Eleuterococco: proprietà e controindicazioni del ginseng siberiano

Mai sentito parlare di eleuterococco? Lo sapevi che aiuta la concentrazione e che è immunostimolante? Scopri tutto sulle sue proprietà terapeutiche, i benefici e le controindicazioni del ginseng siberiano!

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Proprietà benefiche
  3. Quando usarlo?
  4. Controindicazioni
  5. Posologia

Cos'è l'leuterococco?

L’ Eleuterococco senticosus è una pianta diffusa in Cina Giappone, ma anche in Siberia e in alcune regioni asiatiche e della Russia. Dalle foglie verde brillante, fiori gialli o viola a grappolo, questo arbusto noto anche come ginseng siberiano, produce piccoli frutti neri simili a bacche, ma la sua importanza non risiede nel frutto quanto nella radice. E’ in quest’ultima, infatti, che troviamo i principali composti fitochimici responsabili degli effetti benefici sull’organismo. Frequente è l’utilizzo della tintura madre di eleuterococco, cioè l’estratto della pianta fresca in soluzione idroalcolica, ma si può trovare in commercio anche l’estratto secco.

Numerosi sono gli effetti benefici che questa pianta esplica sull’organismo: svolge un’azione defaticante sui muscoli utile nello sport, attiva il sistema immunitario e aumenta la concentrazione nello studio e nel lavoro. Tutto sta nell meccanismo d’azione degli eleuterosidi, composti di chimici di varia natura (tannini, triterpeni, lignani..), dei polisaccaridi e polifenoli contenuti nell’estratto dell’eleuterococco, capaci di attivare le ghiandole endocrine con conseguente produzione di ormoni i quali, a loro volta, stimolano organi e processi biologici a più livelli che scopriremo nei dettagli...

Benefici e  proprietà terapeutiche del ginseng siberiano.

Attraverso la stimolazione dell’ipotalamo, una struttura nervosa situata nella zona mediana tra gli emisferi cerebrali, l’azione dell’eleuterococco si esercita su molte altre ghiandole. Infatti, l’ipotalamo controlla tutte le altre secrezioni ormonali agendo direttamente sull’ipofisi, e indirettamente su surrene e tiroide.

Ecco dunque i principali benefici che apporta all’organismo:

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Uno sguardo alla bellezza: l’uso dell’eleuterococco in estetica.

Ma non dimentichiamo l’estetica, anche sentirsi bene con sè stessi e con il proprio corpo è molto importante! L’eleuterococco è utile anche per la bellezza di pelle e capelli, soprattutto come infuso per uso topico.

Per preparare un impacco con ginseng siberiano basta mettere due cucchiai di estratto secco in mezza tazza d’acqua e portare a bollore. Si lascia in infusione per venti minuti, si filtra e si applica su tutta la capigliatura, dopo aver fatto lo shampoo. Quindi si procede all’asciugatura senza risciacquare. Questa procedura va ripetuta una volta a settimana. L’effetto sui capelli è quello di stimolare la produzione di cheratina a livello del cuoio capelluto rinvigorendo e fortificando i capelli.

Maschere e creme a base di estratto di eleuterococco sono utili anche per la pelle: la sua radice è ricca di sali minerali quali zinco, magnesio e rame, e di polifenoli, potenti antiossidanti. L’effetto che ne consegue è efficace azione anti-aging.

Per riassumere, quando usare l’eleuterococco?

Gli effetti del ginseng siberiano, come abbiamo visto, sono molteplici, ed é proprio questa caratteristica che è utile in svariate occasioni.

Troppi ormoni! Le controindicazioni del ginseng siberiano.

Se da un lato l’eleuterococco esplica azioni benefiche su una grande varietà di organi e tessuti, dall’altro il suo utilizzo può rivelarsi svantaggioso su altrettante funzioni biologiche.

Infatti sappiamo che l’eleuterococco, attraverso l’ipotalamo, stimola la secrezione di ormoni tiroidei, in quantità non quantificabili. Per cui, in soggetti con ipertiroidismo, o semplicemente più sensibili ai composti presenti nella radice, si può avere una concentrazione troppo alta di ormoni nel sangue con effetti nocivi su molti organi: tachicardia, nervosismo, irritabilità.

Per la vasocostrizione che consegue l’utilizzo di questa pianta, se ne sconsiglia l’uso a chi già soffre di pressione alta e comunque, a livello dei vasi sanguigni cerebrali, può essere causa di mal di testa.

L’azione stimolante della secrezione ormonale generalizzata rende l’eleuterococco non adatto all’uso né in gravidanza né durante l’allattamento, né per i bambini, momenti in cui è importante non turbare l’equilibrio ormonale che si viene a creare.

L’influenza dell’eleuterococco si esplica anche sugli ormoni sessuali sia maschili che femminili. Questo, se da un lato innalza la libido e le prestazioni sessuali dall’altro può interferire con gli ormoni di sintesi dei contraccettivi, per questo è sconsigliato nelle donne che ne fanno uso.

L’eleuterococco sembra stimolare anche la secrezione di succhi gastrici per cui è da evitare per chi presenta affezioni gastriche come gastriti o ulcere.

Quanto assumerne? E quanto costa? Posologia e prezzi dell’eleuterococco.

L’eleuterococco è una pianta prettamente orientale praticamente impossibile da reperire fresca dalle nostre parti. Ma si trova facilmente in erboristeria sia l’estratto secco in polvere (costo 8,00-10,00 euro per confezione da 60g) o in capsule (costo pari a 11 - 17,00 euro circa per 50 capsule), sia la tintura madre (il flacone da 50ml ha un costo variabile da 8,00 a 12,00 euro circa).

L’estratto secco in polvere può essere utilizzato per preparare tisane sciogliendo 1 o 2 cucchiai di estratto in acqua, bollendo e lasciando in infusione 10 minuti: possono esserne consumate due al giorno.

La dose consigliata di tintura madre è invece dalle 30 alle 60 gocce di sciolte in acqua, due volte al giorno. In alternativa si può optare per le capsule per un massimo di 2 al giorno.

Disponibili anche in farmacia, integratori a base di eleuterococco in flaconcini da bere, in una posologia equivalente a un flaconcino al giorno.

In ogni caso, sia che si tratti di tisane che di tintura madre che di capsule e flaconi è meglio evitare di assumerne la sera per evitare che la qualità del sonno venga compromessa, l’ideale è una somministrazione di mattina a colazione e una il pomeriggio.

L’utilizzo di eleuterococco può protrarsi da 4 mesi ad un massimo di 12 mesi, a seconda delle esigenze,

seguiti poi da un periodo di “non assunzione” di uno o due mesi.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.sa Valentina Coviello (Biologa)- Dott.sa Teresa Spadaro

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