Dieta dissociata: esempi, menu e schema settimanale per dimagrire

Come funziona la dieta dissociata? partendo da menu di esempi e schemi settimanali facciamo chiarezza su una delle diete più diffuse cercando di capire se funziona, quali alimenti si possono assumere, i benefici e le controindicazioni.

    Indice Articolo:
  1. Cosa è e come funziona?
    1. Teoria
    2. Regole
  2. Esempi settimanali
    1. Menu da 1200 calorie
    2. Schema di dieta ipocalorica
  3. Fa dimagrire?
  4. Pro e contro
    1. Benefici
    2. Controindicazioni
  5. Dieta dissociata e sport
  6. Versioni
    1. Versione classica
    2. Lodispoto
    3. Dieta  circadiana
    4. Programma integrato

Come funziona la dieta dissociata?

La teoria sviluppata da Hay si basa sull'idea che alcuni nutrienti ingeriti insieme rallentino il processo digestivo, per cui sviluppò un modello alimentare i cui punti salienti possono essere così sintetizzati:

Oltre a benefici per l’apparato digerente questa dieta ha anche una funzione depurativa in quanto riduce le tossine e aiuta a sgonfiare pancia. Questo regime alimentare non è adatto invece per contrastare la cellulite in quanto la concentrazione di carboidrati in alcuni pasti provoca un importante innalzamento della glicemia ed è sconsigliata per i bambini in quanto può influire sul loro corretto sviluppo.Per quanto riguarda gli sportivi invece la dissociata può essere tranquillamente seguita da atleti sottoposti a sforzi energetici ma non a body builder per carenza di carboidrati.

La teoria.

La teoria su cui si basa la dieta dissociata è legata all’attività metabolica dei tempi di digestione degli alimenti e soprattutto alle macromolecole che li compongono principalmente proteine e carboidrati. Per comprendere quindi il meccanismo su cui si basa questo tipo di dieta è necessario fare una premessa su come avviene la digestione degli alimenti che mangiamo quotidianamente:

Su questi meccanismi si basa la filosofia della dieta che sostiene che assumendo nello stesso pasto proteine e carboidrati si crea un ambiente molto acido per la digestione delle proteine e poco basico per la digestione dei carboidrati rallentando i tempi di assorbimento delle sostanze. Questo rallentamento della digestione predispone l’organismo a diversi disturbi principalmente legati a problemi digestivi come il gonfiore derivante dalla parziale digestione del cibo, un senso di pesantezza, un’assimilazione parziale delle sostanze nutritive e disturbi intestinali come acidità, flatulenza e aerofagia, stitichezza e alitosi.

Le regole di base.

Sulla base della teoria dei tempi di digestione degli alimenti la dieta dissociata prevede alcune regole molto rigide e ben precise da seguire:

Guida pratica: esempi di diete dissociate.

Tra le persone che si sono avvicinate a questo regime è possibile distinguere tra "estremisti" la cui regola è un nutriente al giorno, e che si alimentano un giorno di sola pasta, un altro di carne e cosi via, e i "moderati"che si limitano a dissociare i nutrienti nei due pasti principali, pasta a pranzo e carne a cena. Vediamo adesso alcuni esempi pratici di dieta dissociata che possano aiutarci a comprendere quale sia il programma completo da seguire durante la settimana.

Schema di esempio da 1200 calorie:

Una versione facile della dieta dissociata, che prevede circa 1200 – 1300 kcal giornaliere, può essere fatta riferendosi ad una distribuzione dei pasti strutturata nel seguente modo:

Colazione: scegliere durante la settimana tra le seguenti proposte:

  • Latte scremato (un bicchiere) con cereali a scelta;
  • Uno yogurt magro e un caffè d’orzo;

Spuntino di metà mattina: scegliere durante la settimana tra le seguenti proposte:

  • una spremuta di agrumi (esempio arancia o pompelmo);
  • un frutto a scelta (esempio una pesca o due albicocche o una mela o qualche fetta di ananas);

Pranzo: scegliere durante la settimana tra le seguenti proposte:

  • Una porzione di carboidrati (esempio un piatto di pasta o di riso da circa 80 g) e un’insalata o una porzione di verdure grigliate;
  • Una porzione di proteine da circa 150 g (esempio pollo o pesce) e un’insalata o una porzione di verdure grigliate;

Spuntino di metà pomeriggio: scegliere durante la settimana tra le seguenti proposte:

  • una spremuta di agrumi (esempio arancia o pompelmo);
  • un frutto a scelta (esempio una pesca o due albicocche o una mela o qualche fetta di ananas);
  • un centrifugato di verdura, per esempio carote.

Cena: scegliere durante la settimana tra le seguenti proposte:

  • una porzione di proteine di circa 150 – 200 g (a scelta tra carne, pesce, o uova) e un’insalata o una porzione di verdure grigliate;
  • una porzione di salumi (esempio 50 g di prosciutto) e un’insalata o una porzione di verdure grigliate;
  • una zuppa di verdure (esempio carciofi e patate) e un’insalata o una porzione di verdure grigliate;
  • una porzione di carboidrati di circa 50 g e un’insalata o una porzione di verdure grigliate;

Dieta dissociata ipocalorica schema settimanale.

Anche se fortemente sconsigliata dagli esperti esiste una tabella con la versione ipocalorica della dieta dissociata che prevede un apporto di circa 1000 calorie al giorno ed è strutturata secondo il seguente schema settimanale che prevede di scegliere come alternare gli alimenti proposti durante la settimana:

Colazione: alternare durante la settimana:

  • Una tazza di latte scremato con orzo solubile;
  • Uno yogurt magro alla frutta e un caffè con dolcificante.

Pranzo:

  • Una porzione di carboidrati (circa 70 g), alternare durante la settimana pasta, riso o legumi;
  • Un contorno di verdure a scelta tra ravanelli, finocchi, scarola, zucchina, insalata mista, spinaci, funghi, indivia, cavolfiore, asparagi, sedano.

Spuntino: alternare durante la settimana:

  • 100 g di kiwi;
  • 150 g di ananas o ciliegie o prugne o mele;
  • 200 g di pere o pompelmo o arancia o albicocche;
  • 250 g di fragole o pesche o nespole.

Cena: alternare durante la settimana i seguenti secondi piatti:

  • formaggio (una porzione da 80g di mozzarella o 90 g di scamorza o 150 g di ricotta di mucca);
  • carne (una porzione di circa 150 – 200 g di petto o coscia di tacchino, o di manzo, vitello, maiale, cavallo, coniglio);
  • pesce (una porzione di circa 250 g di sogliole, orate, merluzzo, baccalà, spigola, pesce spada, sarago, oppure una porzione di circa 300 g di polpo, seppie, o calamari);
  • Abbinare ai piatti sopraelencati un contorno di verdure come quello previsto per il pranzo.

La dieta dissociata fa dimagrire?

Sebbene il termine “dieta” faccia pensare immediatamente ad un percorso alimentare finalizzato alla perdita dei chili di troppo, e in molti credano che la dissociata sia proprio una dieta nata con quest’obbiettivo va ribadito invece che l’idea di fondo della dieta dissociata è un percorso di benessere per la salute legato al fatto che conoscendo i tempi di digestione degli alimenti si digerisce meglio e si ha quindi un maggiore benessere fisico.

C’è da considerare inoltre che essendo un percorso alimentare che non prevede quantità stabilite di alimenti, questo possa portare addirittura ad ingrassare in quanto si tende a mangiare molto di più del normale.

Se si vuole perdere peso con la dieta dissociata è necessario quindi seguire il modello ipocalorico di modo da controllare l’apporto di calorie giornaliere.

L'alimentazione dal punto di vista nutrizionale.

Questo tipo di dieta si basa su una teoria che secondo i suoi sostenitori è molto valida poiché basata su processi fisiologici dell’organismo. Tuttavia nell’ambito della medicina e della ricerca scientifica vi sono dei detrattori di tale teoria i quali hanno mosso delle critiche sostenendo che in realtà le combinazioni di alimenti previste non possono essere perfette poiché gli alimenti stessi sono già una combinazione di sostanze. Per esempio nei legumi troviamo sia proteine che carboidrati e il nostro organismo e in particolare l’apparato digerente è in grado di digerire alimenti diversi in contemporanea. Inoltre studi compiuti su due campioni di soggetti hanno messo in evidenza che una dieta bilanciata permette di perdere più peso rispetto ad una dieta dissociata, in media una dieta bilanciata permette di perdere 1,3 Kg in più in un mese e mezzo rispetto ad una dieta dissociata. La ricerca ha quindi dimostrato che la perdita di peso non è legata alla distribuzione negli alimenti nei pasti ma alla riduzione delle calorie. E’ stato anche visto che i valori ematici di colesterolo, insulina e trigliceridi rimanevano invariati tra una dieta e l’altra.

Gli alimenti da assumere.

Gli alimenti che si possono assumere con la dieta dissociata simili a quelli previsti dalla dieta mediterranea ma sono distribuiti in maniera diversa e divisi secondo dei gruppi diversi. In particolare possiamo creare una tabella degli alimenti che li suddivida in:

Versione per vegetariani e vegani.

Esistono delle versioni della dieta dissociata per coloro che non mangiano carne e pesce, come i vegetariani, o per coloro che non mangiano nessun alimento di origine animale, i vegani. In questo caso lo schema da seguire è a scelta tra quello classico e le variabili, tenendo conto delle regole che prevedono, e sostituendo gli alimenti proteici con alimenti proteici vegetali quali legumi, soia, seitan, tofu.

Pro e contro della dieta.

Come tutte le diete proposte anche la dieta dissociata ha degli effetti sulla salute, può essere utile per dimagrire ma in alcuni casi può anche far male. Vi sono inoltre dei casi in cui è indicata e casi in cui è sconsigliata. Vediamo quindi perché sceglierla, quando e quando invece non è consigliata.

Benefici.

I vantaggi di questa dieta consistono principalmente nel migliorare la digestione e nel perdere peso. Il combinare gli alimenti fa si che questa dieta abbia una funzione depurativa, in quanto riduce le tossine derivanti dalla fermentazione dei cibi nell’intestino e aiuti ad eliminare la pancia causata a volte dal gonfiore intestinale. La perdita di peso è molto lenta, per cui non è indicata come dieta per bruciare i grassi rapidamente, e questo rappresenta sicuramente un vantaggio per l’organismo poiché gli esperti consigliano sempre di perdere peso molto lentamente per non causare stress al nostro corpo. Questa dieta è particolarmente indicata per la gastrite proprio per la sua particolarità di dividere gli alimenti in base alle regole di digestione.

Controindicazioni di un regime dissociato.

Di per sé la dieta dissociata non è una dieta pericolosa e non ha particolari effetti collaterali, e tutto sommato si può dire che funziona per alcuni aspetti come per esempio la regolazione della digestione. I possibili danni possono derivare dal fatto che non vi sono quantità di cibi stabilite per cui per esempio in caso di eccessiva assunzione di proteine si possono avere problemi al fegato e ai reni in quanto l’eccesso di proteine sovraccarica questi due organi deputati all’eliminazione dei prodotti di scarto delle proteine, le scorie azotate.

Sembra inoltre non sia utile per combattere la cellulite in quanto l’apporto di carboidrati concentrato in alcuni giorni o in alcuni pasti innalzerebbe il livello di insulina eccessivamente favorendo l’accumulo di grasso e l’insorgenza della cellulite. Per evitare complicanze ed effetti collaterali si sconsiglia di seguire questa dieta in maniera “fai da te” ma di rivolgersi ad un esperto.

Leggi i consigli per una dieta anticellulite efficace contro la buccia d'arancia.

Questa dieta è sconsigliata per i bambini in quanto potrebbe compromettere o rallentare la loro crescita perché questo tipo di dieta a volte risulta molto ipocalorica e quindi si rischia che il bambino non abbia i nutrienti necessari a crescere e per lo stesso motivo è sconsigliata in gravidanza. E’ sconsigliata anche in menopausa in quanto i cambiamenti ormonali che si verificano in quel periodo vengono contrastati da una dieta equilibrata che preveda l’assunzione di tutti i nutrienti ogni giorno, specialmente di latticini per incrementare il fabbisogno di calcio. E’ inoltre assolutamente sconsigliata per chi soffre di diabete in quanto queste persone devono avere un apporto di carboidrati costante durante la giornata per il mantenimento della glicemia e per la terapia insulinemica.

L'alimentazione dissociata e lo sport.

Le diete dissociate vengono attualmente seguite anche dagli atleti, e nello sport in generale. In particolare per chi pratica la maratona e il tennis, in cui è richiesta energia e resistenza muscolare, sembra che questo tipo di dieta, grazie all’assunzione dei carboidrati, favorisca l’accumulo e l’aumento delle scorte di glicogeno che forniscono quindi maggiore energia e maggiore resistenza ai muscoli. E’ indicata in particolare nella settimana prima che precede la gara. Sembra invece che questa dieta sia sconsigliata per chi pratica body building perché per incrementare la massa muscolare oltre che le proteine i muscoli richiedono energia fornita dai carboidrati che vanno distribuiti lungo tutta la giornata e non solo in una parte della giornata, per cui questi atleti farebbero meglio ad evitare questo tipo di dieta.

Ecco alcune informazioni se ti interessa una dieta adatta per il body building e la crescita muscolare.

Principali versioni della dieta.

Dal 1911, anno in cui il dottor Hay elaborò la dieta dissociata, ad oggi, sono nate diverse varianti della dieta dissociata, ognuna delle quali prevede qualche leggera modifica alle regole di base.

Antoine: la versione classica.

La dieta dissociata di Antoine è la dieta dissociata definita classica, e il suo regime alimentare prevede di consumare per ogni giorno della settimana un solo alimento in quantità illimitata, senza quindi pesare gli alimenti. Si basa quindi sulla rotazione settimanale degli alimenti e una tabella da seguire per esempio potrebbe essere:

La dieta di Antoine prevede che non vi sia l’assunzione di acqua o di qualsiasi altro liquido durante i pasti e che non si mangino pane, o prodotti da forno come cracker o grissini. Per la sua particolare distribuzione degli alimenti questa dieta va seguita per massimo 2 – 3 settimane in quanto si rischia di assumere meno calorie di quelle di cui si ha bisogno. Questo perché è difficile consumare un solo tipo di alimento durante la giornata e quindi si rischia di mangiare poco o niente e assumere pochi nutrienti. Inoltre questo tipo di dieta può portare a un eccesso di proteine che può causare dei problemi nell’organismo specialmente a livello di fegato e reni che risultano sovraffaticati per le troppe proteine da smaltire.

Versione di Lodispoto.

La dieta dissociata di Lodispoto è una dieta ipocalorica e si basa sul principio di concentrare durante i pasti un tipo di alimento. In questa dieta inoltre non è previsto pesare gli alimenti e può essere seguita per quanto si ritiene necessario, in base ai chilogrammi che si vogliono perdere. Il dimagrimento è lento o addirittura nullo perché essendo libere le quantità degli alimenti se si eccede con le calorie si rischia di non perdere peso o addirittura di ingrassare.

Nel dettaglio questa dieta prevede:

Dieta circadiana.

La dieta dissociata circadiana viene chiamata crono dieta e si basa sull’assumere gli alimenti in base alle variazioni ormonali quotidiane scandite dai ritmi circadiani, da quei ritmi cioè che sono basati sul trascorrere delle ore del giorno.

Gli ormoni coinvolti in questo tipo di dieta sono l’ormone della crescita, il GH, che stimola lo sviluppo della massa muscolare, l’insulina, coinvolta nel metabolismo del glucosio e nella regolazione della glicemia, gli ormoni tiroidei che permettono che gli alimenti vengano trasformati in energia e i cortisonici che favoriscono il trasporto del glucosio all’interno della cellula e l’utilizzo dei trigliceridi come fonte energetica. In base a questi ormoni questa dieta prevede che l’assunzione dei carboidrati sia limitata a colazione e a pranzo, quindi nella prima parte della giornata, poiché la secrezione dei cortisonici contrasta l’azione di accumulo di tessuto adiposo dell’insulina. Le proteine invece devono essere assunte la sera a cena in modo da favorire l’azione di sviluppo del tessuto muscolare a opera del GH. In questo modo si favorisce lo smaltimento del tessuto adiposo durante la prima parte della giornata e l’aumento della massa muscolare nella seconda parte della giornata. Questo tipo di dieta è quella che ha più effetti sul metabolismo poiché sfrutta l’azione degli ormoni, per esempio il pasto più importante della giornata deve essere il pranzo, momento in cui gli ormoni tiroidei sono più secreti e promuovono la trasformazione del cibo in energia.

Dieta dissociata integrata.

La dieta dissociata integrata si basa sull’elaborazione del proprio biotipo corporeo che può essere di tipo A, ovvero una persona che ha la tendenza ad accumulare il grasso nella parte inferiore del corpo, o di tipo B, ovvero una persona che ha la tendenza ad accumulare il grasso nella parte superiore del corpo. In base ai biotipi gli alimenti vengono settimanalmente suddivisi in blocchi:

Biotipo A: prevede una dieta con due blocchi settimanali, il primo blocco dura tre giorni e prevede l’assunzione di cibi ricchi di carboidrati (per esempio pasta, pane, patate), il secondo blocco dura altri tre giorni e prevede l’assunzione di cibi ricchi di proteine (come carne, pesce e uova). L’ultimo giorno rimanente è un giorno misto in cui si consumano sia carboidrati che proteine.

Biotipo B: prevede una dieta con tre blocchi settimanali, che prevede tre giorni di proteine e un giorno di carboidrati, per poi ripetere lo schema.

La storia e le origini della dieta.

Tra le "diete miracolose" una delle più conosciute è la dieta dissociata, che nella versione generica e più seguita consiste nel non unire in uno stesso pasto carboidrati e proteine. La dieta dissociata risale al 1911 ad opera del medico americano William Howard Hay, che dopo anni di ricerca sperimentò questo regime alimentare su se stesso usandolo come terapia per la disfunzione renale di cui soffriva. Il dottor Hay, decise di provare a curare la sua patologia con un'alimentazione basata sullo studio dell’attività metabolica dell’organismo umano. Partendo dal presupposto che la digestione dei carboidrati avviene in ambiente basico e principalmente nella bocca e nell’intestino tenue, e quella delle proteine avviene in ambiente acido nello stomaco, Hay afferma che se si assumono contemporaneamente proteine e carboidrati, attivando entrambi i processi metabolici l’ambiente complessivo che viene a crearsi non è ideale e quindi rallenta l’assorbimento dei nutrienti e può causare pesantezza e problemi digestivi quali acidità e stitichezza otre ad altri problemi di salute di varia natura.

Supervisione: Collaboratori: Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)

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