Toxoplasmosi in gravidanza: rischi, prevenzione e cibi da evitare

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

La toxoplasmosi in gravidanza comporta gravi rischi per il feto. Come si previene? Approfondiamo i cibi evitare ed i comportamenti giusti per le donne incinte.

    Indice Articolo:
  1. Cosa è?
    1. Trasmissione
  2. Sintomi
  3. Rischi in gravidanza
    1. Primo trimestre
    2. Secondo trimestre
    3. Terzo trimestre
  4. Conseguenze sul feto
  5. Diagnosi
  6. Prevenzione
    1. Igiene
    2. Alimentazione

Cos’è la toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è una malattia causata da un protozoo, il toxoplasma gondii è un parassita scoperto per la prima volta agli inizi del novecento in un roditore nordafricano, il gondi. Esso si diffonde attraverso l'alimentazione e genera un’infezione, la toxoplasmosi, che può colpire molte specie di animali e di uccelli e da questi trasmettersi all’uomo.

Come si trasmette.

Il toxoplasma gondii infetta la quasi totalità degli animali, ma si riproduce solo nelle cellule che rivestono l'intestino dei gatti.

Le uova vengono espulse con le feci e ingerite da altri animali nei quali esse si diffondono, attraverso il sangue, nei tessuti.

L’uomo può contrarre la toxoplasmosi attraverso il contatto con gli escrementi infetti o col terreno in cui avviene la defecazione, o anche ingerendo carne e verdure contaminate.

Come si manifesta l'infezione da toxoplasma.

I sintomi e le conseguenze della toxoplasmosi possono essere diverse a seconda del soggetto che viene infettato:

Perché è pericolosa in gravidanza: i rischi di trasmissione madre-figlio.

Ogni donna incinta teme di contrarre la toxoplasmosi non tanto per sé quanto per le conseguenze che potrà averne il suo bambino. Conoscere la malattia aiuta a capire in che modo fronteggiarla per ridurne drasticamente il potenziale negativo.

Innanzitutto è bene sapere che la malattia viene trasmessa al feto solo quando l’infezione viene contratta dalla madre dopo il concepimento.

Il rischio di trasmissione madre-figlio aumenta con il progredire della gravidanza.

Primo trimestre: conseguenze gravi

Il rischio di trasmissione dell'infezione madre-figlio è di circa 15% durante il primo trimestre. le infezioni trasmesse durante i primissimi mesi hanno conseguenze gravi per il nascituro come aborto, idrocefalo, ritardo mentale e cecità.

Secondo trimestre: probabilità di trasmissioene più alte.

Il rischio aumenta a circa il 30% durante il secondo trimestre. Con il progredire della gravidanza aumentano sì le probabilità di trasmissione ma nello stesso tempo la toxoplasmosi si manifesta in modo più blando.

Terzo trimestre: conseguenze più blande.

Negli ultimi tre mesi di gravidanza il rischio aumenta fin quasi al 60% , ma in questo caso le conseguenze sono meno gravi perchè il bambino è già formato.

Se l’infezione materna viene diagnosticata e tempestivamente curata, le possibilità di generare un figlio sano diventano veramente molto alte e la possibilità di trasmissione o di gravi conseguenze per il neonato si riducono drasticamente.

Conseguenze della toxoplasmosi congenita sul bambino.

Il bambino infetto da toxoplasma nel grembo materno potrà sviluppare dei problemi di salute immediatamente alla nascita o nel corso della vita.

Anche bambini apparentemente sani alla nascita possono infatti, manifestare disfunzioni nel corso della loro vita.

Intraprendere immediatamente una cura, durante il primo anno di vita, garantisce ottimi risultati e limita notevolmente eventuali danni. Anche il bambino asintomatico, ma risultato positivo, dovrà essere costantemente tenuto sotto controllo per almeno i primi due anni di vita.

Eventuali terapie e soprattutto la loro durata vanno valute caso per caso.

La diagnosi.

La diagnosi di toxoplasmosi si basa su un esame del sangue, il toxo-test che rivela gli anticorpi contro il parassita, le immunoglobuline IgM e IgG.

Se si desidera una gravidanza sarebbe opportuno fare dei test diagnostici per valutare la condizione di partenza. Una volta iniziata la gestazione, il test relativo alla toxoplasmosi viene prescritto automaticamente ad intervalli regolari.

Qualora le analisi del sangue dovessero dare dei segnali di allarme per stabilire se l’infezione è stata trasmessa al feto e se abbia comportato delle complicazioni il medico può prescrivere esami più dettagliati, come l’amniocentesi o radiografie morfologiche per individuare eventuali malformazioni.

Potrebbe interessarti conoscere quali sono gli esami da effettuare nei vari trimestri della gravidanza.

Come prevenire l'infezione? Regole d’igiene e cibi da evitare.

Per prevenire la toxoplasmosi è opportuno seguire alcuni accorgimenti:

Il lavaggio degli alimenti con amuchina o bicarbonato.

Per scongiurare la presenza del parassita è necessario utilizzare dei disinfettanti specifici, i più utilizzati sono: Amuchina e bicarbonato.

L’amuchina è un ipoclorito di sodio molto diluito utilizzato per disinfettare cibi ed oggetti.

Il bicarbonato è un sale di sodio che ha proprietà sbiancanti e germicida. In effetti il bicarbonato non è un vero disinfettante, ma inibisce la crescita di virus e batteri perchè è una sostanza basica, mentre i germi prolificano in ambiente acido.

L’amuchina dunque è più sicura contro la toxoplasmosi ma per contro contiene molte sostanze chimiche.

Alimenti da evitare per ridurre i rischi di contrarre la toxoplasmosi.

E' stato accertato che la maggior parte dei contagi di toxoplasmosi in gravidanza avviene per il consumo di carne cruda o poco cotta, tuttavia anche molti altri alimenti possono essere contaminati per il contatto con terreno infetto. E' quindi buona norma evitale alcuni alimenti durante i nove mesi di gestazione:

Carne cruda o poco cotta di qualsiasi genere

Interiora e fegato

Insaccati freschi con meno di 18 mesi di stagionatura

Frutta con la buccia

Frutta non lavata accuratamente e disinfettata

Verdura cruda non lavata e disinfettata

Latte fresco non pastorizzato (soprattutto quello di capra)

Uova crude (cibi contenenti uova crude)

Acqua non potabile

Carne affumicata

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

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