Anoressia nervosa: cos’è? Sintomi, cause, terapia e rimedi naturali

Come si manifesta l’anoressia nervosa? Quali sno le cause che portano a questo rapporto conflittuale con il cibo e col proprio corpo? Come intervenire per evitare conseguenze anche drammatiche? Vista la complessità del disturbo, è fondamentale una diagnosi tempestiva ed una terapia multidisciplinare, che consenta di sostituire le modalità alimentari distruttive, con modalità più sane.Approfondiamo

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Come riconoscerla?
  3. Sintomi
  4. Cause
  5. Quando si manifesta?
  6. Terapie
  7. Prevenzione

Cos’è l’anoressia nervosa?

L’Anoressia nervosa (AN) è un disturbo del comportamento alimentare (DCA), caratterizzato da una attenzione ossessiva nei confronti del corpo, visto come inadeguato ed ingombrante e da un rifiuto ostinato ad assumere cibo, con ripercussioni negative sul benessere psicofisico.

Questa patologia si configura come una vera e propria emergenza sanitaria nei Paesi occidentali industrializzati (Europa Occidentale, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, nella Nuova Zelanda, in Sudafrica e in Giappone).

La prevalenza del disturbo: il numero di casi nella popolazione, è stimata intorno allo 0,3%.
L’incidenza (il numero dei nuovi casi nella popolazione in un determinato periodo): 8 casi su 100000 soggetti in un anno. Il disturbo incide per lo più sulla popolazione femminile, infatti, il rapporto tra casi femminili e maschili è di 9:1, anche se, negli ultimi anni, si è registrato un aumento dei casi maschili. La letteratura nazionale, conferma l’andamento internazionale del problema, con una prevalenza dello 0.5-1% della popolazione, soprattutto femminile.

Diagnosi e psicometria: come riconoscere l’anoressia.

Per identificare e riconoscere la presenza di “anoressia nervosa”, è possibile fare riferimento ai criteri diagnostici presenti nel “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, quarta edizione (DSM IV-TR), secondo cui questo disturbo è caratterizzato da:

Sono presenti due sottotipi di anoressia nervosa:

Nel DSM IV TR questa categoria rientra nei “Disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati” (DSA-NAS), mentre l’ICD-10 (International Classification of Diseaseses-10), redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo definisce come Anoressia Nervosa Atipica, caratterizzata da soggetti che presentano segnali anoressici di grado lieve (presenza di tutti i sintomi ma peso nella norma, presenza solo di condotte di compenso o di eliminazione, casi in cui il cibo viene masticato e non digerito) oppure in cui sono assenti uno o più segni (esempio amenorrea o la significativa perdita di peso) ma per il resto presentano un quadro clinico tipico dell’anoressia nervosa.

Per quanto riguarda la psicometria, ovvero gli strumenti testologici per lo studio della anoressia nervosa, in Italia sono disponibili diversi test validati:

Quali sono i sintomi e le conseguenze sul corpo per chi soffre di questa malattia?


I principali segni e sintomi, che possono incidere negativamente sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita dei soggetti anoressici, sono:

Invece, le patologie psichiatriche solitamente associate all’anoressia nervosa sono:

Approfondisci come si manifesta il narcisismo.

Le cause principali del rifiuto del cibo.

Negli anni si sono susseguite diverse teorie che hanno tentato di dare una spiegazione univoca dell’AN, senza però riuscire in modo esaustivo a comprendere la patologia.

Proprio per questo, attualmente si predilige un modello multifattoriale, che permetta di considerare le svariate cause individuali, familiari e socioculturali, che, in presenza di un nucleo patogenico di base, (ad esempio la bassa autostima, sofferenza per il peso, depressione) rappresentano i fattori che aumentano il rischio di manifestare il disturbo (fattori predisponenti), o quelli che lo scatenano (fattori precipitanti), o i fattori che mantengono il disturbo (fattori perpetuanti).

Fattori predisponenti: la manifestazione. 

Individuali:

 Tratti di personalità: tra cui si riscontrano perfezionismo, con il bisogno di rispondere sempre alle attese sociali e di compiere al meglio le prestazioni richieste. Vediamo nel dettaglio:

Problemi psicologici come:

Familiari:

Socioculturali:

Fattori precipitanti: scatenanti.

Andiamo ad analizzare quali possono essere le cause scatenanti di questo problema:

Fattori perpetuanti: di mantenimento.

Tra le cause, troviamo anche i fattori di mantenimento della malattia.

Tra essi abbiamo:

Infine, sono da menzionare tra le cause i fattori iatrogeni, ossia interventi medici che possono favorire lo scatenamento, il mantenimento e l’aggravamento della patologia.

Quando si manifesta l’anorressia?

L’Anoressia, si presenta prevalentemente nell’età adolescenziale. In questo periodo le trasformazioni biologiche, sociali, emotive e psicologiche possono innescare vissuti d’incertezza e smarrimento, che in assenza di un adeguato processo di ricostruzione e riappropriazione del proprio corpo e della propria identità, possono innescare conseguenze gravi e potenzialmente dannose, proprio come avviene nell’anoressia nervosa in cui si attua un conflitto con il proprio corpo, mediante il controllo spietato del cibo.

In ogni caso, attualmente, si riscontrano sempre più casi in cui l’insorgenza risulta posticipata all’età adulta, in particolare durante la fase della menopausa, e in età anziana tra i 65-70 anni, questa forma viene chiamata tardiva.

Le forme “tardive”, presentano sintomi attenuati rispetto alla forma adolescenziale e non raggiungono la stessa drammaticità. Vediamo i tratti comuni e le differenze tra le forme tardive e quelli adolescenziali:

Tratti comuni:

Sono soprattutto relativi all’ossessiva attenzione nei confronti del corpo e dell’immagine, al regime di restrizione alimentare e all’intensa paura di prendere peso. Inoltre, anche in questi casi, la malnutrizione può condurre a gravi danni, come osteoporosi, caduta di capelli, ipotensione, ridotta funzionalità epatica e gastrointestinale, basso tono muscolare.

Differenze:

Sono relative alle cause scatenanti, le quali risultano diametralmente opposte rispetto a quelle presenti nella forma adolescenziale. Infatti, mentre in quest’ultima si presenta spesso la paura della maturazione e dell’assunzione del ruolo e dell’aspetto adulto, nelle forme tardive si manifesta un intenso terrore di perdere tale ruolo. Cosicchè si innescano azioni che mirano a negare la vecchiaia a favore di un aspetto e comportamento eternamente giovanile, mediante l’abbigliamento, la chirurgia estetica e la ricerca di magrezza eccessiva, oggi considerata socialmente come sinonimo di bellezza e validità.

Recentemente, inoltre, si osservano forme di anoressia nervosa con un esordio molto precoce, in particolare tra i 8-9 anni. I bambini di questa età, hanno una paura intensa ad ingrassare, rifiuto ad assumere cibo e grave distorsione della loro immagine, per cui non riescono a riconoscere le reali fattezze (magre) del corpo vedendosi sempre inadeguati e grassi. 

Negli uomini questo disturbo è spesso trascurato, perchè viene considerato come una patologia tipicamente femminile, per cui le stime epidemiologiche e i medici, tendono a concentrarsi solo su questa parte della popolazione. Conseguentemente si crea un ingente ritardo nella diagnosi, infatti, si stima che il tempo trascorso tra la manifestazione del disturbo e la sua diagnosi, sia di sette anni negli uomini contro i quattro delle donne. Recentemente, per colmare questa “disattenzione”, sono state condotte varie ricerche, come quella del reparto di Neuropsichiatria dell’Ospedale San Gerardo di Monza, dal Dott. Bertolini, Dott. Albanese e il Dott. Ceruti, la quale hanno appurato che i fattori predisponenti e scatenanti di tipo familiare e psicologico, oltre che i sintomi manifestati, siano equiparabili tra i due generi. Vi sono fattori, però che incidono maggiormente negli uomini, come quello atletico, l’obesità infantile e la confusione relativa all’identità di genere. Malgrado queste piccole differenze, il disturbo assume le stesse drammatiche sembianze, con un odio spietato nei confronti del proprio corpo e controllo del cibo, attuato per fuggire ai dolori e ai pericoli intollerabili, perseguendo un ideale di perfezione impossibile.

Quali sono le terapie per far fronte a questo problema?

Per il trattamento dell’anoressia nervosa, sono presenti tre livelli di terapia secondo la gravità della patologia: ambulatoriale, ricovero diurno, ricovero globale.

La scelta del tipo d’intervento dipende dai sintomi del soggetto, dalla gravità delle condizioni fisiche e dalla rapidità nel perdere peso, presenza o assenza di complicazioni internistiche o di comorbilità psichiatriche, collaborazione dell’ambiente familiare, durata della malattia, fallimento di altri interventi.

Questi interventi, si basano sulla collaborazione di equipe multidisciplinari, al fine di potere attuare e considerare tutti gli aspetti del disturbo.

La terapia per guarire dall’anoressia, deve essere articolata su più piani quali:

Rieducazione alimentare e percorso terapeutico.

Questi interventi vengono fatti per riabituare sia il soggetto che il suo organismo a nutrirsi in modo sano e naturale. I più utilizzati sono:

Terapia farmacologica.

Ha scopo solo supportivo e non risolutivo nei confronti dell’anoressia nervosa.

I farmaci solitamente utilizzati sono di categorie differenti:

In generale è importante prescrivere solo farmaci indispensabili e valutare la reali disponibilità del paziente all’assunzione, soprattutto in presenza di casi che utilizzano condotte di eliminazione basate sul vomito.

Rimedi naturali

Tra i rimedi naturali fitoterapicied omeopatici possiamo citare:

La guarigione è un percorso alquanto impegnativo, che può avvenire solo dopo che il soggetto abbia preso consapevolezza di essere malato ed abbia manifestato la volontà di stare bene.

Il primo passo è l’accettazione della malattia, è uno degli scogli più duri, poichè l’anoressia, fa entrare in uno stato mentale nel quale il soggetto più si sente magro più si sente forte e sicuro, ed ha una percezione del tutto fuorviata del suo aspetto e delle sue condizioni..

Prevenire è meglio che curare.

La prevenzione dovrebbe iniziare fin dalla prima infanzia, al fine di promuovere una salutare armonia tra il corpo, l’autostima e l’alimentazione. Per questo dovrebbe coinvolgere in modo attivo non solo i bambini, ma anche i genitori e i parenti. Gli obiettivi principali dovrebbero riguardare:

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Quindi, attuare un intervento preventivo ed informativo è fondamentale, poichè consente una riflessione precoce sulla corporeità e sull’alimentazione.

Anoressia Nervosa: la prognosi.

L’anoressia nervosa ha esiti molto variabili, si può andare incontro a tre diversi destini:

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Maria Grazia Maggio (Laurea in Scien della formazione/ psicologia) - Dott.sa Roberta de Martino

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