Pigrizia: come combatterla? Cause e rimedi.

Cosa significa davvero “essere pigri”? Essere un po pantofolai può sembrare normale, eppure a volte, dietro la mancanza assoluta della voglia di compiere ogni tipo di azione, si nasconde qualcosa di molto diverso e per nulla banale. Scopriamo cos’è la pigrizia e soprattutto cosa la causa e come vincerla.

Pigrizia: come combatterla? Cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Come combatterla?
  4. Rimedi naturali
  5. Approfondimenti

Cos’è davvero la pigrizia?

La pigrizia è la capacità di evitare accuratamente o procrastinare continuamente, un’ azione fisica o mentale.

Esiste la pigrizia “fisiologica” che intervalla i numerosi momenti attivi delle nostre giornate e della nostra vita, e poi c’è una pigrizia patologica, non solo fisica, che sembra quasi impedirci di vivere, costringendoci ad assistere allo svolgersi della nostra esistenza, da spettatori anziché da protagonisti..

Pigrizia patologica: quali sono i sintomi e come riconoscerla?

I sintomi principali che possono aiutare a distinguere la pigrizia fisiologica da quella patologica sono essenzialmente legati a quanto vogliamo essere e restare inattivi.

Il pigro “fisiologico”:

  • e’ un tipo sedentario
  • limita sforzi fisici e mentali allo stretto indispensabile
  • adora rimandare, procrastinare, delegare ad altri

Puoi approfondire i rischi della sedentarietà.

Eppure sa attivarsi ed agire quando occorre e lo fa in modo efficiente e nell’ambito di una vita normale dal punto di vista emotivo, sociale e lavorativo.

Il pigro “patologico”:

  • non ha una normale routine sociale, lavorativa ed emotiva
  • ha pochi interessi ed in ambiti molto ristretti
  • passa gran parte delle giornate in modo inattivo sia dal punto di vista fisico che da quello mentale

Quando proprio si trova costretto a dover parlare o agire lo fa con profondo disagio, fastidio o rabbia.

Quali sono le cause più comuni della voglia di non fare?

Chi è pigro, non ha voglia di fare, di pensare, di capire...e dunque non fa, pensa il minimo indispensabile e non ha alcun interesse a capire, scoprire, conoscere o sperimentare.

Le ragioni sono molteplici e possono interessare adulti ma anche, sebbene con meno frequenza, bambini ed anziani.

Ecco le più comuni.

  • Siamo pantofolai inguaribili. Conduciamo una vita serena, non abbiamo nulla di cui lamentarci ma siamo fatti cosi: “lo farò domani” è la nostra frase guida. Arriviamo persino ad afferrare il telecomando dal tavolino davanti a noi con le dita dei piedi come abili giocolieri, per evitare di alzarci!
  • Abbiamo troppe cose da fare. Può accadere che la mole di attività quotidiane (lavoro, vita sociale, sport, impegni familiari ecc) sia talmente grande da costringere il nostro cervello a fermarsi. Il modo che una mente sovraccarica ha di proteggersi, è proprio non fare nulla. In questo caso la pigrizia non è del tutto negativa: è un segnale che il corpo ci manda per dirci di rallentare.
  • Proviamo paura o ansia verso certe cose, persone e/o situazioni. Il nuovo capo è burbero o polemico. Il docente universitario ci scruta con sguardo minaccioso e sembra dirci “...con me non passerai mai l’ esame!”. Le scadenze tributarie si avvicinano ed il lavoro scarseggia (situazione molto meno leggera della precedente). Sono moltissime oggi le ragioni per cui si affronta una nuova giornata con paura, agitazione, ansia e stress. Questo in alcune persone toglie il sonno e stimola una sorta di iperattività, in altre, predisposte caratterialmente alla pigrizia, agisce come un potente freno.Di fronte a ciò che ci spaventa o ci mette a disagio, restiamo immobili e inattivi, come bloccati.Anche questo è un meccanismo di protezione di noi stessi.
  • Viviamo uno stato vero e proprio di depressione e rifiuto della realtà. E’ senza dubbio la causa più rara di inattività ed apatia ma è anche la più seria. Le ragioni della depressione possono essere molte, dagli squilibri ormonali e biochimici cerebrali, a situazioni di vita difficili che spingono a rifiutare totalmente la realtà in cui si vive. Anche in questi casi, una delle manifestazioni più evidenti del disagio è proprio la pigrizia estrema.

Le cause scatenanti possono essere da sempre presenti nel vissuto di una persona e divenire evidenti già nell’infanzia o nell’adolescenza oppure possono esordire in età adulta a seguito di eventi particolari o traumatici.

Come combattere la pigrizia patologica.

Una volta compreso che ci troviamo in uno stato di apatia, svogliatezza e disagio che ci isola dal mondo e ci rende spettatori inattivi della nostra quotidianità, occorre conoscere quali sono i gesti e gli stratagemmi per riattivare corpo e mente ed impegnarsi nell’applicarli.

I risultati potrebbero essere sorprendenti.

Primo Passo: fare il punto della situazione

Per capire quanto la pigrizia condizioni la nostra vita e la limiti, occorre mettere tutto nero su bianco. Per farlo basta prendere un foglio, dividerlo a metà ed annotare da un lato:

  • quante cose facciamo nell’arco della giornata
  • quali sono
  • quanta soddisfazione abbiamo nel farle, in una scala da zero a 10

Dal lato opposto invece scriviamo:

  • quante cose ci piacerebbe davvero fare
  • quali sono
  • quanta soddisfazione potrebbe darci farle, sempre dando un valore a ciascuna da zero a 10

Se davvero la pigrizia che ci affligge è patologica, il primo lato del foglio sarà misero e monotono il secondo più consistente e vario.

Secondo Passo: fare il primo passo!

Non è un gioco di parole, una volta riconosciuto il problema, bisogna attivarsi per superarlo.

Quindi, carta e penna alla mano, occorre fissare un obiettivo, scriverlo e se occorre combattere contro noi stessi e la nostra apatia, per raggiungerlo.

Il pigro patologico dovrebbe iniziare da cosa semplici: telefonare all’amico che non sente da una vita, andare al lavoro a piedi, iniziare a leggere un libro, guardare un film, sono solo alcuni esempi.

Sembrano gesti banali ma spesso siamo bloccati da mille pensieri, ansia per ciò che non consociamo, paura di essere giudicati e finiamo per rimandare, riducendo il nostro campo di azione talmente tanto da smettere quasi di vivere.

Terzo passo: essere fieri di noi e premiarci.

Ogni volta che ci poniamo un obiettivo e lo raggiungiamo, abbiamo il diritto ed il dovere di congratularci con noi stessi e magari concederci una piccola ricompensa.

Se anche sulla gratificazione non abbiamo idee, basta guardare il foglio fatto per il passo 1!

Quarto passo: parliamo del nostro percorso con qualcuno.

Un familiare, un amico, un collega o anche uno specialista. A volte condividere ciò che si vive, aiuta a ridimensionare incertezze e paure e funziona da autentica cassa di risonanza per i nostri successi e la gioia che ne deriva.

Come spesso accade per stati emotivi sgradevoli, un aiuto può arrivare anche dalla natura.

Scopriamo di più.

I rimedi naturali: fiori di Bach contro la pigrizia

Appartenenti alla famiglia dei rimedi naturali, i fiori di Bach sono ben 38 e la loro attività si basa sul principio per cui un fiore, immerso in acqua, rilascia un’ energia o per meglio dire una sua “memoria”, in grado di agire sugli stati d’animo negativi, rendendoli positivi.

In tal modo un gran numero di disturbi di natura psicosomatica, possono risultare alleviati, senza la paura di incorrere in effetti collaterali, in quanto nei fiori di Bach non sono presenti principi attivi chimici veri e propri.

Le formulazioni commerciali sono tinture madri (idro-alcoliche) e si assumono in gocce da 2 a 4 volte al giorno.

Nel nostro caso la floricoltura suggerisce 3 rimedi.

  • Hornbeam: è un albero ornamentale (Carpinus Betulus) diffuso in montagna, con foglie rade e fiori bianchi cadenti ed ha la caratteristica di essere spesso associato alla debolezza, alla pigrizia, alla sensazione di sovraccarico. Questo perché la mattina, sotto il peso della rugiada, i rami sembrano quasi cadere ma con il passare delle ore si risollevano e assumono un aspetto vitale e molto caratteristico.Si ritiene dunque che la capacità della pianta di risollevarsi ogni giorno possa agire analogamente nelle persone pigre, apatiche e fragili.
  • Wild Rose o Rosa Canina: nota per le proprietà immunostimolanti dovute all’alto contenuto di flavonoidi e vitamina C, la rosa canina è utilizzata in floricoltura per trattare gli stati emotivi di rassegnazione ed apatia.
  • Gorse o Ginestrone: è un arbusto il cui fiore è sinonimo può essere utile a trattare perdita di speranza e disperazione, che talvolta colgono chi soffre d pigrizia patologica da molto tempo.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Alessandra Cavallari (Medicina e Chirurgia - Laurea in Ostetricia)

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