Kinesiologia emozionale

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La kinesiologia emozionale, fondata nel 1972 dal chiropratico americano George Goodheart, è una pratica che consente di riottenere il riequilibro psico-fisico perduto a seguito di un momento di forte stress, di stanchezza, di delusione, di ansia ecc. Scopriamo insieme il metodo basato sul semplice test muscolare, le funzioni della kinesiologia, la centralità delle emozioni, il nuovo metodo One-brain, la corrispondenza stretta tra emozioni e manifestazioni somatiche di una serie di disturbi ecc.

Fulcro della kinesiologia sono le emozioni in quanto forze che interagiscono con il corpo. E’ possibile rivivere anche le emozioni del passato tramite il ricordo. Durante le fasi di ricordo emozionale si producono nuovamente delle alterazioni nelle reazioni del corpo. Basta chiudere gli occhi e concentrarsi su un’emozione vissuta per ottenere l’alterazione del battito cardiaco, un eccesso di sudorazione, la distensione o la contrazione dei muscoli, e la riattivazione neurologica di aree del cervello come la memoria, o la capacità di rielaborazione ed elaborazione simbolica. 

Kinesiologia e riequilibrio delle energie psico-fisiche.

La kinesiologia consente il riequilibrio delle energie fisico-psichiche a partire dall’individuazione dei motivi che generano gli squilibri organici a livello strutturale, biochimico emozionale ed energetico.

Questa pratica ha subito varie evoluzioni grazie soprattutto all’apporto di uno degli allievi, Jhon Thie, del suo fondatore. Due dei suoi aspetti fondamentali sono però rimasti immutati nel tempo: la centralità del test muscolare e delle emozioni.

Come agisce la kinesiologia emozionale.

Per rendere più semplice il concetto su cui si basa la kinesiologia emozionale basta far riferimento alla saggezza popolare. L’idea popolare che corpo e mente si corrispondano e che, per esempio, la rabbia sia collegata al fegato, le preoccupazioni allo stomaco, le delusioni sentimentali al cuore è anche alla base della kinesiologia. Quando ci si ritrova alle prese con una situazione che alimenta stress, angoscia o paure si determina uno squilibrio psico-neuro-endocrino-immunitario. Questa reazioni si producono per la semplice ragione che i pensieri, le emozioni e le idee umane sono caratterizzati da una frequenza elettromagnetica che agisce anche a livello organico. Il risultato di questo processo è che tutte quelle emozioni o esperienze a cui viene associato un significato negativo si traducono a livello organico: si produce cioè un indebolimento di una parte o dell’intero organismo con il conseguente manifestarsi di una serie di disturbi che, nel tempo, possono diventare cronici.

A cosa serve il test muscolare?

Il test muscolare consiste nel far interagire il paziente con una stimolazione esterna ed osservare la qualità delle reazioni fisiche prodotte. Il test verifica cioè se le reazioni del paziente sono di carattere positivo o negativo.

Il misuratore diretto di queste reazioni è la sudorazione corporea. Alla base della tecnica vi è l’idea di uno stretto collegamento mente-corpo; collegamento che può produrre una serie di possibili risposte reattive corrispondenti alle modalità: si/no, debole/forte.

Come viene effettuato il test muscolare?

Il test muscolare agisce su un unico muscolo che viene scelto come indicatore. Questo tipo di test non è invasivo ed molto semplice: consiste, infatti, nel modificare la forza muscolare attraverso dei tocchi particolari, detti a farfalla, effettuati su punti energetico-emozionali. In genere gli operatori agiscono sul muscolo deltoide anteriore, secondo una procedura che potrebbe essere paragonata a quella dell’agopuntura. Quando durante questi tocchi, l’operatore si accorge della presenza di una disarmonia si trova di fronte proprio ai fattori che determinano la mancanza di equilibrio energetico-emozionale del paziente.

Il test muscolare consente di agire su queste emozioni: vengono cioè individuate le cause primarie degli stati di disagio del paziente. Il passo successivo consiste nell’allontanare quella data emozione dall’avvenimento in cui si è manifestata. Questo processo viene definito in termini tecnici "defondere".

La kinesiologia emozionale: metodo One Brain.

Il metodo One Brain, fondato nel 1972 da Gordon Strokes e Daniel Whiteside, è una evoluzione della kinesiologia. Questo metodo, oltre al test muscolare, utilizza il barometro comportamentale e le strutture funzioni. Il primo è una mappa delle emozioni del singolo paziente e dei 64 diversi tipi di blocchi che impediscono di raggiungere lo stato d’animo positivo desiderato. Le strutture funzioni, invece, insegnano come sia possibile attribuire alle caratteristiche fisiche, quali i tratti del viso o le proporzioni fisiche, le attitudini e le potenzialità dell’individuo. La conoscenza di questa corrispondenza permette di scoprire le proprie potenzialità e le proprie attitudini in quanto direttamente derivanti dalle proprie caratteristiche fisiche. La combinazione di queste tre fasi consente di scoprire l’emozione negativa da cui dipende anche la particolare manifestazione somatica lamentata dal paziente. Il metodo One brain va ad agire proprio su questa emozione negativa trasformandola in un’emozione positiva.

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