Ortoressia: cause, sintomi, test, rimedi, rischi e conseguenze.

Cos'è l'ortoressia e quali sono le cause? Con quali sintomi si presenta tale disturbo alimentare e quali rimedi aiutano ad uscirne? Approfondimenti sui rischi e le possibili conseguenze,informazioni e test che aiutano a capre chi ne soffre.

Ortoressia: cause, sintomi, test, rimedi, rischi e conseguenze

    Indice Articolo:

  1. Cosa è?
  2. Origini
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Test
  6. Soggetti a rischio
  7. Rischi e conseguenze
  8. Rimedi
  9. Approfondimenti

Nel mondo dei disturbi alimentari accanto alle patologie più note come anoressia, bulimia ed obesità, esistono tutta una serie di disturbi di cui ancora si parla poco nonostante il numero di soggetti che ne soffre sia in continuo incremento. Alcune di queste patologie, sono state addirittura scoperte e prese in esame da cosi poco tempo che non sono ancora state ufficialmente riconosciute dall'intera comunità psichiatrica, tra queste vi è l'ortoressia il cui nome deriva dal greco "orthos", corretto e "orexis" appetito. Cerchiamo di capirne di più sulle sue origini e sul significato, quali sono i sintomi che la caratterizzano e cosa comporta individualmente e socialmente.

Cosa è l'ortoressia?

Si potrebbe definire l'ortoressia la malattia del mangiare sano. Si tratta di un disturbo alimentare caratterizzato dalla fobia per i cibi che si ritengono non sani o contaminati. Le persone colpite sviluppano una vera ossessione e paura verso il cibo di cui si alimentano e questa ansia e nervosismo, a volte maniacali, portano alla comparsa di un vero disagio alimentare che può portare a conseguenze anche nella socialità del soggetto in questione. Al momento attuale l'ortoressia non viene ancora considerata una vera malattia dal mondo psichiatrico, si può parlare piuttosto di una tendenza, anche se alcuni studiosi la ritengono già una nuova psicopatologia.

Storia dell'ortoressia: Spiegata e codificata per la prima volta nel 1997 dal dietologo Steve Bratman, non in seguito a particolari ricerche scientifiche, ma sulla base della sua esperienza personale, in quanto egli stesso si definisce un ex ortoressico. Bratman iniziò ad individuare disturbi alimentari tra i suoi pazienti ed egli stesso cominciò a seguire nella sua alimentazione regole sempre più rigide: non mangiava verdura raccolta da oltre un quarto d’ora, ogni boccone andava masticato per almeno cinquanta volte, finiva il pasto quando non era ancora sazio e se ad esempio mangiava formaggio pastorizzato aveva il terrore di potersi ammalare di polmonite o addirittura di cancro. Quando riuscì ad uscire da questa ossessione verso il cibo, iniziò a studiare il fenomeno e lo portò all’attenzione del mondo medico. Come già accennato nel capitolo precedente, l’ortoressia non è ancora considerata una vera malattia e per questo non la si trova nel manuale di supporto agli psichiatri, DSM, ma comunque l’interesse degli studiosi sta crescendo anche per la difficoltà nell’individuare i soggetti colpiti e per le conseguenze dannose che questa nuova forma di psicopatologia può provocare. Sia la British Dietetic Association sia l’Eufic, European Food Information Council, lanciano l’allarme.

Le cause: mangiare sano può essere un problema?

La società attuale ci ha abituato a ritmi di vita sempre più frenetici, il tempo a disposizione è sempre di meno e ovviamente anche l’alimentazione ne risente, basti pensare al proliferare dei fast food. Per contro, è aumentata l’attenzione per ciò che si mangia. Tra fast food, ristoranti, take away e pizze al taglio molte persone hanno iniziato a ricercare cibi più naturali, genuini e meno lavorati; sono così nati i vari negozi bio e gli appositi reparti nei supermercati. Questo rinnovato interesse verso il cibo è nato da un’attenzione maggiore per la propria salute, dovuta anche agli allarmi della mucca pazza o dell’aviaria che hanno iniziato a far nascere sempre di più l’evidenza del connubio tra mangiar male – malattia e mangiar sano – salute. Inoltre i vari modelli televisivi proposti di forma fisica e bellezza, dovuti anche all’alimentazione che si ha, hanno aumentato la “voglia” di mangiar sano. Di per sé questo atteggiamento è del tutto positivo, la ricerca della salute è connaturata all’uomo, ma se portata all'eccesso può causare notevoli danni. Il problema quindi non rientra nel cercare di mantenere un peso forma adeguato, nel rinunciare a qualche dolce o caffè di troppo, nell’andare più frequentemente in palestra, ma diventa un problema effettivo quando questa ricerca condiziona la vita stessa del soggetto in questione e di conseguenza anche la vita delle persone che gli stanno attorno provocando danni fisici, psicologici e sociali.

Sintomi del disturbo alimentare.

Si è appena sottolineato il fatto che l’idea di mangiar sano di per sé non sia affatto negativa, anzi. Il problema sorge quando questa idea viene portata all’eccesso. Vediamo ora insieme quali sono i sintomi per capire se si è ortoressici.

Qualità: L'ortoressia, come le delle altre forme di disturbi alimentari, affonda le sue radici in un disagio psicologico, che si manifesta attraverso un controllo ossessivo sul cibo. L' ortoressia infatti presenta una serie di similitudini con patologie quali bulimia, e soprattutto anoressia, la differenza sostanziale è che mentre per entrambe queste patologie il punto focale del problema è rappresentato dalla "quantità "di cibo ingerito, l'ortoressico è ossessionato dalla "qualità" degli alimenti. E anche questo aspetto di per sé non è negativo, perché chiunque di noi preferirebbe mangiare cibo genuino piuttosto che cibo in gran parte chimico o alterato, ma gli ortoressici portano questa preferenza a livelli maniacali.

Paura della “contaminazione”: l’ortoressico teme che il cibo sia “contaminato” dai più svariati fattori. Teme le radiazioni anche se abita lontanissimo da ambienti soggetti a questo tipo di inquinamento, se è vegetariano teme che il cibo non preparato da lui abbia “sentito” la carne, teme tutti i virus e batteri che nel tempo sono stati ricondotti al cibo, come l’aviaria o la mucca pazza, teme gli involucri di alluminio e di plastica e così via.

Programmazione: per essere sicuro di mangiare solamente cibi sani e puri, l’ortoressico dedica molte ore al giorno a pensare alla sua alimentazione e a programmare i pasti.

Ipocondria: ha paura di contrarre malattie se entra in contatto con cibo non sano, come abbiamo visto succedere a Bratman con il formaggio pastorizzato.

Depurazione: la paura della contaminazione e dell’ipocondria lo porteranno al desiderio di depurarsi se sarà costretto ad ingerire cibi per lui non salutari e per rimediare a questo si provocherà il vomito o l’evacuazione forzata.

Severità: l’ortoressico è estremamente severo con se stesso, man mano che l’ossessione peggiorerà inizierà a seguire regole sempre più rigide e ad essere sempre meno intransigente.

Circolo vizioso: questa severità instaurerà un circolo vizioso che porterà alla comparsa di comportamenti ossessivo – compulsivi. L’infrazione alle regole non è assolutamente ammessa e nel caso accadesse il soggetto entrerà in depressione, si punirà e si costringerà a regole più severe.

Isolamento: la persona colpita dall’ortoressia inizierà ad isolarsi dagli altri individui che non la pensano come lei mangiando in solitudine, non accettando inviti a pranzi o cene, se costretta ad uscire si porterà il proprio cibo, interromperà i rapporto di amicizia.

Test per capire se si tratta di ortoressia.

Dato che non sono ancora stati condotti studi specifici sull'argomento in questione e l’ortoressia non è ancora presente sul DSM, non sono presenti test convalidati per capire se si è ortoressici o meno. Ma alcuni passi al riguardo sono stati comunque compiuti.

Test di Bratman: lo studioso che per primo ha imposto all'attenzione del mondo scientifico il problema dell’ortoressia, ha ovviamente ideato personalmente un test per riconoscere i soggetti colpiti. Il suo test consiste in dieci domande che prevedono una risposta affermativa o negativa: con più di quattro SI’ si è in presenza di una ortoressia agli inizi, man mano che le risposte negative diminuiscono il disturbo diventa sempre più grave.

Test ORTO-15: ideato in Italia da un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, questo test è più ricco e articolato di quello proposto da Bratman. E’ strutturato con quindici domande che non prevedono semplicemente una risposta positiva o negativa, ma il soggetto sottoposto al questionario avrà quattro possibilità di scelta: si parte da “mai” per arrivare a “sempre” passando per “a volte” e “spesso”. Rispondendo si accumula punteggio, che varia in base alla riposta: si è ortoressici se si maturano quaranta o più punti e più ci si avvicina a sessanta più l’ortoressia peggiora.

Soggetti a rischio di ortoressia.

Come è stato accennato precedentemente, tutti noi siamo soggetti a rischio di ortoressia perché tutti ci nutriamo, tutti vorremmo essere sempre in buona salute e sempre più persone fanno attenzione a ciò che mangiano. Tuttavia alcuni possono essere più a rischio di altri.

Le persone a dieta hanno maggiormente la possibilità di diventare ortoressiche e sono le donne quelle che di solito si ritrovano sempre a dieta, quindi l’incidenza di rischio aumenta nel mondo femminile e diminuisce nel mondo maschile. Chi si mette a dieta lo fa perché scontento del proprio aspetto fisico, nel capitolo dedicato alle cause si è sottolineato come nel mondo moderno l’ideale di bellezza sia proposto sempre più frequentemente e profondamente radicato, e inizierà quindi a concentrarsi maggiormente su ciò che potrà e non potrà mangiare. Nel campo delle diete esistono un’infinità di scelte, dalla diete fai – da – te a quelle lette sulle riviste a quelle stilate dal dietologo. In ogni caso si inizierà a mangiare di meno, a rinunciare a qualche prelibatezza, ad imporsi regole, a sentirsi in colpa se non si rispettano e a cercare sempre nuovi spunti per dimagrire più velocemente e in modo efficace. Fin qui è tutto “normale” ma è a questo punto che l’ortoressia può fare capolino. Si iniziano a seguire diete sempre più restrittive, a nutrirsi di cibi sempre più selezionati, si entra in depressione se ci si concede qualche “scappatella” alimentare e ci si punisce per la mancanza di rigore, si contano e ricontano le calorie, si controllano e ricontrollano gli ingredienti dei prodotti, si inizia ad andare meno frequentemente fuori a cena con gli amici … Ad un certo punto si entra in un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire.

Adolescenti. Si è appena visto come le donne siano più a rischio degli uomini, allo stesso modo gli adolescenti sono più in pericolo degli adulti maturi. Questo perché è nell'adolescenza che il corpo cambia maggiormente, si comincia a confrontarsi con gli altri, si vuole piacere all'altro sesso, in TV si vedono solo persone bellissime, magrissime e senza difetti e gli si vuole assomigliare.

Gli sportivi.Allo stesso modo di chi inizia una dieta, anche chi fa sport, non per salute ma per soddisfare un ideale di prestanza fisica, può essere a rischio, Perché uno sportivo farà comunque più attenzione al cibo, ma potrebbe iniziare a cibarsi solo più per aumentare la massa muscolare o migliorare il fisico, eliminando dalla dieta tutto ciò che potrebbe “allontanarlo” dal suo ideale.

Salutisti esasperati.In un paragrafo precedente si è discusso di come la dieta possa costituire un possibile principio dell’ortoressia, ovviamente solo se portata agli eccessi. Lo stesso può avvenire con i cosiddetti salutisti: coloro che ricercano principalmente cibo “sano” e genuino non per un discorso di perdita peso, ma per la salute in generale. Anche in questo caso è evidente che il principio è giusto, ma se si passa ad un salutismo estremo allora i rischi ci sono. Si comincerà a mangiare esclusivamente verdura del proprio orto e se qualcosa non si riesce a coltivare si preferisce farne a meno, si inizierà a seguire in modo eccessivo le teorie dei crudisti o al contrario di chi ritiene che sia meglio mangiare tutto cotto e così via. L'ortoressico infatti tendenzialmente smette di frequentare bar o ristoranti; concentra tempo ed energie pensando e programmando tabelle alimentari settimanali o mensili; trasforma il cibo in un lavoro, studia qualità e calorie degli alimenti, elimina pian piano ogni tipo di cibo che gli dia piacere sostituendo il gusto di mangiare con quello di rispettare le regole, soffre di terribili sensi di colpa, e si punisce con privazioni ancora più rigide se commette qualche peccato di gola.

Vegetariani e vegani. Queste due categorie limitano in qualche modo il range di cibo di cui nutrirsi per motivi etici e per questo motivo non rientrano nella sfera dell’ossessione alimentare di paura di certi cibi; allo stesso modo chi segue una religione che impedisce di mangiare alcuni alimenti non rientra tra gli ortoressici. I vegetariani e specialmente i vegani però sono anch’essi candidati all’ortoressia, perché iniziando con alcune limitazioni, comunque piuttosto importanti, è più facile continuare ad eliminare cibi anziché aggiungerne nella propria dieta e molti di loro possono già fare fatica a consumare un pasto insieme a “carnivori”.

Conseguenze e rischi per i soggetti ortoressici.

Il paradosso è proprio che il percorso verso questa patologia parte da un principio sano, ovvero la ricerca del benessere attraverso un alimentazione sana ed equilibrata, per ritrovare salute e forma fisica.

Il problema si manifesta quando, oltre ad eliminare dalla dieta alimenti obbiettivamente dannosi o comunque poco salutari, si arriva a privarsi di nutrienti essenziali, e si trasforma il cibo, ed il rispetto delle regole auto-imposte, nel centro dell'esistenza.

Le conseguenze di questa patologia possono essere anche molto gravi, sia sul piano sociale, che su quello fisico. Vediamoli ora nel dettaglio.

Rischi fisici: si è già ampiamente discusso di come l’ortoressia riguardi la sfera dell’alimentazione, è quindi facile comprendere come ci possano essere rischi per la salute fisica, anche se paradossalmente si diventa ortoressici proprio per una maggiore attenzione verso la propria salute. Il soggetto in questione comincia man mano a limitare sempre più i tipi di cibi di cui nutrirsi e controlla ripetutamente gli ingredienti di ciò che compra. Il fisico ovviamente inizia a debilitarsi per la mancanza dei nutrienti che egli sono necessari e iniziano a comparire i primi segni di malnutrizione e denutrizione. La muscolatura e le ossa si indeboliscono, le difese immunitarie scompaiono e le forze diminuiscono. Per questi motivi Kate Finn è già deceduta e per questi motivi “di cibo sano si può morire”.Come si è già visto, due associazioni che si occupano delle relazione umana con il cibo hanno già diramato un allarme per questa nuova “mania” alimentare perché i rischi, anche mortali, sono evidenti. Questo perché l’ortoressia può dilagare senza essere notata finché non è troppo tardi, alcuni soggetti sono più a rischio di altri, come si approfondirà in seguito, ma in verità chiunque può diventare ortoressico. Finché non verranno condotti studi approfonditi sarà difficile individuarne i sintomi e poterla così curare, nel frattempo le persone continueranno a limitare l’apporto di cibo, ad entrare in un circolo vizioso che richiederà regole sempre più rigide, a crearsi e creare problemi psicologi e sociali, fino a rischiare la morte. La prima vittima certificata dell’ortoressia è l’americana Kate Finn, deceduta nel 2003, ma sono possibili anche altri decessi causati da questo disturbo alimentare. Quindi la risposta alla domanda “mangiar sano può essere un problema?” è sì, dato che, come è già accaduto, di cibo sano si può morire.

Rischi psicologici: oltre ai danni fisici sono possibili anche danni nella psicologia dell’ortoressico perché il suo comportamento si delinea come ossessivo – compulsivo per l’ossessione a cui è soggetto e il circolo vizioso di colpa – punizione in cui si ritrova. Vive in un perenne stato di ansia e timore per tutti i problemi che il contatto con cibo non sano potrebbero causargli, il futuro è pieno di incertezze e il passato pieno di sbagli. Allo stesso tempo, però, può mostrare transitori momenti di euforia quando riesce a resistere a qualche tentazione o riesce a mantenere una nuova ferrea regola che si è imposto. La depressione e il senso di colpa, in ogni caso, rimangono sempre in agguato e al minimo tentennamento ricomincia lo stato di ansia, nervosismo e colpa. Dall'altro vivendo in un costante stato di insicurezza, frustrazione ed insoddisfazione tende ad imporsi regole sempre più rigide compromettendo in maniera anche seria la salute dell' organismo.

Rischi sociali: si è già accennato all'isolamento in cui il soggetto colpito da ortoressia si auto condanna. All'inizio tenterà di coinvolgere amici e parenti in questo giusto e sano stile di vita, ma una volta visti i fallimenti l'isolamento sarà l’unica isola “salutare” in cui rifugiarsi. L'ortoressico infatti tende sempre più a sfuggire il mondo esterno chiudendosi nel suo ordinato mondo di regole "salutari", trovando molto più sicuro e "soddisfacente" rispettare queste piuttosto che confrontarsi con una società che non capisce e condivide le sue convinzioni e i suoi principi di vita. La frequentazione di persone che non la pensano come lui non sarà quindi più possibile, anche perché penserà di essere più intelligente degli altri per aver intrapreso la “giusta via”. Anche con il partner non sarà più possibile la vita di prima, perché l’autoregolamentazione alimentare a cui l'ortoressico si sottopone verrà estesa anche alla sfera affettiva, fino a ritenere i rapporti con il partner non più leciti e convenienti. L’ortoressia quindi si potrebbe presentare come una grave piaga sociale proprio per le conseguenze che le azioni di un singolo individuo possono avere sulla società.

Rimedi: la terapia adatta.

Uno dei grandi problemi in relazione all'ortoressia è proprio il suo essere ancora poco conosciuta; la disinformazione infatti rende difficile riconoscerla, comprenderla e combatterla. Non ci sono cure specifiche, ma coloro che si sono già occupati dell’ortoressia hanno però fornito alcuni consigli e rimedi utili per chi ne è soggetto.

In primo luogo ci si può rivolgere ai centri specializzati in disturbi alimentari, specialmente nei casi in cui l’ortoressia sia già degenerata in uno stato maniacale grave.

Nei casi più lievi, si può aiutare la persona colpita ad uscire dalla sua ossessione e a ristabilire un giusto rapporto con il cibo. Innanzitutto è necessario far accettare e comprendere all'interessato che qualche infrazione alle regole non costituisce una colpa indelebile e non ha conseguenze catastrofiche sulle salute. Fatto questo si potranno iniziare a reinserire molto gradualmente i cibi che l'ortoressico aveva escluso dalla sua dieta, importante farlo molto lentamente perché il fisico ha bisogno di tempo per riadattarsi. Con pazienza si dovrà far recuperare al soggetto il piacere del mangiare e i piaceri che il cibo può dare.

Fondamentali sono la pazienza, la costanza e il mantenere i contatti con l'ortoressico fornendogli supporto psicologico anziché lasciarlo nel suo isolamento.

Supervisione:

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