Musicoterapia ed autismo

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Sebbene in Italia la musicoterapia quale terapia per l'autismo possa considerarsi ancora in fase embrionale, l’utilizzo di questa tecnica è invece molto diffusa in diverse zone d’Europa e del continente americano grazie a ricercatori che studiano come la musica possa fungere da punto di contatto tra il soggetto autistico ed il mondo che lo circonda.

L’autismo è una patologia pervasiva dello sviluppo che, sebbene possa manifestarsi con sintomi più o meno importanti, è sicuramente invalidante e difficile da gestire per genitori ed insegnanti. Ad oggi non si hanno certezze sulle cause dell’autismo e le terapie che è possibile effettuare sono finalizzate a rendere più semplice e normale la vita di questi pazienti e delle loro famiglie: gli interventi sono orientati alla modificazione di comportamenti disfunzionali e al miglioramento delle capacità relazionali.

La musicoterapia.

La musicoterapia è una specifica forma di arte-terapia basata sull’utilizzo della musica che è stata utilizzata inizialmente come trattamento per la cura dei pazienti psichiatrici istituzionalizzati o con gli ex militari che avevano riportato dei traumi psico-fisici a seguito della partecipazione a campagne di guerra. Successivamente la musicoterapia ha trovato delle applicazioni in presenza di alcune patologie neurologiche come la demenza o la sindrome di Parkinson, negli stati comatosi, nelle cure palliative, nelle dipendenze patologiche, nelle diverse condizioni di handicap psico-fisiche compreso l’autismo ed in svariati disturbi mentali. Tra questi ultimi: psicosi, depressione, disturbi maniacali, nevrosi fobico-ossessive, disturbi di personalità.

Gli utilizzi.

Rispetto a tutte le patologie richiamata al punto precedente, la musicoterapia viene attualmente utilizzata a scopo terapeutico, preventivo, abilitativo, riabilitativo. Progetti di musicoterapia possono essere predisposti e realizzati da diverse figure professionali che abbiano acquisito specifiche competenze nel settore: operatori psicologi e psicoterapeuti, educatori che abbiano conseguito una specializzazione in musicoterapia, sono i professionisti titolati a realizzare la valutazione iniziale dei soggetti da trattare e a realizzare, in un secondo momento, un intervento individualizzato.

La musica può avere una funzione più o meno centrale all’interno di un progetto terapeutico: ci sono casi e situazioni in cui essa può risultare terapeutica in sé; in casi diversi, invece, può svolgere un ruolo prevalente di facilitazione del processo terapeutico. Soprattutto in quest’ultimo caso, in effetti, la musica si presenta come elemento di stimolazione sia per il paziente che per il terapeuta e contribuisce a rendere più gradevole il processo avviato. Il musicoterapeuta assume un ruolo semi-direttivo e deve organizzare il suo intervento strutturando ambiente e attività in modo da favorire la continuità delle attività, la prevedibilità e un loro sviluppo ordinato.

Le tecniche.

Le tecniche che possono essere utilizzate comportano il canto, la danza, l’utilizzo di strumenti musicali e la ritmica. Alcune tecniche si caratterizzano per essere di tipo ricettivo ed altre di tipo attivo: nel primo caso, il destinatario dell’intervento si pone in una posizione di ascolto e ricezione rispetto ad esercizi ed attività proposti; nel secondo, invece, il suo ruolo è più attivo e comporta l’esecuzione di brani musicali o il suonare degli strumenti, muoversi a ritmo di musica o scandire egli stesso un certo ritmo.

Autismo e musicoterapia.

Da diversi anni, l’autismo e gli altri disturbi dello spettro autistico sono considerati un campo di intervento per i trattamenti musicoterapici. A studiare le potenzialità di questo trattamento nel caso dei disturbi dello spettro autistico sono stati Benezon in Argentina, Schmolz in Austria, Hillman Boxill negli Stati Uniti, Verdeau Pailles, Jost e Lecourt in Francia. In Italia questo approccio all’autismo è diffuso da qualche decennio anche se è difficile trovare un quadro teorico di riferimento organico e sia possibile avanzare critiche rispetto all’assenza di rigore metodologico nell’impostazione degli interventi ed alla formazione spesso non certificata ed adeguata dei terapeuti.

La musicoterapia, in modo particolare, viene consigliata come trattamento soprattutto dai terapeuti che riconoscono un ruolo eziologico importante all’ambiente ed alle sue carenze: in questi casi la musica si presenta come uno strumento capace di sostenere il processo di elaborazione dei traumi e del conseguente recupero e guarigione. Il focus dell’intervento è il mondo relazionale ed affettivo della persona affetta da autismo la quale guida l’intervento stesso grazie ai suoi comportamenti ed alla funzione comunicativa che essi rivestono.  La musicoterapia viene attualmente utilizzata con pazienti portatori di disturbi dello spettro autistico in età infantile ma anche adulta.

Gli obiettivi.

Gli obiettivi di un progetto di intervento basato sulla musicoterapia vengono stabiliti a partire da una valutazione iniziale del soggetto. Le finalità principali di un intervento musicoterapico in caso di disturbi dello spettro autistico, infatti, devono essere differentemente stabilite di caso in caso.

Volendo fornire un quadro generale degli obiettivi che possono essere perseguiti grazie ad un intervento di musicoterapia è possibile ricordare che essi si riferiscono:

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