Argento colloidale: proprietà, dosaggio, controindicazioni ed effetti collaterali.

Quali sono le proprietà dell’argento colloidale? Scopriamo il dosaggio ed i benefici di questo prodotto che nell'antichità veniva utilizzato come antibatterico naturale contro molte patologie, ma che, come tutti i metalli, ha controindicazioni ed effetti collaterali che non vanno sottovalutati.

Argento colloidale: proprietà, dosaggio, controindicazioni ed effetti collaterali

    Indice Articolo:

  1. Cos’è?
  2. Proprietà
  3. Benefici
  4. Posologia
  5. Effetti collaterali
  6. Approfondimenti

Cos'è l’argento colloidale? 

Hai mai sentito parlare di argento colloidale ionico? Come suggerisce il nome, si tratta di minuscole particelle di argento che restano sospese in un solvente senza sciogliersi, grazie al fatto di essere ionizzate, cioè elettricamente cariche. Infatti, il termine colloidale indica proprio un composto in cui sostanze dagli stati fisici diversi (in questo caso, solido e liquido) non reagiscono e non sono tra loro solubili.  

In base alla grandezza delle particelle, questo liquido può assumere diversi colori a seconda del grado di concentrazione, dal trasparente quando sono più sottili fino ad un colore molto più scuro se invece sono più spesse. Generalmente, si consiglia di usare quello trasparente perché le parti di argento più sottili possono essere assorbite più facilmente da pelle e mucose. Inoltre, l’argento colloidale è inodore e insapore (si può sentire al massimo un lieve retrogusto metallico) e sembra essere del tutto innocuo anche se viene a contatto con mucose molto sensibili, come per esempio la congiuntiva.

Quindi, nonostante il nome possa far pensare a gioielli e monili vari, in questo caso parliamo di un prodotto che secondo alcune tesi si può rivelare utile per il benessere viste le numerose proprietà e benefici che gli antichi attribuivano al suo utilizzo. Vediamo quindi quando e come si è cominciato ad usarlo.

L’utilizzo delle proprietà dell’argento nella storia.

Nell’antichità, l’argento colloidale veniva utilizzato come antibatterico e disinfettante quando ancora non erano diffusi i comuni antibiotici, che dalla fine degli anni ‘30 hanno preso il sopravvento nella cura di tutte le patologie infettive.

Infatti, già al tempo dei Greci e dei Romani ci si era resi conto che coloro che usavano utensili in argento erano meno soggetti a malattie e infezioni; perciò, nel corso dei secoli, questa “scoperta” è stata tramandata di generazione in generazione, attraversando epoche storiche e dinastie varie. Ovviamente, solo gli appartenenti alle classi privilegiate potevano permettersi il prezioso metallo, mentre tutti gli altri non avevano i mezzi per procurarselo.

Presso le corti più ricche accadeva che l’argento venisse usato praticamente per tutto: si beveva in coppe d’argento, si mangiava con posate d’argento, il cibo stesso veniva riposto in recipienti d’argento... e spesso piccole quantità di questo metallo venivano anche ingerite. In questo modo le famiglie che vivevano a corte erano molto più sane, tanto da sviluppare una sorta di immunità verso le infezioni. Tanto che l’espressione “sangue blu” riferita a individui di nobile lignaggio deriva proprio dalla colorazione bluastra che l’argento dava al sangue di queste persone, rendendole quasi invulnerabili? È proprio il caso di dire che la nobiltà è una questione di sangue!

 L’argento colloidale antenato degli antibiotici?

Come già abbiamo spiegato, gli ioni argento venivano usati in passato per curare le infezioni, fino a quando, nel secolo scorso, sono stati soppiantati dagli antibiotici. Ciò è successo sia a causa dell’elevato costo di produzione dei prodotti a base di argento colloidale che della maggiore specificità degli antibiotici, ritenuti più efficaci dalla medicina. 

Nell’ultimo decennio l’interesse per questo vecchio prodotto è tornato a crescere per vari motivi. Questi sono alcuni:

  • batteri resistenti agli antibiotici: l’assunzione di antibiotici provoca la diffusione di microrganismi resistenti, che quindi non rispondono più alle terapie convenzionali, ecco che le soluzioni alternative quali l'argento colloidale hanno suscitato nuovo interesse;

  • oggi i costi di produzione dell' argento colloidale non sono più proibitivi come nel passato, ormai è un prodotto alla portata di tutti in qualsiasi formato disponibile sul mercato (compresse, collirio, crema, spray, cerotti e garze) e quindi sono numerose le aziende che hanno iniziato a commercializzarlo;

  • Inoltre in alcuni casi l’assunzione prolungata di antibiotici può provocare  un impoverimento della flora batterica naturale che è indispensabile per vivere bene; ecco che alcune pratiche della medicina non convenzionale hanno proposto l’argento colloidale come alleato dato che non ha questa specifica controindicazione in quanto non danneggia il sistema immunitario.

Ha proprietà contro batteri ed infezioni? Ecco come agisce secondo i suoi sostenitori.

Vediamo dunque come, secondo la tradizione, l’argento colloidale esplica le sue funzioni contro i microrganismi e cerchiamo di capire se ci sono basi scientifiche a sostegno di tali tesi. Secondo coloro che ne consigliano l'utilizzo, i suoi principali meccanismi d’azione antibatterica sarebbero i seguenti:

  • interagendo con il DNA dei batteri ne bloccherebbe la replicazione e la riproduzione di informazioni genetiche;

  • renderebbe inattivi gli enzimi vitali dei microrganismi e li distruggerebbe formando dei solfuri di idrogeno;

  • Secondo gli utilizzatori l'argento colloidale bloccherebbe l’approvvigionamento energetico dei batteri reagendo con i citocromi, strutture che all’interno delle cellule sono indispensabili per la respirazione e, di conseguenza, per la sopravvivenza degli agenti patogeni;

  • provocherebbe il distacco della membrana cellulare delle cellule batteriche e micotiche. 

Ecco perché, dunque,  alcune persone scelgono di combattere le infezioni tramite l’assunzione di argento colloidale, utilizzandolo sia a livello topico che sistemico. Ma se ti stai chiedendo come mai questo potenziale killer di cellule non distrugga anche le nostre, la risposta dei sostenitori di questo preparato è la seguente: servirebbero delle concentrazioni veramente notevoli di argento colloidale per avere su organismi pluricellulari, quali l’uomo e gli animali, gli stessi effetti che produce su quelli unicellulari, come appunto i batteri. Insomma, secondo coloro che propongono questo prodotto si possono dormire sonni tranquilli: l’argento colloidale distrugge sì le cellule batteriche, ma per noi è praticamente innocuo! Per completezza bisogna dire che non trattandosi di un presidio medico chirurgico la medicina allopatica non gli attribuisce proprietà curative.

A cosa serve? Ecco i benefici e le proprietà che la tradizione attribuisce all’argento colloidale.

Benefici dell'argento colloidale

È arrivato il momento di scoprire, nello specifico, contro quali malattie e disturbi viene tradizionalmente usato l’argento colloidale.

Dall'antichità ad oggi i suoi utilizzi sono stati moltissimi, ci sono tesi secondo le quali sembra essere efficace contro oltre 250 differenti microrganismi, ma a riguardo non si può parlare di azione battericida e fungicida dato che non si tratta di un medicinale. Tuttavia ci sono tesi diffuse, tra coloro che sono particolarmente sensibili ai trattamenti alternativi, pronte a sostenere che basta una piccola traccia di questo metallo per distruggere gli agenti patogeni nei paraggi in tempi brevissimi. Sarebbe interessante uno studio approfondito ed indipendente per assodarne univocamente gli effetti. 

Vediamo quindi un breve elenco dei disturbi per cui è stato largamente utilizzato in passato e viene ancora adoperato da crescenti fasce della popolazione l'argento colloidale:

  • Malattie dell’apparato respiratorio: come abbiamo detto in antichità è stato ritenuto un ottimo rimedio naturale contro raffreddore, tosse, influenza, catarro, polmonite e pleurite, infezioni alla tiroide, sinusite, placche alla gola, tonsillite, rinite allergica e asma.

  • Malattie dell’apparato gastrointestinale e urogenitale: in molti sostengono che la sua assunzione aiuti in caso di diverse infezioni come quella da Helicobacter pylori ma anche da Staphilococcus aureus; o in caso di problemi intestinali come i vermi (di cui ucciderebbe le uova), gastrite, cistite, infezioni alla prostata, vaginiti e candida ma la comunità scientifica non si è espressa a riguardo e rimane un prodotto cosmetico e non medico. La sua azione può inoltre essere utile nell’igiene dentale, per il contrasto della placca dentale.

  • Malattie della pelle e delle mucose: la funzione antibatterica che gli antichi ed i moderni naturofili gli attribuiscono sembrerebbe avere una azione positiva contro dermatiti varie, acne (compresa quella rosacea), eritemi, micosi, piaghe, herpes e anche contro la psoriasi, una patologia della pelle che spesso non risponde alle classiche cure e che per molte persone diventa un problema insormontabile; a queste proprietà si uniscono le tesi che lo propongono come antinfiammatorio naturale e quindi utile in caso di gengive doloranti e sanguinanti.

  • Infezioni generalizzate: l’argento colloidale sembra essere anche un ottimo coadiuvante per la cura di patologie generiche, che colpiscono l’intero organismo provocando diversi problemi, come ad esempio il lupus, l’herpes zoster, sindromi da avvelenamento del sangue.

  • Tagli, ferite e bruciature: secondo i nostri avi l’argento colloidale favorirebbe la ricrescita dei tessuti, per cui alcuni lo usano per la disinfezione delle ferite e delle ustioni.

  • Tumori: di recente, dei ricercatori britannici, come esposto in un articolo pubblicato sul Daily Mail (celebre quotidiano della Gran Bretagna) hanno avanzato l’ipotesi che l’argento colloidale aiuti a combattere il cancro accostandolo addirittura alla chemioterapia. Una tesi chiaramente forte e da verificare ma allo stesso tempo spunto di riflessione che merita approfondimenti.

  • Artrite, artrosi ed emorroidi: per coloro che gli riconoscono un' azione antinfiammatoria, gli ioni di argento alleviano i sintomi più dolorosi di queste diffuse infiammazioni.

Insomma, come si puo intuire, è molto difficile elencare tutte le patologie per cui in passato veniva utilizzato questo preparato che oggi sta riacquistando una larga fetta di utilizzatori. Tuttavia il buon senso suggerisce di approfondire per valutare i pro ed i contro e le effettive ricerche scientifiche fatte nei diversi campi per ogni singolo tipo di utilizzo. Inoltre prima di assumere qualsiasi prodotto o preparato e quindi anche l'argento colloidale, è sempre bene consultare il proprio professionista della salute di fiducia.

Del resto le proposte di utilizzo si moltiplicano, secondo alcune fonti sarebbe anche utile nella cura della bellezza contro rughe, capelli fragili o sovrappeso, e questo apre scenari ancora nuovi.

In base all’uso che si sceglie di farne cambiano le modalità di assunzione proposte.  Scopriamole insieme nel prossimo paragrafo.   

Come viene usato? Dosaggio e modalità d’assunzione previsti da chi utilizza il prodotto. 

L’argento colloidale per sua natura può essere assunto in diversi modi, per esempio:

  • Viene suggerita l'assunzione per via orale,  in caso di di stati febbrili o patologie infettive, come la scarlattina;

  • Si consigliano gargarismi, in caso di infiammazioni e infezioni della gola o della mucosa orale ;

  • Sono previste applicazioni a livello topico sulla zona interessata, per ferite e ustioni;

  • Esistono poi in commercio gocce e colliri, che si propongono come utili in caso di infezioni della congiuntiva e più in generale dell’occhio.

Il dosaggio chiaramente varia secondo il prodotto, il disturbo e le modalità di assunzione; in linea di massima si possono distinguere due grandi categorie:

Assunzione orale: il liquido viene fatto assorbire lentamente dalla mucosa orale, lasciandolo riposare sotto la lingua per qualche minuto in modo da favorire l’assorbimento completo delle piccolissime particelle. Il dosaggio varia in base alla concentrazione delle parti di argento in sospensione: in genere si indicano in ppm, che vuol dire “parti per milione” e rappresenta la misura di quanto argento è sospeso nella soluzione.  Per esempio, 10 ppm è la dose ottimale e corrisponde a 10 mg di argento in un litro di soluzione (si tratta di solito di acqua distillata). In commercio si trovano comunque prodotti con concentrazione che varia da 5 a 20 ppm. L’assunzione è consigliata lontano dai pasti, tranne in caso di infezioni intestinali dove sarebbe meglio assumere l’argento colloidale subito prima di iniziare a mangiare. Il dosaggio, inoltre, dipende anche dal motivo per cui viene assunto il prodotto:

  • Per coloro che lo utilizzano come rinvigorente generale, per esempio durante i mesi invernali, in genere chi lo ritiene un valido prodotto consiglia di assumere 1 cucchiaio (necessariamente di plastica per evitare che il metallo di cui sono composti i normali cucchiai possa interagire con l’argento causando reazioni indesiderate) di prodotto per 3 volte al giorno.

  • Per coloro che invece lo utilizzano quale pratica complementare in caso patologie minori, come per esempio la semplice influenza o la tosse, i naturopati consigliano in genere di assumere 3 cucchiai di argento colloidale, sempre 3 volte al giorno.

  • Infine, in caso di patologie più gravi, come per esempio polmonite o infezioni del tratto urinario, in genere se ne assume un intero bicchiere 3 volte al giorno.

Per i bambini, tutte le dosi sopraelencate vengono in genere dimezzate dai naturopati che suggeriscono il prodotto. Ricordati comunque che se scegli di utilizzare l'argento colloidale è necessario seguire attentamente le indicazioni riportate in etichetta, per evitare sovradosaggi e che comunque ogni indicazione di carattere generale va sempre personalizzata in base alla situazione specifica grazie all'aiuto di un professionista.  

Assunzione topica: l’argento colloidale è spesso applicato a livello topico, direttamente sulla parte da trattare. Lo si trova in commercio nei seguenti formati:

  • Sotto forma di gocce, che vengono applicate su ustioni, acne, eritemi e ferite, ma anche all’orecchio per curare le otiti e nel naso in caso di forti raffreddori.

  • Sotto forma di spray per il naso o per la gola, che permette di nebulizzare il prodotto comodamente sulla parte da trattare.

  • Ci sono poi cerotti e garze imbevute di argento colloidale, da applicare sulla pelle in modo da favorire il lento assorbimento di tutto il prodotto contenuto. 

In ogni caso, per accelerare lo smaltimento delle tossine e delle scorie i naturopati che lo ritengono un valido prodotto suggeriscono di assumere   almeno 2 litri di acqua al giorno, per facilitare l’eliminazione dei microrganismi, evitando che si accumulino  all’interno dell’organismo. 

Dove si comprano i prodotti a base di ioni argento?

Sei incuriosito? Vuoi provare personalmente se l'argento colloidale sia efficace o meno ma non sai dove cercarlo? Non essendo un farmaco né tanto meno un integratore o un preparato omeopatico, riuscire a trovarlo può essere impresa non semplice, specialmente se viviamo al di fuori dei grossi centri urbani. Molto spesso i farmacisti non conoscono il prodotto e le erboristerie ne sono sfornite. Se proprio non lo si trova in giro,  si può acquistare l’argento colloidale attraverso i siti specializzati, assicurandoci però dell’affidabilità del sito e del prodotto acquistato. I prezzi oscillano mediamente tra i 18-25 euro per flacone da 100 ml di prodotto (concentrazione 20 ppm). Invece, l’argento colloidale in formato spray costa circa 15 euro (confezione da 30 ml e 12,5 ppm).

Ma c’è anche un’altra possibilità. Infatti esistono in commercio degli apparecchi che producono l’argento colloidale attraverso l’elettrolisi, ossia mediante il passaggio di corrente tra due poli che colpiscono le particelle di argento, rendendole cariche elettricamente. L’argento colloidale ottenuto in questo modo deve essere poi conservato in luoghi freschi e non essere sottoposto a sbalzi termici; inoltre è consigliato riporre il prodotto in bottiglie scure, per evitare il contatto diretto con la luce che ne altera le proprietà. Chi volesse acquistare quest’apparecchiatura per produrre da sé l’argento colloidale e averlo sempre a disposizione deve spendere in media dai 95 euro in su, a seconda delle marche e degli accessori compresi.

Controindicazioni ed effetti collaterali: attenzione, l'argento colloidale è un metallo che può provocare  allergie. 

Ad oggi l’argento colloidale non sembra avere particolari controindicazioni o effetti collaterali,  bisogna però sicuramente fare attenzione se si soffre di allergie ad alcuni metalli in quanto, in questi casi, l’argento colloidale potrebbe provocare delle reazioni, potenzialmente letali.

In passato si è molto discusso di un effetto collaterale dovuto all’assunzione costante di argento, una patologia chiamata argiria, che consiste nella comparsa di macchie grigiastre sulla cute; per un po’, anche l’argento colloidale è stato accusato di causare questa malattia, ma studi specifici sembrano aver dimostrato che l’assunzione di tale prodotto, anche in dosi superiori a quelle normalmente consigliate, non provoca argiria, come invece avviene assumendo altri tipi di argento.

In ogni caso è sempre meglio non improvvisare e rivolgersi ad un medico o ad un naturopata esperto, prima di intraprendere la cura a base di argento colloidale.

Altri usi dell’argento colloidale: antibatterico per animali, piante e molto di più!

L’argento colloidale non viene utilizzato solo per il benessere dell’organismo umano, ma studi scientifici hanno dimostrato la sua efficacia anche contro molte patologie che colpiscono gli animali, siano essi domestici (come ad esempio la leishmaniosi che colpisce i cani), ma anche i più selvatici uccelli e rettili; inoltre, le sue proprietà benefiche possono curare anche molte infezioni delle piante, grandi o piccole che siano.

Ulteriori usi di questo metallo vanno al di là delle cure delle patologie: infatti, in alcuni impianti sportivi o ricreativi (specialmente del Nord Europa) l’argento ha sostituito il cloro per la disinfezione dell’acqua in piscina, risultando più efficace per debellare funghi e batteri.

L’argento è inoltre utilizzato in appositi filtri per la depurazione dell’acqua, come avviene spesso sugli aerei e addirittura sugli Shuttle della NASA, ma anche per la depurazione dell’aria in uscita da fabbriche molto inquinanti, come accade in Giappone.

Infine, non possiamo non menzionare la ricerca che in Svizzera sta sperimentando l’uso dell’argento colloidale nella cura dell’infezione da HIV, perché sembra che questo blocchi la replicazione delle cellule del virus.

Insomma, ti abbiamo fatto conoscere moltissime applicazioni per l’argento colloidale, un prodotto dimenticato per molto tempo, a lungo snobbato dagli organi ufficiali che sta ritornando di attualità.

E tu cosa ne pensi?  Lo hai mai usato?... facci conoscere la tua esperienza!

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Delia Belluccia (Biologa-Nutrizionista) + Dott.sa Luigia Torrusio

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