Dieta a Punti: calcolo, tabella degli alimenti e menù di esempio

Ultimo aggiornamento:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

Conosciamo la dieta a punti: come funziona e come si calcolano i punti; le tabelle degli alimenti ed il menù settimanale di esempio.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è?
  2. Come funziona?
  3. Alimenti
    1. Tabelle punti alimenti
    2. Tabella per 100 grammi di alimento
  4. Menù settimanali
  5. Funziona?
    1. Quanto si dimagrisce
  6. Controindicazioni
    1. Nutrienti
    2. Coscienza alimentare
    3. Sportivi
    4. Gravidanza

Cos'è la dieta a punti?

La dieta a punti è un regime alimentare che nasce negli anni 70, è una dieta dimagrante che prevede di perdere circa un chilogrammo alla settimana ma che da adito a molte critiche in quanto l’eccessiva libertà del soggetto nel decidere il menu può sviluppare un regime alimentare non equilibrato.

La dieta inventata dal dottor Razzoli, prevede che in base al contenuto e quindi al loro apporto calorico venga assegnato ad ogni alimento un punteggio creando delle tabelle di alimenti suddivisi in base ai punti: alimenti da 0 punti, da 1 punto, da 3 punti o da 4 punti. Esistono anche delle tabelle create mettendo in relazione 100 g di alimento con il numero di punti che esso fornisce.

Il menu viene stilato in base al peso, all'altezza e al sesso della persona che avrà, in base a questi parametri, un numero minimo e un numero massimo di punti da distribuire durante l’arco della giornata. Il rapporto tra peso e altezza viene definito come indice di massa corporea e i valori normali di questo parametro variano tra 20 e 25.

Come funziona: il calcolo dei punti.

Le regole secondo cui si basa questa dieta nascono quindi dal diverso punteggio che hanno gli alimenti e dal fabbisogno di punti dell’individuo calcolato in base a peso, altezza e sesso della persona.

Per le donne di altezza media (1,55 m - 1,70 m) la tabella dei punti giornalieri in base al peso é:

  1. Fino a 70 kg da 18 a 24 punti;

  2. tra 71 e 80 kg da 20 25 punti;

  3. tra 81 e 90 kg da 22 a 27 punti;

  4. tra 91 a 100 kg da 24 a 29 punti;

  5. sopra i 100 kg da 26 a 30 punti.

Mentre per gli uomini (altezza media 1,70 m - 1,85 m):

  1. fino a 80 kg da 22 a 26 punti;

  2. tra 81 e 90 kg da 24 a 29 punti;

  3. tra 91 e 100 kg da 26 a 30 punti;

  4. tra 100 e 110 kg da 28 a 32 punti;

  5. sopra i 110 kg da 30 a 35 kg:

La dieta in questo modo apporta circa 1300 – 1400 calorie ed è quindi assimilabile ad una dieta ipocalorica.

Per facilitare il calcolo dei punti esistono dei calcolatori automatici on line che, inserendo peso, altezza e sesso, calcolano il giusto numero di punti giornalieri. Il numero dei punti sopra elencato è da intendersi a pasto.

I punti si attribuiscono anche all'attività fisica, per esempio una passeggiata vale due punti, mentre mezzora di corsa vale 5 punti. Non è previsto un mantenimento diverso da quello che prevede la dieta stessa.

Gli alimenti del programma Weight Watchers.

Gli alimenti di questa dieta vengono suddivisi in base a un punteggio che, teoricamente, dovrebbe basarsi sul loro apporto calorico.

I punti si basano sul programma Linea Punti americano, il Weight Watchers, e dividono gli alimenti in quattro grandi gruppi. da 0, 1, 3 e 4 punti.

Gli alimenti, avendo 0 punti, possono essere consumati a volontà.

Tabelle degli alimenti in base ai punti.

Alimenti da 0 punti.

Alimenti da 1 punto.

Alimenti da 3 punti.

Alimenti da 4 punti.

Tabella dei punti basata su 100 grammi di alimento.

Vediamo adesso una tabella con alcuni alimenti basata sul punteggio attribuito a 100 g di alimento dividendo gli alimenti per genere alimentare. Il minimo punteggio giornaliero in base a questa tabella è di 350 punti, corrispondente circa a 1260 kcal. Anche in questo caso esistono dei calcolatori che consentono di stilare il proprio menù personalizzato.

Carne:

Salumi:

Pesce:

Latticini:

Formaggi:

Legumi:

Condimenti:

Cereali e derivati:

Frutta:

Verdura:

Altro:

Riportiamo un esempio di menù adatti alla dieta a punti basati su tre pasti principali e due spuntini.

Menu n°1.

Questo menu è calibrato per una donna che pesa meno di 70 kg e ha un’altezza media e fornisce circa 22 punti.

 

Menu n° 2.

Questo menu fornisce 18 punti ed è specifico per chi è in sovrappeso.

La dieta a punti funziona?

I benefici di questa dieta riguardano la perdita di peso che è non troppo veloce, ne troppo lenta, e lascia molta libertà nella costruzione dei menu per cui non è una di quelle diete in cui si devono necessariamente fare molte rinunce.

Inoltre la libertà di scelta degli alimenti la rende adatta a chi segue un’alimentazione vegetariana poiché può escludere tutti gli alimenti di origine animale a suo piacimento.

Rispetto alle altre diete il metodo del punteggio costringe il soggetto a pesare gli alimenti e consiglia di abbinare l’esercizio fisico al regime alimentare.

Quanto si dimagrisce?

Questa dieta promette di perdere un chilo a settimana che è perdita di peso compatibile con la salute. Tuttavia, questa dieta è adatta a quelle persone che vogliono perdere peso ma che stanno bene in salute.

Inoltre bisogna notare che una dieta a punti non da alcuna indicazione circa la durata ed il mantenimento del peso corporeo nel tempo.

Controindicazioni, rischi ed effetti collaterali.

Nonostante il piano alimentare abbia dei punti a suo vantaggio la dieta a punti può essere controindicata per chi non consulta il parere di un esperto, e comportare degli effetti collaterali e rischi alla salute.

Può portare ad una ripartizione errata dei macronutrienti.

Il rischio della scelta degli alimenti è che la dieta risulti estremamente squilibrata e che non si abbia un apporto calorico sufficiente completo dei macro e micro nutrienti necessari tanto che si consiglia di assumere degli integratori per coprire il fabbisogno giornaliero di vitamine e minerali.

I soggetti ad esempio possono scegliere di intraprendere una dieta solo proteica, che può determinare l’insorgenza di numerosi problemi ai reni e al fegato, o una dieta al contrario ricca di alimenti grassi, con conseguente aumento di colesterolo e trigliceridi. Mentre una persona che ama i cibi dolci o molto calorici, esempio la pizza che ha ben 19 punti, potrebbe elaborare un menù su misura, che prevede il numero di punti giusti, ma non è equilibrato e non contiene tutti i macronutrienti e i micronutrienti necessari.

Non trasmette una coscienza alimentare.

Un tipo di dieta di questo genere non aiuta la persona a imparare a mangiar bene, non sviluppa insomma nessuna coscienza alimentare.

Il legame tra punteggio attribuito e calorie dell’alimento non è molto reale e questa dieta tende a preferire un regime iperproteico e low carb in quanto associa agli alimenti proteici punteggi più bassi rispetto a quelli a base di carboidrati.

Non è adatta a chi fa sport.

La dieta weight watchers non è adatta agli sportivi poiché gli atleti necessitano di quantità di macro e micronutrienti ben stabilite per potere sopportare lo sforzo muscolare.

E’ controindicata alle donne in gravidanza.

Durante la gravidanza, come è noto, occorre seguire una dieta equilibrata e soprattutto che apporti tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni per mantenere in perfetta salute la madre e per il corretto sviluppo del feto. La dieta a punti non è una dieta equilibrata e consente di eliminare alcuni alimenti che invece sono essenziali durante la gravidanza.

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

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