Glucosamina solfato e cloridrato: usi, controindicazioni, ed effetti collaterali

Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

Che cos'è la glucosamina? Qual è la differenza tra solfato, cloridrato e fosfato? Quali sono gli usi ed i possibili effetti collaterali? Quanto costano gli integratori e qual'è la posologia ideale? Scopriamolo.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è
    1. Integratori: solfato e cloridrato
  2. Benefici
    1. Usi terapeutici
    2. Glucosamina in cosmesi
  3. Controindicazioni ed effetti collaterali
  4. Posologia e costi

Glucosamina: cosa è?

La glucosamina è una sostanza naturale che si trova nel nostro corpo e più precisamente nei tessuti connettivi, come il tessuto osseo e cartilagineo, nel derma, nei tendini.

La sua importanza è dovuta al fatto che essa rappresenta il precursore dei principali componenti strutturali dei connettivi: i glicosaminoglicani (GAG).

A livello delle articolazioni, per esempio, la sintesi delle principali componenti della cartilagine e del liquido che circonda le strutture articolari, avviene a partire da un comune precursore: la glucosamina- 6 fosfato. Un composto sintetizzato dalla molecola di glucosio per opera dell’enzima glucosamina-6 fosfato.

Nella più comune forma di artrosi, l’osteoartrite, si assiste ad un assottigliamento e indebolimento del tessuto cartilagineo e diminuzione di liquido articolare, che procura dolore e irrigidimento dell’articolazione.

La glucosamina non è presente in alcun alimento, per cui, per il trattamento di molte patologie, specialmente di natura osteoartritica nelle quali essa è carente, si è reso necessario produrre glucosamina sotto forma di integratori.

Gli integratori: glucosamina solfato e cloridrato.

Dal momento che come accennato la carenza di glucosamina è comune a tutti i tessuti colpiti da artrosi e dolori articolari di vario genere, numerosi scienziati sono stati spinti a ricercare una formulazione a base di glucosamina, molto simile a quella endogena per avere meno effetti collaterali possibili.

Nascono così i due prodotti in commercio, risultati dalle ricerche: la glucosamina solfato e la glucosamina cloridrato. La più utilizzata è la glucosamina solfato, tuttavia, non c’è alcuna differenza di efficacia o controindicazione tra le due, uguale anche il prezzo, l’unica differenza è l’anione che veicola l’assorbimento del principio attivo (la glucosamina appunto).

Non si parla di farmaci ma di integratori, visto che il principio attivo ha un corrispettivo endogeno ossia è presente anche in natura. La glucosamina può essere sia un prodotto di sintesi, realizzato in laboratorio, che estratto dal carapace dei crostacei (glucosamina marina). Ma per chi preferisce un prodotto naturale ma è allergico ad alcune componenti dei crostacei, oltre che per vegetariani e vegani, è disponibile anche in erboristeria, un integratore di glucosamina di origine vegetale (90 compresse 25 euro).

Gli integratori possono presentarsi sia come capsule o compresse di glucosamina pura, sia di glucosamina associata con contro protettori o metilsulfonilmetano (MSM) che coadiuvano l’azione protettiva sulla cartilagine.

Proprietà benefiche per i tessuti connettivi.

Da quanto detto fin’ora per sua natura la glucosamina agisce sulla salute dei tessuti connettivi, ecco che l’utilizzo degli integratori può essere associato principalmente a 3 tipi di azione:

Gli usi terapeutici della glucosamina.

Puoi approfondire gli esercizi utili per rinforzare le ginocchia soggette a stress e pressioni soprattutto per gli sportivi.

Falsi miti sull’utilità di questa sostanza.

Mentre la terapia per il trattamento del dolore che utilizza glucosamina ha avuto effetti considerevoli, il suo utilizzo per altri scopi, come per dimagrire o per il rallentamento della progressione del glucoma, non hanno alcuna base o evidenza scientifica.

 L’utilizzo della glucosamina in cosmesi: un valido aiuto contro le rughe.

 La glucosamina viene utilizzata anche per la formulazione di cosmetici anti-age, che sfruttano il fatto che dalla sua disponibilità, in qualsiasi tessuto connettivo, dipende la quantità di glicosaminoglicani prodotti. Il derma è un connettivo e non fa eccezione a questo meccanismo intrinseco. Per cui, i prodotti a base di glucosamina ad uso topico non fanno altro che fornire al derma il substrato per la formazione di fibre che conferiscono elasticità e tonicità alla pelle contrastando efficacemente la formazione delle rughe causate dalla perdita di tono del tessuto. Le creme viso a base di glucosamina accoppiano a questa un complesso fosfolipidico, che consente il passaggio del principio attivo attraverso l’epidermide verso il derma. 

Effetti collaterali della glucosamina e controindicazioni alla sua assunzione.

La glucosamina deve essere presa con cautela da pazienti con diabete di tipo 2: la glucosamina endogena viene sintetizzata a partire da glucosio. Quando viene somministrata la dose endogena, parte del glucosio non viene più utilizzato a questo scopo per cui si può assistere ad un aumento della glicemia nel sangue.

Soggetti con gravi patologie renali possono andare incontro ad effetti avversi a seguito della somministrazione di glucosamina a causa della presenza di cloruro di potassio come eccipiente che funge da stabilizzatore e che può complicare la funzionalità renale già compromessa.

Un altro eccipiente della glucosamina è il sodio (30% circa), che da solo non può essere causa di ritenzione idrica ma in presenza di una dieta non iposodica contribuisce ad un potenziale aumento.

Alcuni studi effettuati in Danimarca hanno evidenziato una percentuale di rischi di aumento di colesterolo a seguito dell’utilizzo di glucosamina. Il meccanismo secondo il quale la glucosamina causerebbe ipercolesterolemia sono ancora sconosciuti, ma si sa che al cessare della terapia, il quadro lipidico nel sangue viene ripristinato.

Poichè non si conoscono gli effetti della glucosamina in gravidanza e allattamento se ne sconsiglia l’uso in questi periodi. L’utilizzo di glucosamina è sconsigliato anche a bambini e ragazzi, nei quali la cartilagine e il tessuto osseo sono in crescita o comunque in continuo turn over.

Interazione con i farmaci.

Assumere integratori di glucosamina non è indicato in corso di terapia anticoagulante con warfarin (coumadin), poichè ne potenzia l’effetto con rischio emorragico.

Inoltre, con alcuni chemioterapici la glucosamina può agire da attivatore della proliferazione dando un effetto opposto a quello desiderato.

L’uso concomitante del paracetamolo e glucosamina può avere effetti indesiderati gastrici perchè il primo inibisce l’enzima COX-1, ubiquitario, coinvolto nell’infiammazione ma anche nella funzione di protezione allo stomaco e, contemporaneamente, la seconda innalza iperacidità per la presenza di sali come eccipienti.

Dosaggio e costi degli integratori.

La quantità di glucosamina da assumere quotidianamente è pari a 1500 mg, suddivisa in due o tre dosi, possibilmente dopo i pasti. L’effetto analgesico si ha già alle prime somministrazioni ma per avere anche l’effetto a lunga durata, di ricostruzione cartilaginea e sinoviale, bisogna eseguire la terapia per almeno due mesi. Generalmente la somministrazione può durare anche fino a tre anni, periodo entro il quale non è stata registrata alcuna significativa tossicità.

In ogni caso possono essere presi in considerazione trattamenti ciclici che durano pochi mesi e da ripetere con regolarità.

La glucosamina non si trova nei cibi ma in farmacia ed erboristeria sono disponibili integratori di glucosamina in capsule, bustine e compresse (la terapia è tutta a carico del paziente).

La quantità di glucosamina in ogni capsula o compressa o bustina, in genere è da 500 mg o 750 mg, per facilitare la somministrazione. La sii può trovare pura al 100%, vegetale (costo pari a 25,00 euro circa), ma in genere viene accoppiata a condroitina, estratta dalla cartilagine dello squalo o di origine bovina (60 capsule o compresse costano da 15,00 a 25,00 euro circa).

Nate dall’esigenza di avere alternative vegetali sono le bustine di glucosamina estratta da Aspergillus niger, una muffa, quindi, non di origine animale (20 bustine hanno un costo di circa 20 euro).

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Valentina Coviello (Biologa)

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire funzioni social e analizzare il traffico. Potremmo fornire i dati ad istituti di analisi e ai social media. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie (Clicca Quì).
MAGAZINE WORKOUT APP