno studio di Linnamaa et al. (2010), coinvolgente 313 donne incinte, è stata valutata la capacità dell’olio di ribes di ridurre l’incidenza della dermatite atopica nei nuovi nati. Le volontarie sono state randomizzate in due gruppi: il gruppo verum, trattato con olio di ribes, e il gruppo di controllo, trattato con olio d’oliva, a partire dal 2°-4° mese fino alla fine dell’allattamento; dopodiché, tutti i bambini nati da queste madri hanno ricevuto un supplemento con olio di ribes fino al 2° anno di vita. Dai dati raccolti è emerso che, già dal primo anno, nei bambini le cui madri hanno assunto l’olio di ribes si è riscontrata una minor incidenza di dermatite atopica (33% versus 47,3% del placebo). Gli stessi autori hanno ipotizzato che questi effetti siano ascrivibili a una ridotta produzione di Interleuchina 4 da parte dei linfociti Th2, come riscontrato dalle analisi del latte materno in uno studio successivo (Linnamaa et al., 2013).

Prodotti erboristici in commercio.

Dopo aver visto quali sono e come agiscono, vi proponiamo un elenco dei prodotti più diffusi in commercio, con tanto di indicazioni, posologia e prezzo indicativo.

N.B. Abbiamo inserito anche i prodotti a base di quercetina e olio di pesce, trattati nel paragrafo sugli alimenti, poiché disponibili sotto forma di integratori.

Rimedi omeopatici.

Eccoci giunti all’ultimo gruppo di antistaminici naturali, i rimedi dell’omeopatia, il cui impiego si basa sulla somministrazione di dosi infinitesimali di sostanze che, ad alte dosi, causerebbero il rilascio dell’istamina nell’individuo sano. Contrariamente ai rimedi erboristici, che mirano a curare la malattia, quelli omeopatici agiscono sul malato, intervenendo sui fattori psicologici che portano alle manifestazioni allergiche.

La scelta della terapia omeopatica, quindi, non dipende solo dall’analisi dei sintomi, ma anche dallo studio della persona, in particolare: le sue caratteristiche fisiche, fisiologiche e psichiche (costituzione); il modo innato di reagire agli stimoli (temperamento); la risposta agli stimoli sviluppata nel tempo (carattere); la predisposizione a contrarre determinate malattie (diatesi).

Questi rimedi, che possono presentarsi sotto forma di granuli, colliri, gocce e pomate, possono essere somministrati da soli o in associazione, in base alla scuola di appartenenza dell’omeopata (unicista, pluralista o complessista).

I molteplici benefici degli antistaminici naturali.

Per la capacità di modulare il rilascio dell’istamina, e altri mediatori allergici, gli antistaminici naturali possono essere utilizzati per prevenire e contrastare allergie di ogni sorta, da quelle respiratorie a quelle alimentari.

Per ciascuna di esse, vedremo quali sono i rimedi più indicati e con quale posologia assumerli.

Allergie respiratorie (rimedi e posologia).

Le allergie respiratorie, solitamente causate da pollini, polveri, acari e pelo d’animale, si manifestano principalmente sotto forma di rinocongiuntivite ed asma allergiche, caratterizzate da sintomi che variano in base al tratto in cui si deposita l’allergene.

La rinocongiuntivite allergica è causata, in particolare, dalla deposizione degli allergeni nelle cavità nasali e negli occhi, e si manifesta con starnuti, lacrimazione, naso chiuso o che cola, prurito agli occhi e alla faringe.

L’asma allergica, invece, si manifesta sotto forma di episodi caratterizzati da tosse, sibili, costrizione toracica, difficoltà respiratorie e fame d’aria, conseguenti alla deposizione degli allergeni nei bronchi.

Prodotti e posologia!

Dermatite e orticaria.

La dermatite e l’orticaria, che si possono manifestare non solo per contatto diretto con gli allergeni, ma anche per ingestione di alimenti ricchi in istamina o liberatori della stessa, sono tra le reazioni cutanee più comuni che vedono coinvolta l’istamina.

L’orticaria si presenta sotto forma di eruzioni cutanee rilevate e di colore bianco-rossastro, definite pomfi, che si formano per azione diretta dell’istamina sui piccoli vasi; il prurito a volte molto intenso, che caratterizza i pomfi, è invece dovuto alla stimolazione di particolari terminazioni nervose (fibre C) da parte dell’istamina stessa.

Il gruppo delle dermatiti, invece, comprende un insieme di affezioni caratterizzate da cute arrossata e vescicole pruriginose (eczema). Le cause della dermatite sono molteplici e, tra queste, il contatto con sostanze allergizzanti (dermatite da contatto), la fermentazione del sebo in eccesso da parte dei batteri cutanei (dermatite seborroica) ed, infine, un misto di fattori genetici ed ambientali (dermatite atopica).

A questo punto, vediamo quali sono i rimedi antistaminici previsti da fitoterapia e omeopatia!

Rimedi erboristici per dermatite e orticaria.

Allergie alimentari.

Le allergie alimentari, che colpiscono circa il 2% degli adulti e il 3-7% dei bambini, sono scatenate da proteine contenute in particolari alimenti, come il latte, le uova, la soia, le Graminaceae, i crostacei e la frutta secca. Possono manifestarsi con sintomi gastroenterici, cutanei, respiratori e, nei casi più gravi, shock anafilattico.

Oltre all’adozione di abitudini alimentari, volte ad eliminare un dato allergene dalla dieta, si possono assumere 2 granuli al giorno di Histaminum 5CH, qualora si dovesse ingerirlo inavvertitamente.

Come possiamo vedere, quindi, le indicazioni degli antistaminici naturali sono molteplici. Ma sono sicuri? Lo vedremo nel paragrafo successivo!

Reazioni avverse e controindicazioni.

Per completare la nostra panoramica sugli antistaminici naturali, non ci rimane che approfondire il tema della sicurezza di questi rimedi. Mentre i rimedi omeopatici possono essere assunti in tutta tranquillità, persino in gravidanza e durante l’allattamento, lo stesso non si può dire per quelli erboristici. Vediamo quali, tra questi ultimi, richiedono maggiore cautela.

Ribes nero. Nonostante siano ben tollerati alle dosi consigliate, gli estratti delle bacche, delle foglie e delle gemme, non dovrebbero essere assunti nei seguenti casi:

Boswellia serrata. Anche l’olibano, pur essendo ben tollerato, è controindicato in caso di:

Petasites hybridus. Gli estratti di petasite possono contenere alcaloidi pirrolizidinici che, nei modelli animali, sono risultati cancerogeni e tossici per il fegato, ragion per cui l’impiego non dovrebbe protrarsi oltre le 4-6 settimane. Il petasite è controindicato nei pazienti con malattie epatiche, in gravidanza e durante l’allattamento.

Oli vegetali ricchi in omega-6. L’olio di enotera, di borragine e di perilla, ma anche quello di vinaccioli per uso alimentare, dovrebbero essere assunti nel contesto di una dieta ricca di pesce azzurro, in modo che il rapporto omega-6/omega-3 sia mantenuto intorno ai livelli consigliati (3:1). Ricordiamo, infatti, che gli omega-6 in eccesso vengono convertiti in mediatori dell’infiammazione, aumentando il rischio di sviluppare malattie croniche come il diabete e le patologie cardiovascolari (Simopoulos, 2002).

Integratori di flavonoidi. L’assunzione di questi prodotti è controindicata durante la gravidanza, in quanto aumenta la possibilità che il bambino contragga alcune patologie nel primo anno di vita, come la leucemia acuta infantile (un tumore delle cellule del sangue): sembra, infatti, che i flavonoidi possano alterare la maturazione delle cellule staminali del midollo osseo (i precursori delle cellule ematiche), portando ad una proliferazione incontrollata delle stesse e, quindi, allo sviluppo della malattia. Le evidenze al riguardo, tuttavia, sono molto scarse e richiedono ulteriori approfondimenti. Il Ministero della Salute, con un decreto del 24/10/2002, ha disposto che il foglietto illustrativo riporti di non assumere il prodotto in gravidanza, per mancanza di studi relativi alla sicurezza.

Le informazioni riportate hanno uno scopo puramente illustrativo, pertanto, non rappresentano - né vorrebbero esserlo - una prescrizione medica.

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Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in dottoressa in farmacia)

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