Leggere fa bene: perché? Benefici della lettura per il corpo e per la mente

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in dottoressa in farmacia)

Leggere fa bene, si sa, ma per quali motivi? I potenziali benefici riguardano solo la sfera psichica o si estendono anche a quella fisica? Infine cosa, come, quando e quanto leggere? Approfondiamo!

    Indice Articolo:
  1. Perché fa bene?
    1. Arricchisce il linguaggio
    2. Sviluppa l'intelligenza
    3. Rallenta l'invecchiamento
    4. Allevia lo stress
    5. Concilia il sonno
    6. E'benefico per cuore, cervello, pelle e capelli
    7. Aiuta lo sviluppo cognitivo
  2. Guida alla lettura
    1. Cosa leggere
    2. Come leggere
    3. Quando leggere
    4. Quanto leggere

Perché leggere fa bene?

Che leggere faccia bene alla salute è risaputo sin dall'antichità: tradizione vuole, infatti, che la porta della prima biblioteca al mondo, fondata a Tebe, recasse la scritta “Medicina per l’anima”. Che si tratti di leggenda o meno, sta di fatto che la lettura, può apportare benefici a livello psicofisico.

Diversi studi evidenziano l’importanza della lettura per il corpo e la mente. Essa infatti, oltre a modulare lo sviluppo e il mantenimento delle funzioni cognitive, può influenzare l’aspetto e la forma fisica, oltre a ridurre il rischio di particolari patologie. Ma ora vediamoli in dettaglio, questi benefici!

Leggere fa bene al linguaggio.

Ricordate quando insegnanti e genitori premevano affinché leggessimo costantemente? Avevano ragione! Con la lettura, infatti, si apprendono il 5-15% delle parole conosciute, come riportato da Duke and Moses su Scholastic, nel 2003. Leggere quindi, soprattutto nei più piccoli, contribuisce ad ampliare il repertorio delle parole, con effetti positivi anche sull'intelligenza verbale. Infatti, i bambini col vocabolario più ampio, possiedono un quoziente intellettivo maggiore rispetto agli altri (Duke and Moses, 2003).

Per nostra fortuna, il lessico non è predeterminato, ma può essere ampliato attraverso strategie semplicissime, come leggere ad alta voce. In questo modo, infatti, sia il lettore sia gli ascoltatori apprendono nuovi termini, soprattutto nel caso di libri o giornali divulgativi. Tra le altre strategie figurano anche la lettura in silenzio, sicuramente più intima di quella ad alta voce, e le discussioni in classe (o in casa, perché no?) su quanto letto (Duke and Moses, 2003).

I benefici della lettura sull'intelligenza.

Ebbene si! Lo dimostra uno studio pubblicato su Child Development nel 2015, condotto da Ritchie e colleghi, che aveva l’obiettivo di valutare il ruolo della lettura nello sviluppo dell’intelligenza.

Il Twins Early Development Study (questo il nome della ricerca) ha coinvolto 1890 coppie di gemelli omozigoti (aventi lo stesso DNA) sottoposte a test cognitivi a 7, 9, 12 e 16 anni. Dall'analisi dei dati risulta che i lettori precoci, cioè quelli che leggevano bene fin dai 7 anni, hanno totalizzato punteggi superiori nei test cognitivi, rispetto al proprio gemello.

Il fatto che negli omozigoti vi siano differenze cognitive, dunque, implica che l’intelligenza non dipende solo da fattori genetici ma anche ambientali, quali appunto la lettura. Come visto in precedenza, infatti, quest’ultima arricchisce il vocabolario del bambino, consentendogli di comprendere ed esprimersi al meglio.

Altra cosa degna di nota, inoltre, è che gli effetti cognitivi sono influenzati anche dal tipo di supporto usato per leggere: studi dimostrano, infatti, che la lettura su carta stampata facilita la comprensione e la memorizzazione del testo, in maggior misura rispetto a quella su tablet o altri dispositivi (Perbal, 2017).

Lo stesso Perbal attribuisce questa capacità al fatto che la carta stampata offre poche distrazioni rispetto al digitale. Libri e giornali cartacei, infatti, si leggono in modo lineare (cioè pagina dopo pagina) perché mancano i collegamenti ipertestuali (link) tipici della scrittura digitale, che dirottano l’attenzione del lettore frammentando la lettura; questo è un fatto di notevole importanza, dal momento che la lettura lineare è necessaria per interpretare le sintassi difficili, cogliere i significati nascosti e capire i contenuti fino in fondo. Ma non solo: i supporti cartacei soddisfano il bisogno di toccare con mano le pagine, voltarle e percepire le parole come oggetti fisici, azioni grazie alle quali riusciamo ad “orientarci” nel testo e ricordare i concetti di nostro interesse.

Tutti questi fattori, dunque, rendono la lettura su carta più semplice e meno faticosa, perciò più efficiente rispetto a quella su tablet o altri supporti digitali (Perbal, 2017).

Leggere fa bene al cervello, rallentandone l’invecchiamento.

Secondo una ricerca del Rush University Medical Center, pubblicata su Neurology, leggere mantiene il cervello giovane in quanto ne modificherebbe la struttura, aiutandolo a rimanere efficiente nonostante l’età (Wilson et al., 2013).

Lo studio ha coinvolto 294 uomini e donne sull'ottantina, il cui cervello è stato analizzato post-mortem. Dalle analisi dei reperti, è emerso che il declino cognitivo era inferiore nel cervello dei partecipanti che leggevano o si dedicavano ad attività che stimolano il ragionamento, come l’enigmistica.

Le aree cerebrali che trarrebbero maggiori benefici, in particolare, sono quelle coinvolte nelle funzioni esecutive (attenzione, concentrazione e memoria) come evidenziato dalla risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Di notevole interesse è lo studio condotto dalla Dottoressa Natalie Phillips, della Stanford University, che ha sottoposto gli studenti a risonanza magnetica, durante la lettura delle novelle di Jane Austen. La risonanza ha chiaramente evidenziato un aumento del flusso ematico (e con esso di ossigeno e nutrienti) nelle aree suddette, permettendo ai neuroni di funzionare al meglio.

Leggere, quindi, rappresenta un fattore protettivo verso le demenze, tra cui l’Alzheimer, e offre degli importanti spunti di ricerca per quanto riguarda i disturbi delle funzioni esecutive, come l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).

La Lettura allevia lo stress: un libro può aiutare a vivere più sereni.

Da una ricerca condotta dal Dottor Lewis, neuropsicologo cognitivo dell’University of Sussex, emerge il potenziale antistress della lettura: pensate che, leggere per soli 6 minuti, riduce la frequenza cardiaca e la tensione muscolare, elevate durante le situazioni che ci mettono a dura prova.

Lo studio dimostra, inoltre, che leggere rappresenta il miglior metodo per rilassarsi (68%) seguito da: musica (61%), una tazza di tè (54%) e una bella passeggiata (42%). Secondo l’ipotesi più accreditata, l’effetto antistress della lettura, è legato alla capacità di distrarre la mente dalle preoccupazioni e di essere accessibile in qualsiasi momento, anche per pochi minuti.

La lettura concilia il sonno.

A voi lettori è mai capitato di addormentarvi durante la lettura? È un fatto tutt’altro che strano, legato agli effetti antistress appena discussi: sembra, infatti, che leggere tutte le sere riduca i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, con effetti positivi sul ritmo sonno/veglia e, di conseguenza, sul benessere psicofisico.

Puoi approfondire il rapporto tra cortisolo e stress.

Favorisce il benessere di cuore, cervello, pelle e capelli.

Abbassando i livelli di cortisolo, infatti, la lettura migliora il sonno in termini di qualità e quantità, perciò:

Leggere aiuta lo sviluppo cognitivo e ci rende persone migliori!

Sembra un’affermazione alquanto scontata, considerando i benefici finora discussi, ma non lo è affatto!

Leggere sin da piccoli, infatti, oltre a favorire lo sviluppo intellettivo, migliora l’empatia, cioè la capacità di comprendere gli stati d’animo altrui, e il problem solving, cioè la capacità di districarsi dai problemi (Mar et al., 2009).

Secondo Mar e colleghi infatti, la lettura, soprattutto quella dei romanzi, fa si che la nostra mente simuli l’esperienza vissuta dai protagonisti, con un grado di coinvolgimento tanto più alto quanto più li sentiamo simili a noi. Il continuo ripetersi di queste simulazioni, dunque, aiuterebbe a plasmare quelle capacità utili nelle relazioni sociali e nella risoluzione dei problemi quotidiani.

Ad avvalorare questa ipotesi, inoltre, c’è la risonanza magnetica funzionale. Grazie ad essa, infatti, è stato dimostrato che, durante la lettura, si ha l’attivazione delle stesse aree cerebrali di quando si vive un’esperienza in prima persona (Annual Review of Psychology, 2011).

Alla luce di quanto visto finora, dunque, i benefici apportati dalla lettura sono molteplici. Ma come goderne appieno?

Guida alla lettura: cosa, come, quando e quanto leggere?

Prima di addentrarci nella questione, ci sembra doveroso fare una piccola premessa: non esistono regole precise al riguardo, fondamentalmente perché siamo diversi gli uni dagli altri, oltre al fatto che le nostre esigenze possono variare in base all’età, alla fase che stiamo attraversando o alla presenza di disturbi, come la dislessia, che rendono molto difficoltosa la lettura. Perciò prendete le informazioni che seguono come dei consigli, da mettere in pratica giorno dopo giorno, ed eventualmente calibrare in base alle proprie necessità. Detto questo, riprendiamo!

Cosa leggere?

Un lato positivo della lettura è la possibilità di scegliere tra numerosi generi e sottogeneri, in base ai gusti personali. In linea generale dovremmo assecondarli, perché la lettura è un piacere, un momento di svago, e non dovrebbe mai essere percepita come un obbligo e, quindi, fonte di stress. Esistono dei casi, tuttavia, in cui bisogna prestare più attenzione a cosa leggere; ad esempio:

Come leggere?

In silenzio o ad alta voce? Da soli o in compagnia? Su supporto cartaceo o digitale?

Anche in questo caso la scelta è ampia, tuttavia, ci sono dei casi in cui è più indicata una modalità piuttosto che un’altra.

Quando leggere?

In questo caso, la scelta del momento più adatto, dipende dal tempo libero o da particolari esigenze; ad esempio:

Quanto leggere?

In questo caso più che mai rispondere non è semplice, perché sono coinvolti diversi fattori, quali: il tempo a disposizione, il genere di lettura e i limiti individuali, superati i quali non si riesce a proseguire anche volendo. Il miglior consiglio che possiamo darvi, dunque, è quello di assecondare i vostri bisogni: meglio leggere poche pagine con piacere, anche se non tutti i giorni, piuttosto che sforzarsi di leggere, controvoglia, un libro alla settimana!

E con questo siamo giunti al capolinea!

Avreste mai pensato che leggere fosse così importante? In caso contrario dovreste rimediare, perché come disse Umberto Eco:

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni (...) perché la lettura è un’immortalità all'indietro”. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico o altro specialista della salute.

Informazioni Sugli Autori:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Jessica Zanza
(Specialista in dottoressa in farmacia)

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