Combattere la timidezza: vincere e superare la timidezza eccessiva

Manuale sulla timidezza, per guidare chi troppo spesso diventa rosso peperone, verso una felice soluzione del problema. Come primo passo vengono identificati i sintomi più evidenti del diffuso disagio e le modalità in cui questi intralciano lo svolgimento delle attività e delle relazioni quotidiane; successivamente all’identificazione del lettore, si cerca di sviscerare le possibili origini della timidezza ed i pensieri nascosti che ogni volta la fanno emergere, infine sono suggerite delle tecniche per combatterla. Ed in ultimo suggerimenti e consigli per una corretta applicazione della guida.

Consigli pratici contro la timidezza: panoramica iniziale.

Sei un timido? Ecco come capirlo.

Il viso che s’infiamma, le mani che sudano, la voce che trema, cuore a mille ed il terrore di essere giudicato o deriso per qualche gaffes; queste sono le sensazioni che i timidi d’ogni età provano quando si trovano ad affrontare contesti relazionali nuovi. Queste fastidiose ed evidenti sensazioni che fanno capolino appena la persona viene invitata ad esporsi in qualsiasi modo, diventano spesso debilitanti in quanto intralciano la naturale espressione della propria personalità, come invece viene espressa all’interno di contesti familiari o comunque conosciuti ed abitudinari.

Il timido, ben consapevole dell’evidenza del suo stato d’animo, tende ad evitare contatti esterni alla sua stretta cerchia di fidati amici e parenti entrando in una sorta di circolo vizioso, in cui per l’imbarazzo di essere visti imbarazzati, si preferisce nascondersi dietro le parole e le scelte altrui, quando invece si avrebbe tanto da dire e da fare. Si puo’ facilmente intuire quanto la timidezza possa influenzare negativamente i principali aspetti della vita di una persona: la paura di prendere qualsiasi tipo d’iniziativa puo’ impedire l’inizio di una relazione amorosa, la tendenza a non esporre le proprie idee e le proprie capacità, puo’ intralciare un percorso professionale altrimenti brillante, e la continua paura di scontrarsi con gli altri per pretendere qualsiasi tipo di diritto, anche se dovuto, puo’ portare all’isolamento o alla manipolazione all’interno di gruppi di amici e conoscenti.

Cosa ti succede in quei momenti in cui non ti senti all'altezza delle aspettative altrui?

Ogni volta che qualcuno c’invita a dire o a fare qualcosa si aspetta da noi una prestazione, una modalità in cui questa cosa sia detta o fatta. È risaputo che tutti desideriamo l’approvazione e l’apprezzamento delle persone che ci circondano e che a volte crediamo di avere tutti i mezzi per farlo, a volte no, altre non ne siamo affatto preoccupati o perché siamo con persone con le quali ci sentiamo protetti ed amati oppure perché semplicemente in quel momento il giudizio altrui non ci interessa.

Chi è timido è assillato dall’idea di non essere all’altezza delle aspettative degli altri che a loro volta sono visti come giudici spietati. La scarsa considerazione di se stessi ed un certo pregiudizio sulla cattiveria altrui è quindi alla base di questo irrazionale terrore di esporsi e di vivere serenamente. Anche chi è eccessivamente esuberante ed arrogante nasconde spesso problemi di timidezza ed insicurezza; che tu sia un timido mansueto o un timido aggressivo, il punto è sempre lo stesso: non ti dai il diritto di esprimere la tua individualità ma la nascondi terrorizzato dall’idea di non essere approvato.

Perché sei timido?

Gli psicologi non hanno un’opinione unanime sulle origini della timidezza, ma prevale l’ipotesi del determinismo ambientale: se un bambino sviluppa una personalità timida è perché ha vissuto delle esperienze familiari e sociali che lo hanno portato ad avere una scarsa considerazione di sé o che semplicemente non lo hanno abituato ad esporsi e a mettersi in gioco: famiglie che hanno giudizi troppo severi nei confronti dei figli o che al contrario hanno difficoltà ad esprimere emozioni e sensazioni, un contesto scolastico o sociale dove si ha uno scarso contatto con gli altri; tutti elementi che non abituano un bambino ad esprimere se stesso e a confrontarsi col giudizio altrui.

Terapia per combattere e vincere la timidezza.

Alcuni dicono che dalla timidezza non si puo’ guarire che insomma un timido resterà timido per tutta la vita, ma sicuramente si possono attuare degli accorgimenti per attenuare gli effetti inibitori della timidezza:

Concentrati su te stesso.

Fai mente locale ai quesiti che seguono:

Ipotizziamo il seguente caso:

Concentrati sugli altri.

Adesso devi compiere un altro sforzo: smetterla di guardare alla tua immagine goffa e ridicola riflessa negli occhi degli altri e sposta la tua attenzione sugli altri:

Sicuramente dovrai constatare che il modo in cui stanno ballando non ha certo più influenza sulla loro vita sociale del fatto che stiano ballando, e che quindi non tutti sono li col dito puntato a giudicare la loro prestazione, ma ne gradiscono la partecipazione e la presenza poiché gli permette di socializzare e divertirsi.

Affrontare e superare le paure.

Adesso è il tuo momento! Gettati in pista e pensa solo a divertirti e chiacchierare con gli altri! All’inizio cadrai nella tentazione di paragonare le tue capacità a quelle altrui, a sentirti osservato e ridicolo e il tuo viso comincerà ad arrossarsi; pensa allora a quello che hai osservato: non tutti sono lì a giudicare il tuo modo di ballare né questo potrà influenzare il loro giudizio umano e sociale su di te a meno che non sia tu a dargli questo diritto dando peso alla tua prestazione; ma anche in quel caso ricorda: non staranno prendendo in giro il tuo modo di ballare ma il fatto che tu fossi imbarazzato per esso.

Ogni volta che devi affrontare una situazione per te imbarazzante, ripeti il procedimento: prima concentrati su te stesso per identificare le tue paure, poi sugli altri per osservare come queste paure siano per lo più infondate, e poi ritorna su te stesso provando sulla tua pelle che se tu non dai peso alle tue prestazioni ma ti concentri sul rapporto con gli altri, questi a loro volta non si sentiranno in diritto né avranno voglia di prenderti in giro.

L’esempio del ballo puo’ essere indicativo per altre prestazioni che la società ci chiede: dibattiti, esami, conoscenze nuove, prestazioni lavorative ecc… Confrontarsi quindi prima nella dimensione privata della mente e poi in quella pubblica della vita reale, è l’unico modo per abituarsi ad esprimere se stessi e a considerarsi alla pari degli altri.

Suggerimenti e consigli per affrontare e vincere la timidezza.

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