Come essere felici nella vita, basta poco

come essere felici nella vita basta poco Basta davvero poco per essere felici? E come si può raggiungere questo stato? Scopriamolo insieme in un percorso che ci aiuti a capire cos’è la felicità e cosa fare per trovarla nella vita di tutti i giorni, anche seguendo delle semplici regole.

    Indice Articolo:
  1. Come fare
  2. Cosa serve
  3. Percorso da seguire
    1. Da soli
    2. In compagnia
  4. Dieci regole per la felicità

Come essere felici nella vita? Partiamo col capire cos’è la felicità.

Sembra una di quelle domande a cui è impossibile dare una risposta univoca, ed in parte forse è così, definire la felicità in maniera oggettiva ed universale non è certo semplice, questa parola così piccola racchiude in sé mille diversi significati, ma è comunque possibile definire a grandi linee il significato del termine “felicità” e quali sono i modi per cercare di raggiungere questo stato d’animo e continuare a mantenerlo giorno dopo giorno. La felicità è un arte, non una scienza esatta, e come tale va coltivata piano piano per ottenere dei buoni risultati.

Alla base della felicità c’è il benessere. Esso viene visto come una condizione interna, una situazione che caratterizza l’uomo e che si basa sulla soddisfazione di quelli che vengono definiti bisogni primari. Per raggiungere il benessere e quindi la felicità bisogna prima di tutto soddisfare le necessità del corpo e della mente ed assecondare le proprie emozioni. 

Felicità o gioia? Cosa proviamo realmente?

Prima di scendere nei meandri di questo tema di psicologia bisogna fare una distinzione sia a livello etimologico che di significato tra due termini che molto spesso vengono utilizzati come sinonimi: gioia e felicità.

Nel linguaggio comune si è soliti usare questi due termini come equivalenti, senza stare troppo a riflettere sul loro reale significato, ma in realtà i due termini indicano cose completamente diverse.

La gioia, come l’allegria, la vitalità, è una manifestazione positiva che si verifica in quanto frutto di condizionamenti esterni. Se ci accade qualcosa di bello, se superiamo un ostacolo oppure siamo gratificati per qualcosa ciò che proviamo non è felicità (anche se pensiamo che sia quella), bensì gioia o allegria. Queste due sensazioni possono derivare dalla felicità, ma non possono portare ad essa.

La felicità è invece un comportamento innato, un qualcosa che proviene da dentro la nostra anima. È un sentimento che non è influenzato dagli accadimenti esterni, quanto piuttosto si verifica solo se si raggiunge un certo equilibrio interiore.

Cosa serve per essere felici? Davvero basta poco?

Studi di psicologia hanno dimostrato che il grado di felicità non può essere calcolato sulla base di variabili come ricchezza, bellezza e salute, mentre è stata scoperta una relazione direttamente proporzionale alla presenza di alcune caratteristiche psicologiche e caratteriali: tanto più si è sicuri di sé, dinamici, estroversi, fiduciosi delle proprie capacità e tanto più aumenta esponenzialmente la propria felicità.

Ciò vuol dire che chi non è sicuro di sé ed è introverso non potrà mai essere felice?

Certo che no! Deve solamente iniziare un percorso che lo porti a credere di più in se stesso e a non vedere sempre buio.

Essere felici vuol dire non prendere la vita in modo negativo, non abbattersi per qualunque problema ci capiti durante la vita quotidiana, non fare come si suol dire “di una pagliuzza una trave” pensando che in questo mondo tutti ci sono contro. Chi si comporta così, infatti, inibisce inconsciamente il verificarsi di gioia e felicità, ma lascia automaticamente il posto a malinconia, tristezza e frustrazione.

 

In realtà per essere felici basta poco. L’importante è non pensare che si possa essere felici solo se si raggiungono sempre gli obiettivi prefissati e se si soddisfano tutti i desideri. Questo perché molto spesso accade che anche se si raggiunge un traguardo tanto atteso in realtà non proviamo felicità ma anzi, si è ancora più tristi di prima; la motivazione di ciò può essere ricercata nell’insoddisfazione insita nella nostra mente e nel nostro senso di inadeguatezza.

Infatti, la nostra infelicità è dovuta alla società in cui viviamo: non riusciamo a staccarci da una visione materialistica della vita, siamo troppo legati alle “cose” che abbiamo e che vorremmo avere e crediamo che la felicità arrivi solo se abbiamo tutto ciò che desideriamo.

Ma non è così.

Bisogna prima di tutto capire che anche nello stato di disperazione più assoluto quale può essere una malattia o un’ingiustizia, possiamo trovare uno spazio per la felicità, basta davvero poco per essere felici se si valorizza il poco che la vita ci concede!

Essere felici non vuol dire circondarsi di cose o persone: essere felici vuol dire principalmente stare bene con sé stessi, godere delle piccole cose con sé e poi dopo insieme agli altri.

Ma perché non riusciamo a raggiungere sempre la felicità?

Non sempre è facile raggiungere subito un alto livello di felicità, questo perchè siamo spesso condizionati nella nostra vita, tutto nasce da uno stato di chiusura che poniamo alla felicità: siamo noi stessi che limitiamo la possibilità che la felicità si verifichi perché siamo sempre alla ricerca di un qualcosa e pensiamo che la felicità sia legata sempre e solo al realizzarsi di ciò che cerchiamo, di un evento.

Non possiamo trascorrere la vita, le giornate, pensando al domani, pensando a cosa ci aspetta, a come dovremo comportarci in futuro, alle problematiche che ci saranno. Ma dobbiamo piuttosto goderci il presente: questo è il primo passo per essere felici!

Se si inizia ad assaporare quello che si ha, dalle piccole cose fino a quelle più importanti, tutto sembra avere un senso: inizia in questo modo il percorso di consapevolezza che ci porta a conoscerci meglio. E’ proprio la maggiore conoscenza di sé che sta alla base della felicità.

Vediamo quindi passo dopo passo come raggiungere la felicità, partendo da una domanda: come pensate di poter rendere felici gli altri, chi vi sta intorno, se prima non siete felici voi?

Il percorso da seguire: felici da soli... e in compagnia.

Ormai il tema della felicità è l’argomento più trattato dalle persone normali, non solo dagli studiosi. Basta parlare con qualcuno, un amico, un parente o anche uno sconosciuto che ti senti dire “come vorrei essere felice” oppure “è un periodo che non sto bene con me stesso, non sono felice”. Tutti siamo sulla stessa barca: vorremmo trovare quello stimolo in più, quella gioia di vivere ormai persa, quella felicità, quel senso di leggerezza che ci riporta con la mente a quando eravamo piccoli e senza responsabilità.

Ma la buona notizia è che la felicità si può provare anche da adulti! Per farlo occorre seguire due fasi, è importante infatti prima imparare ad essere felici da soli e poi con gli altri:

Fase uno. Imparare ad essere felici da soli. Come fare?

L’uomo è per sua natura un essere sociale e socievole: ama circondarsi di persone e vivere in comunità, basti pensare alla famiglia e al bisogno innato di procreare e realizzare un piccolo nucleo di persone con cui condividere la quotidianità.

Ma si può essere felici da soli? Certo che si può, anzi si deve! Per essere felici nel lungo termine bisogna naturalmente trovare un senso di soddisfazione dalle piccole vittorie della vita quotidiana: giorno per giorno si deve cercare di ritagliarsi un piccolo spazio di felicità ed essere felici di ogni cosa positiva, seppur piccola, che ci capita.

E’ necessario “conoscersi ed accettarsi” ma anche essere consapevoli di avere fiducia in se stessi.

Naturalmente non riusciamo più a godere delle piccole cose, in questa vita frenetica e in questo mondo competitivo in cui vince chi ha di più. È proprio per questo che bisogna iniziare un percorso introspettivo volto a migliorare la conoscenza di sé, dei propri pregi e dei propri difetti.

Come fare quindi a trovare serenità e felicità da soli? Basta seguire un percorso, oltre al conoscersi ed accettarsi, che rappresenta sicuramente il primo punto di partenza, ma è anche importante:

Fase due. Essere felici insieme agli altri.

 

Se siamo stati in grado di affrontare la solitudine e in essa siamo riusciti a ritrovare noi stessi, a conoscerci meglio e a capire quali sono i nostri limiti e le nostre paure, allora siamo pronti per il passo successivo. Dobbiamo cercare di trovare la felicità anche in mezzo agli altri. Anche in questo caso è importante seguire un percorso come:

Potrebbe interessarti approfondire come combattere la solitudine nelle diverse fasi della vita.

Le dieci regole d’oro per iniziare il percorso verso la felicità.

Stai riuscendo piano, piano a prendere più consapevolezza di te stesso e di quanto vali?

Inizi a pensare che magari il tuo problema non è così insormontabile ma che puoi benissimo risolvere? Bene, vuol dire che il tuo percorso verso la felicità è iniziato.

Tieni a mente queste 10 regole d’oro e riuscirai ad essere felice in ogni circostanza:

Supervisione: Collaboratori: Ilenia Migliarese - Dott.sa Iolanda Piccirillo

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