Gravidanza a rischio: primi sintomi, prevenzione e diritti sul lavoro

Consulente Scientifico:
Dottoressa Laura Lombardo
(Specialista in ostetricia)

Con quali sintomi si presenta una gravidanza a rischio? Quali le cause ed i fattori che rendono un periodo cosi particolare della vita di una donna ancora più delicato? Vediamo se è possibile prevenire i rischi per la gestazione, per la madre e per il nascituro e quali sono i diritti per le donne lavoratrici in caso di complicazioni della gravidanza.

    Indice Articolo:
  1. Quando è considerata a rischio?
  2. Cause preesistenti la gravidanza
  3. Fattori di rischio
  4. Patologie della gravidanza
  5. Primi sintomi
  6. Prevenzione
  7. I diritti delle lavoratrici

Quando una gravidanza è considerata a rischio?

Non è facile dare una definizione di gravidanza a rischio in quanto il concetto può racchiudere varie situazioni.

In generale una gravidanza ha necessità di maggiori attenzioni quando si verificano delle condizioni di potenziale pericolo per il proseguimento della gravidanza stessa, per la madre o per il feto.

Più nel dettaglio, possiamo parlare di rischio quando sussiste uno di questi fattori:

Accanto a queste evenienze se ne può verificare un’altra che, di per se, non è considerata patologica, ma necessita di maggiore attenzione durante i nove mesi: la gravidanza gemellare.

Patologie materne preesistenti che creano dei pericoli per la gestazione.

Talvolta la futura mamma soffre di una patologia già prima del concepimento.

Con il costante miglioramento della medicina, oggi è possibile tenere a bada delle patologie sistemiche che prima potevano addirittura precludere la strada verso un figlio. Spesso sono patologie con cui la donna impara a convivere bene e che vengano tenute sotto controllo con esami e medicine, prescritte dallo specialista.

Le più frequenti sono:

Fattori di rischio.

Esistono poi dei fattori che non sono patologici, ma potenzialmente possono causare dei problemi nel proseguimento della gravidanza o al momento del parto. Vediamone alcuni:

Età: l’età della mamma può contribuire in qualche modo ad aumentare il rischio legato alla gravidanza. Infatti, una gravida con età inferiore a 20 anni corre più rischio di sviluppare la gestosi, specie se è alla prima gravidanza, in quanto è più probabile che si crei un difetto della placentazione che è il motivo alla base dello sviluppo della malattia; nel caso opposto, le gravide con più di 35- 40 anni hanno un rischio aumentato di concepire un bimbo con anomalie genetiche (Es. Sindrome di Down), in quanto è più probabile che si verifichino problemi al momento del riarrangiamento cromosomico nelle prime fasi di divisione del prodotto del concepimento.

Costituzione fisica: una donna con un bacino molto piccolo può incorrere in problemi durante la gravidanza:

Inoltre una donna con un peso inferiore a 45 kg ha un maggiore rischio di avere un figlio sottopeso a causa della scarsa disponibilità di nutrienti materni; al contrario una donna obesa o gravemente obesa ha un rischio alto di sviluppare diabete gestazionale a causa dello scompenso glicemico che si può creare e questo comporta anche un rischio maggiore di partorire un figlio macrosoma, con peso alla nascita superiore a 4000 gr.

Alterazioni dell’apparato genitale: alcune patologie legate ad alterazioni dell’apparato genitale femminile possono aumentare il rischio della gravidanza in corso:

Contatto con sostanze pericolose: vivere o lavorare in un ambiente con sostanze nocive può causare malformazioni fetali o un aborto precoce. Tra queste ricordiamo: radiazioni, piombo, mercurio, arsenico, diossina, cadmio, nichel.

Patologie legate alla gravidanza che la rendono a rischio.

Esistono poi delle situazioni che si generano nel corso della gravidanza che possono metterne a rischio la prosecuzione e quindi necessitano di misure speciali per salvaguardarla.

Queste possono essere:

Puoi approfondire le cause e le terapie del diabete in gravidanza

Quali sono i primi sintomi?

La sintomatologia dipende ovviamente dalla causa e dalla patologia che si instaura.

Nel caso in cui la mamma soffra già di un disturbo precedente alla gravidanza, sarà più semplice gestire i nove mesi dell’attesa in quanto lo specialista saprà indicare la strada migliore e anche eventuali farmaci compatibili con la gestazione.

Se invece si presenta una delle patologie legate alla gravidanza, bisogna prestare molta attenzione ai primi sintomi e riconoscerli in tempo.

Nel caso della gestosi, abbiamo visto che i tre sintomi principali sono:

Quindi se la futura mamma dovesse notare un gonfiore eccessivo o una ritenzione di liquidi, può recarsi dallo specialista che effettuerà i controlli del caso, misurando la pressione più volte in una settimana e prescrivendo un esame delle urine.

In caso di minaccia d’aborto, il sintomo più evidente è la perdita di sangue. In realtà all’inizio della gravidanza qualche leggera macchietta può anche essere normale, ma una perdita di colore rosso vivo, specie se abbondante, deve farci sempre mettere in allarme.

Approfondisci le cause di perdite nelle varie fasi della gravidanza.

Un altro sintomo della minaccia d’aborto è il dolore, che in genere è localizzato al basso ventre ed è simile a quello che comunemente le donne provano quando hanno le mestruazioni. Il dolore non è però sempre presente o altre volte è localizzato alla schiena o può essere scambiato per un normale dolore addominale.

Ad ogni modo, se sono presenti questi due sintomi, è bene rivolgersi ad un medico che possa accertare ecograficamente o con un prelievo di sangue il buon andamento della gravidanza.

Il diabete gestazionale o l’ipertensione in genere vengono scoperti casualmente durante un controllo di routine della gravidanza.

Da un prelievo di sangue per il controllo della glicemia possono uscire dei valori alterati che possono far sospettare una anomalia.

Valori glicemici alterati se:

  • il valore della glicemia ad un controllo di routine è compreso tra 92 e 126 mg/dl

  • il valore della glicemia a digiuno è superiore a 126 mg/dl in due momenti della giornata

  • il valore della glicemia è pari o superiore a 200 mg/dl in qualunque momento della giornata confermato da un altro dosaggio superiore a 126 mg/dl a digiuno

Il diabete in genere non dà una franca sintomatologia, ma i disturbi che possono mettere in allarme sono:

L’ipertensione gravidica, come abbiamo detto, viene di solito riscontrata durante una visita di controllo. Anche in questo caso, i sintomi possono non essere presenti o essere lievi e transitori.

Ad ogni modo, il sintomo più frequente che spinge una donna gravida a rivolgersi al proprio specialista è il mal di testa.

Un mal di testa costante, con o senza disturbi della vista, deve sempre indurre la gestante ad un controllo pressorio. Valori superiori a 90/140 mmhg hanno bisogno di un monitoraggio più stretto e di terapia se lo specialista lo ritiene necessario, in quanto se la pressione dovesse superare i 120/160 mmhg, la madre può rischiare convulsioni e altri disturbi neurologici.

Puoi approfondire i rimedi per il mal di testa in gravidanza.

E’ possibile prevenire una gravidanza a rischio?

La prevenzione è fondamentale quando la futura mamma ha già dei disturbi che possono essere complicati dalla gravidanza. E’ infatti opportuno rivolgersi allo specialista per scegliere la strada per portare avanti la gestazione nel migliore dei modi, senza mettere in pericolo la salute di madre e figlio.

In tutti gli altri casi, esistono delle piccole “regole” da poter seguire per evitare di incorrere in problemi durante la gravidanza.

Eccone alcune:

Approfondisci i rischi della toxoplasmosi in gravidanza.

I diritti delle lavoratrici con gravidanza a rischio.

Nel caso in cui la futura mamma sia una lavoratrice dipendente (occupata, disoccupata, sospesa, badante, colf, lavoratrice agricola), può chiedere l’astensione anticipata dal lavoro (rispetto al canonico settimo mese di gestazione) in questi casi:

L’astensione anticipata vale sia per le donne che lavorano nell’ambito del pubblico sia per coloro che lavorano in aziende private.

La domanda va presentata, accompagnata da un certificato medico, alla sede della propria Asl di appartenenza.

Se il certificato è redatto da un medico ginecologo che non lavora nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, dunque un libero professionista, la donna deve ugualmente recarsi presso l’Ufficio competente della propria Asl di appartenenza per far si che la condizione venga riconosciuta anche da un professionista del sistema pubblico.

Se invece la donna si rivolge direttamente ad un medico della struttura pubblica (es. Consultorio), non ha necessità di ulteriori accertamenti.

Il certificato deve contenere:

  1. attestazione stato di gravidanza

  2. data presunta del parto

  3. la diagnosi delle complicanze o dello stato di salute della madre

  4. la durata della prognosi e il termine della stessa

  5. eventuale dichiarazione del datore di lavoro che indica il lavoro stesso come sconsigliato ad una donna in gravidanza

  6. l’impossibilità da parte del datore di lavoro di spostare la donna su altre mansioni

 La stessa Asl si occuperà di inviare una copia del documento, per via telematica, all’INPS, mentre sarà cura della futura mamma portare una copia al proprio datore di lavoro e presentare all’INPS la richiesta della retribuzione sostitutiva, rispetto al suo stipendio.

La retribuzione è la stessa che si percepisce in caso di astensione obbligatoria dal settimo mese, ossia l’80 % dello stipendio.

La domanda ha validità retroattiva, nel senso che vale dal giorno in cui viene consegnata, anche se il via libera viene dato successivamente, dopo i controlli di rito.

Da quel momento in poi, decade l’astensione per malattia e comincia l’astensione anticipata per gravidanza e quindi la donna non sarà più costretta, se non per motivi di salute, a restare a casa in attesa della visita fiscale da parte del medico competente.

In genere la retribuzione viene anticipata dal datore di lavoro, che poi riceverà un conguaglio dall’INPS.

Solo in alcuni casi, il pagamento arriva direttamente dall’INPS:

In questi casi, ci si recherà all’INPS con la seguente documentazione:

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