Collagene: usi e benefici dei vari tipi (marino, idrolizzato, puro, vegetale…).

Il collagene è una proteina strutturale che conferisce supporto e resistenza ai tessuti connettivi del corpo umano. Esiste anche quello introdotto dall’esterno che può essere di tipo animale, vegetale, nativo, idrolizzato o omeopatico. Ma dove si trova? Quali sono gli usi e i benefici dei vari tipi? Esistono effetti avversi e controindicazioni?

Collagene: usi e benefici dei vari tipi (marino, idrolizzato, puro, vegetale…)

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Dove si trova?
  4. Benefici
  5. Controindicazioni
  6. Approfondimenti

Cos’è il collagene?

Il collagene rappresenta una famiglia di proteine, le più diffuse nel regno animale, che conferiscono supporto e resistenza ai tessuti connettivi, in particolare: cute, ossa, cartilagini e tendini. Questa famiglia comprende ben ventotto membri che, sebbene differenti in quanto a struttura, sono accomunati dall’abbondanza di particolari aminoacidi, ovvero: glicina (35%), alanina (11%), lisina, prolina e idrossiprolina (21%).

La forma più abbondante di collagene endogeno presente nel nostro corpo è il collagene fibrillare.

Il collagene fibrillare è rappresentato da unità strutturali - definite tropocollagene - che si dispongono a formare fibrille, fibre e fasci di fibre.

Tra i membri più importanti del gruppo, ricordiamo:

  • il tipo I, che è ubiquitario e rappresenta il 90% del collagene totale;

  • il tipo II, abbondante nelle cartilagini, nel corpo vitreo e nei dischi intervertebrali;

  • il tipo III, presente nell’apparato cardiocircolatorio, nel tessuto di granulazione delle ferite e nelle pelli molto giovani;

  • il tipo V, presente nelle membrane basali.

Dopo esserci soffermati sul collagene umano endogeno, nel prossimo paragrafo conosceremo le diverse tipologie di questa molecola che può essere introdotta anche dall’esterno, ovvero il collagene esogeno.

Le diverse tipologie di collagene esogeno.

Il collagene esogeno può essere classificato in base all’origine (animale o vegetale) o alla struttura (nativo, idrolizzato, omeopatico). Tenendo conto di questi criteri analizziamone le diverse tipologie nella tabella sottostante.

Tipologie di collagene esogeno in base all’origine.

Collagene animale.

Si tratta del collagene contenuto nella pelle o nella cartilagine di vari animali, in particolare:

  1. collagene bovino, ottenuto dalla pelle del vitello;

  2. collagene avicolo, ottenuto dalle articolazioni dello sterno di pollo;

  3. collagene marino, ottenuto dalla pelle dei pesci, dalla cartilagine di squalo o dalle meduse.

Collagene vegetale.

Stiamo parlando dell’estensina: una proteina contenuta nelle pareti cellulari di soia, grano, acacia e alghe, che viene definita “collagene vegetale” per via dell’elevato contenuto in idrossiprolina. Quando viene applicata sulla cute, l’estensina dell’acacia è quella che più somiglia al collagene vero e proprio, in quanto ad effetti idratanti.

Tipologie di collagene esogeno in base alla struttura.

Collagene nativo solubile.

Si tratta del tropocollagene ottenuto dalla pelle dei bovini e dei suini; viene utilizzato come idratante cutaneo, esattamente come l’acido ialuronico.

Collagene idrolizzato.

Viene ottenuto dal collagene marino o avicolo con un processo che frammenta le catene del collagene, riducendole ad una miscela peptidica di facile assimilazione. Grazie a queste sue caratteristiche, il collagene idrolizzato rientra nella composizione degli integratori alimentari.

Collagene omeopatico.

Ottenuto a partire dalla cartilagine o dai dischi intervertebrali degli animali. Tra questi, abbiamo:

  • Cartilago, per l’artrosi generalizzata;

  • Disci cervicales, lumbales e toracales, rispettivamente per l’artrosi cervicale, lombare e dorsale.

Solitamente, l’ omeopata consiglia di utilizzare fiale o supposte a diluizione intermedia (7CH), da assumere tre volte alla settimana.

Come possiamo vedere, il collagene può presentarsi in diverse forme, ciascuna delle quali possiede caratteristiche ben definite. Vediamo adesso dove è possibile trovarlo.

Dove si trova questa sostanza?

Benché il collagene venga prodotto naturalmente dal nostro organismo, il passare del tempo o particolari patologie possono, da un lato, comprometterne la sintesi e, dall’altro, aumentarne la degradazione: il risultato è una progressiva riduzione del contenuto in collagene, che compromette la struttura e la funzionalità dei tessuti interessati.

Per prevenire o ridurre l’entità di questa perdita, e le conseguenze da essa derivanti, potrebbe essere necessario introdurre il collagene dall’esterno. E’ possibile trovarlo:

  • negli alimenti atti a stimolarne la sintesi,

  • nei cosmetici da applicare localmente che, pur non venendo assorbiti, sono comunque in grado di migliorare l’aspetto della pelle e degli annessi; qualora il problema siano i segni dell’invecchiamento,

  • nei fillers riempitivi, che consentono di introdurre, direttamente nel derma, il collagene.

Alimenti che stimolano la produzione di collagene.

Le strategie volte ad aumentare il contenuto di collagene iniziano a tavola, e prevedono il consumo di due tipologie principali di alimenti, ovvero:

  • alimenti proteici, che forniscono gli aminoacidi utili alla sintesi di questa proteina (glicina, prolina, idrossiprolina e lisina). Una volta ingerite, le proteine contenute in questi alimenti vengono scomposte in peptidi e singoli aminoacidi, che vengono assorbiti dall’epitelio intestinale, messi in circolo e distribuiti ai tessuti, dove vengono utilizzati per la sintesi delle proteine endogene (collagene compreso).

  • Alimenti che forniscono vitamine e sali minerali, quali vitamina C, del rame e del manganese, fondamentali per la sintesi del collagene.

Nella tabella successiva, riportiamo alcuni alimenti che potrebbero facilitare l’impresa!

N.B. I valori si riferiscono a 100g di prodotto.

Alimenti proteici.

Fonti di glicina:

  • coregone (un pesce d’acqua dolce): 4,37g;

  • proteine isolate della soia: 3,7g;

  • alga spirulina essiccata: 3,099g;

  • baccalà (merluzzo sottoposto a salatura): 3,015g;

  • albume liofilizzato: 2,812g.

Fonti di prolina:

  • parmigiano: 4,18g - 4,622g;

  • proteine isolate della soia: 4,5g;

  • groviera: 3,869g;

  • pecorino: 3,718g.

Fonti di idrossiprolina:

  • pancetta di maiale: 0,628 - 0,678g;

  • carne di manzo: 0,528g;

  • carne di struzzo: 0,467g.

Fonti di lisina:

  • baccalà: 5,769g;

  • albume liofilizzato: 5,515g;

  • coregone: 4,77g.

Alimenti che forniscono vitamine e sali minerali.

Fonti di vitamina C:

  • bacche di acerola: 1677,6mg;

  • peperoni gialli: 183,5mg;

  • kiwi: 92,7mg;

  • broccoli: 89,2mg;

  • succo d’arancia e albicocca: 85,9mg.

Fonti di rame:

  • fegato di vitello: 11,865mg;

  • alga spirulina essiccata: 6,1mg;

  • ostriche cotte: 5,707mg;

  • funghi secchi: 5,165mg;

  • sesamo: 4,082mg;

  • cacao amaro: 3,788mg.

Fonti di manganese:

  • the istantaneo: 133mg;

  • zenzero macinato: 33,3mg;

  • chiodi di garofano: 30,033mg;

  • zafferano: 28,408mg;

  • cardamomo: 25mg.

Integratori che contengono questa famiglia di proteine.

Analogamente agli alimenti, anche gli integratori hanno l’obiettivo di fornire gli aminoacidi utili alla sintesi del collagene endogeno, con la differenza che, in questi prodotti, le quantità di aminoacidi specifici (soprattutto prolina e idrossiprolina) sono nettamente superiori. In particolare, questi supplementi contengono il collagene idrolizzato (di origine marina o avicola) che, rispetto alla proteina nativa, viene assimilato più rapidamente, in quanto non deve essere sottoposto alla digestione da parte dei nostri enzimi.

Gli integratori possono presentarsi in varie forme: capsule, compresse, polveri da miscelare all’acqua o liquidi già pronti, e possono contenere - oltre al collagene idrolizzato - altri importanti componenti che ne coadiuvano l’azione, quali: acido ialuronico, estratti vegetali antinfiammatori, vitamine (B, C, E) e sali minerali (zinco, rame e manganese). Questi prodotti vengono generalmente assunti durante il pasto e necessitano di un uso costante per poter sortire i loro effetti: solitamente, dai tre ai sei mesi di trattamento.

Cosmetici al collagene.

In questo gruppo, includiamo creme e sieri utilizzati nella cura quotidiana di pelle, unghie e capelli. Generalmente, questi prodotti contengono collagene nativo solubile, che possiede un’azione idratante di superficie, non essendo in grado di attraversare la barriera epidermica a causa delle sue dimensioni.

Altre formulazioni, invece, contengono collagene vegetale (sempre ad azione idratante) e i vettori acceleratori di collagene III che, dotati di dimensioni inferiori, sono in grado di raggiungere il derma e stimolare la sintesi di questa proteina.

Associati agli integratori alimentari, i cosmetici contribuiscono a:

  • idratare la cute e renderla più soda;

  • contrastare l’insorgenza dei segni del tempo e delle smagliature;

  • ammorbidire e aumentare la lucentezza dei capelli;

  • proteggere e rinforzare le unghie.

Fillers al collagene.

I fillers al collagene consistono nell’iniezione di questa proteina nel derma, attraverso l’uso di aghi sottilissimi. Previa applicazione di una pomata anestetica, in pazienti molto sensibili al dolore, il medico effettuerà delle iniezioni intradermiche in punti ben precisi, segnati con un pennarello oppure messi in evidenza dalle espressioni facciali del paziente. Il collagene introdotto, oltre a possedere un effetto riempitivo diretto, è in grado di stimolare la sintesi di collagene endogeno e acido ialuronico, correggendo ulteriormente l’inestetismo.

Puoi approfondire i benefici dell'acido ialuronico.

Grazie a questi effetti, i fillers al collagene risultano utili per riempire:

  • rughe più o meno profonde, localizzate a livello frontale, periorale (intorno alle labbra), glabellare (tra le sopracciglia e alla radice del naso), nasolabiale (dai lati del naso agli angoli della bocca) e geniene (nelle guance);

  • cicatrici acneiche e atrofiche (queste ultime, contenenti una quantità di collagene insufficiente a mantenere integra la cute).

I risultati compaiono rapidamente e hanno una durata molto variabile: dai tre mesi ad un anno, in base al tipo di collagene iniettato. Il costo medio delle sedute si aggira intorno ai 265-445€, in base alla notorietà dello specialista.

Sostituti cutanei a base di collagene.

Giungiamo, infine, ai sostituti cutanei, dispositivi medici utilizzati in chirurgia per proteggere e promuovere la guarigione di lesioni di una certa entità, dalle ustioni gravi alle ulcere.

Il collagene contenuto, eventualmente associato ad altre sostanze, non solo promuove la sintesi dei normali costituenti del derma, ma favorisce anche la formazione di nuovi vasi sanguigni, fondamentali per mantenere in vita il tessuto dopo la guarigione.

Tra i vari prodotti disponibili vi è il Matriderm®: un sostituto cutaneo completamente riassorbibile a base di collagene fibrillare ed elastina, ottenuti rispettivamente dalla pelle e dal legamento nucale dei bovini.

Ma ora siete pronti ad approfondire tutti i benefici del collagene? Andiamo oltre!

Usi e benefici dei vari tipi di proteine.

Il collageno idrolizzato (marino o avicolo che sia) può essere utilizzato con successo nei seguenti casi:

  • Prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, in quanto mantiene la cute ben idratata (attraverso la produzione di acido ialuronico), tonica (poiché aumenta la produzione di collageno endogeno) e protetta dalle radiazioni UV (attraverso meccanismi antiossidanti).

  • Trofismo degli annessi cutanei (unghie e capelli). L’aumento del flusso ematico, promosso dal collageno idrolizzato, mantiene vitali le cellule sintetizzanti la cheratina, importante costituente degli annessi. In questo modo, le unghie e i capelli crescono più forti e non si spezzano facilmente.

  • Prevenzione delle striae distensae, le antiestetiche smagliature che si formano in seguito ad una perdita di idratazione ed elasticità della cute, a livello di: addome, glutei, seno ed interno coscia. Il collageno idrolizzato può prevenirne la formazione, in quanto stimola la produzione di acido ialuronico che, mantenendo ben collegate le fibre elastiche, impedisce loro di collassare e provocare la comparsa di queste striae.

  • Prevenzione e trattamento degli inestetismi della cellulite. La cellulite è un processo infiammatorio del tessuto adiposo, che nasce a causa di un’alterazione del circolo ematico irrorante questo distretto. Il collageno idrolizzato, soprattutto quando assunto con vitamina C e Centella, rinforza le pareti dei vasi sanguigni, favorendo il drenaggio dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche, responsabili dell’infiammazione adiposa e del tipico aspetto “a buccia d’arancia” della pelle.

  • Guarigione delle ferite. I sostituti cutanei a base di collageno accelerano la cicatrizzazione di lesioni di varia natura, persino le più complicate, in quanto:

    • stimolano la migrazione dei fibroblasti nell’area lesa, la proliferazione degli stessi e la conseguente sintesi di collagene, elastina ed acido ialuronico;

    • stimolano la formazione di nuovi vasi sanguigni, fondamentali per mantenere in vita i tessuti in questione.

L’applicazione di Matriderm® (un sostituto cutaneo a base di collageno ed elastina) ha favorito la completa guarigione dell’ulcera, in una paziente di sessantacinque anni affetta da diabete di tipo II, ipertensione e cardiopatia ischemica (fattori che aumentano la predisposizione a questo tipo di lesioni) [De Angelis et al., 2013].

  • Terapia complementare dei disturbi reumatici. Il collageno idrolizzato può essere altresì d’aiuto nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoartrite (l’infiammazione della cartilagine articolare) e dell’osteoartrosi (la degenerazione della cartilagine conseguente all’infiammazione cronica), non solo in quanto favorisce la sintesi di nuovo collagene e acido ialuronico, ma anche perché riduce la produzione di varie molecole infiammatorie e la distruzione del tessuto cartilagineo, grazie alla produzione di IL-10 e TGF-β da parte dei linfociti T (Lugo et al., 2013).

A tal proposito, in letteratura sono riportati dei lavori molto interessanti. Vediamoli nel dettaglio.

  • Lugo et al. (2013) hanno studiato gli effetti di UC-II®, un estratto di collageno idrolizzato di pollo, sullo stress articolare conseguente all’esercizio fisico. Cinquantacinque pazienti, che hanno riferito dolore e rigidità in seguito ad una performance fisica di valutazione, sono stati coinvolti in uno studio clinico in doppio cieco, della durata di quattro mesi. I volontari sono stati randomizzati in due gruppi: quello trattato col placebo e quello trattato con UC-II® (40mg/die). Dai risultati, è emerso che UC-II®:

  • ha migliorato significativamente l’estensione del ginocchio, rispetto al placebo (81° versus 74°) e alla situazione di partenza (81° versus 73,2°);

  • ha prolungato i tempi di resistenza e, quindi, la durata della performance (2,8’ versus 1,4’ all’inizio dello studio);

  • non ha provocato effetti avversi.

  • In uno studio di Crowley et al. (2009), sono stati confrontati gli effetti di UC-II® sull’osteoartrite del ginocchio, rispetto all’associazione glucosamina e condroitina (G+C). Cinquantadue pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: quello trattato con UC-II® (40mg/die) e quello trattato con G+C (1500mg + 1200mg al giorno). Dopo novanta giorni, UC-II®:

  • è stato più efficace nel ridurre il punteggio WOMAC, misurante la difficoltà nel compiere i movimenti, il grado di rigidità e il dolore (-33% versus -14%);

  • ha ridotto in maggior misura la VAS, la scala del dolore (-40% versus -15,4%);

  • ha ridotto più efficacemente l’indice funzionale di Lequesne, usato per quantificare il dolore durante le attività quotidiane (-20,1% versus -5,9%);

  • nel complesso, ha migliorato la qualità della vita dei pazienti.

  • Schauss et al. (2012) hanno studiato gli effetti del BioCell Collagen®, un estratto a base di collageno idrolizzato, acido ialuronico e condroitin solfato, sull’ osteoartrite dell’ anca e del ginocchio. Ottanta pazienti sono stati coinvolti in uno studio in doppio cieco, e sono stati randomizzati in due gruppi: quello trattato col placebo e quello trattato con BioCell Collagen® (2g/die). Dopo settanta giorni, BioCell Collagen®:

  • ha ridotto, in modo significativo, i punteggi VAS e WOMAC;

  • ha migliorato significativamente lo svolgimento delle attività fisiche;

  • ha migliorato la qualità della vita dei pazienti ed è risultato sicuro.

Abbiamo visto, quindi, che l’assunzione di collageno può apportare dei miglioramenti su più fronti: non solo gli inestetismi cutanei, ma anche le condizioni patologiche possono trarne giovamento. Ma i prodotti a base di collagene sono sicuri? Nel prossimo paragrafo, cercheremo di fare chiarezza sulla questione!

Effetti avversi e controindicazioni.

Non potevamo concludere l’articolo, senza parlare dei rischi associati all’uso del collagene.

Dai dati riportati in letteratura si evince che i prodotti a base di questa proteina sono ben tollerati, anche quando utilizzati per lunghi periodi di tempo, (come richiesto dalla complessità di alcune condizioni trattate), sebbene possano manifestarsi reazioni allergiche in persone predisposte.

Il discorso si fa più complicato per i fillers riempitivi, associati ad un’elevata incidenza di effetti indesiderati. Escludendo le reazioni allergiche, rilevate attraverso il test cutaneo, le iniezioni di collagene possono provocare:

  • arrossamento e gonfiore nel sito d’iniezione, spesso e volentieri temporanei;

  • Ascessi (accumuli di pus) nel sito d’iniezione;

  • Granulomi, che si formano in quanto il collagene bovino viene percepito come corpo estraneo dal sistema immunitario. Non riuscendo ad eliminarlo, le cellule creano una capsula fibrosa attorno ad esso, provocando l’indurimento dell’area interessata;

  • Necrosi (morte) del tessuto trattato, in seguito alla lacerazione accidentale di un vaso sanguigno, soprattutto quando l’iniezione avviene nelle aree glabellari e nasolabiali.

I fillers al collagene bovino, quindi, sono controindicati nei seguenti casi:

  • pazienti di età inferiore ai trent’anni e superiore ai sessantacinque;

  • Gravidanza e allattamento, per mancanza di studi riguardanti la sicurezza;

  • Patologie autoimmuni, in quanto i fillers stimolano il sistema immunitario del paziente, già troppo attivo;

  • Terapia con farmaci immunosoppressori, per eventuali interazioni farmacologiche;

  • Terapia con farmaci anticoagulanti, per evitare emorragie post-iniezione;

  • Terapia con farmaci steroidei, poiché influiscono sia sul sistema immunitario, sia sul trofismo cutaneo;

  • Patologie cutanee in atto, come infezioni, dermatite, acne ed eruzioni cutanee;

  • Diatesi fibroblastica, un disturbo della cicatrizzazione che predispone alla formazione dei cheloidi (masse abnormi di tessuto cicatriziale).

Le informazioni riportate hanno uno scopo puramente illustrativo, pertanto, non devono essere intese come una prescrizione medica. Per qualsiasi dubbio o curiosità, rivolgetevi al medico o altro specialista della salute, che saprà guidarvi verso la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori:Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista) - Dott.sa Francesca Vassallo

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