Acido alfa lipoico: a cosa serve? Proprietà, effetti, alimenti e controindicazioni

Cos’è l’acido-α-lipoico, e quali benefici apporta per l’organismo? Nell’articolo, scopriremo tutto ciò che c’è da sapere al riguardo, iniziando dal suo ruolo biologico e le fonti che lo contengono, per poi proseguire con le proprietà e gli effetti indesiderati.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Dove si trova?
  3. Proprietà benefiche
  4. Controindicazioni

 

Cos’è l’acido-α-lipoico? A cosa serve? Vediamo le caratteristiche principali.

 

L’acido-α-lipoico (α-LA), o acido tiottico, è un composto di origine naturale isolato per la prima volta nel fegato di bovino. Questo fatto trasse in inganno gli studiosi, che lo classificarono erroneamente tra le vitamine del gruppo B, a differenza delle quali può essere prodotto anche nell’organismo umano.

La sintesi si svolge a partire da un acido organico (l’acido ottanoico) e da un aminoacido solforato (la cisteina), nei mitocondri: organuli nei quali avviene la combustione del glucosio e degli acidi grassi, con lo scopo di produrre l’energia indispensabile per le cellule. Il prodotto della reazione è una molecola destrogira (capace di ruotare il piano della luce polarizzata in senso orario), il cui nome ufficiale è (+) acido-1,2-ditiolano-3-pentanoico.

L’acido-α-lipoico così ottenuto viene incorporato negli enzimi mitocondriali, dei quali rappresenta il cofattore, ovvero una molecola indispensabile per la loro attività (Bilska and Lu∤odec, 2005).

In particolare, gli enzimi coinvolti sono:

  • la subunità E2, che catalizza la decarbossilazione ossidativa del piruvato e dell’α-chetoglutarato (reazioni necessarie per convertire, rispettivamente, gli zuccheri e gli acidi grassi in energia);

  • il sistema di clivaggio della glicina, un complesso enzimatico che sintetizza e demolisce questo aminoacido essenziale.

Esso è un potente antiossidante che, oltre a neutralizzare i radicali liberi, ripristina la struttura originaria delle molecole detossificanti, come il glutatione, la vitamina C e la vitamina E, meritandosi l’appellativo di “antiossidante degli antiossidanti” (Bilska and Lu∤odec, 2005).

Oltre ad essere prodotto dalle nostre cellule, questo composto può essere introdotto con la dieta, nel qual caso si parla di acido-α-lipoico esogeno.

In seguito all’ingestione viene assimilato circa il 20-40% dell’α-LA disponibile, in misura variabile a seconda del pH e alla presenza di nutrienti, con i quali compete per l’assorbimento; una volta in circolo, l’α-LA si distribuisce ai tessuti, soprattutto quelli con attività metabolica più elevata, come fegato, reni e muscoli, dove viene ridotto ad acido diidrolipoico (DHLA), anch’esso attivo come antiossidante (Shay et al., 2009).

Dove si trova l’acido tiottico?

Ma dove possiamo trovarlo? Ecco le fonti più importanti:

Per maggiori dettagli vi invitiamo a consultare questa tabella, nella quale riportiamo alcuni tra i prodotti commerciali più diffusi, le indicazioni e i prezzi indicativi.

Integratori alimentari contenenti acido-α-lipoico

Laborest - Tiobec. Il prodotto contrasta lo stress ossidativo associato a patologie cronico-degenerative, come il diabete e le sue complicanze, e all’esposizione UV. E’ disponibile sotto forma di compresse e bustine (orodispersibili o da sciogliere in acqua), con dosaggio e modalità di rilascio del farmaco variabili. Vediamo di cosa si tratta!

  • Tiobec 200 retard. Le compresse, contenenti 200mg di principio attivo, vengono assunte in numero di 1-2 al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo i pasti. Prezzo: circa 20€ per 30 compresse.
  • Tiobec 400 fast slow. Le compresse contengono 400mg di farmaco, metà del quale viene rilasciato rapidamente, l’altra metà in maniera graduale. Assumere 1-2 compresse al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo i pasti. Prezzo: circa 27€ per 40 compresse.
  • Tiobec 600 fast slow. Queste bustine orosolubili contengono 600mg di acido-α-lipoico, e dovrebbero essere assunte una volta al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo il pasto principale. Prezzo: circa 25€ per 16 bustine.
  • Tiobec 800 fast slow. Compresse o bustine contenenti 800mg di acido tiottico, da assumere una volta al giorno, 30’ prima o 3 ore dopo il pasto. Prezzo: intorno ai 24-27€.

Efarma - Alanerv. L’integratore contiene un’associazione tra acido-α-lipoico (300mg), acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e acido-γ-linolenico), selenio, vitamine (B ed E), utile per favorire il trofismo dei nervi in caso di sindromi canalicolari (sindrome del tunnel carpale e tarsale), radiculopatie sensoriali e motorie (lombosciatalgia, ernia discale) e neuropatie di varia origine. Si assume una capsula al giorno, durante il pasto. Prezzo: circa €20 per 20 capsule.

Solgar - Lipoil cannella. In questo prodotto, l’acido-α-lipoico (150mg) è associato all’estratto di cannella, che ne potenzia gli effetti sulla glicemia; si assumono 4 tavolette/die. Prezzo: circa €45 per 60 tavolette.

Creme a base di acido-α-lipoico

Laborest - Tiobec crema. Questa crema, contenente acido-α-lipoico (5%), metilsulfonilmetano (MSM) e acido-β-glicirretico, è l’ideale per prevenire il fotoinvecchiamento della pelle. Applicare 2 o più volte al giorno nell’area interessata, e massaggiare fino a completo assorbimento. Prezzo: circa €15 per un tubetto da 150mL.

Esthèr - Xerolen crema corpo. E’ una crema pensata per chi soffre di dermatosi infiammatorie, come la psoriasi e la dermatite; l’acido-α-lipoico è associato ad una miscela di componenti dotati di proprietà lenitive (olio di canapa, allantoina, acido-β-glicirretico e lattato di mentile) e leviganti (urea e proteasi). Prezzo: circa €15 per un tubo da 150mL.

Oti - ResVital crema. Il prodotto contiene acido-α-lipoico, resveratrolo e acido ialuronico, l’ideale per prevenire l’invecchiamento di viso, collo e décolleté. Prezzo: circa €50 per un tubetto da 50mL.

Abbiamo visto cos’è, a cosa serve e dove trovarlo; ma quali benefici può apportare l’assunzione di α-LA? Lo vediamo nel prossimo paragrafo!

 

Proprietà e benefici dell’acido-α-lipoico.

 

Evidenze sempre più numerose ci indicano che l’α-LA alimentare non viene utilizzato dalle cellule solo come cofattore, bensì per contrastare lo stress ossidativo: una condizione nociva che deriva dallo squilibrio tra i radicali liberi prodotti e i meccanismi detossificanti, in favore dei primi.

Dagli studi in vitro, eseguiti su colture cellulari, emerge, infatti, che l’acido-α-lipoico e il DHLA:

  • neutralizzano i radicali liberi, come il radicale ossidrilico, l’ossigeno singoletto, il perossinitrito e l’ipoclorito, responsabili dei danni ai lipidi di membrana, alle proteine e al DNA;
  • chelano gli ioni metallici coinvolti nella produzione dei radicali, come Ferro (III) e Rame (II).

Nonostante ciò, è poco probabile che α-LA e DHLA agiscano così in vivo, poiché vengono eliminati in fretta dall’organismo; al contrario, ci sono evidenze che ne supportano l’attività antiossidante indiretta, che si esplica attraverso l’aumento degli antiossidanti endogeni: dai dati a disposizione, infatti, pare che l’acido tiottico aumenti la captazione della vitamina C da parte delle cellule, e stimoli la produzione del glutatione (Shay et al., 2009).

Proprio per questo motivo, l’acido-α-lipoico può essere utilizzato nella prevenzione e nel trattamento di svariate condizioni patologiche (ma non solo). Vediamole nel dettaglio!

Acido-α-lipoico e patologie cardiovascolari.

Lo stress ossidativo, che abbiamo definito come la predominanza delle specie ossidanti su quelle antiossidanti, gioca un ruolo chiave nella patogenesi di queste condizioni cliniche, tra le quali annoveriamo: l’ipertensione, l’aterosclerosi e la Sindrome Coronarica Acuta (SCA). L’eccesso di radicali liberi, infatti, è responsabile di alterazioni a carico dell’endotelio vascolare, un sottile strato di cellule che riveste il lume interno di tutti i vasi sanguigni, e ne modula la fisiologia. Tra le specie ossidanti generate, l’anione superossido è forse quella più pericolosa, poiché dalla sua reazione con l’ossido nitrico endogeno (un vasodilatatore prodotto dall’endotelio), si forma il radicale perossinitrito, a sua volta responsabile della disfunzione endoteliale.

La disfunzione endoteliale, cioè la perdita di struttura e funzionalità dell’endotelio stesso, rappresenta un fattore di rischio per:

  • l’ipertensione, una condizione caratterizzata da valori di pressione stabili ≥ 140/90mm di mercurio. A causa del cattivo funzionamento dell’endotelio, si viene a creare uno squilibrio tra agenti vasodilatatori (ossido nitrico, NO) e vasocostrittori (endotelina-1, ET-I), in favore di questi ultimi. Il risultato è un aumento della pressione, che può danneggiare ulteriormente l’endotelio e agevolare l’insorgenza dell’aterosclerosi.
  • L’aterosclerosi, invece, è caratterizzata dalla presenza di placche lipidiche fibrose (gli ateromi) nelle pareti vascolari, soprattutto in corrispondenza delle biforcazioni. Questa patologia insorge quando vien meno l’integrità dell’endotelio, a causa dei radicali liberi e dell’ipertensione, col conseguente accumulo di LDL ossidate e cellule infiammatorie nelle pareti dei vasi.
  • Ultime, ma non per importanza, le cardiopatie (aritmie, SCA ed insufficienza cardiaca). Lo stress ossidativo, in questo caso, può insorgere sia a causa dell’occlusione temporanea di una coronaria (dovuta, ad esempio, alla rottura di un ateroma), sia a causa di mediatori, quali l’endotelina I e l’angiotensina II, che aumentano la produzione dei radicali liberi.

In che modo, quindi, l’acido-α-lipoico può ridurre il rischio cardiovascolare? Come riportato da Skibska and Goraca (2015), esso:

Dai dati clinici a disposizione, sembra che l’acido-α-lipoico possa migliorare lo stress ossidativo associato alla Sindrome Coronarica Acuta (SCA), un insieme di manifestazioni cliniche accomunate da dolore retrosternale, che può irradiarsi al braccio sinistro e alla mandibola, includenti l’angina pectoris e l’infarto del miocardio.

In uno studio di Li et al. (2013), 63 pazienti con SCA conclamata sono stati randomizzati in due gruppi, che hanno ricevuto il placebo o 600mg/die endovena di acido-α-lipoico, per 5 giorni consecutivi. Dalle analisi del sangue, è emerso che la somministrazione dell’α-LA:

  • ha prodotto aumenti significativi dell’aldeide deidrogenasi II, un enzima mitocondriale con funzioni detossificanti;
  • ha ridotto, in modo significativo rispetto al placebo, i livelli ematici di PGF2α, un marker dello stress ossidativo.

 I benefici dell’ acido tiottico per il diabete e le sue complicanze.

Quando si parla di diabete, più che di una singola entità, ci si dovrebbe riferire ad un insieme di sindromi accomunate dalla presenza di iperglicemia (concentrazione ematica di glucosio a digiuno ≥ 126mg/dL).

Le tipologie più comuni sono il diabete mellito di tipo I, caratterizzato da un deficit assoluto di insulina, e quello di tipo II, caratterizzato dalla ridotta sensibilità dei tessuti all’insulina stessa (insulino-resistenza).

Ricordiamo che l’insulina è un ormone, prodotto dalle cellule β del pancreas, che stimola la captazione del glucosio ematico da parte delle cellule di fegato, muscoli e adipe, riducendone le concentrazioni ematiche (effetto ipoglicemizzante).

Non venendo captato dalle cellule, il glucosio raggiunge concentrazioni ematiche elevate che, a lungo andare, possono dare origine alle complicanze tipiche del diabete, a carico degli occhi, del sistema nervoso, dei reni e dell’apparato cardiovascolare.

Puoi approfondire le caratteristiche del glucosio.

Il glucosio, infatti, viene ossidato dall’ossigeno, processo durante il quale vengono prodotte modeste quantità di radicali liberi. Sebbene avvenga sempre, anche nei soggetti sani, questa semplice reazione può avere effetti deleteri nei diabetici, dal momento che le concentrazioni ematiche dello zucchero sono molto più elevate; ne consegue una produzione massiccia di specie ossidanti che, oltre a depauperare le riserve di glutatione, vitamine C ed E, provocano la formazione dei prodotti finali della glicosilazione avanzata (AGEs). Questi ultimi si formano quando i derivati del glucosio (gliossale, metilgliossale e 3-deossiglucosone) reagiscono con le proteine intracellulari ed extracellulari, alterandone la struttura e la funzionalità; in particolare, la glicosilazione avanzata di tre proteine (la mielina delle fibre nervose, il collagene dei tessuti connettivi e la cristallina degli occhi) è responsabile delle complicanze a lungo termine del diabete.

Studi dimostrano che la supplementazione con acido-α-lipoico:

In uno studio clinico di Derosa et al. (2016), 105 diabetici sono stati randomizzati in due gruppi, il primo ricevente il placebo e il secondo trattato con un integratore a base di acido-α-lipoico (600mg), L-carnosina, zinco e vitamina B, per tre mesi. Dai risultati, è emerso che l’integratore apporta dei miglioramenti significativi:

  • sul metabolismo glucidico, poiché riduce la glicemia a digiuno, la glicemia postprandiale e l’emoglobina glicata, i cui livelli indicano se il diabete è sotto controllo;
  • sul metabolismo lipidico, in quanto abbassa i livelli ematici di trigliceridi e colesterolo LDL;
  • ed infine sullo stress ossidativo, poiché aumenta i livelli di enzimi antiossidanti (glutatione perossidasi e superossido dismutasi), riducendo quelli di malondialdeide (un marker di stress ossidativo).

Ma ora vediamo quali, fra queste complicanze, può prevenire l’acido tiottico!

Nei pazienti diabetici, la riduzione degli antiossidanti endogeni, accompagnata da un aumento degli AGEs, altera le cristalline (proteine costituenti il 90% della lente oculare) che precipitano, formando degli aggregati che alterano la qualità della visione.

La supplementazione con acido-α-lipoico può prevenire la progressione della cataratta, in quanto ripristina gli antiossidanti endogeni (come il glutatione, le vitamine C ed E, l’ascorbato reduttasi, la glutatione perossidasi e la catalasi), prevenendo la degenerazione del cristallino (Bilska and Lu∤odek, 2005).

Anche in questo caso, lo stress ossidativo è coinvolto nella genesi e nella progressione del disturbo, dal momento che danneggia la mielina: una proteina che isola le fibre nervose, sensoriali e motorie, permettendo la trasmissione degli impulsi.

Come abbiamo accennato, infatti, la mielina viene attaccata dai derivati carbonilici del glucosio, con conseguenti alterazioni strutturali e funzionali delle fibre nervose. Queste modificazioni sono alla base dei sintomi avvertiti dal paziente, quali: dolore, alterazione della sensibilità, percezione di uno stimolo innocuo come doloroso e sensazioni inusuali, ad esempio la sensazione di gonfiore o freddo alle gambe; nei casi più gravi si ha la compromissione delle attività motorie e la formazione di ulcere, queste ultime dovute ad alterata percezione degli stimoli.

Una metanalisi di Han e colleghi (2012), esaminante 15 studi clinici, ha concluso che la supplementazione con α-LA (300-600mg/die endovena per 2-4 settimane) migliora la conduzione degli impulsi nervosi e attenua i sintomi della neuropatia diabetica.

Ciò e dovuto al fatto che riduce i danni, provocati dallo stress ossidativo, alle fibre nervose e ai vasi sanguigni degli arti inferiori.

Da studi preclinici, inoltre, sembra che l’acido tiottico prevenga la neuropatia autonomica cardiaca, caratterizzata dalla perdita di innervazione del miocardio e, per questo, associata ad aritmie, ipotensione posturale e coronaropatie. Sembra, infatti, che la supplementazione possa rigenerare le terminazioni nervose lese (Serhiyenko V. and A., 2015).

Da uno studio clinico recente è emerso che, l’acido-α-lipoico, quando associato ad Alprostadil® (un farmaco per l’impotenza), migliora le funzioni endoteliali e la durezza dell’erezione, in modo significativo rispetto al farmaco di riferimento (Zhang et al., 2016).

Lo studio ha coinvolto 76 diabetici con disfunzione erettile, i quali sono stati randomizzati in due gruppi:

  • il gruppo di controllo, trattato con 5mg/die di tadalafil (farmaco usato nella DE) per 2 settimane;
  • il gruppo verum, trattato con Alprostadil® (60mg/die) e α-LA (600mg/die), per 2 settimane.

L’efficienza del trattamento è stata del 95% nel gruppo verum contro l’80,5% del gruppo di controllo, ed in entrambi i casi le variazioni della sintomatologia sono state significative.

I benefici dell’acido tiottico sono ascrivibili, anche in questo caso, alla capacità di incrementare la captazione cellulare del glucosio e i livelli di antiossidanti endogeni (che prevengono la disfunzione endoteliale e la morte delle cellule cardiache), e ridurre l’espressione dei geni infiammatori (NK-kB e TNF-α) responsabili delle modificazioni strutturali del miocardio.

Per chi volesse saperne di più, nel box di approfondimento riportiamo alcuni degli studi più interessanti al riguardo.

In uno studio clinico della durata di 6 mesi, condotto nel dipartimento pediatrico dell’università di Milano, Scaramuzza e colleghi (2015) hanno studiato gli effetti dell’acido-α-lipoico sulle disfunzioni endoteliali associate al diabete di tipo I: infatti, benché le complicanze cardiovascolari siano poco comuni nei bambini, anomalie precoci possono essere presenti già dopo pochi anni dall’insorgenza della malattia; di conseguenza, è necessario diagnosticare ed intervenire il prima possibile sul problema, in modo da abbassare il rischio di un danno vascolare precoce. 71 bambini insulino-dipendenti sono stati randomizzati in tre gruppi:

  • il gruppo verum, trattato con 400mg di acido tiottico, 2 volte/die, come supplemento ad una dieta antiossidante;
  • quello trattato con il placebo, in associazione alla dieta antiossidante;
  • il gruppo di controllo, nel quale non sono state modificate le abitudini alimentari.

Alla fine dello studio è emerso che, l’associazione tra α-LA e una dieta antiossidante, migliora significativamente la funzionalità dell’endotelio associata al diabete, rappresentando un fattore protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari e cerebrovascolari.

  • Da uno studio di Hegazi et al. (2013), inoltre, è emerso che la supplementazione con acido tiottico (300mg 2 volte/die), in bambini insulino-dipendenti, riduce l’espressione dei geni coinvolti nella patogenesi della cardiomiopatia diabetica (NF-kB e TNF-α), oltre che aumentare il glutatione endogeno e ridurre i livelli di malondialdeide e troponina-1 (marker, rispettivamente, di stress ossidativo e danno cardiaco).
  • L’acido-α-lipoico, infine, è in grado di ridurre lo stress ossidativo nei diabetici colpiti da ictus, in modo significativo rispetto alla vitamina C (Zhao and Hu, 2014).

La produzione di AGEs, tipica del diabete, porta ad una serie di modificazioni che alterano la funzionalità del glomerulo, provocando un aumento dell’escrezione urinaria delle proteine, tra cui l’albumina ematica.

Da uno studio clinico di Kähler et al. (1993), è emerso che la somministrazione di acido tiottico (600mg/die per 3 mesi) riduce sensibilmente l’escrezione urinaria di albumina, indice di un effetto protettivo glomerulare.

L ‘acido-α-lipoico contro il sovrappeso e l’obesità.

Il sovrappeso e l’obesità sono definiti come un eccesso di peso rispetto agli standard previsti dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e costituiscono un problema di salute pubblica nei paesi Occidentali. Queste condizioni, infatti, oltre ad incidere sul benessere psicologico della persona, rappresentano un fattore di rischio notevole per l’ipertensione, l’aterosclerosi, il diabete e le sue complicanze, le patologie cardiovascolari e cerebrovascolari.

Il razionale d’impiego dell’α-LA si basa sul fatto che, l’eccesso ponderale, è associato ad un processo infiammatorio cronico, innescato dalle cellule adipose.

L’aumento della massa grassa a scapito di quella magra, infatti, comporta una minor capacità di metabolizzare il carico alimentare giornaliero, poiché si riduce la quantità dei mitocondri (presenti soprattutto nei muscoli) necessari per bruciare quanto assimilato. I nutrienti in eccesso, quindi, vengono convertiti in grassi ed immagazzinati nelle cellule adipose le quali, raggiunto il volume massimo, producono delle molecole (le citochine) che se, da un lato, impediscono agli adipociti di scoppiare, dall’altro scatenano un processo infiammatorio che sottopone i tessuti circostanti allo stress ossidativo.

Studi dimostrano che l’acido-α-lipoico può essere d’aiuto nel contrastare l’eccesso di peso e le complicanze a lungo termine, a patto che la supplementazione sia accompagnata dall’esercizio fisico. Esso, infatti, oltre a contrastare lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica, sembra ridurre l’apporto calorico e aumentare il metabolismo energetico (Zhang et al., 2011; McNeilly et al., 2011; Huerta et al., 2015).

In uno studio di Koh et al. (2011), 360 obesi affetti anche da ipertensione, diabete o ipercolesterolemia, sono stati trattati con α-LA (1.200mg/die o 1.800mg/die) o con il placebo, per un totale di 20 settimane. Dai risultati è emerso che, nel gruppo trattato con 1.800mg/die di α-LA, vi è stata una riduzione significativa del peso (- 2,1%) rispetto al placebo. Questi risultati hanno trovato conferma in uno studio più recente, nel quale l’acido tiottico (da solo o in associazione agli omega-3) ha promosso la riduzione del peso e migliorato il metabolismo di zuccheri e grassi (Huerta et al., 2015).

  • L’acido tiottico, inoltre, promuove il dimagrimento anche nei pazienti schizofrenici, il cui sovrappeso è un effetto collaterale degli antipsicotici (Kim et al., 2016).

Acido-α-lipoico e sindrome della bocca che brucia.

La sindrome della bocca che brucia (BMS, Burning Mouth Syndrome) è un disturbo cronico caratterizzato da bruciore, fitte o prurito sulla lingua, con o senza il coinvolgimento delle labbra o della mucosa orale, eventualmente accompagnato da alterazioni del gusto e secchezza delle fauci; può insorgere senza una causa apparente (BMS primaria) o in seguito a patologie e terapie farmacologiche (BMS secondaria).

Benché il meccanismo patogenetico sia ancora poco chiaro, alcuni autori ipotizzano che possa essere una forma di neuropatia periferica, in quanto la supplementazione con acido-α-lipoico ha mostrato di migliorarne i sintomi (Femiano and Scully, 2002; Gurvits and Tan, 2013).

In uno studio di Lòpez-D’Alessandro and Escovich (2011), condotto in doppio cieco, sono stati studiati gli effetti dell’α-LA sulla BMS.120 pazienti sono stati randomizzati in 4 gruppi, trattati per 2 mesi con:

  • 600mg/die di α-LA;
  • 300mg/die di gabapentin (farmaco di riferimento);
  • α-LA e gabapentin (600mg/die e 300mg/die);
  • l placebo.

Dai risultati è emerso che l’associazione tra α-LA e gabapentin, agendo su più livelli del sistema nocicettivo, ha ridotto il bruciore nel 70% dei pazienti trattati.

  • Questi dati hanno trovato conferma in uno studio più recente, nel quale la somministrazione di 600mg/die di α-LA, per 2 mesi, ha apportato dei miglioramenti nel 64% dei pazienti trattati (Palacios-Sànchez et al., 2015).

I benefici dell’acido-α-lipoico per le patologie oculari.

Abbiamo già discusso il ruolo dell’α-LA nella cataratta del diabetico, ma gli effetti benefici di questo antiossidante sono stati riscontrati anche nella popolazione generale per diverse affezioni oculari. Vediamo di cosa si tratta!

Mentre sui benefici per le cellule gangliari esistono solo evidenze precliniche (Liu et al., 2016), così non è riguardo quelli per le cellule della macula.

In 100 pazienti con degenerazione maculare secca, infatti, la supplementazione con 200mg/die di α-LA ha aumentato, dopo 3 mesi, i livelli di superossido dismutasi (marker delle difese antiossidanti) e la sensibilità al contrasto visivo, in modo significativo rispetto alla vitamina C (Tao et al., 2016)

Acido-α-lipoico e fibromialgia.

La fibromialgia è una patologia reumatica cronica, che colpisce prevalentemente le donne e può insorgere a causa di vari fattori, tra cui: la genetica, le infezioni, i disturbi del sonno e del tono dell’umore, nonché le alterazioni ormonali indotte dallo stress; non è invalidante ma può avere un impatto negativo sulla quotidianità del paziente.

Il sintomo caratteristico di questa condizione è il dolore diffuso, presente da almeno 3 mesi in 11 regioni corporee su 18, accompagnato da: fatica, insonnia, umore depresso, deficit cognitivi e manifestazioni neurologiche (disfunzioni intestinali, urinarie e cardiache).

L’acido-α-lipoico, grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, può coadiuvare la terapia farmacologica (antidolorifici, rilassanti muscolari e psicofarmaci), migliorandone l’efficacia; spesso viene assunto con altri antiossidanti (provitamina A, vitamine C ed E), molecole che migliorano il trofismo dei muscoli (L-carnitina) ed estratti vegetali antinfiammatori (curcuma, ananas e peperoncino).

Acido-α-lipoico per il benessere di pelle e capelli.

Ma i benefici dell’acido-α-lipoico non si limitano alle condizioni mediche! Esso, infatti, grazie alle proprietà antiossidanti e alla capacità di accumularsi nell’epidermide, aiuta a prevenire e correggere i segni del fotoinvecchiamento, come le macchie brune e le rughe sottili, che si formano per l’azione lesiva dei raggi solari.

Le radiazioni ultraviolette, infatti, inattivano i meccanismi detossificanti dell’epidermide, quali: enzimi (catalasi e superossido dismutasi), glutatione, vitamine C ed E, fondamentali per prevenire l’ossidazione delle membrane lipidiche e della melanina (il pigmento cutaneo che, se prodotto in eccesso, forma le macchie brune).

Gli effetti antiage sono stati valutati in alcuni studi clinici, nei quali l’α-LA è stato testato da solo o in associazione ad altri componenti.

In uno studio clinico di Beitner (2003), 33 donne con pelle invecchiata dal sole hanno applicato, su una metà del viso, una crema al 5% di α-LA, e sull’altra il placebo, 2 volte/die per 12 settimane. Dai risultati è emerso che l’α-LA ha apportato dei miglioramenti significativi sulla ruvidità cutanea (- 50,8% vs - 40,7% del placebo).

  • Oltre a ciò, sembra che l’acido tiottico possa migliorare lo spessore e l’elasticità della cute, lenire gli arrossamenti e spianare le rughe sottili, quando associato a proteine marine, estratto di corteccia di pino, vitamine e minerali (Thom, 2005).

Non molto tempo fa, inoltre, sono emerse le potenzialità anticaduta nell’alopecia androgenetica (la perdita di capelli provocata dagli androgeni, gli ormoni sessuali maschili). Il razionale d’impiego si basa sul fatto che questa forma di alopecia è associata, oltre alla stimolazione dei recettori androgeni, anche ad un processo infiammatorio a carico dei follicoli piliferi.

In uno studio in vitro, Chen et al. (2016) hanno evidenziato come, l’associazione tra α-LA, Serenoa repens e carnitina, sopprima l’espressione dei geni infiammatori coinvolti nella caduta dei capelli.

Acido-α-lipoico contro gli acufeni: è efficace?

Gli acufeni sono dei rumori fastidiosi, di intensità variabile, che possono essere percepiti come fischi, ronzii, pulsazioni o rumori intermittenti; l’eziologia è multifattoriale e, ad oggi, non è stata ancora trovata una cura. Dal momento che l’acido tiottico ha effetti benefici sulla circolazione sanguigna, le cui disfunzioni sono tra le cause di acufeni, si è pensato ad esso come una potenziale cura per il problema. In uno studio di Polanski et al. (2016), tuttavia, si è visto che la somministrazione di α-LA e vitamina C (60mg/die e 600mg/die), per 6 mesi, non ha prodotto dei miglioramenti significativi sui sintomi, rispetto al placebo e al controllo.

Come abbiamo visto, dunque, l’acido-α-lipoico può rappresentare un valido alleato della salute, per la prevenzione e il trattamento di svariate affezioni. Ma è sicuro? Scopriamolo!

Controindicazioni e reazioni avverse.

Prima di concludere, ci sembra doveroso parlare dei rischi legati all’assunzione dell’α-LA che, seppur ben tollerato dall’organismo, può provocare effetti indesiderati dipendenti dalla dose utilizzata.

Ricordiamo che, in linea di massima, l’acido tiottico viene assunto ciclicamente alla dose di 400-800mg al giorno, possibilmente a stomaco vuoto, per un periodo di tempo variabile a seconda della condizione trattata.

In uno studio clinico di Sarezski et al. (2016), è stato evidenziato che l’acido tiottico è ben tollerato alla dose di 600mg al giorno, mentre dosaggi superiori possono provocare: flushing (arrossamento del volto accompagnato da una sensazione di bruciore) e disturbi gastrointestinali; altri studi, invece, riportano anche vertigini, mal di testa, orticaria e prurito (Ziegler et al., 2006; Zhang et al., 2011).

L’assunzione dovrebbe avvenire sotto controllo medico nei pazienti diabetici, per possibili interazioni con la terapia ipoglicemizzante, in gravidanza e durante l’allattamento.

Le informazioni riportate hanno uno scopo puramente illustrativo, pertanto, non sostituiscono in alcun modo il rapporto medico-paziente. Per maggiori informazioni, rivolgetevi al medico o altro specialista della salute.

Informazioni Sugli Autori: - Dottoressa Jessica Zanza ( Farmacista)

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