Allergia al cloro: sintomi e rimedi

L’allergia al cloro è una reazione eccessiva del sistema immunitario nei confronti del cloro. Si manifesta in forme più o meno gravi con rossori cutanei, puntini rossi pruriginosi, occhi gonfi arrossati, starnuti frequenti, asma ...ma quali sono i rimedi per contrastarla? Scopriamolo insieme...

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cosa fare?
    1. Prevenzione
    2. Farmaci

Cos’è l’allergia al cloro?

L’allergia al cloro è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da una reazione eccessiva nei confronti del cloro.

Il cloro è un minerale ampiamente utilizzato per la disinfezione delle acque, non a caso si trova principalmente nell’acqua potabile e, in maggiore concentrazione, nelle piscine. Viene aggiunto anche nei prodotti usati per la pulizia della casa e dei tessuti, come la candeggina. Spesso, però, questo minerale può causare reazioni allergiche.

A causare l’allergia al cloro non è solo questo elemento chimico che, essendo molto reattivo, è di per sé irritante se inalato. Responsabili delle manifestazioni allergiche sono anche dei composti che si formano, soprattutto nelle piscine, quando il cloro reagisce con composti azotati, le ammine, dando vita alle clorammine.

Le ammine si originano dal sudore secreto dai bagnanti per cui, più le piscine sono affollate, maggiore sarà la quantità di clorammine presenti nelle acque. Inoltre, il cloro, che deve essere necessariamente aggiunto all’acqua per disinfettare, a volte viene aggiunto in eccesso provocando reazioni notevoli.

I sintomi di questa reazione allergica.

L’allergia al cloro può presentarsi in diverse forme che vanno da più lievi a più gravi.

Le manifestazioni possono essere:

Attenzione!

Se dopo un bagno in piscina compaiono i tipici sintomi dell’allergia è necessario consultare quanto prima un medico.

Nelle forme più lievi si hanno solo sporadici episodi cutanei e naso che cola dopo aver fatto il bagno in piscina. Queste forme più lievi condizionano poco la qualità della vita di chi ne è affetto.

Nelle forme più gravi, invece, i sintomi sono soprattutto respiratori: l’infiammazione della vie respiratorie, infatti, provoca difficoltà nel respirare e tosse.

Tali sintomi sono particolarmente frequenti nei bambini che frequentano le piscine proprio perchè esposti ad elevate quantità di cloro. Questo perchè il cloro, in età pediatrica, irrita e sensibilizza le mucose dell’apparato respiratorio causando un’alterazione della risposta immunitaria che si traduce successivamente in una vera e propria allergia.

Cosa fare per contrastare l’allergia al cloro?

Come per tutte le altre forme allergiche, non esiste una cura che elimini del tutto l’allergia per cui per contrastarla è importante prevenire le sue manifestazioni.

Nei casi più gravi le precauzioni possono non bastare e si deve ricorrere all’uso di farmaci antistaminici e cortisonici per tenere a bada i sintomi.

Regole di prevenzione.

Vediamo quali sono le regole per prevenire le manifestazioni allergiche nei confronti del cloro.

Nelle forme più lievi basta limitare la frequentazione della piscina evitando di fare il bagno quando è affollata. Anche in questi casi comunque, sono necessarie alcune accortezze:

Nelle forme più importanti, invece:

Rimedi farmacologici nei casi più gravi.

I farmaci utilizzati per l’allergia al cloro, sotto prescrizione medica, sono tipicamente quelli usati per le altre patologie allergiche:

In caso di asma prolungato può essere prescritto un medicinale come Xolair, il cui principio attivo è l’omalizumab

Talvolta, invece, si parla di allergia all’acqua, o più precisamente di allergia acquagenica, una forma che per fortuna è rarissima e condiziona drammaticamente la vita di chi ne è affetto. In questi soggetti, infatti, il contatto con qualsiasi tipo di acqua, di rubinetto, marina, piovana ecc…, provoca la comparsa di gonfiori cutanei e vesciche pruriginose. Anche le lacrime e il sudore possono innnescare queste reazioni sulla pelle. Persino l’acqua potabile se ingerita può provocare i sintomi dell’asma per cui i soggetti con allergia acquagenica devono usare acque minerali con bassissimi livelli di cloro.

Approfondisci sintomi e cause dell'allergia all'acqua.

A scatenare queste forme particolarmente gravi di allergia, non sono solo il cloro e le clorammine, ma anche altre sostanze chimiche disciolte nelle acque come pesticidi e composti vari che determinano l’inquinamento idrologico. Tali sostanze sensibilizzano la pelle e le mucose scatenando una risposta immunologica spropositata che si traduce nell’insorgenza dell’allergia.

Per quanto riguarda l’allergia acquagenica, chi ne è affetto :

  • non può praticare sport : il sudore infatti provocherebbe manifestazioni cutanee sotto le ascelle.

  • non può uscire quando piove:l’acqua piovana contiene cloro e una serie di sostanze in essa disciolte che provocano allergia nei soggetti con questa patologia

  • non può fare bagni in piscina o in mare né lavarsi se non con l’acqua ossigenata che invece non provoca reazioni allergiche.

In ogni caso, l’eventuale contatto o ingestione di acqua deve prevedere l’assunzione di antistaminici per prevenire i sintomi respiratori.

L’articolo ha uno scopo puramente informativo e non intende sostituire il parere del medico allergologo.

Informazioni Sugli Autori: - Dottoressa Valentina Coviello (Biologa) - Dottoressa Francesca Vassallo

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