Picacismo: cause, sintomi, diagnosi e terapia

Il Picacismo spinge i soggetti che ne sono affetti a mettere in bocca e mangiare qualsiasi cosa capiti loro tra le mani. In alcuni casi si tratta di bambini con ritardo mentale, in altri di bambini apparentemente sani, raramente di adulti. Vediamo di cosa si tratta

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Conseguenze
  6. Terapie

Che cos’è il Picacismo?

Il Picacismo (o disturbo Pica) è un disturbo del comportamento alimentare molto particolare che consiste nel mangiare persistentemente sostanze non alimentari come gesso, carta, monete, capelli, plastica e addirittura sporcizia, escrementi o pietre.

Il termine Pica arriva da molto lontano ed è il nome latino della gazza ladra, il volatile noto per la sua voracità e la sua capacità di mangiare “tutto”.

Come l’uccello Pica si nutre di una gran varietà di sostanze, allo stesso modo, soggetti affetti da Picacismo mangiano proprio tutto, compresi i non-alimenti.

In base alla sostanza ingerita, è possibile anche utilizzare, al posto del termine Pica o Picacismo, un termine sostanza-specifico come litofagia se la sostanza ingerita sono le pietre, tricofagia nel caso in cui il soggetto ingerisca capelli, etc.

E’ importante, però, sottolineare che nel Picacismo la sostanza non alimentare ingerita non è necessariamente sempre uguale e che il soggetto può di volta in volta ingerire sostanze (non alimentari) differenti.

Qual è la fascia di età più colpita da questo disturbo?

Il Picacismo è un disturbo del comportamento alimentare tipico dell’età infantile e della prima fanciullezza con esordio più frequente tra i 12 e i 24 mesi.

Si tratta quindi di un disturbo che, secondo il DSM IV Tr (il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), non viene quasi mai diagnosticato in età adulta o adolescenziale. Infatti, sono rari i casi di soggetti adulti con questo disturbo e la letteratura scientifica evidenzia come l’abitudine a mangiare sostanze non alimentari scompare con la crescita.

Ma come mai alcuni bambini, ad un certo momento del loro sviluppo, iniziano a mangiare regolarmente sostanze non alimentari? Proviamo ad esplorare insieme le origini di questo strano disturbo.

Le cause del disturbo pica: tante ipotesi!

Individuare le “cause” del Picacismo è estremamente difficile, non esiste, infatti, una causa certa di questo disturbo ed è possibile solo fare alcune ipotesi.

Considerata l’età media di esordio, è possibile riferire il disturbo alimentare al contesto familiare di riferimento giacché, fatti salvi i casi di ritardo mentale, non è idoneo pensare a problemi o alterazioni del pensiero e della cognizione né tanto meno a conflitti inconsci.

Secondo le più autorevoli teorie psicodinamiche, infatti, l’alimentazione è una sfera molto importante dello sviluppo psico-fisico del bambino che pone l’accento sulla qualità della relazione genitori-bambino. In Italia, non sono pochi gli studiosi che si sono occupati di questo filone di ricerca e tra i più autorevoli nel campo della psicologia troviamo il gruppo del professore Ammaniti M. secondo cui l’alimentazione, a partire dall’allattamento e lo svezzamento, rappresenta il primo importante momento di interazione madre-bambino.

Relazioni familiari buone, basate sull’ascolto, la condivisione e l’espressione delle emozioni sarebbero il terreno fertile per una sana alimentazione infantile. Al contrario, un clima familiare caratterizzato da conflitti, chiusura relazionale ed evitamento delle emozioni potrebbe rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare, tra cui il Picacismo

Pertanto, non è possibile stabilire cosa o chi può provocare il Picacismo, ma è invece possibile riconoscere, più in generale, i sistemi familiari disfunzionali in cui uno o più membri possono essere particolarmente esposti al rischio di disturbi psicopatologici di tipo alimentare.

Quali sono i sintomi legati a questo disturbo alimentare?

Da un punto di vista clinico, il Picacismo appare di facile riconoscimento dal momento che il sintomo è unico e riguarda proprio l’ingestione di sostanze non alimentari.

Come detto prima però la sostanza non alimentare ingerita non è per forza sempre la stessa, il soggetto può costantemente ingerire sostanze (non alimentari) differenti. In questo ultimo caso, il disturbo può anche essere chiamato allotriofagia (“allo” da altro + “fagia” = ingestione, quindi ingestione di “altro”). I bambini e gli adulti che soffrono di picacismo possono ingerire ad esempio:sabbia; argilla;sporcizia;palle di pelo;feci di animali; ghiaccio;vernice, etc...

Come si effettua la diagnosi di picacismo?

Sebbene il quadro sintomatologico sembri molto chiaro, per poter fare diagnosi di Picacismo, è necessario che vengano soddisfatti alcuni criteri ben precisi, relativi alla durata del sintomo, al livello di sviluppo del soggetto, al suo generale rapporto con il cibo e al suo contesto socio-culturale di appartenenza.

Conseguenze del picacismo: possono essere anche gravi!

La diagnosi di Picacismo inizia spesso con il ricovero del piccolo paziente che, nella maggior parte dei casi, arriva in ospedale o al pronto soccorso per avvelenamento. Le sostanze ingerite, proprio perché non alimentari, potrebbero infatti provocare una grave intossicazione o un grave danno nel corpo del bambino.

Una delle conseguenze più diffuse è per esempio l’anemia, legata alla scarsa assunzione di sostanze nutritive contenenti ferro. Inoltre, nel 75% dei casi risulta addirittura necessario l’intervento chirurgico che avrà l’obiettivo di estrarre, laddove possibile, gli oggetti o gli altri materiali ingeriti precedentemente.

Puoi approfondire i benefici del ferro per l'organismo.

Ogni tanto la cronaca ci fornisce racconti di questo tipo, come il caso di un uomo a Palermo che nella sua vita è stato sottoposto a 23 operazioni chirurgiche necessarie ad estrarre dal suo corpo materiali di diverso tipo come batterie stilo, penne, vetro, chiodi e metallo che l’uomo aveva ingerito nel corso degli anni.

Le terapie più efficaci per curare questo disturbo.

Una volta soddisfatta l’urgenza medica, i pazienti affetti da Picacismo vengono solitamente trattati attraverso psicoterapia. L’approccio più utilizzato in questi casi è di tipo sistemico-relazionale, cioè con il coinvolgimento delle figure genitoriali e/o familiari, o - nei casi di pazienti più adulti- si può ricorrere alla psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Tra le varie strategie cognitivo-comportamentali, molto efficace risulta essere l’utilizzo dei rinforzi e delle punizioni in seguito rispettivamente a comportamenti sani (come mangiare sostanze alimentari) e a comportamenti disfunzionali (come mangiare sostanze non alimentari).

I rinforzi consistono nell’utilizzo di parole (come lodi e complimenti), oggetti (regalini di vario tipo) o comportamenti (come abbracci, sorrisi e concessioni) che, poiché valutati positivamente dal soggetto e associati al comportamento sano che li precede, servono ad incrementare l’assunzione di tali comportamenti sani. Al contrario, invece, le punizioni consistono in parole, oggetti o comportamenti che, valutati negativamente dal soggetto, servono ad estinguere il comportamento disfunzionale che li precede.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Vitalba Genna (Psicologa) - Dottoressa Francesca Vassallo

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