Agnocasto: proprietà, usi, controindicazioni ed effetti collaterali.

Scopriamo quali sono le proprietà dell'agnocasto, in quali casi e come utilizzare questo arbusto noto fin dall'antichità per i suoi molteplici benefici. Approfondiamo il tema senza trascurare i possibili effetti collaterali a cui si può andare in contro in caso di assunzione del falso pepe.

Agnocasto: proprietà, usi, controindicazioni ed effetti collaterali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e proprietà
  2. Usi
  3. Controindicazioni ed effetti collaterali
  4. Forme e posologia
  5. Approfondimenti

Cos’è l’agnocasto e quali sono le sue proprietà?

Vitex agnus-castus, l’agnocasto, è un arbusto conosciuto anche come albero del pepe o “pepe falso”, poiché i suoi frutti ricordano i grani del pepe nero. Si tratta di un arbusto perenne, con fiori rosa-blu, che cresce nelle aree mediterranee, in ambienti umidi.

Dai frutti maturi ed essiccati dell’agnocasto, è ricavato un estratto utilizzato per il trattamento di disordini a carico dell’apparato riproduttivo femminile (sintomi premestruali, menopausa, fertilità).

L’agnocasto ha un altro effetto piuttosto noto fin dall’antichità: nell’uomo si comporta come un anafrodisiaco, contrastando il testosterone e determinando cosi una diminuzione della libido.

L’estratto di agnocasto contiene componenti dopaminergiche, cioè che agiscono sui recettori della dopamina, il neurotrasmettitore che inibisce la produzione di prolattina (ormone della lattazione), e che interviene a regolare sonno, umore, senso di soddisfazione, attenzione.

L’azione dell’agnocasto si svolge a livello dell’ipofisi, che si trova alla base del cranio, e questa azione è dose-dipendente: a basso dosaggio, l’agnocasto genera un abbassamento dell’FSH (ormone follicolo stimolante, che promuove la maturazione dei follicoli ovarici per la progressione del ciclo verso l’ovulazione, accompagnata dalla sintesi di estrogeni) mentre favorisce la produzione dell’LH (ormone luteinizzante), il cui picco promuove l’ovulazione e la successiva formazione del corpo luteo, che comincia a produrre grosse quantità di progesterone.

Riassumendo, agendo su FSH e LH, l’estratto di agnocasto di fatto ha

  • un effetto antiestrogenico
  • un effetto pro-progestinico

Gli usi di questa pianta nel trattamento dei disturbi legati a squilibri ormonali e non solo.

Abbiamo visto dove e come agisce l’estratto di agnocasto, siamo pronti quindi a conoscerne i benefici nei diversi casi in cui viene utilizzato:

Sindrome premestruale: colpisce il 40% delle donne e comprende sintomi quali gonfiore diffuso, dolori muscolari e alla schiena, mal di testa, dolori al seno, disturbi intestinali, ma anche irritabilità e sbalzi di umore in genere, che possono sfociare nel disturbo disforico premestruale (PMDD), invalidando la qualità di vita del soggetto.

Studi dimostrano che spesso la sindrome premestruale è associata a iper-prolattinemia, quindi inibendo la produzione di prolattina l’agnocasto aiuta a combattere i disturbi premestruali.

Attenzione però alla sindrome premestruale di tipo D, più rara, causata da alti livelli di progesterone contro bassi livelli di estrogeni e caratterizzata da insonnia, pianto e depressione: in tal caso l’agnocasto è sconsigliato, perché incrementerebbe ancor più i livelli di progesterone rispetto a quelli estrogenici;

Regolarità del ciclo mestruale: con la sua azione a livello dell’ipofisi, l’estratto di agnocasto contribuisce a equilibrare il rapporto tra estrogeni e progesterone, con conseguente regolarizzazione del ciclo ovarico. I livelli di progesterone sono controllati anche dall’abbassamento della prolattina indotto dall’agnocasto, i cui alti livelli invece riducono la produzione dell’ormone progestinico, ostacolando lo sviluppo del corpo luteo dopo l’ovulazione;

Puoi approfondire cos'è e quali sono le cause di un ciclo mestruale irregolare.

Amenorrea secondaria: è la scomparsa delle mestruazioni, dopo un periodo di cicli più o meno regolari; tra le cause vi può essere un alterato funzionamento dell’ipofisi e quindi della produzione di FSH e LH. L’agnocasto agisce proprio a livello ipofisario, pertanto può contribuire al recupero del funzionamento della ghiandola pituitaria e alla risoluzione dell’amenorrea.

Ecco perché l’estratto di agnocasto è spesso consigliato in caso di interruzione del ciclo mestruale verificatasi dopo la sospensione della pillola anticoncezionale;

Dismenorrea: si tratta di mestruazioni dolorose, con fitte che affliggono zona pelvica e addome e che nel 30% dei casi impediscono alle donne di svolgere le normali attività quotidiane (ad esempio, recarsi a lavoro). In realtà, molte possono essere le cause di dismenorrea, e tra queste figurano gli squilibri ormonali, che l’estratto di agnocasto aiuta a risolvere;

Ovaio policistico: amenorrea o oligomenorrea possono essere provocate dalle cisti ovariche, cioè follicoli maturi che restano nell’ovaio perché non ovulano. Poiché la mancata ovulazione può essere dovuta a squilibri ormonali ipofisari, ancora una volta l’azione equilibrante dell’agnocasto può rivelarsi preziosa;

Fertilità: il controllo negativo del livelli di FSH è una delle funzioni più importanti dell’agnocasto. Infatti, in donne in età fertile, i valori ottimali di FSH devono essere (per ml di sangue)

  • 3.4 - 10 mUI/ml nella fase follicolare del ciclo
  • 5.7 – 20 mUI/ml appena prima dell’ovulazione
  • 1.9 – 10 mUI/ml nella fase luteinica

Valori alti di FSH possono indicare menopausa prematura o alterazioni ovariche in generale, che quindi promuovono condizioni di infertilità. Ecco perché l’agnocasto, favorendo un abbassamento dei livelli di FSH, mostra effetto positivo sulla fertilità, aumentando le probabilità di fecondazione, quindi la probabilità di rimanere incinta.

Acne ormonale: è la comparsa di brufoli che dalla pubertà affligge uomini e donne, fino all’età adulta. La maggior parte dei dermatologi ritiene gli androgeni responsabili di questo acne; con la pubertà, i livelli di questi ormoni aumentano sia nei maschi che nelle femmine, e stimolano la produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Mentre negli uomini dopo i 20 anni i livelli di androgeni tendono a scendere, nelle donne il problema spesso permane perché in fase premestruale e in gravidanza i livelli di androgeni salgono. L’agnocasto interviene positivamente contro l’acne ormonale nel promuovere la produzione del progesterone, che ha effetto anti-androgenico;

Menopausa: vampate di calore e ritenzione idrica sono solo tra i più noti fastidi che affliggono le donne in menopausa. Con la fine del periodo riproduttivo, l’assenza delle mensili ovulazioni fa si che l’ovario non produca più estrogeni, ed è proprio questo che è alla base dei sintomi della menopausa. Integratori di estrogeni e progesterone vengono consigliati per mantenere l’equilibrio ormonale, equilibrio in cui, come abbiamo visto, l’agnocasto interviene positivamente;

Diuresi: l’estratto di agnocasto combatte la ritenzione idrica. Come diuretico, esso è ideale sotto forma di infuso, preparato semplicemente versando acqua bollente direttamente sui frutti, che si lasciano quindi in infusione per qualche minuto; la tisana cosi ottenuta deve essere solo filtrata prima di essere bevuta;

Insonnia: l’estratto di agnocasto interviene anche nella produzione di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia, aiutando cosi a combattere disturbi del sonno;

Calmante: l’agnocasto agisce con una leggera azione sedativa che rende il suo estratto buono anche come antispastico e calmante in generale;

Iperprolattinemia nei maschi: la prolattina è prodotta anche nell’uomo, e alti livelli di questo ormone possono causare ginecomastia, cioè l’ingrossamento delle ghiandole mammarie. L’agnocasto abbassa la produzione di prolattina, quindi nell’uomo può essere un valido aiuto per contrastare lo sviluppo del “seno maschile”.

Dall’agnocasto... i fiori per la testa!

Dell’agnocasto non si sfruttano solo le proprietà dei frutti! Contro i capogiri, ad esempio, sono i fiori di questo arbusto a rappresentare un prezioso aiuto.

Si pongono 15 g di fiori freschi di agnocasto in 750 ml di olio di oliva, il tutto in un recipiente, che va poi chiuso e lasciato in un luogo fresco per 20 giorni.

Trascorso questo tempo, il liquido ottenuto viene filtrato e posto in una o più bottigliette; in caso di necessità, basta assumerne 7 gocce al giorno diluite in acqua.

Le controindicazioni e gli effetti collaterali del falso pepe.

L’estratto di agnocasto non fa registrare particolari o gravi controindicazioni, tuttavia possono verificarsi alcuni effetti collaterali come:

  • reazioni allergiche;
  • nausea e mal di testa;
  • interazioni con pillola contraccettiva o altri farmaci a base di ormoni: agendo a livello ipofisario, abbiamo visto come l’estratto dei frutti di agnocasto regoli la produzione di ormoni. Non è difficile immaginare quindi che la sua azione possa interferire con quella di molecole e farmaci che agiscono sull’asse ormonale, in primis con la pillola anticoncezionale;
  • interazioni con antagonisti e agonisti della dopamina: l’agnocasto agisce sui recettori di questo neurotrasmettitore, quindi può interferire con farmaci che si contrappongono o collaborano con la dopamina stessa. Tra gli antagonisti della dopamina figurano farmaci utilizzati nel trattamento di psicosi, mentre agonisti sono impiegati nella terapia del Parkinson o della depressione: nessuno di questi va associato al consumo di agnocasto;
  • gravidanza e allattamento: l’assunzione di estratto di agnocasto è fortemente sconsigliata durante la gravidanza perché la sua azione sugli ormoni femminili può interferire con la delicata condizione ormonale dello stato interessante, con possibili effetti negativi anche sul feto!

Per quanto riguarda l’allattamento, l’agnocasto inibisce la produzione di prolattina, l’ormone che promuove la lattazione, quindi non va assolutamente assunto nel periodo in cui si allatta il proprio piccolo.

Agnocasto omeopatico o fitoterapico, due effetti opposti sulla sessualità maschile.

Abbiamo accennato al fatto che l’agnocasto sia un anafrodisiaco per l’uomo, tanto che è noto anche come “pepe dei monaci”, del resto il suo nome deriva dal latino “castus” cioè casto. Tuttavia, esistono rimedi omeopatici a base di agnocasto indicati per problemi di erezione. Non è un controsenso? La risposta sta nella differenza tra fitoterapia e omeopatia.

L’agnocasto come fitoterapico è utilizzato a concentrazioni consistenti che permettono di ottenere l’effetto anafrodisiaco per il quale questo arbusto è noto fin dall’antichità.

L’estratto di agnocasto è invece utilizzato a concentrazioni bassissime come rimedio omeopatico, mostrando un effetto contrario, cioè di stimolazione sessuale. E’ questa la dimostrazione di uno dei principi cardine su cui si basa l’omeopatia: una stessa sostanza può avere un certo effetto a determinate concentrazioni e l’effetto esattamente opposto a concentrazioni ridottissime; si pensi che farmaci omeopatici spesso contenti veleni, come l’arsenico, a concentrazioni infinitesimali non uccidono ma anzi hanno effetti positivi sulla nostra salute.

Estratto di agnocasto: forme e posologia.

In farmacia o in erboristeria, venduto come integratore, possiamo trovare l’estratto di agnocasto sotto forma di:

  • capsule
  • estratto fluido
  • tintura madre (l’estratto è sempre fluido ma maggiormente diluito)

La posologia giornaliera generalmente consigliata è:

  • 2-4 capsule
  • 20-40 gocce di estratto fluido
  • 1- 2 cucchiaini di tintura madre

Prima di avvertire i benefici della fitoterapia a base di estratti di agnocasto deve passare del tempo: in generale, dopo poche settimane è possibile percepire i primi effetti, per esempio un’attenuazione dei sintomi premestruali o della menopausa.

Sebbene occorra sempre seguire le indicazioni di uno specialista, vi è un iter generale della terapia con agnocasto, che si sviluppa su tre cicli di 3 mesi ciascuno, durante i quali l’estratto è preso un’unica volta ogni giorno (non in giorni particolari del ciclo come alcuni credono).

Se al termine dei 3 cicli trimestrali di trattamento non si è giunti ad alcun miglioramento, è probabile che l’agnocasto non sia la risposta adeguata al problema, oppure che vada alternato o associato ad altre sostanze naturali, in un quadro terapico quindi più complesso.

Per questo motivo, oltre che come estratto puro, l’agnocasto può figurare tra gli ingredienti di integratori più ricchi, in associazione a minerali (come calcio e magnesio, spesso carenti in menopausa), vitamine (come la D per l’assorbimento del calcio nelle ossa) e altri estratti naturali (come gli isoflavoni di soia, fitoestrogeni), preziosi ad esempio per combattere l’avanzamento dell’osteoporosi nelle donne in menopausa. Questi integratori consistono spesso di granuli contenuti in bustine e assumibili direttamente, senz’acqua, perché si assorbono attraverso la lingua.

Ma per essere più completi, eccovi qui maggiori indicazioni sui prezzi. Insomma, quanto costa una terapia a base di agnocasto?

  • Le capsule, solitamente da 20 mg, vanno dai 13 € per la confezione da 50 fino ai 25 € per quella da 90, che ricopre i 3 mesi di un ciclo di terapia.
  • Per 50 ml di tintura madre si spendono circa 10 €, cosi come per l’estratto fluido.

Attenzione alla titolazione: i prezzi possono differire tra prodotti titolati e non. I prodotti titolati dovrebbero contenere il principio attivo puro, mentre quelli non titolati possono contenere sostanze aggiuntive e impurità, non del tutto salutari!

La natura offre alle donne un concreto aiuto nelle fasi più delicate della vita, contribuendo ad un benessere non solo fisico ma anche psichico! Con le dovute accortezze, possiamo affidarci ai frutti dell’agnocasto per ritrovare il nostro equilibrio … oppure per giocare qualche tiro ad un amante troppo focoso!

Supervisione: Collaboratori: Dott.sa Francesca Maddaloni (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Teresa Spadaro

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