Castagne: proprietà, calorie e valori nutrizionali di frutto e farina

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Maria Leva
(Specialista in farmacia)

Scopriamo quali sono le proprietà ed i benefici delle castagne per la nostra salute. Fanno bene o fanno male? Fanno ingrassare? Approfondiamone l’apporto calorico e i valori nutrizionali. Ottime per grandi, piccini e sportivi danno un’ immediata carica di energia e sono ricche di vitamine e minerali. Attenzione però a non esagerare! Hanno, infatti, un notevole apporto calorico!

    Indice Articolo:
  1. Cosa sono?
  2. Valori nutrizionali
    1. Calorie
    2. Indice glicemico
  3. Proprietà e benefici
    1. Energetiche
    2. Anemia
    3. Gravidanza
    4. Raffreddore, bronchite, tosse
    5. Colesterolo
    6. Fegato
    7. Emorroidi
  4. Fanno ingrassare?
  5. Le castagne in cucina
    1. La farina
  6. Utilizzo in cosmetica
  7. Controindicazioni
    1. Quante mangiarne

Cosa sono le castagne?

Le castagne sono il frutto di un albero originario dell’Europa e dell’Asia, la Castanea Sativa, appartenente alla famiglia delle Fagaceae, che cresce soprattutto in zone montuose.

Il nome sembra risalire a Kastanea, zona della Tessaglia, in Grecia, zona ricca di estesi castagneti. Ne esistono più di trecento specie; le più comuni sono le Marradi, della provincia di Avellino e del Mugello.

L’utilizzo delle castagne come alimento risale a tempi piuttosto antichi, quando venivano utilizzate per il sostentamento, in periodi di carestie, in sostituzione del pane, in virtù del fatto che il frutto garantisce un elevato apporto energetico e dà anche un senso di sazietà. Da qui il nome “pane dei poveri”.

Possono essere consumate come prodotto fresco, arrostite (le famose “caldarroste”), bollite o essiccate, oppure trasformate in farina. Ad ognuno di questi prodotti si può associare un differente valore nutrizionale.

Castagne o marroni?

A questo punto per non confonderci, meglio fare una distinzione tra “castagne” e “marroni”.

Le castagne non hanno grandi dimensioni, presentano una buccia dura e sono di colore scuro; sono il frutto dell’albero che cresce spontaneamente, in modo selvatico.

I marroni, invece, oltre ad essere più grossi sono di colore più chiaro; sono frutti nati in seguito a coltivazione intensiva, derivati da innesti del castagno.

Valori nutrizionali.

La castagna è un alimento sano e molto ricco di nutrienti. Le calorie risultano così suddivise:

Oltre a contenere amidi, le castagne sono ricche in vitamine e sali minerali.

I sali minerali sono utili proprio per riprendere le forze o in quei casi di stanchezza cronica.

Vediamo, di seguito, i minerali presenti:

e ancora rame (0,4 mg), manganese, ferro (0,9 mg),( soggetti con anemie), fosforo.

Calorie.

Le calorie variano a seconda del tipo di castagna:

100 grammi di castagne arrosto apportano 193 kcal.

100 grammi di castagne bollite 120 kcal.

100 grammi di castagne secche 287 kcal.

Indice glicemico.

Ricche di carboidrati le castagne hanno un indice glicemico elevato.

L’IG delle castagne è pari a 60

Proprietà e benefici del frutto fresco.

I nutrienti e i principi attivi delle castagne si trasformano in proprietà benefiche per il nostro organismo.

Adatte per bambini, sportivi ed anziani per l’elevato apporto energetico.

Come abbiamo visto le castagne sono un alimento che offre energia immediatamente utilizzabile dal nostro organismo, questo le rende particolarmente indicate per:

Contrastano l’anemia.

Le castagne forniscono un buon apporto vitaminico, contengono vitamina A, B1,B2, B3, B5, B9, B12, C, D... Questa proprietà le rende particolarmente indicate in soggetti con avitaminosi. Inoltre contengono ferro può senz’altro essere un sistema naturale anti-anemia.

Sono raccomandate in gravidanza.

Il consumo di castagne nella stagione autunnale è molto indicato per le donne in gravidanza per la presenza di vitamina B9 o acido folico, utile per prevenire malformazioni fetali;

Sono efficaci contro raffreddori, bronchiti e tosse.

Già i nostri nonni facevano un decotto di foglie di castagno per le malattie da raffreddamento. Associato ad estratti di eucalipto tale decotto è un vero toccasana per il trattamento della tosse utile anche per gargarismi, se si hanno infiammazioni a carico dell’apparato oro-faringeo. Questi benefici sono legati al contenuto in fitosteroli e tannini che sono dei composti presenti nei vegetali (in grandi quantità nel castagno), con proprietà antisettiche e antibatteriche.

Abbassano il colesterolo.

Dato l’alto contenuto in fibre, esse sembrano ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre lo studio Check del 1997 ha mostrato come una popolazione di 3.700.000 italiani potrebbe giungere a valori normali di LDL, con una dieta salutare e introducendo sostanze in grado di ridurre l’assorbimento di colesterolo. Parliamo dei “fitosteroli”, piccole percentuali se ne trovano anche nelle castagne, sostanze vegetali lipidiche, molto simili al colesterolo, che riducono i livelli di colesterolo nel sangue.

Depurano il fegato.

Già gli antichi usavano le castagne lessate per curare i malati di fegato. Oggi si sa che le castagne possano giovare alle patologie epatiche per il loro contenuto in vitamina B2.

Contrastano la stitichezza e le emorroidi.

Grazie al contenuto di acqua (più dell’85%) e fibre, le castagne favoriscono il transito intestinale e riequilibrano la flora batterica. Mangiare castagne potrebbe essere un buon modo per combattere la stipsi in maniera del tutto naturale. Questa proprietà, unita al fatto che questo frutto è un tonico per il sistema venoso, rende le castagne utili anche per prevenire le emorroidi e in soggetti che soffrono di varici.

Fanno ingrassare? Le castagne nella dieta.

Coloro che tengono sempre d’occhio la linea debbono rinunciare a questo frutto?

 

La risposta è no!

Anzi, esse sono un valido alleato per la nostra salute. È vero, sì, che hanno un elevato potere calorico, ma con opportuni accorgimenti, ad esempio, non associandole ad altri carboidrati, come quelli di pane e pasta, esse non creano danni alla nostra “forma”. Inoltre, accompagnate da una buona razione di proteine, sono un alimento completo, valido sostituto dei cereali.

Usi delle castagne in cucina.

Oltre ad essere consumate fresche, le castagne vengono anche consumate secche, dalle quali si può ottenere una farina dal classico colore avorio.

Le castagne vengono direttamente stese al sole su dei terrazzi, e per quantità più importanti, si usano veri e propri essiccatoi, locali, a cui, ad una certa altezza da terra, vengono posizionate delle travicelle e delle canne incrociate, in cui vengono direttamente gettate le castagne, dopo la raccolta (nel periodo compreso tra ottobre e novembre). Al centro del locale viene mantenuto vivo un fuoco, spesso fatto proprio con legno di castagno, per circa un mese e le castagne rigirate spesso.

In commercio troviamo due tipi differenti di castagne essiccate: uno morbido, che può essere consumato subito, e uno duro, che richiede un ammollo, prima del consumo.

Un tempo, dopo l’essiccamento, venivano sgusciate e macinate con mulini a pietra o ad acqua, poi venivano setacciate per ottenere farine con granulometria omogenea. Oggi si usano metodi più rapidi ed economici.

La farina.

La farina di castagne con il suo sapore dolciastro, ben si presta alla preparazione di dolci, ma non solo. Viene anche correntemente utilizzata per la realizzazione di minestre, polente, in sostituzione alla farina di mais, per preparare della pasta fresca, al posto di quella di frumento.

La farina, come il prodotto fresco, non contiene glutine e, quindi, i celiaci possono utilizzarla senza problemi anche per la preparazione di pane, pizza e dolci: è un ottimo sostituto della farina di frumento.

Possiamo trovarla nei nostri supermercati tutto l’anno. La farina, di solito, si vende confezionata in pacchi da un chilo o mezzo chilo. Costa in media 9/10 euro al Kg. Può capitare che il prezzo sia inferiore, se le castagne di partenza sono di scarsa qualità.

Una volta aperta la confezione bisognerebbe conservarla in luogo fresco e asciutto per qualche settimana, perché facilmente attaccabile da larve e insetti.

Come conservare questa farina.

La scelta di conservare la farina in determinate condizioni, a riparo dall’umidità, è legata anche al fatto di numerosi casi riscontrati di farine contaminate da aflatossine. Si tratta di tossine prodotte da alcune specie di funghi del Genere Aspergillus, che possono contaminare i prodotti durante la raccolta. Considerate cancerogene e, quindi, altamente pericolose negli alimenti. Si possono riscontrare comunemente nella frutta a guscio e nella frutta secca. L’ UE ha fortemente regolamentato la presenza di queste tossine negli alimenti, per poter ridurre i danni per la nostra salute. I livelli di tossine negli alimenti sono stabiliti dal regolamento n. 1881/2006; se i valori sono al di sopra, il prodotto non può essere immesso in commercio.

Castagnaccio:

Ingredienti:

Procedimento:

Le castagne in cosmetica.

Le castagne grazie alle loro proprietà vengono utilizzate come componente in maschere, detergenti e scrub, per favorire la giovinezza della pelle; ed anche in creme idratanti ed emollienti.

La preparazione di una maschera faidate è semplice: si pone sul fuoco una pentola con 500 gr di bucce in un litro d’acqua e si lascia bollire per mezz’ora. Filtrare, aggiungere 0,5 litri d’acqua e sciacquare i capelli.

Con dei semplici preparati fai da te, le castagne si possono utilizzare:

Controindicazioni nel consumo del frutto.

Buone, gustose, ne mangeremmo una dopo l’altra, ma, attenzione, la giusta misura, senza esagerazioni, è sempre la scelta più saggia! C’è qualcuno che proprio deve stare alla larga ed evitare di mangiare castagne, benché difficile. Di seguito, vedremo, le patologie per cui sarebbe preferibile dire di no a questo frutto:

Quante mangiarne?

Il consumo di castagne deve essere moderato.

100 g di castagne fresche sbucciate, costituite da pressappoco 7 pezzi circa, apportano molte calorie e quindi esse vanno consumate, nell’ambito di una dieta corretta, in sostituzioni di altri carboidrati.

La porzione media che sostituisce un primo piatto, è di circa 150 g.

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Maria Leva
(Specialista in farmacia)

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