Peeling chimico: cos' è? Acido glicolico, mandelico o salicilico per viso e corpo.

Peeling chimico, sai cos’è? Analizziamo questo trattamento di solito effettuato per esfoliare la pelle e rimuovere imperfezioni dal viso e dal corpo. Scopriamo le sue varie fasi e i diversi tipi di agenti chimici esfolianti: meglio l’acido glicolico, mandelico o salicilico?

Peeling chimico: cos' è? Acido glicolico, mandelico o salicilico per viso e corpo

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
    1. Benefici
    2. Quali imperfezioni corregge?
    3. Peelig naturali e chimici
    4. Tipologie
    5. Controindicazioni
  2. Come si effettua
  3. Acido salicilico
  4. Acido mandelico
  5. Acido glicolico
  6. Maschere esfolianti fai da te
  7. Approfondimenti

Cos’è il peeling chimico per viso e corpo?

Il peeling chimico è uno dei trattamenti estetici oggi più conosciuti e diffusi, ma sai in cosa consiste di preciso? In realtà si tratta di accelerare artificialmente un processo naturale: infatti, si danneggia la cute in modo mirato e controllato, di solito non doloroso, affinché nella zona trattata si inneschi il fisiologico processo di ricambio cellulare.

Per essere più chiari, le cellule presenti sulla superficie della nostra pelle, quindi più esposte (ad agenti patogeni, variazioni termiche, traumi etc.) e perciò deteriorate, sono ciclicamente rimpiazzate (in media ogni 4-6 settimane) da altre, nuove ed attive, provenienti dagli strati più profondi. In pratica, attraverso l’azione chimica o meccanica di un trattamento esfoliante, si mette in moto lo stesso meccanismo che già il nostro corpo utilizza normalmente per essere protetto da un rivestimento sempre efficiente!

Ma, allora, se lo scopo del trattamento si riduce solo a rendere più rapido un rinnovamento che comunque dovrà avvenire, anche se più lentamente, perché sottoporsi ad una procedura in alcuni casi anche dolorosa? In fondo basterebbe aspettare il normale ciclo della pelle per ottenere lo stesso risultato...

E invece no! Capiamo insieme perché le cose non stanno proprio così. Innanzitutto, a cosa può giovare un peeling?

I benefici di questo trattamento estetico.

Il rinnovamento fisiologico della nostra pelle non è costante ed uniforme per tutta la vita, ma come accade per tutti i meccanismi biologici, anche il turn over delle cellule diventa sempre più lento con l’avanzare dell’età. A ciò si aggiunge il fatto che ci sono aree in cui il processo si arresta ed il ricambio non avviene proprio più, come ad esempio a livello delle cicatrici. Ed ecco, allora, che può essere utile un trattamento esfoliante: il danno causato rimette velocemente in moto tutto il processo e lo strato portato via con il peeling viene prontamente rimpiazzato in modo naturale.

Inoltre, alcuni trattamenti esfolianti hanno la peculiarità di agire anche sulle fibre elastiche che sostengono l’epidermide dandole tonicità, ma che con il tempo perdono forza. Si ottiene, così, un effetto tensore, che conferisce un aspetto immediatamente più giovane.

Ricapitolando, il peeling può servire a:

  • riavviare il turn over cellulare rallentato con l’avanzare dell’età;

  • agire dove il ricambio di cellule non avviene proprio più (ad esempio sulle cicatrici);

  • dare tonicità alle fibre elastiche che perdono forza con il tempo.

Ma, prima di andare avanti, cerchiamo di conoscere meglio la nostra pelle. Per sapere come funziona e da quanti strati è composta leggi il prossimo approfondimento!

Com’è fatta la pelle e quali parti sono raggiunte dal peeling?

La pelle ricopre l’intera superficie del corpo umano, infatti è il nostro organo più esteso. A cosa serve principalmente?

  • Ci protegge dall’ingresso di agenti nocivi (es. batteri).

  • Ci difende dai pericoli esterni, (es. traumi, radiazioni UV, etc.).

  • È responsabile della termoregolazione.

  • Controlla la perdita di liquidi.

La cute, che svolge questi compiti importantissimi per l’organismo, è composta da diversi strati:

  • Epidermide: il livello più esterno, che rappresenta la prima barriera del nostro corpo, privo di vasi sanguigni e impermeabile, nutrito dal derma sottostante; qui sono localizzati i melanociti, responsabili del colore della pelle, e qui agisce la maggior parte degli agenti esfolianti.

  • Derma: più profondo, mantiene tesa l’epidermide per mezzo delle fibre elastiche e del collagene di cui è ricco; contiene tessuto connettivo, follicoli piliferi e ghiandole sudoripare. Solo i peeling più profondi riescono ad interessare questo strato.

  • Ipoderma: lo strato sottocutaneo più profondo, fatto di grasso e tessuto connettivo. Non è coinvolto nei trattamenti di chemoesfolazione.

A questo punto possiamo affermare con certezza che il peeling non riguarda mai tutti gli strati della pelle, ma interessa esclusivamente l’epidermide e, in alcuni casi. anche il derma.

Ora, vuoi sapere su quali parti del corpo può essere effettuato questo trattamento e quali sono gli inestetismi che può ridurre?

Su cosa agisce? Bersagli dell’esfoliazione chimica.

In genere, sia che si vada dall’estetista, sia che venga effettuato un peeling “domiciliare”, si ricorre ai trattamenti esfolianti per migliorare l’aspetto del viso, ma è possibile sfruttarne le azioni benefiche anche per collo e mani o addirittura zone più vaste del corpo, come cosce e glutei. Ma quali sono le imperfezioni che si possono ridurre con un peeling?

  • sottili linee sotto gli occhi ed attorno alla bocca;

  • rughe causate dai danni del sole e dell’età;

  • cicatrici lievi;

  • alcuni tipi di acne;

  • pori dilatati;

  • macchie dell’età e macchie scure (melasma) dovute alla gravidanza o all’uso degli anticoncezionali;

Approfondisci le tipologie ed i rimedi per le macchie della pelle.

  • smagliature.

Chissà quante volte avrai sentito parlare di questi inestetismi molto comuni, dei quali, però, spesso si sa veramente poco. Per colmare la lacuna puoi leggere il seguente approfondimento, che vuole analizzare proprio le imperfezioni della pelle!

Inestetismi della pelle trattabili con il peeling.

Cerchiamo di saperne di più su alcuni problemi molto diffusi che affliggono la cute! Parliamo di:

  • Rughe: si formano sia a livello dell’epidermide che del derma ed il loro aspetto varia a seconda della zona interessata. Abbiamo già detto che il processo di rinnovamento della pelle, rapido quando siamo giovani, diventa più lento con il passare degli anni portando alla formazione delle rughe, ma anche il collagene si forma più difficilmente rendendo il nostro aspetto meno tonico. A questo si aggiunge una minore capacità dell’epidermide di trattenere acqua e delle ghiandole di secernere sebo: così la cute si disidrata risultando più ruvida! Altri fattori che contribuiscono alla formazione delle rughe sono:
    • Una scorretta esposizione al sole che provoca la rottura delle fibre elastiche di collagene ed elastina da parte dei raggi UVA e UVB.
    • fumo, a causa dei radicali liberi che danneggiano le cellule della pelle. Inoltre, i continui movimenti della bocca fatti per aspirare, peggiorano i segni attorno ad occhi e labbra.
    • Le espressioni del viso cioè i movimenti muscolari ripetuti che causano, a lungo andare, la formazione di segni permanenti.
  • Cicatrici: quando la pelle viene lesa, il sangue comincia a coagulare per chiudere la ferita. Qui viene depositato il collagene per riparare la cute rotta, in quantità proporzionale alla grandezza della lesione. Nel punto in cui si forma una cicatrice non c’è rigenerazione cellulare e la pelle appare di colore e spessore diversi.
  • Acne: La pelle umana, soprattutto su viso, collo, spalle e petto, è coperta da centinaia di migliaia di microscopici follicoli piliferi (i pori), a cui sono annesse le ghiandole sebacee. Per ragioni non completamente comprese, questi follicoli spesso producono cellule in eccesso e si bloccano. Perciò, il sebo che normalmente drena sulla superficie attraverso di loro, viene intrappolato ed inizia la crescita batterica, che, a lungo andare, porta alla distruzione del follicolo stesso
  • Macchie scure: sono zone di iperpigmentazione della pelle che si formano più frequentemente sul viso, specialmente su fronte, guance e mento. Spesso compaiono durante la gravidanza (melasma) e sono dovute ai livelli fluttuanti degli ormoni in circolo, ma anche la pillola anticoncezionale può causare la loro comparsa. Altre possibili cause possono essere:predisposizione genetica
    • esposizione non corretta ai raggi UV;
    • cosmetici;
    • farmaci fotosensibilizzanti

Sebbene ne siano più affette le donne, è riportato che il 10% dei soggetti con macchie scure appartengono alla popolazione maschile.

Tutti questi disturbi si possono attenuare con il peeling: attenzione, però! I trattamenti non sono tutti uguali ed i risultati possono essere molto diversi. Vediamo perché!

Che differenza c’è tra esfolianti naturali e chimici?

Sai cosa rende un trattamento naturale? La risposta sembrerebbe banale, ma in realtà è più complicata di quanto si pensi. In genere, infatti, si tende a identificare la procedura con l’agente usato. Questo significa che un peeling è considerato naturale solo perché è fatto con prodotti che provengono dalla natura. Non è così! Ti facciamo un esempio per rendere il concetto più chiaro.

Probabilmente saprai che Cleopatra, emblema di seduzione e bellezza, aveva l’abitudine di immergere il suo corpo nel latte d’asina per mantenerlo liscio e morbido. Ciò che forse non sai è che, così facendo, esfoliava la sua pelle e che, per quanto lo facesse con prodotti naturali (cosa c’è di meno artificiale del latte?), si trattava di un peeling chimico.

Perché “chimico”? Il motivo risiede nell’azione dell’acido lattico, presente in alte concentrazioni nel latte ed in particolar modo in quello d’asina. Questa sostanza è, infatti, in grado di rompere i legami tra le cellule, che, non più tenute insieme sulla superficie, vengono portate via.

Ma allora, quando possiamo dire che un peeling è davvero naturale se perfino il latte è considerato un agente chimico? Ciò che fa la differenza è il metodo, ossia se l’esfoliazione avviene con agenti chimici o attraverso un’azione meccanica! In sostanza:

  • i peeling naturali sono quelli in cui la pelle viene esfoliata per sfregamento;

  • i peeling chimici sono, invece, quelli che provocano l’esfoliazione per rottura dei legami tra le cellule presenti in superficie.

A questo punto è necessario fare una precisazione: non usare un prodotto che agisca chimicamente non rende il trattamento meno invasivo! Levigare la pelle in modo meccanico può, infatti, significare sia usare semplicemente un guanto di crine durante la doccia, sia sottoporsi ad una dermoabrasione. In quest’ultimo caso, la zona trattata è sottoposta ad un’azione così profonda da rendere talvolta necessario l’uso di anestetici e antidolorifici per ridurre il dolore. Al contrario, invece, esistono degli agenti chimici così blandi da non provocare alcun fastidio post-intervento. Ti consigliamo, quindi, di non lasciarti ingannare dai pregiudizi e informarti bene prima di scegliere il metodo più adatto a te.

Vediamo, allora, in dettaglio quali sono le caratteristiche di un peeling chimico!

I diversi tipi di peeling: leggero e medio-profondo.

Il peeling chimico si può differenziare per la profondità dalla sua azione e la gravità delle imperfezioni da trattare. Infatti ne esistono di due tipi:

  • peeling leggero, in cui puoi anche cimentarti da sola se desideri semplicemente sbarazzarti del grigiore dell’inverno, attenuare piccoli segni dell’età o dare un aspetto più pulito ad una pelle grassa con tendenza acneica, ma fondamentalmente senza grossi problemi. In questo caso, l’azione sarà diretta solo verso l’epidermide e richiederà più di un’applicazione perché gli effetti siano visibili. Non si tratta di una procedura aggressiva ma comporta comunque dei rischi. Come vedremo in seguito, alcuni agenti esfolianti (es. acido glicolico), se usati in quantità eccessiva o lasciati per troppo tempo a contatto con la pelle, riescono a penetrare più a fondo provocando vere e proprie bruciature!

  • peeling medio o profondo, a cui puoi scegliere di sottoporti se, invece, cerchi un cambiamento più drastico, se hai deciso di dire addio (o quasi) a rughe accentuate, macchie o cicatrici marcate, e soprattutto vuoi un effetto più duraturo. In questo caso l’azione sarà diretta verso gli strati più bassi dell’epidermide (medio), arrivando addirittura fino al derma (profondo). Questo tipo d trattamento può essere fatto solo da un esperto qualificato del settore che, attraverso un’attenta valutazione delle tue esigenze e della tua situazione clinica generale, potrà consigliarti il tipo di peeling più adatto.

Normalmente, questo tipo di trattamento non fa male, ma esistono delle eccezioni che è utile conoscere. Perciò ti raccomandiamo la massima cautela! Ricorda soprattutto di non affidarti alle false promesse di prodotti trovati online: le conseguenze per la tua pelle potrebbero essere disastrose e indelebili!

Controindicazioni degli esfolianti chimici per viso e corpo.

Qualsiasi sia la tipologia di peeling a cui hai deciso di sottoporti, sappi comunque che esistono delle controindicazioni assolute, cioè, dei casi in cui non è possibile procedere ad una chemoesfoliazione, pur affidandosi ad un operatore professionista. Vediamo insieme quali sono:

  • infezioni attive batteriche, virali, fungine o herpetiche;

  • ferite aperte;

  • assunzione di farmaci potenzialmente fotosensibilizzanti o anticoagulanti;

  • preesistente dermatite infiammatoria (es. psoriasi, dermatite atopica);

  • recenti interventi di chirurgia estetica;

  • storia di cicatrizzazioni anormali, cheloidi, pelle atrofica (per i peeling medi e profondi);

  • uso di isotretinoina negli ultimi 6 mesi.

Insomma, se rientri in una di queste categorie dovrai rinunciare al peeling! Invece, a chi si è già sottoposto all’esfoliazione consigliamo di:

  • smettere di fumare, perché i ripetuti movimenti muscolari fatti per aspirare e l’azione dannosa dei radicali liberi presenti nel fumo, possono aumentare le rughe intorno ad occhi e labbra e rendere più opaco e grigio l’incarnato, vanificando gli effetti del trattamento;

  • usare sempre una buona protezione solare, anche quando il peeling è stato leggero.

Adesso che conosci tutte queste informazioni, vuoi finalmente scoprire qual è la procedura per eseguire un peeling chimico?

Come si effettua un peeling chimico?

Che si tratti di un trattamento leggero, medio o profondo, la procedura è essenzialmente la stessa:

  • la pelle viene accuratamente detersa;

  • si applica la soluzione sulla zona da trattare;

  • si attende il tempo di posa necessario (a seconda del prodotto usato);

  • si neutralizza l’agente chimico.

Le differenze tra i vari tipi di peeling risiedono, invece, in questi aspetti:

  • Fase di preparazione al trattamento: per il tipo leggero non c’è bisogno di preparazione, mentre per i più aggressivi è prevista una fase pre-intervento con l’applicazione di creme preparatorie e profilassi farmacologica.

  • Fastidi durante il trattamento: si va da un leggero pizzicore, come avviene nelle procedure più superficiali, ad una sensazione di bruciore tanto forte da dover richiedere l’uso di anestetici ed antidolorifici, come accade nei peeling che agiscono più in profondità.

  • Fase post-intervento: se il trattamento esfoliante è fatto a casa o comunque con agenti blandi, quello che ne può derivare è semplicemente un lieve rossore che velocemente scompare. Diverso è il discorso se ci sottoponiamo ad una procedura più drastica: la zona trattata potrà risultare gonfia ed assumerà un colore dal grigio-biancastro al marrone, che durerà alcuni giorni. In questi casi potrebbe addirittura essere necessario bendare la parte esfoliata e, in ogni caso, sottoporla ad una lunga terapia post-intervento con l’uso di creme apposite

  • Durata degli effetti: come ovviamente si può prevedere, più è blando il trattamento e meno duraturi sono gli effetti. Per i peeling chimici superficiali, anzi, sono spesso necessarie più sedute per avere effetti visibili. Al contrario, nel caso di quelli più profondi è spesso sufficiente una sola applicazione per avere risultati che durano anche 10 anni!

Detto questo, se hai deciso di provare a cimentarti in un peeling leggero, ma non sai quale prodotto scegliere, ecco una breve descrizione di benefici ed effetti collaterali dei principali agenti presenti sul mercato, con un occhio anche ai costi!

Esfoliazione con l’acido salicilico.

Il primo agente di cui ti parliamo è l’acido salicilico: derivato dalla corteccia del salice e strutturalmente simile al principio attivo dell’aspirina, è presente in molti prodotti esfolianti da banco, solitamente in forma di gel incolore (detergente), di crema o polvere.

In genere, si trova ad una concentrazione del 5% o anche meno, ma come funziona in cosmetica? Fa male? Le sue proprietà antinfiammatorie, disinfettanti e cheratolitiche (che riescono, cioè, a eliminare le cellule morte dell’epidermide), unite alla sua capacità di sciogliersi nel sebo (in quanto liposolubile), lo rendono efficace per il trattamento dell’acne e della follicolite (per esempio dopo la barba o la depilazione), per detergere i capelli con forfora, combattere le verruche e rimuovere i calli da mani e piedi. È molto usato anche dai dermatologi (in questo caso, la concentrazione sale al 20-30%) perché dà buoni risultati, è maneggevole e facile da utilizzare.

L’acido salicilico, infatti:

  • Non richiede un tempo di posa e non deve essere neutralizzato (basta risciacquare).

  • Ha un’azione rapida e superficiale, quindi non c’è il rischio di un’esfoliazione eccessiva per aver lasciato troppo a lungo il prodotto a contatto con la pelle.

  • Forma una patina bianca sul viso una volta applicato, per cui ogni area che non sia stata adeguatamente trattata ed esfoliata vene così facilmente individuata e si può ritrattare. Questo dà la garanzia di un effetto uniforme.

E il prezzo? In commercio esistono pratiche bustine da 20 g acquistabili con pochi euro, oppure, in formato liquido, confezioni più grandi (100-120 ml) che costano dai 35 euro in su. Concludiamo  con una curiosità: l’acido salicilico è contenuto in alte quantità in molti alimenti, come ad esempio le fragole, che proprio per questo vengono spesso utilizzate per preparare degli scrub “fai da te”. Ma su questo torneremo più avanti...

Approfondisci come realizzare uno scrub viso fatto in casa.

Il peeling con questo acido estratto dal salice ha effetti collaterali?

Per quanto sicuro, l’uso dell’acido salicilico può comportare dei rischi. Sai quali sono le controindicazioni più importanti?

  • Il salicilismo, un’intossicazione da salicilati con sintomi gastrointestinali, cefalea e vertigini. In realtà, questa sindrome è associata all’ingestione di acido e non all’applicazione sul corpo durante i trattamenti. Sono stati, però, riportati casi di bambini con escoriazioni multiple e anziani con ittiosi (una malattia genetica che rende la pelle particolarmente secca e tendente a desquamarsi) che, pur trattati con prodotti topici, hanno sviluppato l’intossicazione. Di conseguenza, bisognerebbe valutare con cura se usare l’acido salicilico su questi pazienti e, in ogni caso, evitare di trattare vaste aree in una sola seduta.

  • È controindicato in gravidanza ed allattamento, perché può interferire con lo sviluppo del feto prima e del neonato poi.

  • Non va utilizzato in caso di allergia all’aspirina, poiché possiede un principio attivo molto simile.

  • Può, provocare rossore, bruciore, prurito, aumento della sensibilità cutanea e dermatiti (se usato impropriamente, troppo frequentemente o in alte concentrazioni).

Al di là di questi pericoli, ti raccomandiamo in ogni caso l’uso di una buona protezione solare, anche in inverno, quando ti sottoponi a trattamenti esfolianti contenenti acido salicilico. Con la salute della pelle non si scherza!

Esfoliare con l’acido mandelico.

Altro agente chimico che sta diventando sempre più popolare, perché unisce alle proprietà esfolianti anche importanti azioni antibatteriche, è l’acido mandelico. Derivato dalle mandorle amare, chimicamente si tratta di un alfa-idrossiacido, ossia un composto organico caratterizzato dalla presenza di un gruppo carbossilico (COOH) e di uno ossidrilico (OH) sul carbonio ad esso adiacente.

Per i suoi benefici, l’acido mandelico viene impiegato nei prodotti cosmetici (in polvere, creme o gocce) in una concentrazione che varia tra il 30% e il 50% ed è indicato soprattutto in caso di:

  • Acne e punti neri, in quanto riesce ad agire sugli antiestetici brufoli, ripulendoli e regolarizzando la produzione di sebo, in particolar modo negli adulti.

  • Melasma, poiché è considerato un’alternativa più che valida a idrochinone e steroidi (prodotti normalmente utilizzati per le macchie scure della pelle di viso e mani) con notevole riduzione degli effetti collaterali. L’acido mandelico, infatti, aiuta a diradare l’iperpigmentazione per rivelare una carnagione uniforme. In uno studio clinico, il melasma è stato ridotto fino al 50% in sole 4 settimane usando un prodotto proprio a base di acido mandelico!

  • Rughe, dato che è un alfa-idrossiacido e quindi in grado di rompere i legami tra le cellule, accelerandone il turn over. Gli strati superficiali che opacizzano la carnagione vengono così facilmente rimossi. L’azione dell’acido mandelico è diretta anche verso l’altra principale causa delle rughe, la rottura del collagene. Si è visto, infatti, che i trattamenti a base di questo prodotto sono in grado di rafforzare le fibre elastiche responsabili della tonicità della pelle e, in alcuni casi, di invertire addirittura il normale processo di formazione delle rughe.

Un accenno al prezzo e al modo d’uso: un flacone da circa 30 ml costa sui 20-22 euro, mentre per l’applicazione conviene sempre leggere le istruzioni riportate sul singolo prodotto, ma in media il peeling va fatto una volta ogni 15 giorni e non deve durare più di 5-10 minuti. Il prezzo indicativo per una confezione di crema da 100 ml è pressoché lo stesso; più economico, invece, il formato in polvere: circa 10 euro per 50 g diagente esfoliante.

La particolarità dell’acido mandelico risiede nel fatto che non ha quasi controindicazioni (è sconsigliato solo in gravidanza e durante l’allattamento), infatti raramente provoca rossori e bruciori, grazie alle sue minori dimensioni rispetto ad altri alfa-drossiacidi. Il risultato è che la pelle appare subito più fresca e levigata, pronta per essere esposta al sole, pur se adeguatamente protetta. Ecco perché questo è considerato il peeling dell’estate!

Peeling per viso e corpo all’acido glicolico.

Come il precedente, anche l’acido glicolico è strutturalmente un alfa-idrossiacido; derivato dalla canna da zucchero, è spesso confuso erroneamente con altri acidi della frutta (ad es. l’acido citrico). Quali sono le sue proprietà estetiche?

  • Ha la capacità di assottigliare la pelle (in modo specifico, lo strato corneo), accelerando il turn over cellulare.

  • È in grado di ridurre la secchezza cutanea.

  • Agevola la depilazione soprattutto in presenza di peli incarniti.

Nei prodotti da banco presenti in commercio, si trova in genere in concentrazioni che vanno dal 3% fino al 15%. In queste formulazioni causa un’esfoliazione graduale, che si verifica nell’arco di alcune settimane. Per questo, l’acido glicolico viene spesso sfruttato come pretrattamento per preparare la pelle ad una procedura più aggressiva, che utilizzi concentrazioni maggiori (in genere tra il 50% ed il 70%). Ma come bisogna usarlo? Scopriamolo!

Come si esfolia la pelle con questo derivato della canna da zucchero?

Diversamente da altri agenti esfolianti, l’acido glicolico ha azioni differenti a seconda del tempo di posa: più resta a contatto con la pelle, più profondamente riesce a penetrare. Ma anche la concentrazione di questo composto è determinante, infatti più è alta, minore è la durata del trattamento e più rapidi sono gli effetti. Dunque, per i peeling all’acido glicolico di solito si segue questa procedura:

  • la zona da trattare viene divisa in 6- 8 aree;

  • si applica il prodotto con una spugna, passando in successione da una regione all’altra;

  • a trattamento ultimato, l’esfoliante viene rimosso o semplicemente con acqua o neutralizzandolo con una soluzione alcalina, ad esempio a base di bicarbonato di sodio.

L’acido glicolico è spesso associato al benzoilperossido (una sostanza in grado di ridurre la crescita batterica), per il trattamento dell’acne non infiammata. Un programma consigliato in questo caso è il seguente:

  • si utilizza un detergente a base di acido glicolico e benzoilperossido per 2-3 settimane;

  • si procede con una seria di trattamenti a base di solo acido glicolico, effettuati in genere ogni 7 giorni per 6 settimane.

Se al termine i risultati non sono ancora quelli voluti, si potrà ripetere tutto dopo una pausa di poche settimane (per evitare di privare la pelle di oli essenziali). A chi si preoccupa anche del portafogli, diciamo che il prezzo dei peeling all’acido glicolico varia in base alla concentrazione: per un flacone di 100 ml si oscilla dai 30 (20%) ai 50 euro circa (70%).

Quali sono, invece, gli effetti indesiderati che può dare questo alfa-idrossiacido?

Effetti colIaterali del peeling all’acido glicolico.

I peeling all’acido glicolico sono tra i più usati perché danno buoni risultati, grazie all’ottima capacità di penetrazione del prodotto, e non lasciano segni di alcun tipo sulla pelle quando vengono applicati nel modo giusto. Si tratta, però, di un’arma a doppio taglio: un po’ di rossore è normale, ma se non è usato correttamente, questo acido può portare a conseguenze anche drammatiche!

Vuoi sapere quali controindicazioni possono verificarsi?

  • Lo sviluppo di uno strato di gelo, a indicare che il composto sta agendo troppo in profondità e comporta maggiori rischi.

  • La comparsa di un eritema dopo il trattamento, spesso accompagnato da edema o strani brufoletti bianchi.

  • L’irritazione della congiuntiva (se il prodotto è stato applicato nelle vicinanze degli occhi);

  • Lo sviluppo di chiazze bianche indicative dell’epidermolisi, cioè la rottura e separazione dell’epidermide dal derma sottostante.

In questo ultimo caso, l’esfoliazione avviene nell’arco di diversi giorni, mentre ne occorrono da 7 a 10 perché la riepitalizzazione sia completa. In seguito, potrebbero anche essere richiesti trattamenti multipli, intervallati da alcune settimane.

Ci sono, poi, alcuni soggetti a cui è proprio controindicato il peeling all’acido glicolico, ad esempio:

  • chi ha allergie o herpes in atto;

  • chi soffre di malattie autoimmuni;

  • chi assume isotretinoina;

  • chi si è sottoposto da poco a radioterapia o crioterapia;

  • chi ha subito operazioni chirurgiche nell’ultimo mese;

  • le donne in gravidanza;

  • i bambini (nel modo più assoluto!).

Detto ciò, dovresti avere le idee molto più chiare sull’efficacia e le differenze dei vari tipi di peeling chimico. E cosa possiamo dire, invece, a coloro che vogliono affidarsi a metodi più casalinghi per esfoliare la propria pelle? Di seguito i nostri suggerimenti!

Qualche ricetta per una esfoliazione chimica “naturale”?

Anche tu vorresti provare a rinfrescarti la pelle, ma pensi che i trattamenti presenti in commercio, o ancor di più quelli proposti dai professionisti del settore, siano troppo costosi? Niente paura. Puoi preparare con poche mosse, con le tue stesse mani e senza grandi spese, una maschera naturale ad azione esfoliante! Ecco come esempio uno scrub per il viso allo zucchero di canna (quindi, un peeling all’acido glicolico fatto in casa), da applicare una volta a settimana:

Ingredienti:

  • 2 tazze di zucchero di canna;
  • /4 di tazza di miele;
  • 1/2 tazza di olio di oliva;
  • 1 cucchiaio di vaniglia

Preparazione e applicazione:

  • Unire gli ingredienti in una ciotola e mescolarli fino a che non si ottiene una massa pastosa ma omogenea.
  • Mescolare di nuovo lo scrub ottenuto prima dell’applicazione, (gli ingredienti tendono a separarsi, dopo un po’ di tempo).
  • Inumidire la pelle e poi applicare il peeling sul viso gradualmente, procedendo da una zona all’altra.
  • Lasciar agire il composto per non più di 15 minuti.
  • Rimuovere con acqua calda.

Maschera alle fragole (naturalmente ricche di acido salicilico):

Ingredienti:

  • 10 fragole di media grandezza.
  • Panna vegetale o miele.

 

 

Preparazione e applicazione:

  • Lava le fragole sotto l’acqua corrente fredda e asciugale accuratamente, poi schiacciale fino ad ottenere un composto pastoso.
  • Aggiungi un cucchiaio di panna o di miele e mescolare finché il composto non avrà la consistenza di una maschera (se necessario, metti altra panna o altro miele).
  • Stendi la maschera sulle zone da esfoliare con movimenti circolari e lascia in posa per 15 minuti.
  • Risciacqua dapprima con acqua fredda, poi con acqua caldaed applica, se vuoi, una crema idratante delicata.

E con queste ultimi consigli su come realizzare dei peeling chimici naturali, ti abbiamo detto praticamente tutto quello che c’è da sapere sui trattamenti esfolianti per viso e corpo. Ora tocca a te! Quale tipo di peeling sceglierai?

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Gabriella Atelli (Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche) - Dott.sa Luigia Torrusio

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