Stanchezza fisica e mentale: cause, cure e rimedi naturali

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Uno stile di vita frenetico è la causa principale della stanchezza fisica, toglie le forze e la voglia di fare, in questi casi è sufficiente interrompere ogni attività e concedersi un po’ di riposo. Altre volte il riposo non basta ma per riprendersi ci vuole qualche attenzione in più. In questa guida le cause più frequenti e i rimedi più efficaci per risolvere il problema della stanchezza.

    Indice Articolo:
  1. Cos'é?
  2. Cause fisiologiche
  3. Rimedi naturali
  4. Cause patologiche

Cos’è la stanchezza fisica e mentale.

Il lavoro, la famiglia, gli amici, la casa, lo sport, gli hobby: a volte conciliare tutto sembra impossibile! E anche quando si riesce, a fine giornata il risultato è una vera e propria stanchezza fisica e mentale, con gambe pesanti, dolori agli arti e alla schiena, spesso accompagnati da mal di testa e sonnolenza.

Soprattutto quando si studia molto in previsione di un’interrogazione o di un esame, o si intensificano i ritmi di lavoro per scadenze imminenti, si può avvertire un senso costante di profonda stanchezza. Sarà successo anche a te, vero? Semplicemente il tuo corpo, messo alla prova dal troppo sforzo, chiede riposo a gran voce!

La stanchezza, pertanto, rappresenta spesso un evento puramente fisiologico, una reazione dell’organismo alle situazioni di forte stress che si ripercuote sulla psiche. In questi casi un momento di pausa, un po’ di relax con una passeggiata all’aria aperta, ad esempio, possono aiutare a conciliare il riposo notturno e a liberarci dalla stanchezza, rinnovando le nostre energie e rendendoci pronti ad affrontare un nuovo giorno.

Tuttavia se capita che, nonostante tutto, ci si continui a sentire stanchi e tristi e che non si riesca a riposare bene, allora è il caso di preoccuparsi e di consultare il medico! La stanchezza, infatti, può essere il sintomo di vari stati patologici, dalla semplice influenza a patologie più gravi come i tumori. Questi ultimi, oltre ad avere dei sintomi specifici che permettono la diagnosi certa, ne hanno anche in comune altri più generici e aspecifici, come malessere generale, stanchezza persistente e senso di spossatezza.

Esiste addirittura una specifica condizione patologica, che fortunatamente si manifesta in pochi soggetti, nota come sindrome da stanchezza cronica. Chi ne soffre non trova sollievo con il normale riposo e, inoltre, presenta molto spesso anche i classici sintomi dell’influenza. Ma di questa sindrome ci occuperemo più avanti!

Vuoi scoprire, piuttosto, a cosa è dovuta la stanchezza di origine non patologica?

Le cause più comuni della stanchezza? Spesso sono fisiologiche!

 Le forme di stanchezza occasionali, non correlate a nessuna patologia, possono presentarsi ciclicamente, a intervalli più o meno regolari e legate a fattori particolari. Vediamo quali sono quelli più comuni:

Approfondisci le cause della stanchezza in gravidanza.

Una volta analizzate le cause del disturbo, proviamo a considerare le possibili soluzioni. Qual è la più adatta a te?

Combattere la stanchezza con i rimedi naturali.

 Come abbiamo visto, la stanchezza può essere di vari tipi, avere origini diverse ed effetti più o meno invalidanti! Per fortuna, esistono alcuni rimedi naturali per cercare di sconfiggerla, distinguibili in base alle cause da cui essa deriva. In particolare:

E se questi rimedi non bastano o comunque richiedono troppo tempo per funzionare? Leggi nel prossimo approfondimento che altro puoi fare!

Quali cure possono proporti l’erborista e l’omeopata?

Quando, invece, sei vittima di spossatezza e debolezza, ma non hai voglia di curarti solo col riposo, aspettando che passi, ti puoi rivolgere a un erborista che probabilmente ti proporrà una di queste soluzioni:

  • integratori a base di ginseng (principio attivo: ginsenosidi) e pappa reale (principio attivo: acido 10-idrossidecenoico) che secondo i fitoterapeuti aiutano a sopportare meglio gli sforzi;

  • guaranà (contenente guaranina, un analogo della caffeina) e radice di eleuterococco (principio attivo: eleuteroside), usati in fitoterapia per la troppa sonnolenza;

  • clorofilla (10 gocce in mezzo bicchiere d’acqua oppure una compressa), nota presso gli erboristi come rinvigorente specifico dopo l’influenza.

Un’altra possibilità è offerta dall’omeopatia, che agisce trasversalmente poiché non offre una cura per la stanchezza in sé, bensì per le sue cause, pensando sempre al paziente e alle sue abitudini! Tenendo conto di queste particolari dinamiche, è bene rivolgersi ad un medico omeopata, per curarsi correttamente e ottenere risultati accettabili. In generale, si riscontra che gli esperti di omeopatia somministrano:

  • arsenicum album, utilizzato nell’ambito di questa pratica medica alternatica per la stanchezza mattutina, accompagnata da una sensazione di ansia e angoscia;

  • acidum phosphoricum, che secondo i principi omeopatici contribuisce a prevenire stanchezza e debolezza, soprattutto mentale;

  • antimonium tartaricum, impieagato dagli omeopati per la sonnolenza, in combinazione con altri elementi ritenuti utili.

Ti ricordiamo che spesso l’automedicazione non basta! Infatti, anche per curare la stanchezza con rimedi naturali e/o omeopatici è necessario rivolgersi a persone competenti, che possano fornire informazioni complete sui medicamenti che ci si appresta a prendere, in primo luogo la posologia, ossia dosi e modalità di somministrazione, il tutto corredato da rischi e controindicazioni.

In qualche occasione la stanchezza può essere anche l’indizio di una vera e propria malattia. Vediamo insieme a cosa è opportuno prestare attenzione!

  1. Quando la stanchezza fisica e mentale ha cause patologiche.

Accanto alle normali cause fisiologiche o occasionali di stanchezza, ci sono i casi legati a particolari stati patologici. Tra questi troviamo:

Approfondisci come combattere la stanchezza mentale.

I rimedi sono, ovviamente, molto vari e dipendono dalla patologia che causa lo stato di stanchezza. Tuttavia, quelli naturali sopracitati possono essere utili, in alcuni casi, anche per alleviare lo stato di spossatezza di origine patologica. Ad ogni modo, ti consigliamo sempre di rivolgerti al tuo medico di fiducia, che saprà indicarti il comportamento migliore da adottare, in base al tuo specifico quadro clinico.

Abbiamo già accennato a una singolare condizione patologica contraddistinta proprio dalla stanchezza continua e della quale si conosce ancora molto poco! Ti va di saperne di più?

Conosci la sindrome da stanchezza cronica?

La sindrome da stanchezza cronica o CFS (acronimo di Chronic Fatigue Syndrome) è una patologia particolare caratterizzata, come il nome lascia intendere, da stanchezza persistente e prolungata nel tempo.

Secondo la definizione del prof. Umberto Tirelli, Oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN), si può parlare di CFS quando il soggetto manifesta stanchezza persistente e continuativa per almeno sei mesi di fila, la quale non si allevia con i comuni rimedi né con il riposo e rende difficile svolgere le normali mansioni della vita quotidiana.

Perché si parli di CFS, però, oltre alla stanchezza e al senso di spossatezza devono essere presenti anche altri sintomi, almeno quattro tra i seguenti:

  • cefalea, un tipo di mal di testa molto forte, dal carattere persistente e tale da impedire lo svolgimento anche delle più semplici mansioni quotidiane;

  • sintomi classici dell’influenza, come freddo, tremori, nausea, malessere generale;

  • dolori ai muscoli e agli arti;

  • vertigini;

  • difficoltà di concentrazione;

  • disturbi della memoria;

  • sonno non ristoratore;

  • depressione.

Ovviamente, occorrono prima delle opportune analisi cliniche e una buona visita dal medico per escludere altri possibili tipi di patologie che prevedano questi sintomi, come epatite, ipertiroidismo o tumori, ma anche disturbi del sonno e malattie psicologiche.

Per quanto riguarda le cause, sono state fatte delle ipotesi, nessuna delle quali scientificamente dimostrata. Si è potuto verificare, tramite alcuni studi, che i pazienti con CFS hanno una forte risposta immunitaria e sviluppano più frequentemente la sindrome in correlazione al virus di Epstein-Barr, ovvero la mononucleosi, ma anche ad altre infezioni comuni.

La malattia non va comunque sottovalutata, in quanto il paziente può andare in contro a depressione e isolamento! Inoltre, non essendoci ancora una causa accertata, non è disponibile neanche una cura. Tuttavia, si possono utilizzare dei farmaci per alleviare i sintomi, come antidolorifici e antiinfiammatori; immunoglobuline e antivirali possono essere usati per contrastare la patologia e, in alcuni casi, pare che anche la psicoterapia possa essere d’aiuto.

Una curiosità: sai che esiste la giornata mondiale per la CFS? Proprio così, si celebra il 12 maggio di ogni anno!

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