Disidratazione: sintomi, cause, rimedi e conseguenze

La disidratazione è una condizione che si verifica quando si abbassa la percentuale di acqua corporea presente nel nostro organismo a causa di un'aumentata perdita di liquidi o di un ridotto introito di acqua. Si manifesta con sintomi quali secchezza cutanea, riduzione dell'emissione di urina, mal di testa, tremori, crampi muscolari e così via; man mano che aumenta la gravità si possono riscontrare perdita di coscienza, fino ad arrivare alla morte. La terapia consiste nel reintegrare i liquidi ricorrendo ai rimedi naturali o medici, a seconda dei casi. Approfondiamo.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Rimedi

Cos’è la disidratazione?

La disidratazione uno stato patologico che si verifica quando la perdita di liquidi dell'organismo è superiore all'ingresso di acqua (solitamente si consiglia per mantenere una buona idratazione di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno).

Questa condizione può essere molto pericolosa fino a divenire letale, se non contrastata tempestivamente. I soggetti più a rischio sono i neonati ed i bambini (poiché hanno un fabbisogno di acqua maggiore ed un ridotto stimolo della sete), gli sportivi (poiché hanno una maggiore sudorazione) e gli anziani (in quanto avvertono meno lo stimolo della sete).

In condizioni fisiologiche, l’acqua costituisce il 50-80% della composizione corporea (percentuale variabile in base all'età, ed alla percentuale di massa grassa e magra dell'organismo).

Le diverse tipologie di questa condizione.

Possiamo distinguere tre diverse tipologie di disidratazione che si manifestano per diverse cause e condizioni. Abbiamo una disidratazione:

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Vi sono dei tessuti dell'organismo che vengono particolarmente colpiti dalla carenza d'acqua. In particolare possiamo avere una disidratazione:

  • Cutanea, quando i sintomi si manifestano a livello della pelle e che è solitamente causata da una scarsa assunzione di acqua giornaliera ed al non utilizzo di creme idratanti.
  • Muscolare, quando si ha una perdita di acqua a livello del muscolo che risulta quindi diminuito di volume. Si può verificare quando non si assume abbastanza acqua dopo intenso esercizio fisico.
  • Epatica, ovvero il fegato, organo deputato alla depurazione ed all'eliminazione delle tossine, non riesce a svolgere adeguatamente il suo compito a causa della carenza di acqua.
  • Renale, ovvero i reni, deputati all'escrezione di acqua e sostanze di scarto, non riescono a svolgere correttamente il loro compito a causa della carenza di acqua e vanno in sofferenza fino all'instaurarsi di una vera e propria insufficienza renale.

Le cause di disidratazione sono molteplici e variabili, e possono essere patologiche o non patologiche.

La sintomatologia varia in base alla percentuale di acqua mancante: possiamo avere una sintomatologia molto lieve e sfumata o una sintomatologia importante. In quest'ultimo caso è fondamentale intervenire tempestivamente per evitare gravi conseguenze, fino alla morte del paziente. Analizziamo il tutto nel dettaglio.

Cause patologiche e non della carenza di liquidi nell’organismo.

La disidratazione è causata da numerosi fattori, alcuni di natura patologica altri di natura non patologica. Ad esempio tra le cause patologiche di disidratazione possiamo citare:

Tra le cause non patologiche possiamo invece citare:

Puoi approfondire l'importanza dell'acqua per l'organismo.

Sintomi: come si capisce di aver bisogno di liquidi?

La sintomatologia della disidratazione è variabile in base alla percentuale di acqua che viene persa dall'organismo.

Facendo una prima classificazione in base alla percentuale peso corporeo che si perde a causa della disidratazione abbiamo:

In generale poi, volendo fare un elenco dei sintomi che possono elencare una disidratazione in atto, possiamo citare:

Approfondisci le caratteristiche della pelle secca.

Conseguenze e rischi.

Per quanto riguarda le conseguenze, oltre alla morte ed alla perdita di coscienza, sembra che la disidratazione possa aumentare i danni legati all'ictus. Alcuni studi, infatti, hanno mostrato come soggetti disidratati in cui si verifica un episodio ischemico abbiano riportato maggiori danni. Questo potrebbe essere legato al fatto che questi soggetti presentano una maggiore densità del sangue.

Che fare in caso di disidratazione?

La disidratazione lieve può essere trattata reintegrando i liquidi e incrementando l’assunzione di frutta e verdura; qualora questi rimedi fossero insufficienti è necessario ricorrere ai rimedi medici, che prevedono flebo o soluzioni orali a base di sali minerali e zuccheri.

Rimedi naturali.

Nei casi di disidratazione lieve si può intervenire con rimedi naturali quali somministrazione di liquidi (si consiglia sempre un apporto di acqua di almeno 1,5 litri al giorno che diventano 2,5 - 3 litri in caso di sportivi) ed aumento dell'apporto giornaliero di frutta e verdura, alimenti ricchi di acqua e sali minerali.

Terapia medica nei casi più gravi.

Nei casi in cui la disidratazione sia eccessiva e non possa essere contrastata mediante l'assunzione di liquidi, bevande, frutta e verdura, è necessario intervenire con dei rimedi medici. In particolare l'unico rimedio medico attuabile è l'infusione di liquidi direttamente per via endovenosa in modo da consentire un rapido recupero del paziente. La soluzione contenuta nella flebo da somministrare è sempre una miscela di glucosio e sali minerali e può essere, in base ai casi, di tipo:

Per saperne di più...

Nel caso di neonati o di bambini molto piccoli può risultare difficile eseguire una reidratazione per via endovenosa e pertanto il medico può somministrare per via orale una soluzione reidratante che prende il nome di Dicodral® o Idravita® che contiene sali minerali e zuccheri.

L’articolo ha uno scopo puramente informativo e non intende sostituire il parere del medico.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dottoressa Francesca Vassallo

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