Vaccino per il mal di testa: cos’è? Dove e quando farlo? Informazioni e consigli

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

Un vaccino per eliminare il mal di testa invalidante e risolvere un problema che affligge circa il 15% della popolazione mondiale che soffre di emicrania? E’ quanto si sono proposti i ricercatori dell'Istituto San Raffaele Pisana di Roma che hanno messo a punto un particolare vaccino. Scopriamone di più per capire in cosa consiste, dove, e quando è possibile farlo?

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Come agisce?
  3. Quando e dove farlo?
  4. Funziona?

Cos'è il vaccino per il mal di testa?

Il mal di testa è un disturbo molto comune che tutti almeno una volta nella vita abbiamo sperimentato. Nella maggior parte dei casi questo disturbo passa in modo spontaneo o con dei semplici accorgimenti, in poche ore.

Tuttavia alcuni soggetti soffrono di una forma di mal di testa molto invalidante e dolorosa, denominata emicrania, che colpisce circa il 15% della popolazione mondiale.

Chi soffre di emicrania spesso è costretto a stare al buio, immobile, per il dolore acuto e lancinante e molto frequentemente i farmaci riescono ad attenuare efficacemente i sintomi, ma appena finisce l'effetto il dolore ritorna e costringe a prendere un' altra pillola e così via.

Si finisce in tal modo per abusare di farmaci ricchi di effetti collaterali e peggiorare il problema.

Per ovviare a questo problema sono stati fatti molti studi clinici ed ultimamente i ricercatori dell'Istituto San Raffaele di Roma, guidati dal professore Piero Barbanti, Direttore dell’Unità Cefalee e Dolore e Presidente dell’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee, hanno messo a punto un particolare farmaco che potrebbe essere molto utile per prevenire, ma anche per ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania in quanto non agisce sui sintomi ma sulla causa.

Come agisce il "vaccino".

Il vaccino contro l'emicrania è costituito dai cosiddetti "anticorpi monoclonali", una categoria di farmaci intelligenti che sono in grado di andare a colpire con precisione un singolo bersaglio all'interno del nostro organismo, senza compromettere le altre strutture.

In particolare il vaccino contro il mal di testa è costituito dall'anticorpo monoclonale anti CGRP. Gli anticorpi sono diretti contro una proteina denominata CGRP (Calcitonin Gene Related Peptide o peptide correlato al gene della calcitonina), che sarebbe implicata nella genesi dei violenti attacchi di emicrania.

L'anticorpo si lega alla molecola sia inattivandola che impedendone la formazione e prevenendo quindi l'insorgenza del mal di testa.

Quando e dove farlo?

Il protocollo vaccinale contro l’emicrania prevede la somministrazione del farmaco, per via sottocutanea, una volta al mese per almeno nove mesi. E' dunque una terapia di profilassi da fare ogni 28 giorni.

Attualmente, essendo ancora in fase di sperimentazione, il vaccino contro il mal di testa, disponibile soltanto presso l'Istituto San Raffaele Pisana di Roma, è destinato a quei soggetti che soffrono di emicrania cronica (la diagnosi di emicrania cronica prevede che vi siano degli attacchi di mal di testa della durata di 15 giorni al mese per almeno tre mesi consecutivi).

Si sta comunque cercando di estendere la somministrazione anche a coloro che soffrono di emicrania in forma episodica. Vi sono, infatti, alcuni farmaci (erenumab) già disponibili in farmacia (in Italia dal 2019) che però hanno ancora un prezzo altissimo (circa 700 euro a dose).

Risultati. Funziona?

Anzitutto bisogna chiarire che il termine vaccino utilizzato per questo farmaco è improprio, più concretamente si tratta di una terapia che va ripetuta tutti i mesi.

Un vaccino vero, invece si effettua una sola volta o con qualche richiamo e dà l'immunità per sempre.

Secondo i ricercatori comunque la somministrazione di questo farmaco, ha ridotto gli attacchi di emicrania del 62% dopo soli tre mesi di trattamento nel 74% dei pazienti trattati.

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Dottoressa Margherita Mazzola
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