Ipnositerapia

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Per ipnositerapia si intende l’utilizzo di tecniche ipnotiche in ambito psicoterapeutico o medico, al fine di risolvere alcuni disturbi psicologici o di accedere a potenzialità inconsce inaccessibili in uno stato di coscienza ordinario.

Inizialmente chiamata semplicemente ipnosi, la tecnica vanta una storia ormai centenaria: a partire dalla fine dell’800 l’ipnositerapia si è sempre dimostrata una pratica al passo con le contemporanee scoperte nel campo della psicoterapia e delle neuroscienze.

Cos’ è l’ipnositerapia?

Cos’è l’ipnosi nello specifico? Vediamolo assieme.

Come già accennato, l’ipnosi é in primo luogo uno strumento tecnico utilizzato all’interno di un processo terapeutico ad opera di medici, psicoterapisti o counselor (consulenti psicologici che si occupano di aiutare la persona a risolvere problemi di scarsa entità e/o a prendere decisioni che riguardano la vita di tutti i giorni, operazione che non richede necessariamente le competenze di una figura professionale medica) : a seconda dell’orientamento teorico e metodologico del terapista può essere lo strumento principale e privilegiato utilizzato nel corso del trattamento, o una delle tecniche a disposizione per favorire l’evoluzione o il cambiamento del cliente e migliorare la conoscenza che questo ha di sè.

Sottolineiamo che il fine dell’uso dell’ipnositerapia non è quello di reperire informazioni sul paziente, né tantomeno quello di trovare nuove prospettive di analisi, ma quello di lavorare in uno stato di coscienza alterato (più vicino al cosiddetto inconscio), in cui divengono accessibili risorse a cui il cliente non riesce ad attingere da uno stato di coscienza ordinario (quindi conscio).

In particolare questa tecnica risulta un valido supporto nel trattamento di patologie legate alla sfera dell'emotività, come ansia depressione ma anche semplice timidezza e mancanza di autostima.

La tecnica dell’ipnositerapia.

Uno stato di coscienza alterato, secondo la definizione di Tart, uno dei principali studiosi del fenomeno, è infatti «[…]un nuovo sistema percettivo (n.d.r.) dotato di proprietà uniche sue proprie, una ristrutturazione della coscienza»: uno stato differente dallo stato di coscienza di base nel quale invece vigono “criteri” di funzionamento spesso limitanti per il soggetto, quegli stessi criteri che possono aver generato la difficoltà. Dopo aver chiarito cos'è l'ipnositerapia vediamo ora in cosa consiste e qual'è la tecnica che viene applicata.

Il terapista porta il cliente in questa condizione di trance attraverso la cosiddetta induzione ipnotica e il paziente sarà quindi in grado di entrare in contatto con le risorse che gli servono per affrontare il suo problema: attraverso l'ipnositerapia potrà in un certo senso viverlo in un “nuovo” assetto sensoriale in cui poterlo affrontare in modo nuovo all’interno del contesto protetto del setting terapeutico.

Al termine del lavoro di ipnosi sentirà di aver acquisito un nuovo strumento per affrontare la vita di tutti i giorni e di aver operato un lavoro a livello inconscio che ha in un certo senso risolto, parzialmente o totalmente, la questione per cui aveva richiesto il trattamento

Le origini dell'ipnositerapia.

Nel corso della storia, fin dall’antichità si trovano numerosi accenni a pratiche riconducibili all’ipnosi: il più antico documento sembra essere una stele egizia che sembra registrare una vera e propria induzione ipnotica, quindi l'ipnositerapia sembrerebbe avere origini davvero molto antiche.

Tuttavia è solo a partire dalla seconda metà dell’800, con l’avvento delle prime teorie psicologiche, che la pratica della tecnica ipnotica inizia ad essere strettamente connessa alla pratica clinica, e sarebbe quindi a questo periodo che risalirebbero le origini dell'ipnositerapia come oggi la conosciamo ed utilizziamo. In quel periodo, alcuni neurologi all’avanguardia, tra cui Charcot e Bernheim, dimostrarono attraverso l’induzione ipnotica che alcuni sintomi isterici, quali ad esempio la cecità o la paralisi isteriche, scomparivano completamente in stato di trance: non potevano dipendere quindi da lesioni neurologiche, bensì da “idee” disfunzionali che si erano “insediate” nella mente del paziente, l’idea - ad esempio - di non poter vedere o di non poter camminare.

Queste scoperte suggestionarono profondamente il giovane Sigmund Freud, che insieme al collega Breuer, iniziò a studiare a fondo il meccanismo e la tecnica dell'ipnosi: ipotizzarono che lo stato di coscienza alterato raggiunto fosse propizio a fare emergere contenuti inconsci traumatici, e in quanto tali rimossi dalla coscienza, e che il paziente potesse attraverso questa catarsi, guarire dal sintomo. Qualche tempo dopo però, i due ricercatori abbandonarono gli studi in questo campo, in quanto si accorsero che la catarsi non era sufficiente a guarire in via definitiva il sintomo, il quale spesso si manifestava alla coscienza in altra forma: la liberazione sembrava avvenire esclusivamente a livello inconscio, tanto che il paziente non ricordando spontaneamente di aver vissuto l’esperienza, ne veniva “informato” al termine del trattamento, acquisendone una consapevolezza meramente intellettuale.

Tecniche più recenti.

Recentemente l’ipnositerapia è tornata ad essere un utilissimo strumento della pratica clinica soprattutto grazie al lavoro di Milton Erickson. Psichiatra statunitense, Eirckson elaborò una tecnica ipnotica a stampo umanistico: il paziente, opportunamente suggestionato dal terapeuta rimane cosciente, ma raggiunge uno stato chiamato “di coscienza allargata”, ovvero uno stato di coscienza alterato, che non sia però alternativo allo stato di coscienza di base, bensì co-presente e utile ad ampliarne le soglie percettive.

Il terapista in questo caso non va in cerca di motivazioni, né ambisce a scoprire i “perché” che sottendono al sintomo ma stimola le risorse inconsce del paziente e le utilizza per fargli sperimentare in modo nuovo, ad esempio attraverso vivide visualizzazioni, la situazione che crea disagio, testando così soluzioni che non provochino la “reazione” indesiderata. Al “ritorno” in uno stato di coscienza di base, il cliente avrà così memoria del lavoro svolto e del cambiamento sperimentato e, oltre ad aver ampliato la conoscenza di sé, potrà conservare consciamente il ricordo dell’avvenuto.

Ambiti di applicazione dell’ipnositerapia.

Dopo aver chiarito cos'è su cosa si basa e quali sono stati gli sviluppi della tecnica dell'ipnositerapia nel corso del tempo vediamo attraverso qualche esempio quali sono gli ambiti di applicazione di questa pratica e come può aiutare a migliorare la conoscenza di sè ed il rapporto con gli altri..

Combattere la timidezza: Mettiamo il caso di una persona estremamente timida che è per questo motivo fortemente limitato nell’intrecciare rapporti sociali. Potrà essere prezioso per quel cliente in primo luogo andare a scovare nel suo inconscio risorse creative che gli permettano di accrescere la sua autostima e in secondo luogo, forte delle recenti scoperte, sperimentare nuove situazioni in cui aggirare il problema timidezza senza combattere sé stesso: così facendo, quella persona potrà smettere di considerare la sua timidezza un limite per la sua socialità.

Ansie e fobie: Anche le fobie possono essere efficacemente trattate con l’ipnositerapia. Tutte le persone che non soffrono di questo disturbo possono comprendere come tutte le fobie si basino su un’idea irrazionale senza fondamenti oggettivi. Tuttavia la persona fobica, a contatto con lo stimolo che le incute timore, è in forte difficoltà, quasi come se la sua percezione di quell’evento fosse deformata. Compito dell’ipnotista in questo caso sarà quello di aiutare il paziente a modificare i filtri percettivi che si attuano in lui in quei momenti, per fargli sperimentare l’esperienza senza il vissuto d’ansia e di paura che solitamente la accompagna. Molto spesso, dopo un trattamento di ipnositerapia ben riuscito, la persona non si capacita di come potesse avere tali spropositate reazioni allo stimolo e “con una risata” affronta senza problemi le sue paure.

Esempi analoghi si potrebbero fare per il trattamento dell’ansia, della depressione e degli attacchi di panico.

Smettere di fumare:Il meccanismo dell'ipnositerapia funziona anche nel caso in cui una persona voglia smettere di fumare: in questo caso il terapista si occuperà di intervenire sulla sensazione di astinenza facendo sperimentare al cliente in stato ipnotico delle situazioni in cui altre attività, più sane, generano gli stessi effetti benefici che si rimpiangono; contemporaneamente inoltre, rinforzerà la consapevolezza dei danni che il fumo arreca alla persona stessa e ai suoi familiari. Una volta insediate le due nuove prospettive il paziente non troverà più alcun vantaggio nel fumare e smetterà senza grossi problemi.

Ipnosi regressiva.

Altro tipo di pratica che utilizza la trance ipnotica come strumento di lavoro è la cosiddetta ipnosi regressiva.

L’induzione ipnotica in una seduta di ipnosi regressiva è condotta anche in questo caso da terapisti qualificati: l’ obiettivo di tale terapia è quello di far rivivere al cliente l’esperienza traumatica che ha generato il sintomo, per modificare l’influenza che esso ha sulla sua vita attuale.

I terapisti che praticano ipnosi regressiva sostengono che attraverso questa disciplina, i pazienti siano in grado di attingere a ricordi molto remoti, in alcuni casi addirittura provenienti da vite passate.

C’è da dire tuttavia, che nella comunità scientifica sono molti gli scettici a tal riguardo: i ricordi che affiorano, per la maggior parte degli studiosi, sarebbero vivide immaginazioni, create durante lo stato ipnotico, che nulla hanno a che vedere con la realtà, ma che iniziano a farne parte da quel momento in poi. Risulta perciò chiara la pericolosità dell’applicazione dell’ipnosi regressiva con soggetti fortemente suggestionabili o psicologicamente deboli.

Costi e durata.

Le modalità di un percorso terapeutico in cui viene utilizzata l’ipnositerapia in genere dipendono dal tipo di problema da trattare, ma soprattutto dal terapista che conduce gli incontri: a seconda del suo background teorico, vi proporrà un percorso a breve, medio o lungo termine; vi proporrà una frequenza settimanale o bisettimanale; vi tratterrà nel suo studio da 45 a 90 minuti; vi chiederà un compenso che varia da 35-40 € per un percorso di counseling, utile per superare ad esempio la timidezza, smettere di fumare, o rafforzare la propria autostima, fino a 90€ per un percorso di psicoterapia consigliato in caso di patologie come ansia e depressione.

Consigli e avvertenze.

Vi consigliamo di rivolgervi a terapisti qualificati e conosciuti: chiedete ad amici o parenti se conoscono un psicoterapeuta fidato e rivolgetevi a lui per farvi suggerire il nome di un collega esperto. Rivolgetevi quindi all’ipnotista individuato, chiedendo semmai un colloquio conoscitivo in cui potrete presentargli il vostro problema ed elaborare assieme l’eventuale progetto terapeutico.

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