Acido alfa lipoico: a cosa serve? Proprietà, effetti, alimenti e controindicazioni

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in dottoressa in farmacia)

Cos’è l’acido-α-lipoico, e quali benefici apporta per l’organismo? Nell’articolo, scopriremo tutto ciò che c’è da sapere al riguardo, iniziando dal suo ruolo biologico e le fonti che lo contengono, per poi proseguire con le proprietà e gli effetti indesiderati.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
    1. A cosa serve
  2. Proprietà benefiche
    1. Cuore
    2. Diabete
    3. Obesità
    4. Bocca
    5. Occhi
    6. Fibromialgia
    7. Pelle e capelli
    8. Acufeni
  3. Controindicazioni
    1. Quanto assumerne?
  4. Dove si trova?

Cos’è l’acido-α-lipoico?

L’acido-α-lipoico (α-LA), o acido tiottico, è un composto di origine naturale isolato per la prima volta nel fegato di bovino. Questo fatto trasse in inganno gli studiosi, che lo classificarono erroneamente tra le vitamine del gruppo B, a differenza delle quali può essere prodotto anche nell’organismo umano.

La sintesi si svolge a partire da un acido organico (l’acido ottanoico) e da un aminoacido solforato (la cisteina), nei mitocondri: organuli nei quali avviene la combustione del glucosio e degli acidi grassi, con lo scopo di produrre l’energia indispensabile per le cellule. Il prodotto della reazione è una molecola destrogira (capace di ruotare il piano della luce polarizzata in senso orario), il cui nome ufficiale è (+) acido-1,2-ditiolano-3-pentanoico.

A cosa serve?

L’acido-α-lipoico così ottenuto viene incorporato negli enzimi mitocondriali, dei quali rappresenta il cofattore, ovvero una molecola indispensabile per la loro attività (Bilska and Lu∤odec, 2005).

Esso è un potente antiossidante che, oltre a neutralizzare i radicali liberi, ripristina la struttura originaria delle molecole detossificanti, come il glutatione, la vitamina C e la vitamina E, meritandosi l’appellativo di “antiossidante degli antiossidanti” (Bilska and Lu∤odec, 2005).

Oltre ad essere prodotto dalle nostre cellule, questo composto può essere introdotto con la dieta, nel qual caso si parla di acido-α-lipoico esogeno.

In seguito all’ingestione viene assimilato circa il 20-40% dell’α-LA disponibile, in misura variabile a seconda del pH e alla presenza di nutrienti, con i quali compete per l’assorbimento; una volta in circolo, l’α-LA si distribuisce ai tessuti, soprattutto quelli con attività metabolica più elevata, come fegato, reni e muscoli, dove viene ridotto ad acido diidrolipoico (DHLA), anch’esso attivo come antiossidante (Shay et al., 2009)

Proprietà e benefici dell’acido-α-lipoico.

Evidenze sempre più numerose ci indicano che l’α-LA alimentare non viene utilizzato dalle cellule solo come cofattore, bensì per contrastare lo stress ossidativo: una condizione nociva che deriva dallo squilibrio tra i radicali liberi prodotti e i meccanismi detossificanti, in favore dei primi.

Dagli studi in vitro, eseguiti su colture cellulari, emerge, infatti, che l’acido-α-lipoico e il DHLA:

Nonostante ciò, è poco probabile che α-LA e DHLA agiscano così in vivo, poiché vengono eliminati in fretta dall’organismo; al contrario, ci sono evidenze che ne supportano l’attività antiossidante indiretta, che si esplica attraverso l’aumento degli antiossidanti endogeni. Dai dati a disposizione, infatti, pare che l’acido tiottico aumenti la captazione della vitamina C da parte delle cellule, e stimoli la produzione del glutatione (Shay et al., 2009).

Proprio per questo motivo, l’acido-α-lipoico può essere utilizzato nella prevenzione e nel trattamento di svariate condizioni patologiche (ma non solo).

Riduce il rischio di patologie cardiovascolari.

Lo stress ossidativo, che abbiamo definito come la predominanza delle specie ossidanti su quelle antiossidanti, gioca un ruolo chiave nella patogenesi di queste condizioni cliniche, tra le quali annoveriamo: l’ipertensione, l’aterosclerosi e la Sindrome Coronarica Acuta (SCA). L’eccesso di radicali liberi, infatti, è responsabile di alterazioni a carico dell’endotelio vascolare, un sottile strato di cellule che riveste il lume interno di tutti i vasi sanguigni, e ne modula la fisiologia. Tra le specie ossidanti generate, l’anione superossido è forse quella più pericolosa, poiché dalla sua reazione con l’ossido nitrico endogeno (un vasodilatatore prodotto dall’endotelio), si forma il radicale perossinitrito, a sua volta responsabile della disfunzione endoteliale, cioè la perdita di struttura e funzionalità dell’endotelio stesso, che rappresenta un fattore di rischio per ipertensione, aterosclerosi e cardiopatie.

In che modo, quindi, l’acido-α-lipoico può ridurre il rischio cardiovascolare? Come riportato da Skibska and Goraca (2015), esso:

Inoltre sembra che l’acido-α-lipoico possa migliorare lo stress ossidativo associato alla Sindrome Coronarica Acuta (SCA), un insieme di manifestazioni cliniche accomunate da dolore retrosternale, che può irradiarsi al braccio sinistro e alla mandibola, includenti l’angina pectoris e l’infarto del miocardio.

In uno studio di Li et al. (2013), 63 pazienti con SCA conclamata sono stati randomizzati in due gruppi, che hanno ricevuto il placebo o 600 mg/die endovena di acido-α-lipoico, per 5 giorni consecutivi. Dalle analisi del sangue, è emerso che la somministrazione dell’α-LA:

Riduce la glicemia e previene il diabete e le sue complicanze.

Quando si parla di diabete, più che di una singola entità, ci si dovrebbe riferire ad un insieme di sindromi accomunate dalla presenza di iperglicemia (concentrazione ematica di glucosio a digiuno ≥ 126mg/dL).

Non venendo captato dalle cellule, il glucosio raggiunge concentrazioni ematiche elevate che, a lungo andare, possono dare origine alle complicanze tipiche del diabete, a carico degli occhi, del sistema nervoso, dei reni e dell’apparato cardiovascolare.

La supplementazione con acido-α-lipoico riduce la glicemia, aumentando la sensibilità dei tessuti all’insulina. Esso, infatti, migliora la captazione del glucosio da parte dei muscoli, aumentando l’espressione di GLUT-4, il trasportatore del glucosio insulino-dipendente (Shay et al., 2009) e previene le complicanze a lungo termine del diabete, poiché riduce lo stress ossidativo e la glicosilazione delle proteine (Bilska and Lu∤odek, 2005). Esso, infatti contrasta:

Contrasta il sovrappeso e l’obesità.

Il sovrappeso e l’obesità sono un eccesso di peso rispetto agli standard previsti dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e costituiscono un problema di salute pubblica nei paesi Occidentali. Queste condizioni, infatti, oltre ad incidere sul benessere psicologico della persona, rappresentano un fattore di rischio notevole per l’ipertensione, l’aterosclerosi, il diabete e le sue complicanze, le patologie cardiovascolari e cerebrovascolari. Il razionale d’impiego dell’α-LA si basa sul fatto che, l’eccesso ponderale, è associato ad un processo infiammatorio cronico, innescato dalle cellule adipose. L’aumento della massa grassa a scapito di quella magra, infatti, comporta una minor capacità di metabolizzare il carico alimentare giornaliero, poiché si riduce la quantità dei mitocondri (presenti soprattutto nei muscoli) necessari per bruciare quanto assimilato. I nutrienti in eccesso, quindi, vengono convertiti in grassi ed immagazzinati nelle cellule adipose le quali, raggiunto il volume massimo, producono delle molecole (le citochine) che se, da un lato, impediscono agli adipociti di scoppiare, dall’altro scatenano un processo infiammatorio che sottopone i tessuti circostanti allo stress ossidativo.

Diversi studi dimostrano che l’acido-α-lipoico può essere d’aiuto nel contrastare l’eccesso di peso e le complicanze a lungo termine, a patto che la supplementazione sia accompagnata dall’esercizio fisico. Esso, infatti, oltre a contrastare lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica, sembra ridurre l’apporto calorico e aumentare il metabolismo energetico (Zhang et al., 2011; McNeilly et al., 2011; Huerta et al., 2015).

Riduce i sintomi della sindrome della bocca che brucia.

La sindrome della bocca che brucia (BMS, Burning Mouth Syndrome) è un disturbo cronico caratterizzato da bruciore, fitte o prurito sulla lingua, con o senza il coinvolgimento delle labbra o della mucosa orale, eventualmente accompagnato da alterazioni del gusto e secchezza delle fauci; può insorgere senza una causa apparente (BMS primaria) o in seguito a patologie e terapie farmacologiche (BMS secondaria).

Benché il meccanismo patogenetico sia ancora poco chiaro, alcuni autori ipotizzano che possa essere una forma di neuropatia periferica, in quanto la supplementazione con acido-α-lipoico ha mostrato di migliorarne i sintomi (Femiano and Scully, 2002; Gurvits and Tan, 2013).

E’ efficace per contrastare diverse patologie oculari.

Abbiamo già discusso il ruolo dell’α-LA nella cataratta del diabetico, ma gli effetti benefici di questo antiossidante sono stati riscontrati anche nella popolazione generale per diverse affezioni oculari.

Migliora l’efficacia dei farmaci per contrastare la fibromialgia.

La fibromialgia è una patologia reumatica cronica che colpisce prevalentemente le donne.

L’acido-α-lipoico, grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, può coadiuvare la terapia farmacologica (antidolorifici, rilassanti muscolari e psicofarmaci), migliorandone l’efficacia; spesso viene assunto con altri antiossidanti (provitamina A, vitamine C ed E), molecole che migliorano il trofismo dei muscoli (L-carnitina) ed estratti vegetali antinfiammatori (curcuma, ananas e peperoncino).

Agisce sul benessere di pelle e capelli.

Ma i benefici dell’acido-α-lipoico non si limitano alle condizioni mediche! Esso, infatti, grazie alle proprietà antiossidanti e alla capacità di accumularsi nell’epidermide, aiuta a prevenire e correggere i segni del fotoinvecchiamento, come le macchie brune e le rughe sottili, che si formano per l’azione lesiva dei raggi solari. Le radiazioni ultraviolette, infatti, inattivano i meccanismi detossificanti dell’epidermide, quali: enzimi (catalasi e superossido dismutasi), glutatione, vitamine C ed E, fondamentali per prevenire l’ossidazione delle membrane lipidiche e della melanina (il pigmento cutaneo che, se prodotto in eccesso, forma le macchie brune).

Gli effetti antiage sono stati valutati in alcuni studi clinici, nei quali l’α-LA è stato testato da solo o in associazione ad altri componenti.

Non molto tempo fa, inoltre, sono emerse le potenzialità anticaduta nell’alopecia androgenetica (la perdita di capelli provocata dagli androgeni, gli ormoni sessuali maschili). Il razionale d’impiego si basa sul fatto che questa forma di alopecia è associata, oltre alla stimolazione dei recettori androgeni, anche ad un processo infiammatorio a carico dei follicoli piliferi. In uno studio in vitro, Chen et al. (2016) hanno evidenziato come, l’associazione tra α-LA, Serenoa repens e carnitina, sopprima l’espressione dei geni infiammatori coinvolti nella caduta dei capelli.

Acido-α-lipoico contro gli acufeni: è efficace?

Gli acufeni sono dei rumori fastidiosi, di intensità variabile, che possono essere percepiti come fischi, ronzii, pulsazioni o rumori intermittenti; l’eziologia è multifattoriale e, ad oggi, non è stata ancora trovata una cura. Dal momento che l’acido tiottico ha effetti benefici sulla circolazione sanguigna, le cui disfunzioni sono tra le cause di acufeni, si è pensato ad esso come una potenziale cura per il problema. In uno studio di Polanski et al. (2016), tuttavia, si è visto che la somministrazione di α-LA e vitamina C (60mg/die e 600mg/die), per 6 mesi, non ha prodotto dei miglioramenti significativi sui sintomi, rispetto al placebo e al controllo.

Come abbiamo visto, dunque, l’acido-α-lipoico può rappresentare un valido alleato della salute, per la prevenzione e il trattamento di svariate affezioni. Ma è sicuro?

Controindicazioni e reazioni avverse.

Seppur ben tollerato dall’organismo l’α-LA può provocare effetti indesiderati dipendenti dalla dose utilizzata.

In uno studio clinico di Sarezski et al. (2016), è stato evidenziato che l’acido tiottico è ben tollerato alla dose di 600 mg al giorno, mentre dosaggi superiori possono provocare: flushing (arrossamento del volto accompagnato da una sensazione di bruciore) e disturbi gastrointestinali; altri studi, invece, riportano anche vertigini, mal di testa, orticaria e prurito (Ziegler et al., 2006; Zhang et al., 2011).

L’assunzione dovrebbe avvenire sotto controllo medico nei pazienti diabetici, per possibili interazioni con la terapia ipoglicemizzante, in gravidanza e durante l’allattamento.

Quanto assumerne?

In linea di massima, l’acido tiottico viene assunto ciclicamente alla dose di 400-800 mg al giorno, possibilmente a stomaco vuoto, per un periodo di tempo variabile a seconda della condizione trattata.

Dove si trova l’acido tiottico?

Ma dove possiamo trovarlo? Ecco le fonti più importanti:

Integratori alimentari contenenti acido-α-lipoico
Laborest - Tiobec. Il prodotto contrasta lo stress ossidativo associato a patologie cronico-degenerative, come il diabete e le sue complicanze, e all’esposizione UV. E’ disponibile sotto forma di compresse e bustine (orodispersibili o da sciogliere in acqua), con dosaggio e modalità di rilascio del farmaco variabili. Vediamo di cosa si tratta!
  • Tiobec 200 retard. Le compresse, contenenti 200 mg di principio attivo, vengono assunte in numero di 1-2 al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo i pasti. Prezzo: circa 20€ per 30 compresse.
  • Tiobec 400 fast slow. Le compresse contengono 400 mg di farmaco, metà del quale viene rilasciato rapidamente, l’altra metà in maniera graduale. Assumere 1-2 compresse al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo i pasti. Prezzo: circa 27€ per 40 compresse.
  • Tiobec 600 fast slow. Queste bustine orosolubili contengono 600mg di acido-α-lipoico, e dovrebbero essere assunte una volta al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo il pasto principale. Prezzo: circa 25€ per 16 bustine.
  • Tiobec 800 fast slow. Compresse o bustine contenenti 800 mg di acido tiottico, da assumere una volta al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo il pasto. Prezzo: intorno ai 24-27€.

Efarma - Alanerv. L’integratore contiene un’associazione tra acido-α-lipoico (300mg), acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e acido-γ-linolenico), selenio, vitamine (B ed E), utile per favorire il trofismo dei nervi in caso di sindromi canalicolari (sindrome del tunnel carpale e tarsale), radiculopatie sensoriali e motorie (lombosciatalgia, ernia discale) e neuropatie di varia origine. Si assume una capsula al giorno, durante il pasto. Prezzo: circa €20 per 20 capsule.
Solgar - Lipoil cannella. In questo prodotto, l’acido-α-lipoico (150mg) è associato all’estratto di cannella, che ne potenzia gli effetti sulla glicemia; si assumono 4 tavolette/die. Prezzo: circa €45 per 60 tavolette.
Creme a base di acido-α-lipoico
Laborest - Tiobec crema. Questa crema, contenente acido-α-lipoico (5%), metilsulfonilmetano (MSM) e acido-β-glicirretico, è l’ideale per prevenire il fotoinvecchiamento della pelle. Applicare 2 o più volte al giorno nell’area interessata, e massaggiare fino a completo assorbimento. Prezzo: circa €15 per un tubetto da 150mL.
Esthèr - Xerolen crema corpo. E’ una crema pensata per chi soffre di dermatosi infiammatorie, come la psoriasi e la dermatite; l’acido-α-lipoico è associato ad una miscela di componenti dotati di proprietà lenitive (olio di canapa, allantoina, acido-β-glicirretico e lattato di mentile) e leviganti (urea e proteasi). Prezzo: circa €15 per un tubo da 150mL.
Oti - ResVital crema. Il prodotto contiene acido-α-lipoico, resveratrolo e acido ialuronico, l’ideale per prevenire l’invecchiamento di viso, collo e décolleté. Prezzo: circa €50 per un tubetto da 50mL.

Le informazioni riportate hanno uno scopo puramente illustrativo, pertanto, non sostituiscono in alcun modo il rapporto medico-paziente.

Per maggiori informazioni, rivolgetevi al medico o altro specialista della salute.

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Dottoressa Jessica Zanza
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