Rabarbaro: proprietà terapeutiche, benefici e controindicazioni

Regolarizza l'intestino è antiossidante e fa bene a pelle e capelli: il rabarbaro ha ottimi valori nutrizionali e viene utilizzato come infuso, tintura madre oppure in capsule. Approfondiamo i benefici le controindicazioni e le dosi di somministrazione consigliate di questa pianta.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Valori nutrizionali
  3. Proprietà terapeutiche
  4. Posologia
  5. Effetti collateral i e controindicazioni
  6. Proprietà cosmetiche

Quali sono le caratteristiche generali del rabarbaro?

Il rabarbaro è una pianta originaria della Cina e del Tibet, appartenente alla famiglia delle Poligonacee, il cui nome scientifico è Rheum palmatum o Rheum officinale, oggi coltivata anche in Occidente; ne esistono diverse specie, anche se le più comuni nei nostri climi sono solo tre e si possono distinguere grazie alla colorazione del gambo e della polpa:

  1. Varietà con polpa e gambo verde;

  2. Varietà con gambo rosso e polpa verde;

  3. Varietà con polpa e gambo rossi.

Nonostante l’origine asiatica, il rabarbaro è un ortaggio che si adatta molto bene al nostro clima mediterraneo e temperato, la sua unica necessità è un’irrigazione costante che ne eviti la disidratazione. Può raggiungere anche due metri di altezza e alle nostre latitudini viene raccolto in primavera, in quanto il caldo e la siccità alterano le sue normali caratteristiche. Riconoscere una pianta di rabarbaro non è difficile, in quanto è costituita da un fusto eretto, una radice imponente che ne contiene la droga (ossia la parte che racchiude i principi attivi) e foglie grandi, dotate di un picciolo allungato, e talvolta presenta fiori a sei petali di vari colori. Il frutto, invece, è una specie di noce a tre spigoli e viene spesso asportato per non sottrarre energie alla preziosissima radice.

Ma adesso approfondiamo un po’ la storia di questo ortaggio!

Come e quando il Rheum Palmatum è giunto in Europa?

Abbiamo già detto qual è il nome scientifico del rabarbaro; il nome comune, con cui tutti lo conosciamo, sembra invece derivi dal latino reubarbarum, cioè “radice barbara”, a sottolineare il fatto che questa pianta non veniva coltivata in Occidente ed era utilizzata solo dalle popolazioni lontane. Pare, infatti, che in Asia esso fosse conosciuto già nel 2700 a. C., come si legge nel libro di erbe medicinali dell’imperatore cinese Shen Nung, mentre in Europa sia stato introdotto dopo la colonizzazione inglese. E furono proprio gli inglesi a scoprire, nel 1700, che il rabarbaro è commestibile, dunque utilizzabile anche in cucina (seppur con l’aggiunta di abbondante zucchero, dato il suo sapore molto aspro), dopo che per decenni venne utilizzato esclusivamente a scopo medico.

Alla luce di ciò, è proprio il caso di dire “thank you” agli anglosassoni, se oggi possiamo contare sulle numerose proprietà di questo ortaggio!

Valori nutrizionali della “radice barbara”.

Solo gli steli di rabarbaro, spessi fino a 7 centimetri, sono utilizzati per scopi nutrizionali e contengono numerosi nutrienti; possono essere mangiati direttamente o spremuti e bevuti come succo. Al contrario, le foglie sono considerate tossiche o poco indicate all’uso culinario. Vediamo nella seguente tabella quali sono i principali valori nutrizionali di questo ortaggio:

Valori per 100 g di rabarbaro

Energia: 21 kcal

Acqua: 93,61 g

Carboidrati: 4,54 g

Fibre:1,8 g

Proteine: 0,9 g

Grassi: 0,2 g

Minerali, di cui:

Potassio 288 mg

Calcio 86 mg

Fosforo 14 mg

Magnesio 12 mg

Sodio 4 mg

Vitamine, di cui

Vitamina C 8 mg

Vitamina B1 0,02 mg

Vitamina B2 0,03 mg

Vitamina B3 0,3 mg

Vitamina B5 0.085 mg

Vitamina B6 0.024 mg

Cerchiamo di riassumere i dati sopraindicati: come gran parte degli ortaggi, il rabarbaro è ricchissimo di acqua e, proprio per questo motivo, l’apporto calorico è davvero minimo con sole 21 Kcal ogni 100 g di prodotto, il che lo rende molto adatto alla dieta di chi vuole dimagrire.

Esso contiene anche una buona percentuale di carboidrati e di fibre alimentari; come spesso succede, sono però i micronutrienti a donare a questa pianta di origine asiatica un valore nutrizionale elevato. Infatti, i sali minerali più presenti sono il potassio, il calcio, il magnesio, il fosforo e il sodio, mentre i gruppi vitaminici maggiormente rappresentati sono quelli B e C.

Proprietà terapeutiche e principi attivi di questo ortaggio.

Il rabarbaro è un ortaggio ricco di proprietà benefiche per l’organismo, tanto da essere riconosciuto nella farmacopea generale come un vero e proprio farmaco. In fitoterapia viene utilizzato il suo rizoma (parte del fusto), che possiede diversi principi attivi, tra i quali ricordiamo:

Puoi approfondire quali sono e come agiscono i lassativi naturali.

Grazie a questi meccanismi d’azione, il rabarbaro viene impiegato nella composizione di diversi farmaci. Ora scopriamo insieme in quali forme è disponibile in commercio!

Come si può assumere il rabarbaro: le forme in commercio.

In fitoterapia, il rabarbaro può essere assunto in diverse forme in base alle necessità e ai gusti personali. Vediamo, dunque, come possiamo trovare questo ortaggio nelle comuni erboristerie o nei reparti destinati ai prodotti fitoterapici dei più forniti supermercati, e quanto costa in media:

Le dosi riportate sono ovviamente generalizzate e adatte alla popolazione sana, ma prima di iniziare l’assunzione del rabarbaro è sempre consigliato chiedere il parere del medico, che saprà indicare la posologia più corretta in base alle condizioni fisiologiche e patologiche personali. Come si suol dire, a ciascuno il suo!

Come usare in cucina il Rheum officinale?

Il gambo è l’unica parte commestibile del rabarbaro, che ne dici di imparare ad usarlo?

Il suo sapore è amarognolo senza essere sgradevole e ha un caratteristico aroma astringente. Proprio a causa di questo, raramente viene utilizzato singolarmente, ma si trova spesso in associazione ad altre erbe o come condimento di marmellate e altri prodotti dolci oppure, ancora, nella preparazione di liquori e amari a base di erbe, dalle note proprietà dissetanti e digestive.

In cucina, gli abbinamenti più comuni sono quelli con le fragole e i frutti di bosco, solitamente nella preparazione di marmellate o altri dolci in cui il rabarbaro ha la funzione di rendere i piatti meno zuccherosi grazie al suo tocco di aspro.

Noi ti suggeriamo qui una semplice ricetta per per preparare una torta alle fragole e rabarbaro. Come ingredienti ti serviranno:

  • pasta brisée (anche già pronta);

  • 2 fragole;

  • gambo di rabarbaro (la quantità a piacere, in base ai gusti personali);

  • 125 g di zucchero;

  • succo di limone;

  • burro;

  • poca farina.

Il procedimento da seguire per la preparazione è questo:

  • stendere la pasta brisée per rivestire una tortiera;

  • mescolare le fragole con il rabarbaro tagliato a piccoli pezzi e aggiungere lo zucchero, il succo di limone e la farina, quindi mettere il composto sulla pasta brisée;

  • aggiungere un po’ di burro tra i pezzi di frutta e rabarbaro. Se si vuole si può coprire con alcune strisce di pasta (come una semplice crostata) e spennellare con l’uovo per dare l’effetto lucido.

  • cuocere in forno a 200 °C per 45 minuti circa.

Per chi ha maggiore fantasia e in cucina vuole osare di più, si possono preparare anche pietanze salate, come ragù di carne e rabarbaro o ancora usare l’ortaggio come condimento per il pollo. Insomma, si tratta di un ingrediente molto versatile, che con un po’ di inventiva possiamo utilizzare per preparare piatti diversi e particolari! Prova anche tu a scatenare la tua creatività!

Effetti collaterali e controindicazioni.

Oltre ai tanti pro, il rabarbaro ha anche i suoi contro! Pur essendo generalmente un ortaggio ben tollerato, anche a causa dei suoi principi attivi può infatti causare alcuni effetti collaterali. Vediamo quali sono:

Nonostante meriti un po’ di attenzione a causa dei vari effetti collaterali possibili, assumere rabarbaro può senza dubbio apportare moltissimi benefici al nostro organismo. Ma come essere certi di non rischiare? Conoscere al meglio ciò che mangiamo, o assumiamo come farmaco, è senz’altro il modo migliore per trarne il miglior beneficio con la massima sicurezza!

Le proprietà cosmetiche del rabarbaro per pelle e capelli.

Le proprietà del rabarbaro non si limitano a quelle terapeutiche e all’utilizzo in ambito culinario; grazie ai suoi principi attivi, esso può essere utilizzato per la preparazione di diversi prodotti cosmetici. Le sue caratteristiche più apprezzate in cosmetica sono le seguenti:

Interessante, vero? Insomma, con i vari utilizzi del rabarbaro in cosmesi abbiamo proprio chiuso in bellezza. La tua, ovviamente!

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Delia Belluccia (Biologa-Nutrizionista) - Dott.sa Luigia Torrusio

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