Ormoni steroidei: quali sono? Sintesi, funzioni, assunzione e controindicazioni

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in farmacia)

Gli ormoni steroidei hanno molteplici funzioni, dallo sviluppo dei caratteri sessuali nell’uomo e nella donna, al metabolismo di zuccheri, lipidi e proteine. Sai quali sono e in che modo vengono sintetizzati? Vediamo insieme come sono prodotti dal nostro organismo e quali sono le controindicazioni legate all’assunzione degli steroidi di sintesi a scopo terapeutico e non!

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Quali sono?
  3. Sintesi
    1. Trasporto nel sangue
    2. Meccanismo d'azione
  4. Funzioni
    1. Corticosteroidi
    2. Androgeni
    3. Estrogeni e progestine
  5. Quando è necessaria integrazione?
    1. Terapia anticoncezionale
    2. Controindicazioni
    3. Menopausa
    4. Farmaci androgeni
    5. Controindicazioni
    6. Corticosteroidi
  6. Ormoni e sport
  7. Steroidi naturali

Cosa sono gli ormoni steroidei?

Gli ormoni sono molecole, prodotte dai tessuti ghiandolari, che consentono la comunicazione cellulare a distanza e raggiungono le cellule bersaglio attraverso la circolazione sanguigna.

Gli ormon, in base alla struttura chimica, si possono distinguere in:

Quali sono?

I principali ormoni steroidei sono:

Come avviene la sintesi degli ormoni steroidei?

Il nostro organismo sintetizza gli ormoni steroidei a partire dal colesterolo, in seguito all’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario. I neuroni ipotalamici rilasciano degli ormoni noti come liberine, che stimolano l’ipofisi anteriore a secernere diversi mediatori. Tra questi vi sono le gonadotropine e la corticotropina, le quali stimoleranno a loro volta, rispettivamente, la sintesi steroidea a livello delle gonadi (testicoli e ovaie) e delle surreni.

La sintesi ha inizio nella membrana interna dei mitocondri, dove il colesterolo viene processato dal complesso enzimatico del citocromo P450: così si ha la rimozione parziale della catena alchilica legata al C17 e la sua successiva ossidazione, portando alla formazione dello steroide pregnenolone. A sua volta, il pregnenolone viene usato per la sintesi delle progestine, dei corticosteroidi, degli androgeni e, indirettamente, degli estrogeni.

Ma che accade dopo?

Trasporto di questi ormoni nel sangue.

A questo punto, gli ormoni così sintetizzati vengono immessi in circolo. A causa del loro carattere lipofilo (ovvero affine ai grassi, per cui non sono solubili nei liquidi acquosi come il plasma), questi vengono veicolati ai tessuti bersaglio da alcune proteine trasportatrici (carriers). Gli steroidi viaggiano legati prevalentemente alle albumine, proteine aspecifiche ma con un’elevata affinità di legame; solo una modesta quota si lega a carriers specifici: le SHBG (globuline leganti gli ormoni sessuali) e le CBG (globuline leganti i corticosteroidi).

Il legame con le proteine vettrici non solo permette agli ormoni di spostarsi liberamente, ma ne aumenta l’emivita (ovvero il tempo necessario a dimezzare la loro concentrazione nel sangue) e la durata d’azione, impedendo ai vari sistemi enzimatici di metabolizzarli. L’attività enzimatica può portare a metaboliti inattivi (come i glucuronidi e i solfati prodotti nel fegato ed escreti con le urine) o a composti ancora attivi. Alcuni, come l’estriolo derivante dall’estrone e dall’estradiolo, sono dotati di scarsa attività; altri, come il diidrotestosterone, sono molto più potenti dei loro precursori.

Meccanismo d’azione degli ormoni steroidei.

In linea generale, gli ormoni steroidei agiscono in relazione con recettori intracellulari, attivando i quali avviene una modifica dell’espressione genica della cellula bersaglio. In particolare, i corticosteroidi interagiscono con recettori citoplasmatici, mentre estrogeni e androgeni possono interagire sia con recettori citoplasmatici, sia con recettori nucleari. In assenza dell’ormone, questi recettori sono mantenuti inattivi attraverso il legame con delle proteine, le heat shock proteins (HSP, proteine dello shock termico). A seguito del legame con l’ormone, il recettore si stacca dalle HSP, si unisce ad un altro recettore uguale (processo noto come omodimerizzazione) e migra nel nucleo (questo accade nel caso di recettori citoplasmatici, come quelli per i corticosteroidi). Una volta nel nucleo, il recettore si lega a particolari sequenze del DNA (note come elementi responsivi), modificando l’espressione genica della cellula. Dal momento che i geni contengono le informazioni per la sintesi delle proteine, a seguito dell’azione ormonale, la sintesi potrà essere stimolata o repressa.

Per capire meglio quanto affermato, prendiamo come esempio l’aldosterone. Come si vedrà in seguito, esso è implicato nella regolazione della concentrazione sanguigna degli elettroliti e, in particolare, stimola il riassorbimento renale di sodio. Come ci riesce? Semplice: aumenta l’espressione dei geni che codificano per le proteine in grado di trasportare il sodio, dunque ne stimola la sintesi!

Cosa fanno questi ormoni endogeni? Le funzioni principali.

Quella degli steroidi rappresenta, sicuramente, una delle tipologie ormonali più variegate in quanto a funzioni. Non le conosci? Approfondiamole ora!

Azioni e proprietà dei corticosteroidi.

Al gruppo dei corticosteroidi, così chiamati perché prodotti dalla corteccia delle ghiandole surrenali, appartiene, tra gli altri, il cortisolo, il quale regola il metabolismo e le risposte infiammatorie ed immunitarie. Infatti esso:

Altro tipo di corticosteroide è l’aldosterone, che invece influenza la concentrazione di elettroliti nel sangue: infatti, stimolando il riassorbimento renale di sodio, determina un innalzamento della pressione arteriosa.

Quali sono le funzioni degli androgeni? Sviluppo maschile e non solo!

Gli androgeni, a cui abbiamo già accennato in precedenza, svolgono delle attività basilari nell’organismo. In particolare si segnalano per:

Che importanza hanno estrogeni e progestine per le donne?

Queste due tipologie ormonali interessano soprattutto le donne, in particolare:

Quando è necessaria l’assunzione di ormoni steroidei.

In alcune condizioni, si può rendere necessaria l'assunzione di ormoni steroidei.

Possono essere diverse: carenze endogene (come accade in menopausa o nell’ipogonadismo), processi infiammatori, volontà di evitare gravidanze indesiderate, etc. Spesso e volentieri si tratta di terapie a lungo termine, nel qual caso non è infrequente la manifestazione di effetti collaterali.

Terapia anticoncezionale.

Chi segue una terapia anticoncezionale si può avvalere di due strategie:

Ma cosa avviene di preciso? In questo trattamento, i dosaggi ormonali assunti sono tali da inibire il rilascio ipofisario di gonadotropine e, quindi, l’ovulazione.

In situazioni di emergenza, l’assunzione di un dosaggio elevato di Levonorgestrel (pillola del giorno dopo) induce dei cambiamenti nell’endometrio che sfavoriscono l’impianto dell’embrione e, di conseguenza, una gravidanza indesiderata.

Possono presentarsi controindicazioni?

In realtà, l’insorgenza di effetti collaterali in donne non a rischio (non fumatrici, non diabetiche, etc.) è bassa. Tuttavia, tra quelli più comuni vanno annoverati:

Ci sono dei casi, poi, in cui gli anticoncezionali orali sono assolutamente controindicati, ad esempio:

Anticoncezionali a parte, c’è anche una normale fase della vita femminile in cui gli ormoni possono essere assunti regolarmente per ottenerne benefici. Vuoi sapere a cosa ci stiamo riferendo?

Ormoni per contrastare i disturbi di menopausa e postmenopausa.

Le donne in menopausa assumono estrogeni principalmente per contrastare i sintomi vasomotori (le cosiddette “vampate”), la perdita di massa ossea (per inibizione dell’attività degli osteoclasti) e i sintomi legati all’atrofia dell’epitelio vaginale e vescicale (secchezza, prurito, dolore e difficoltà nella minzione).

Una volta superata la menopausa, si inizia una terapia ormonale sostitutiva che prevede l’assunzione degli estrogeni associati alle progestine, onde ridurre il rischio di carcinoma dell’endometrio altrimenti elevato.

Anche in questo caso la terapia ormonale è controindicata per le fumatrici!

Terapia con farmaci androgeni: ipogonadismo.

I farmaci androgeni vengono usati principalmente nell’ipogonadismo maschile, una disfunzione dei testicoli che può essere dovuta a un deficit di testosterone e/o a fattori genetici. La condizione si può manifestare prima o dopo la pubertà:

La terapia si avvale di derivati sintetici del testosterone che, rispetto a quest’ultimo, sono meno sensibili all’inattivazione enzimatica e, quindi, hanno una maggior durata d’azione.

Altri impieghi degli androgeni, sebbene meno diffusi, sono il trattamento di alcune forme di tumore alla mammella, l’ipostaturismo e stati di grave deperimento.

Quando sono controindicati i farmaci androgeni?

Per quanto riguarda le controindicazioni, è fondamentale che i pazienti trattati non siano affetti da tumori alla prostata e/o malattie cardiovascolari. Per il resto, gli effetti collaterali sono dovuti, principalmente, al sovradosaggio e nell’uomo adulto possono provocare:

Nel bambino, invece, si possono osservare le seguenti controindicazioni:

Qualora, infine, ad assumere gli androgeni sia una donna, si può verificare l’acquisizione irreversibile dei caratteri sessuali tipicamente maschili quali:

Cosa si rischia usando i corticosteroidi contro le infiammazioni?

I derivati cortisonici trovano largo impiego in patologie infiammatorie e allergiche come l’artrite reumatoide, il lupus e l’asma bronchiale. Ma è vero che comportano dei pericoli per la salute? Sì, anche in questo caso possono insorgere degli effetti collaterali durante la terapia, tra i quali:

L’uso illegale degli ormoni steroidei nello sport.

Diversi atleti, non solo a livello agonistico ma anche i comuni frequentatori delle palestre, utilizzano illegalmente gli ormoni steroidei, precisamente gli androgeni. Perché? L’ambizione individuale e la necessità di rendersi sempre più competitivi ha portato a un’ampia diffusione di tale pratica, considerata una forma di doping: il suo obiettivo è, infatti, quello di migliorare le prestazioni fisiche dell’atleta!

Gli effetti dopanti di questi ormoni sono riconducibili a un triplice meccanismo d’azione:

Puoi approfondire il ruolo degli ormoni nell'aumento della massa magra.

Accanto agli effetti positivi ricercati, ritenuti dopanti, ve ne sono molti altri che possono compromettere la salute degli sportivi che assumono androgeni. Oltre a quelle già citate, le principali controindicazioni sono:

I fitoestrogeni: ormoni steroidei naturali!

Il regno vegetale è ricco di molecole con una struttura simil-steroidea, che vengono estratte ed impiegate per la sintesi farmaceutica.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di composti dotati di una debole attività estrogenica (i cosiddetti “fitoestrogeni”), tra i quali gli isoflavoni, i lignani e i cumestani.

Negli ultimi anni, è andato diffondendosi l’uso di integratori alimentari a base di questi fitofarmaci per contrastare i sintomi della menopausa e della sindrome premestruale.

E sai com’è nata l’idea? Dalla semplice osservazione che le donne asiatiche (aventi un’alimentazione ricca di soia e dei suoi derivati) risentano meno dei sintomi menopausali rispetto alle donne occidentali!

La somiglianza strutturale con gli ormoni femminili fa sì che i fitoestrogeni siano in grado di interagire con i recettori estrogenici, con effetti dipendenti dai livelli di ormoni circolanti. Gli isoflavoni, infatti, hanno un’attività molto più debole rispetto all’estradiolo (il principale estrogeno umano) e ne consegue che:

In questo secondo caso, i fitoestrogeni possono rappresentare un valido aiuto per alleviare alcuni sintomi fastidiosi della menopausa, come il climaterio (le “vampate”), l’ansia e l’irritabilità.

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Dottoressa Jessica Zanza
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