Nei: cosa sono? Tipi, controllo, mappatura e rimozione

Ultimo aggiornamento:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

In termini generali, i nei sono delle piccole alterazioni cutanee di natura prevalentemente benigna molto comuni, che si riscontrano praticamente in tutti i soggetti. Ne esistono diverse tipologie, solitamente benigne, ma in alcuni casi possono essere anche displastici. Pertanto è necessario sottoporsi annualmente alla mappatura per identificare quelli che sembrano sospetti e, qualora necessario, procedere alla loro rimozione.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Il controllo dei nei
  4. Mappatura
  5. Rimozione
    1. Laser
    2. Classica
    3. Shaving

Conosciamo i nei: cosa sono?

Il neo, o più correttamente il nevo, è un'alterazione benigna simile ad un'escrescenza che può essere di tipo cromatico (cioè può variare di colore) o morfologico (cioè può variare di forma, ad esempio, può essere in rilievo) che si sviluppa sulla superficie cutanea (epidermide).

Come anticipato, i nei sono comunissimi in tutti i soggetti, particolarmente nei soggetti con pelle e capelli chiari, e possono comparire sia durante il corso della propria vita, sia essere presenti sin dalla nascita.

Sebbene i nei siano delle alterazioni benigne, in alcuni casi possono degenerare e diventare maligni, dando origine ad un tumore noto come melanoma.

Tipologie: maligni e benigni.

E’ possibile classificare e distinguere i nei in base a diversi parametri:

Un primo parametro è relativo alla distinzione dei nei in base alla loro insorgenza, cioè quando e come sono comparsi sulla pelle, per cui vi sono:

Un secondo parametro è poi quello relativo proprio alla tipologia di neo ed alla sua origine, in base al quale distinguiamo:

Quindi, i nei più comuni sulla pelle sono proprio i suddetti nei melanocitici, i quali possono essere ulteriormente suddivisi in:

Vi sono poi altre tipologie di nei che hanno colori e dimensioni intermedie tra quelli sopra citati e che differiscono l'uno dall'altro per piccolissimi dettagli come la consistenza o la localizzazione. Tra questi abbiamo:

Infine, sulla base del loro potenziale maligno, possiamo distinguere nei:

Data la vasta di gamma di nei che tutti noi abbiamo sulla pelle, alcuni dei quali, come abbiamo visto, possono essere di tipo maligno o evolversi come tale.....è necessario capire l’importanza di come effettuare un controllo e come procedere nel caso sia opportuno un intervento di rimozione.

Vediamo insieme cosa fare e come intervenire!

Quando preoccuparsi di queste piccole macchie?

Per conoscere nello specifico la natura dei propri nei, individuare quelli benigni e quelli che invece hanno potenziale maligno, ed eventualmente intervenire in tempo, è necessario fare periodicamente un controllo dei propri nei.

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Questo controllo avviene tramite una visita specialistica, quindi, dermatologica che andrebbe eseguita almeno una volta l'anno da tutti quei soggetti che presentano molti nei, pelle e capelli chiara, e, in generale, da tutti i soggetti che hanno familiarità per il melanoma.

Inoltre, è bene e prudente recarsi subito dal dermatologo quando si verifica una delle seguenti condizioni:

In tutti questi casi è bene recarsi dal proprio dermatologo per un accurato esame e per, eventualmente, rimuovere il neo maligno.

La mappatura per individuare i nei pericolosi.

Per individuare i nei più pericolosi a rischio di evolvere in melanoma, si esegue una procedura dermatologica nota come mappatura dei nei. Tale procedura viene eseguita in due step:

Rimozione per evitare l'evoluzione in melanoma!

Quando il dermatologo identifica un neo sospetto sarà necessario procedere alla sua rimozione per evitare la sua evoluzione in melanoma.

L'intervento chirurgico è consigliabile per tutti i nei che vengono ritenuti sospetti e, ad oggi, esistono diverse tipologie di intervento chirurgico che presentano dei vantaggi ma anche degli svantaggi.

Rimozione laser.

Il neo viene rimosso mediante l'ausilio di un laser che brucia mediante il calore le cellule componenti il neo. Si esegue in day hospital ed in anestesia locale e prevede un periodo di guarigione dell'area trattata che va dai 7 ai 15 giorni. Sebbene sia un tipo di intervento moderno, rapido e confortevole per il paziente, presenta un grosso svantaggio: non è infatti possibile eseguire l'esame istologico del neo in quanto questo viene completamente distrutto. Pertanto, in caso di neo già sospettato di essersi evoluto in melanoma non è consigliabile come tipologia di intervento.

Approfondisci i molteplici utilizzi del laser.

Rimozione classica.

E' una tipologia di intervento più invasiva rispetto al laser ma molto più utilizzata poiché consente di eseguire l'esame istologico del neo identificato come sospetto. L'intervento consiste nel praticare un'anestesia locale nel punto da operare e nella conseguente rimozione chirurgica del neo e della parte di cute che lo contiene. Talvolta può lasciare una piccola cicatrice ed il periodo di guarigione della ferita va dai 7 ai 20 giorni. Anche questo intervento viene comunemente eseguito in day hospital.

Rimozione a "shaving".

Si tratta di un intervento intermedio tra il laser e l'intervento classico e consiste nel rimuovere il neo alla sua base, eliminando cioè la parte in rilievo rispetto alla cute (come se si tagliasse il neo con una lametta) da cui deriva il nome a "shaving", dall’inglese "a rasatura". Dopo la rimozione del neo, praticata in anestesia locale, si fa cicatrizzare la parte di cute mediante la diatermocoagulazione, una tecnica basata su uno strumento elettrico capace di generare corrente elettrica ad impulsi e di tagliare o cicatrizzare l'epidermide (evitando la formazione di un'antiestetica cicatrice). A questo punto, la ferita che ne deriva viene medicata per un tempo che va da 7 a 15 giorni e sarà anche possibile eseguire l'esame istologico del neo.

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Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

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