Sodio: funzioni, proprietà, benefici e rischi da carenza o eccesso.

Il tanto demonizzato sodio è un minerale presente nel nostro corpo dove espleta molteplici funzioni. Tuttavia, anche se di vitale importanza, se ne fa largo abuso. Ma il sodio fa bene o fa male? Quanto se ne dovrebbe assumere? Quali i rischi di carenza o eccesso?

Sodio: funzioni, proprietà, benefici e rischi da carenza o eccesso

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Benefici e controindicazioni
  3. Rischi da carenza o eccesso 
  4. Dove trovarlo?
  5. Utilizzo
  6. Fa bene o fa male?
  7. Approfondimenti

 Cos’è il sodio? A cosa serve? Funzioni e valori nel sangue.

Il sodio è un minerale presente in natura praticamente ovunque: nelle acque sia dolci che marine, nella terra, nelle rocce ed è un elemento costitutivamente presente anche in tutti gli organismi, animali e vegetali. Il sodio presente negli organismi viventi viene definito impropriamente sodio organico, una definizione appartenente alla scienza antica, oggi il termine “organico”, in chimica, viene utilizzato solo per i composti che contengono carbonio. Il sodio riveste un ruolo fondamentale nel nostro corpo in quanto espleta diverse funzioni vitali. Per esempio:

  • E' responsabile della trasmissione dell’impulso nervoso, ossia della comunicazione tra cellule del sistema nervoso e consente la contrazione del muscolo. La carica positiva del sodio, infatti, viene utilizzata per creare una differenza di potenziale tra l’esterno e l’interno della cellula. Quando si genera un impulso il sodio viene fatto entrare all’interno delle cellule, attraverso speciali trasportatori, così da generare un’inversione di carica tra i versanti della membrana che si trasmette lungo tutte le cellule nervose contigue. Lo stesso meccanismo regola la contrazione muscolare: una cellula nervosa, utilizzando l’ingresso del sodio si depolarizza e trasmette l’impulso che ordina alle cellule muscolari di contrarsi.

  • Insieme al potassio regola il bilancio idro-salino dell’organismo. Il sodio a livello renale favorisce il riassorbimento dell’acqua e dei sali minerali dal filtrato, in modo da concentrare le urine. Si contrappone all’effetto del sodio il potassio che invece inibisce la ritenzione idrica favorendone l’espulsione. L’equilibrio sodio potassio è dunque di fondamentale importanza per fare in modo che il volume del sangue rimanga costante: se si beve poco, man mano che il rene filtra il sangue, è necessario che il sodio trattenga acqua, viceversa se si introduce acqua, affinchè il volume del sangue non aumenti, ne va favorita l’escrezione attraverso le urine.

  • Possiede funzioni strutturali importanti. Nelle ossa, nei denti, nella cartilagine, il sodio prende parte alle strutture cellulari e proteiche.

Il valore di sodio nel plasma sanguigno dell’uomo dovrebbe aggirarsi intorno ai 140 mEq/l, unità di misura estremamente piccola che si riferisca al numero di molecole presenti nel sangue. Valori bassi di sodio ematico caratterizzano una condizione da carenza di questo minerale nota come iponatriemia o iposodiemia, mentre un eccesso di sodio da vita ad un’ipernatriemia o ipersodiemia come vedremo più avanti.

Proprietà ed effetti benefici e nocivi di questo minerale: quando preferirlo? Quando evitarlo?

Il sodio ha un’importanza fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo, tuttavia, a causa dell’abuso che se ne fa con la dieta, viene spesso demonizzato per i suoi possibili effetti nocivi. In realtà il sodio, nelle giuste quantità, è in grado di apportare notevoli benefici:

  • Contro il dolore reumatico. Bagni con bicarbonato di sodio delle zone del corpo colpite da dolori reumatici sono i rimedi naturali della nonna, ma hanno un fondamento scientifico. Infatti, il bicarbonato di sodio è un sale basico che usato topicamente è in grado di neutralizzare, anche se in modo temporaneo, la formazione di quegli acidi, come l’acido arachidonico, coinvolti nell’innesco dell’infiammazione e del dolore.

  • Per i muscoli. Dopo l’esercizio fisico e soprattutto dopo un’intensa sudorazione, si assiste ad una massiccia perdita di sali minerali tra cui il sodio che può causare alterazioni della contrazione generando crampi e dolori muscolari. Per reintegrarlo, però, basta mangiare anche piccole quantità di insaccati o formaggi oltre a provvedere ad una giusta idratazione.

D’altra parte, nonostante gli effetti benefici, per alcuni organi, soprattutto in determinate circostanze patologiche, il sodio può rappresentare una minaccia:

  • In caso di diabete. Il riassorbimento di glucosio dal filtrato è regolato da un particolare trasportatore che funziona legando una molecola di glucosio da un lato e uno ione sodio dall’altro. La presenza del sodio, quindi, facilita la ricaptazione di glucosio e quindi la sua quantità nel circolo sanguigno peggiorando l’iperglicemia già conclamata nel paziente diabetico.

  • Per il cuore. Il sodio attraverso la ritenzione idrica aumenta il volume del sangue e dunque la pressione che esso esercita sulle pareti delle arterie, condizione nota come ipertensione che affatica il cuore. Non a caso nei soggetti ipertesi il rischio di infarto è di gran lunga aumentato rispetto ai soggetti normali.

Quando troppo, quando troppo poco: i rischi da carenza o da eccesso.

La concentrazione di sodio nel nostro corpo è mantenuta costante da diversi ormoni: l’aldosterone e l’angiotensina che favoriscono il recupero di sodio dal filtrato e la vasopressina che invece spinge verso la sua eliminazione nelle urine. Il fabbisogno giornaliero di sodio si aggira intorno ai 0,5-2 grammi, una quantità fornita già solo dagli alimenti. Non c’è necessità, quindi, di aggiungere sale, abitudine legata solo al gusto delle pietanze. Le cattive abitudini alimentari legate all’utilizzo di sale, all’abuso di cibi salati può portare ad un eccesso di sodio nell’organismo, ossia ad ipernatriemia o ipersodiemia le cui conseguenze sono:

  • Ipertensione. Il sodio in circolo richiama acqua favorendo l’aumento del volume sanguigno con conseguente aumento della pressione nei vasi da cui possono scaturire patologie cardio-circolatorie.

  • Cellulite. Il sodio peggiora la cellulite in quanto, accumulandosi nei tessuti, attira acqua causando il ristagno dei liquidi.

Puoi approfondire cos'è e perchè si forma la cellulite.

Anche se le problematiche legate all’eccesso di sodio sono attualmente più comuni non sono da sottovalutare anche i rischi dovuti alla carenza di questo minerale. Le cause più comuni dell’iponatriemia, o iposodemia sono: un’eccessivo introito di acqua con basso contenuto di sodio, o un’importante perdita di liquidi a seguito di vomito e diarrea, o ancora, patologie a carico delle ghiandole surrenali che alterano la produzione di aldosterone un ormone che regola la concentrazione di sodio del sangue. All’iponatriemia corrispondono sintomatologie anche gravi:

  • Ipotensione. La carenza di sodio nel sangue causa una perdita di volume ematico che si traduce in una diminuzione della pressione. Il sangue defluisce con lentezza e, a sua volta, causa spossatezza e debolezza, in quanto i tessuti non vengono adeguatamente riforniti di ossigeno e nutrimenti.

  • Deficit neurologici. Il sodio svolge un ruolo di importanza fondamentale nella trasmissione degli impulsi tra cellule del sistema nervoso e muscolare. La sua carenza può determinare alterazioni nel funzionamento del sistema nervoso centrale causando nausea, vomito, epilessia, allucinazioni, ma può compromettere anche la funzionaità muscolare.

Dove trovarlo? Ecco gli alimenti più ricchi di sodio.

Il sodio non è presente solo nel sale da cucina, più o meno concentrato lo si ritrova in qualsiasi alimento persino nelle verdure e nella frutta anche se in quantità bassissime. Gli alimenti più ricchi di sodio sono quelli che ne prevedono l’aggiunta durante la produzione o il confezionamento:

  • salumi, insaccati e in generale tutta la carne trasformata (salsicce, wurstel, cotechini), ne contengono moltissimo. In questi prodotti, infatti, l’aggiunta di sale è necessaria per consentirne la conservazione soprattutto durante i lunghi periodi di stagionatura. Stesso discorso per i formaggi la cui produzione richiede l’aggiunta di sale;

  • naturalmente salati sono i molluschi, i crostacei e il pesce in generale;

  • sottoforma di conservante ritroviamo il sodio anche nei prodotti inscatolati e nei piatti pronti, ma anche in snack, biscotti e merendine confezionate come esaltatore di sapidità;

  • anche le acque contengono sodio ma la concentrazione varia tra i diversi tipi: l’acqua minerale, per esempio, contiene maggiori quantità di sodio rispetto alle oligominerali iposodiche.

Puoi approfondire i valori del residuo fisso delle acque minerali.

Il sale iodato per la tiroide e l’eccesso di sodio.

Le affezioni tiroidee come gozzo, formazioni nodulari e malattie autoimmuni, sono fortemente influenzate dalla carenza di un minerale, lo iodio. La presenza di iodio dipende dalla sua presenza nel territorio, nelle acque e nel sottosuolo e in Italia se ne registra una forte carenza. Per ovviare, almeno in parte a questo problema si è pensato di addizionare lo iodio al normale sale da cucina (cloruro di sodio) formando il cosiddetto sale iodato. Tuttavia, la necessità di apportare iodio nella dieta non deve giustificare l’utilizzo smoderato di sale iodato perchè si introdurrebbe anche troppo sodio. Anche il sale iodurato va usato con moderazione.

Dove non te lo aspetti... gli usi di questo minerale!

Come tutti sanno, il sodio vine utilizzato principalmente in cucina, negli alimenti per esaltare il sapore dei cibi, ma anche per prolungarne la conservabiltà. L’aggiunta di sale, infatti, inibisce la crescita batterica proprio perchè il sodio lega le molecole d’acqua e non le rende disponibili all’utilizzo da parte dei microrganismi.

Per lo stesso motivo si utilizza il sodio come disinfettante nel bicarbonato di sodio per disinfettare frutta, verdura, o per la cura dell’igiene orale al posto di colluttori chimici.

Approfondisci le proprietà del bicarbonato di sodio.

Ma il sodio possiede anche altre qualità per qui diviene un importante alleato in estetica: i sali contenenti sodio, infatti, sono alla base di tutti gli scrub viso e corpo ad azione esfoliante: le piccole particelle che compongono un sale, sfregate delicatamente sulla pelle, la levigano rimuovendo le impurità e le cellule morte.

Ma alla fine: il sodio fa bene o fa male?

Il sodio è presente in tutti gli alimenti e questo giustifica la diffusione e l’aumento costante di patologie cardio-vascolari correlate all’ipertensione. Per limitarne l’introito basta limitare innanzi tutto l’aggiunta di sale da cucina, superflua soprattutto su quei cibi che ne contengono già molto (pesce, carne...). Inutile andare a caccia di acque che contengono minor particelle di sodio possibile se poi si consumano cibi pronti e snack quotidianamente. Una dieta che prevede il consumo di alimenti poveri di sodio come frutta e verdura e una quantità esigua di prodotti stagionati e conservati è sicuramente il migliore rimedio per mantenere i giusti valori di sodio nell’organismo.

Puoi approfondire come si articola una dieta iposodica.

D’altra parte è bene ricordare che un pizzico di sale può essere utile, aggiunto in acqua o nelle bibite vitaminiche, per gli sportivi in corso di allenamento: il sodio, infatti, agisce nell’organismo ritenendo acqua così da limitare la perdita di liquidi attraverso la sudorazione. Lo sanno bene i beduini che attraversano il deserto che sono soliti mettere un chicco di sale sotto la lingua immediatamente prima di intraprendere il viaggio!

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Valentina Coviello (Biologa) - Dott.sa Teresa Spadaro

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