Etichette alimentari: come leggerle? Normativa e simboli

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in farmacia)

Saper leggere le etichette alimentari è un compito estremamente importante: ci permette, infatti, di effettuare scelte intelligenti e consapevoli tra gli scaffali del supermercato. Ma come interpretarle? E quali sono le informazioni che non devono assolutamente mancare? Diamo uno sguardo alla normativa e cerchiamo di rispondere a queste domande!

    Indice Articolo:
  1. Cosa sono
  2. A cosa servono?
  3. Cosa devono contenere
  4. Indicazioni obbligatorie
    1. Denominazione di vendita
    2. Elenco degli ingredienti.
    3. Allergeni
    4. Additivi alimentari
    5. Titolo alcolometrico
    6. Quantità di alimento
    7. Durata del prodotto
    8. Conservazione
    9. Soggetto responsabile
    10. Numero di lotto
    11. Provenienza
    12. Valori nutrizionali
  5. Indicazioni complementari
    1. Caffeina
    2. Fitosteroli
    3. Liquirizia
    4. Aspartame
  6. Claims
    1. Valore energetico
    2. Grassi
    3. Fibre
    4. Zuccheri
    5. Proteine
  7. Casi particolari
    1. Etichette olio di oliva
    2. Etichette vini
    3. Pesce non trattato
    4. Prodotti a base di carne e pesce
  8. Come leggerle?
  9. Etichette ingannevoli
  10. Sanzioni

Cosa sono le etichette alimentari? Caratteristiche principali.

Per etichetta alimentare s’intende qualsiasi marchio di fabbrica, o altra rappresentazione grafica, riportato sul contenitore degli alimenti o in allegato al contenitore stesso.

Questa è, in sintesi, la definizione riportata dal Regolamento (UE) n° 1169/2011, introdotto con lo scopo di uniformare le normative dei diversi stati membri in materia di etichettatura degli alimenti. Con la sua entrata in vigore (13/12/2014), hanno perso efficacia gran parte delle disposizioni nazionali contenute nel vecchio D.lgs n° 109 del 27/01/1992.

A cosa servono?

L’etichetta rappresenta una sorta di documento d’identità dell’alimento: il suo scopo, infatti, è quello di informare correttamente il consumatore sulle caratteristiche del prodotto ed indurlo alla scelta senza, tuttavia, trarlo in inganno con informazioni ingannevoli.

Affinché tutti possano recepirne il contenuto, l’etichetta deve essere:

Cosa devono riportare secondo la normativa 2018?

Come abbiamo anticipato, l’etichetta deve contenere tutta una serie di indicazioni aventi lo scopo di informare il consumatore sulle caratteristiche dell’alimento in questione. In particolare, possiamo distinguere tre tipologie di indicazioni:

Indicazioni obbligatorie.

Come dice il nome stesso, si tratta di informazioni che il produttore è tenuto a riportare per legge, ovvero:

Denominazione di vendita.

La denominazione di vendita è costituita dal nome dell’alimento e dallo stato fisico o dal processo di trasformazione subito (“in polvere”, “surgelato”, “liofilizzato”, “decongelato”, etc.).

Elenco degli ingredienti.

Gli ingredienti devono essere riportati in ordine decrescente di peso, ossia da quello più abbondante a quello meno abbondante.

Gli allergeni.

Gli allergeni sono le sostanze responsabili della comparsa di intolleranze e allergie nei soggetti sensibili. Essi vanno riportati con caratteri differenti dagli altri ingredienti (per esempio in grassetto).

Tra questi abbiamo:

Se l’alimento in questione non contiene allergeni ma viene prodotto in uno stabilimento che li lavora, è d’obbligo la dicitura “può contenere tracce di...”.

Additivi alimentari: i simboli.

Gli additivi sono sostanze che vengono utilizzate per migliorare l’aspetto, la conservazione e il sapore degli alimenti.

Puoi approfondire a cosa servono gli additivi alimentari.

Gli additivi alimentari vengono indicati con un numero preceduto dalla lettera E, per indicare che sono ammessi nell'Unione Europea. Tra questi abbiamo:

Titolo alcolometrico.

Il titolo alcolometrico o gradazione alcolica è la quantità di etanolo contenuta nella bevanda. Esso deve essere espresso in % vol. per le bevande con un titolo superiore all’1,2%.

Quantità dell’alimento.

La quantità dell’alimento deve essere riportata al netto (priva della tara) o nominale (la quantità media che può contenere l’imballaggio).

Nel caso di alimenti in cui sia presente un liquido di copertura (come l’aceto o la salamoia), occorre indicare il peso sgocciolato (il peso dell’alimento senza tale liquido).

Durata del prodotto: scadenza o termine di conservazione.

La durata del prodotto è indicata dalla data di scadenza (nel caso di alimenti deperibili, come i latticini freschi), e dal termine minimo di conservazione (nel caso di alimenti più duraturi, come la pasta secca), quest’ultimo definito come il periodo oltre il quale il prodotto può alterare alcune sue caratteristiche senza però risultare nocivo per la salute.

In particolare:

Le diciture “da consumare entro il...” e “da consumare preferibilmente entro il...” devono precedere, rispettivamente, la data di scadenza e il TMC.

L’indicazione della TMC non è obbligatoria per: prodotti ortofrutticoli freschi, sale, aceto, zucchero, gomme da masticare, gelati monodose, vini e bevande alcooliche con un titolo superiore al 10%.

Nel caso di prodotti surgelati quali carne, pesce e loro derivati, occorre riportare la data di surgelazione.

Condizioni di conservazione ed uso.

Le condizioni di conservazione servono per preservare l’integrità dell’alimento sia durante la permanenza in dispensa, sia dopo l’apertura. Si riportano diciture quali “conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce”.

Soggetto responsabile.

Per soggetto responsabile si intende il nome o la ragione sociale del produttore o dell’importatore (nel caso in cui il produttore non appartenga all’UE). Con le disposizioni attuali, non è più obbligatorio riportare l’indirizzo dello stabilimento di produzione.

Numero di lotto.

Il numero di lotto preceduto dalla lettera L è un numero indicante i prodotti ottenuti nello stesso giorno e con le stesse partite di ingredienti.

Luogo di provenienza per carne, pesce, olio, frutta e verdure.

La provenienza, già valida per le carni bovine, il pesce, il miele, l’olio extravergine d’oliva, la frutta e la verdura, ora si estende anche alle carni suine, ovine, caprine e avicole.

In particolare, esistono dei marchi designati dall'Unione Europea per informare il consumatore sull'origine e sulla lavorazione dei prodotti. Tra questi abbiamo:

Dichiarazione nutrizionale.

L’indicazione nutrizionale è diventata obbligatoria a partire da dicembre 2016, eccezion fatta per alimenti sfusi (prodotti ortofrutticoli freschi, prodotti di panetteria, prodotti di confetteria), prodotti preincartati (come l’affettato) e prodotti vitivinicoli. Viene riportato in tabella:

Oltre alle voci obbligatorie suddette, il produttore potrà riportare delle indicazioni facoltative, tra cui:

Indicazioni complementari.

Si tratta di informazioni che vengono inserite per completare quelle obbligatorie, solitamente per evidenziare a quali categorie di consumatori è destinato o precluso il prodotto in questione. Ma vediamo alcuni esempi!

Quantità di caffeina.

Se il prodotto contiene più di 150 mg/ml di caffeina (eccezion fatta per tè e caffè) occorre segnalarlo attraverso apposite diciture, in modo che non vengano assunte da persone particolarmente sensibili quali: donne in gravidanza e durante l’allattamento, bambini, persone ipertese o che soffrono di insonnia. Tra le varie diciture abbiamo “Tenore elevato di caffeina” e “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento”.

Approfondisci i rischi della caffeina.

Fitosteroli.

Se l’alimento è stato addizionato di fitosteroli, principi attivi vegetali cui viene attribuita la capacità di abbassare i livelli ematici di colesterolo, allora si dovrà apporre la dicitura “Addizionato di steroli vegetali” e si dovrà indicare che:

Liquirizia.

Se il prodotto contiene una concentrazione di acido glicirrizico (un principio attivo della liquirizia, in grado di innalzare la pressione) superiore ai 100 mg/Kg o 100 mg/L, allora occorrerà apporre la dicitura “contiene liquirizia” subito dopo l’elenco degli ingredienti.

Scopri quali sono gli effetti collaterali della liquirizia.

Aspartame.

Se il prodotto contiene aspartame, un dolcificante artificiale nocivo per chi soffre di fenilchetonuria, lo si potrà indicare in due modi:

Approfondisci cos'è ed in quali prodotti si trova l'aspartame.

Ricordiamo che la fenilchetonuria è una malattia rara, su base genetica, che comporta l’incapacità di metabolizzare l’aminoacido fenilalanina, con conseguente accumulo della stessa nel sangue.

Claims: indicazioni nutrizionali e sulla salute

Il termine claims comprende le indicazioni nutrizionali e sulla salute che, se da un lato servono per promuovere il prodotto, dall'altro ci aiutano a scegliere gli alimenti più adatti alle nostre esigenze. Vediamole in maggior dettaglio!

Come riporta il Reg. n° 1924/2006, si tratta di “qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda, che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali in virtù del suo valore energetico o delle sostanze nutritive contenute”.

Valore energetico.

Un alimento può essere definito a:

Grassi.

Possiamo definire un prodotto:

Zuccheri.

L’etichetta può riportare le diciture:

Fibre.

Si possono apporre le diciture:

Proteine.

Per quanto riguarda le indicazioni sulla salute, definite come “qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda, che esiste una relazione tra un alimento (o un suo componente) e la salute (Reg. n° 1924/2006), ne esistono due tipologie:

Tali indicazioni possono essere presenti a patto che il produttore riporti:

Alcuni casi particolari.

Quelle di cui abbiamo parlato finora sono indicazioni che sono o possono essere presenti su varie tipologie di etichette alimentari. Ma cosa prevede, la legge, per alimenti come i vini e gli oli d’oliva, più soggetti a contraffazione rispetto ad altri?

Etichettatura degli oli d’oliva.

Analogamente alle altre, essa dovrà riportare delle indicazioni obbligatorie (conformi al Reg. n°1169/2011).

Denominazione di vendita, ovvero il tipo di olio accompagnato da una specifica dicitura:

Luogo di provenienza, obbligatorio solo per l’olio extravergine d’oliva e per l’olio d’oliva vergine. Se l’olio in questione possiede una certificazione DOP o IGP deve riportare il simbolo caratteristico;

Soggetto responsabile (nome o ragione sociale);

Termine minimo di conservazione (giorno, mese, anno);

Quantità al netto (in mL, cL o L) accompagnata dall'indicazione metrologica (e), certificante che l’impresa confezionatrice ha accertato la quantità inserita nella confezione, in base alle normative vigenti;

Numero di lotto;

Modalità di conservazione;

Indicazione ecologica, per lo smaltimento del contenitore;

Dichiarazione nutrizionale, obbligatoria da dicembre 2016. Dovrà contenere:

N.B. La denominazione di vendita, la quantità e il termine minimo di conservazione devono essere riportati nello stesso campo visivo.

Oltre alle indicazioni suddette, il produttore potrà inserirne di facoltative. Tra queste:

Etichettatura dei vini.

Ma ora vediamo cosa dispone la normativa per l’etichettatura dei vini! Partiamo con le indicazioni obbligatorie:

N.B. i prodotti vitivinicoli saranno tra i pochi a non dover riportare, da dicembre 2016, la dichiarazione nutrizionale; inoltre, non è prevista l’indicazione del TMC.

Infine, vediamo quelle facoltative:

Per i DOP e gli IGP:

Per i vini liquorosi, si può apporre un aggettivo in base alla concentrazione zuccherina (C):

Stessa cosa per i vini spumanti:

Per i vini non DOP e non IGP si può riportare:

Indicazioni per pesce non trattato.

In questo caso occorrerà riportare:

Indicazioni per prodotti a base di carne e pesce.

In questo caso occorre riportare le seguenti informazioni:

Come leggerle?

Arrivati a questo punto, possiamo dire di conoscere davvero tutto sulle etichette alimentari? In realtà, sebbene l’attuale normativa le abbia rese più trasparenti (vedi, per esempio, la scomparsa della dicitura “oli vegetali”), è ancora facile cadere in trappola e acquistare dei prodotti di qualità inferiore a quella pubblicizzata!

Ecco i punti verso cui prestare attenzione:

I prodotti alimentari esteri commercializzati in Italia devono avere etichette in lingua italiana e osservare le stesse norme nazionali.

Per i prodotti senza etichetta ad esempio vendita di pesce, carni, prodotti ortofrutticoli è obbligatorio esporre ben in vista le indicazioni obbligatorie e l’’origine del prodotto.

Gli alimenti OGM “geneticamente modificati”sono indicati in etichetta o nell'elenco degli ingredienti.

Etichette ingannevoli cosa evitare.

Purtroppo nonostante le normative vigenti in tutti i paesi sulle etichette alimentari, non solo non tutti i prodotti riportano etichette con le giuste caratteristiche ma spesso si usano trucchi che nascondono la verità sul contenuto dei prodotti. Cibi sani, dietetici, senza zuccheri, con pochi grassi, artigianali, integrali ec.. sono spesso claims pubblicitari per ingannare il consumatore.

Quindi non solo è fondamentale leggere con attenzione l’etichetta in ogni suo punto, dagli ingredienti alla dichiarazione nutrizionale, ma anche fare particolare attenzione ad alcuni particolari:

Nuova normativa e sanzioni.

La nuova normativa sulle etichette alimentari pubblicata l'8 febbraio 2018 sulla Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 9 maggio 2018 disciplina le sanzioni per la violazione delle disposizioni del regolamento europeo.

Le informazioni non chiare ed evidenti, ambigue, irregolari o contenenti caratteristiche non presenti nel prodotto, o diciture ingannevoli, saranno punite con multe molto alte che vanno dai 3000 ai 24.000 euro.

 

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in farmacia)

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