Vertigini: sintomi, cause, terapie e tipi (posizionali, parossistiche ecc).

Perchè si soffre di vertigini? E quali sono le differenze tra i vari tipi? Scopriamo i sintomi che accompagnano questa alterata percezione sensoriale e quali le cause che la determinano. Approfondiamo quali sono i farmaci ed i rimedi naturali che aiutano a ridurre o eliminare il. disturbo.

Vertigini: sintomi, cause, terapie e tipi (posizionali, parossistiche ecc)

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Sintomi
  3. Diagnosi
  4. Cause patologiche e non patologiche
  5. Terapie farmacologiche e rimedi naturali
  6. Approfondimenti

Cosa sono le vertigini? Definizione e tipologie.

Le vertigini rappresentano un insieme di sintomi causati da un'alterazione della percezione sensoriale e del movimento. Il soggetto ha la sensazione di perdere l'equilibrio e di cadere, ed inoltre accusa giramenti di testa, sensazione di nausea e vomito associate a tachicardia e sudorazione. Le vertigini hanno una durata variabile che va pochi secondi, ad alcuni minuti, fino a persistere per giorni in base alla causa che le ha determinate. Si possono manifestare a qualsiasi età e rappresentano un disturbo molto comune, con una prevalenza maggiore nelle donne (64% contro il 36% negli uomini), ma sono comunque più frequenti nei soggetti anziani, specialmente al di sopra dei 75 anni, a causa della fragilità delle ossa e dell'alterazione della circolazione sanguigna legata all'età.

Tipologie.

Esistono diverse classificazioni delle vertigini che si basano sulle cause scatenanti, sull'origine e sulla percezione che si associa alla vertigine.

Una prima distinzione può essere fatta in base all'origine della vertigine, si distinguono vertigini:

  • Vere: vengono definite vere le vertigini rotatorie, che si manifestano cioè con una sensazione di rotazione del soggetto o dell'ambiente circostante. Sono correlate solitamente ad alterazioni a livello dell'orecchio o a patologie.

  • False: le vertigini false sono rappresentate dai comuni giramenti di testa, che possono essere correlati a cali di pressione, di glicemia, a stanchezza, ma che non coinvolgono direttamente l'orecchio o non sono correlate a patologie.

Un'altra distinzione viene poi fatta in base al tipo di percezione della vertigine ed in questo caso abbiamo una vertigine:

  • Soggettiva: una vertigine soggettiva si verifica quando il soggetto si sente ruotare mentre l'ambiente circostante intorno a lui rimane fermo. Si associano a patologie del sistema nervoso centrale.

  • Oggettiva: in questo caso il soggetto si sente fermo e stabile ma ciò che vede ruotare è l'ambiente intorno a se. Tali vertigini si associano a patologie della parte dell'orecchio interno chiamata labirinto.

Infine, in base alle cause, si distinguono delle vertigini:

  • Periferiche: sono legate ad alterazioni del labirinto ed in generale dell'orecchio interno e pertanto sono anche definite vertigini otologiche o vestibolari. Hanno la caratteristica di non manifestare mai la perdita di coscienza come sintomo ma di essere comunemente associate a nausea e vomito. Queste vertigini hanno la caratteristica di insorgere all'improvviso e durare per pochi secondi, se legate ad un vasospasmo dei vasi sanguigni che irrorano l'orecchio interno, oppure insorgere gradualmente e durare per giorni, se legati a stenosi o occlusione dei vasi sanguigni.

  • Centrali: sono causate da alterazioni a livello del sistema nervoso centrale e sono solitamente di tipo soggettivo. Il cervello in questo caso non riesce a coordinare i vari stimoli che provengono dall'ambiente esterno e quindi si genera un'alterazione che da luogo alla vertigine.

  • Presincopale: questa vertigine si manifesta subito prima di una sincope, cioè di una perdita di coscienza del soggetto.

  • Parossistica benigna: è un tipo di vertigine che si verifica a causa di una patologia nota come cupololitiasi. In questa malattia si ha il distacco brusco delle otoliti, dei piccoli sassolini che si trovano a livello dell'orecchio interno e che servono per indicare al cervello la posizione del soggetto, questo distacco improvviso crea la vertigine.

  • Posizionali: chiamate anche vertigini posturali o da movimento si manifestano in seguito ad un movimento o all'assunzione di una postura errata da parte del soggetto. Possono essere di tipo cervicale, quando legate a movimenti del collo, di tipo muscolare quando legate a problemi ai muscoli, oppure di tipo articolare, se legate a problemi a livello delle articolazioni.

  • Visive: sono legate ad alterazioni della vista, dei muscoli oculari o dei nervi ottici. Possono manifestarsi nei soggetti che portano gli occhiali, tipicamente quando questi individui tolgono gli occhiali e provano a guardare l'ambiente circostante, oppure quando passano da un paio di occhiali ad un altro.

  • Alternobariche: è una manifestazione frequente nei sub poichè si verifica quando si scende sott'acqua in profondità e si inizia a risalire verso la superficie. È legata ad una temporanea alterazione della zona vestibolare, più precisamente uno dei due apparati vestibolari non è coordinato con l'altro durante la risalita in superficie e questo può determinare la sensazione di vertigine accompagnata spesso da nausea o da vomito. Tale vertigine ha una risoluzione spontanea nell'arco di alcuni minuti e non deve destare particolari preoccupazioni.

  • Psicogene: sono vertigini che si associano a stati di ansia e stress ed in generale a condizioni psicologiche o psichiatriche.

Sintomi: quando tutto gira intorno...

Come accennato precedentemente le vertigini si accompagnano ad alcuni sintomi che possono essere a volte tanto intensi da rendere invalidante la vita del paziente.

Tra i sintomi più comunemente associati alle vertigini abbiamo disturbi di natura:

  • Uditiva: in associazione alle vertigini, specialmente a quelle derivanti da problemi di natura vestibolare ed in generale otologica, possiamo avere sintomi come diminuzione dell'udito, un fenomeno noto come ipoacusia, acufeni, cioè il percepire dei ronzii o dei rumori di fondo all'interno dell'orecchio, e percezione di sibili.

  • Neurovegetativa: rappresentano i sintomi più comuni associati alle vertigini, rientrano in questa categoria la nausea, il vomito e l'aumento della frequenza cardiaca (fenomeno che prende il nome di tachicardia).

  • Neurologica: i sintomi di natura neurologica possono essere comuni, come cefalea o tremori, oppure meno comuni come diminuzione della coordinazione motoria (il fenomeno prende il nome di adiadococinesia), diminuzione della forza (ipoastenia), incapacità di compiere alcuni movimenti fini (fenomeno noto come dismetria). In alcuni casi è possibile che si verifichi anche una perdita di coscienza.

Diagnosi delle vertigini.

La presenza di questi sintomi, se non sono un fenomeno transitorio legato ad un evento particolare, richiede un’attenta diagnosi volta a scoprire le eventuali patologie che determinano l’insorgere delle vertigini. E’ bene, dunque, rivolgersi al proprio medico per comprendere da quale patologia esse possano derivare.

In generale si utilizzano seguenti indagini per la diagnosi differenziale:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: il medico interrogherà il paziente e lo visiterà cercando di comprendere le sensazioni provate, la durata e l'intensità delle vertigini, i sintomi che si associano alla crisi vertiginosa e gli eventuali fattori scatenanti.

  • Visita neurologica: questo esame, che si esegue osservando il paziente mentre cammina o mentre assume determinate posture, o compie determinati movimenti, serve a determinare se le vertigini possono essere correlate ad una posizione errata oppure ad un problema a livello del sistema nervoso centrale, periferico o del cervelletto. Un test neurologico che si utilizza comunemente è il test di Romberg.

  • Esame audiometrico: serve a valutare l'udito del paziente al fine di comprendere se vi è ipoacusia, presenza di acufeni o ronzii, e la presenza o l'assenza di sintomi di tipo cocleare, che si originano cioè dalla coclea.

  • Indagini strumentali: tac e risonanza magnetica sono due esami che possono essere eseguiti per confermare un sospetto diagnostico ma non vengono mai utilizzate da sole per fare diagnosi.

L’origine del disturbo: cause patologiche e non patologiche.

Ma perché si possono avere le vertigini? Le cause per cui si manifestano le vertigini possono essere di natura patologica, e solitamente in questo caso si hanno vertigini "vere", o di natura non patologica, e solitamente abbiamo in questi casi le vertigini "false". Molto importante, nel caso di vertigini invalidanti e persistenti, è una corretta diagnosi da parte del medico per consentire al soggetto di alleviare il sintomo e migliorare la propria qualità di vita.

Cause delle vertigini

Sebbene a volte le vertigini siano un disturbo comune e transitorio, spesso risultano invece essere, specialmente quando si parla di vertigini "vere", sintomo di una patologia.

Tra le cause patologiche più comuni di vertigini abbiamo:

  • Sindrome di Meniere: questa patologia è causata dall'aumento dell'endolinfa che si trova a livello dell'orecchio interno, nel labirinto. Aumentando di volume l'endolinfa comprime le strutture circostanti e provoca l'insorgenza di sintomi vertiginosi e a livello uditivo come ronzii, acufeni e riduzione dell'udito. Questa patologia genera crisi vertiginose di tipo rotatorio molto intense e spesso può portare alla perdita totale dell'udito.

  • Emicrania: il mal di testa molto forte che si verifica durante un attacco di emicrania porta anche delle vertigini che possono durare per oltre quattro ore. Ad esse si accompagna senso di nausea, e sensibilità alla luce.

  • Vertigine parossistica benigna: in questa patologia, chiamata anche cupololitiasi, si hanno delle vertigini rotatorie di natura oggettiva, che durano molto poco, meno di un minuto, e che si associano a nausea, vomito, ma mai a problemi di tipo uditivo. Questa patologia è causata dal movimento, o dal distacco, brusco degli otoliti, i sassolini che si trovano nell'endolinfa nell'orecchio interno e che servono per trasmettere il movimento al cervello.

  • Labirintite: è un'infiammazione che colpisce la zona del labirinto e che viene comunemente indicata con il nome di otite. Le vertigini sono possono durare alcuni giorni e si possono accompagnare a ipoacusia transitoria.

  • Neurite vestibolare: si tratta di un processo infiammatorio, solitamente causato da un'infezione virale, a carico del nervo vestibolare. Si verifica in associazione a sintomi simili a quelli del raffreddore, con nausea, vomito e vertigine ad esordio improvviso e con una durata maggiore di 24 ore.

  • Artrosi cervicale: le patologie osteo-articolari come l'artrosi cervicale, possono essere causa di vertigine. In questo caso le vertigini sono legate alla compressione sui nervi cervicali determinata dal fenomeno deformante dell'artrosi. Le vertigini si verificano spesso in conseguenza di un cambiamento di tempo, o ancora quando si sta molto tempo esposti al freddo o all'umidità, tutti fenomeni che aumentano lo stato infiammatorio causato dall'artrosi.

Puoi approfondire i rimedi naturali per contrastare la cervicale.

  • Malattie neurologiche: alcune patologie di carattere neurologico a carico del sistema nervoso centrale come la sclerosi multipla, o il neurinoma, possono determinare la comparsa di vertigini. Nella sclerosi multipla esse sono causate dalla progressiva demielinizzazione delle fibre nervose, che causano alterazione nella trasmissione degli impulsi, nel neurinoma invece sono legate all'estensione della massa neoplastica a livello del nervo acustico, che comprime le strutture dell'orecchio interno.

  • Altre patologie: tra le altre patologie causa di vertigine vi sono quelle a carico della tiroide come la tiroidite di Hashimoto, e la sinusite, che provoca sintomi simili a quelli dell'emicrania, comprese le vertigini associate a cefalea.

Al contrario, le vertigini cosiddette "false", classificabili anche come giramenti di testa o capogiri, sono causate da fenomeni di natura non patologica.

Tra questi abbiamo:

  • Postura e movimenti: una postura errata, che comprime i muscoli ed i nervi della zona cervicale, o un movimento compiuto in maniera scorretta o brusca, per esempio durante uno sport, possono provocare l'insorgenza di vertigini simili a capogiri a causa della compressione dei muscoli e dei nervi della zona cervicale. Per esempio può succedere che mentre si è alla guida della propria automobile si abbia un incidente che provochi il colpo di frusta. Questo può determinare l'insorgenza di vertigini a causa della sollecitazione della zona cervicale.

  • Altitudine: molto spesso alcuni soggetti guardando in basso da una determinata altezza avvertono un senso di vertigine e di giramento di testa. Questi soggetti possono avvertire le vertigini sia affacciandosi al balcone, sia viaggiando in aereo, sia salendo su una scala, e ciò è causato da un'incapacità degli occhi di trasmettere il giusto segnale relativo all'altezza e alla profondità al cervello. La causa è tutt'ora sconosciuta ma non è correlata ad una patologia.

  • Gravidanza e allattamento: in gravidanza le vertigini, associate spesso ad uno svenimento improvviso, sono un fenomeno piuttosto comune. Si verificano prevalentemente nel corso del primo trimestre, a causa dei cambiamenti ormonali che avvengono, e nel corso del terzo trimestre, quando l'utero ingrandito preme sul diaframma e questo determina una compressione di cuore e polmoni con una diminuzione dell'afflusso di sangue al cervello e quindi l'insorgenza di vertigini. L'utero comprime inoltre la vena cava addominale, ostacolando il ritorno del sangue e favorendo la comparsa di gambe pesanti legate all'insufficienza venosa e vertigini a causa del mancato ritorno del sangue al cervello. Anche durante l'allattamento è possibile avere le vertigini, in questo caso la causa è legata spesso ad una nutrizione della madre inadeguata che la porta ad avere cali di glicemia o di pressione, i quali si manifestano spesso con vertigini associate a sudorazione, palpitazioni e senso di nausea.

  • Menopausa: le vertigini rappresentano un sintomo comune della menopausa e si associano a vampate di calore, tachicardia, persistente stanchezza e talvolta nausea. Sono causate dai cambiamenti ormonali che si verificano durante questo periodo.

  • Ciclo mestruale: non è raro che si verifichino vertigini nella donna in concomitanza con le mestruazioni o con l'ovulazione. Questo è causato, come per il primo trimestre della gravidanza, dai cambiamenti ormonali che avvengono durante quest'arco di tempo.

  • Ansia e stress: a volte le vertigini possono essere correlate a disturbi psicologici quali ansia e stress. Si tratta di vertigini psicogene che si avvertono quando ci si sente molto stressati o quando si ha un forte attacco di ansia. Si accompagnano spesso a senso di sbandamento e di perdita di equilibrio, tachicardia, nausea e vomito.

  • Sbalzi di pressione: quando si è sdraiati e ci si alza di scatto è possibile, mettendosi in piedi, avvertire un senso di vertigine. Questo è dovuto al fatto che la pressione sanguigna non ha avuto il tempo di adeguarsi al cambiamento di posizione e quindi il cervello non ha ricevuto la giusta irrorazione. Allo stesso modo un calo di pressione legato al caldo, può provocare le vertigini. Inoltre è possibile che un senso di vertigine si avverta anche quando si ha la pressione molto alta.

Stop alle vertigini! Terapie farmacologiche e rimedi naturali.

Come precedentemente accennato le vertigini non rappresentano una patologia ma un sintomo e pertanto la terapia deve essere indirizzata verso la causa che ha determinato l'insorgenza del disturbo. Tuttavia mediante l'utilizzo di alcuni farmaci o di rimedi naturali è possibile alleviare la sensazione di vertigine e i sintomi ad essa correlati.

Per attenuare le vertigini si utilizzano prevalentemente farmaci appartenenti alla categoria dei soppressori vestibolari, che hanno cioè la capacità di inibire gli impulsi nervosi provenienti dal nervo vestibolare, o farmaci che agiscono ad altri livelli, combattendo per esempio la patologia che ha causato la vertigine. Tra i farmaci comunemente utilizzati abbiamo:

  • Farmaci vestiboloplegici: appartengono a questa categoria farmaci che agiscono a livello delle strutture vestibolari, oculomotorie e che hanno effetto anticinetosico. Tra quelli maggiormente utilizzati abbiamo gli antistaminici, le difenilpiperazine con attività calcio antagonista e antistaminica, le fenotiazine, ad attività anticolinergica e antidopaminergica, le benzodiazepine, che agiscono mediante attivazione delle vie inibitorie vestibolo-cerebellari.

  • Farmaci non vestiboloplegici: fanno parte di questa categoria i farmaci che non agiscono a livello vestibolare ma che si basano sulla cura di un'eventuale patologia che ha scatenato la vertigine. Alcuni esempi sono gli antibiotici per il trattamento della labirintite, i farmaci ad azione osmotica nel caso di sindrome di Meniere, e i farmaci antiemetici per controllare nausea e vomito.

L’uso dei farmaci, chiaramente più indicati nel caso di una specifica e diagnosticata patologia, può essere sostituito da alcuni rimedi naturali, “rimedi della nonna” e tecniche di postura.

Tra le tecniche posturali abbiamo la chinesiologia, una tecnica di ginnastica dolce che, associata alla posturologia, una disciplina che aiuta ad assumere la giusta postura, serve a rilassare e decontrarre i muscoli della zona cervicale, attenuando quindi le vertigini legate a problemi posturali o di artrosi cervicale.

Rimedi naturali.

Molto utilizzati per contrastare sia le vertigini che i sintomi ad esse associati come la nausea, sono i preparati omeopatici tra cui:

  • Gelsenium: utilizzato in concentrazione 5 CH, questo rimedio si utilizza per le vertigini che si originano dalla zona occipitale del cranio, molto vicina a quella cervicale e che provocano la sensazione di cadere e di perdere l'equilibrio. Si consiglia l'assunzione di tre granuli un paio di volte al giorno o al bisogno.

  • Byronia: da utilizzare per vertigini associate al movimento in una concentrazione 5 CH, questo rimedio è indicato anche per sintomi quali dolori al collo, nausea e mal di testa.

  • Argentum nitricum: questo rimedio viene utilizzato per vertigini di natura psicogena o vertigini notturne che si avvertono quando si chiudono gli occhi e che si associano a disturbi gastrici quali gastrite, diarrea e nausea. Si utilizza la concentrazione 5 CH e se ne assumono tre granuli 2 - 3 volte al giorno oppure al bisogno.

  • Cocculus: particolarmente utile nel caso di vertigini causate dal movimento, come per esempio quello della nave o dell'auto. Si assume ad una concentrazione di 5 CH e si consiglia di assumerne 2 - 3 granuli prima di partire.

  • Borax: si utilizza per vertigini che scaturiscono a causa dell'altezza. La concentrazione è 5 CH e la posologia è di 3 granuli al momento del bisogno.

Tra i “rimedi della nonna”, o casalinghi, possiamo invece citare:

  • Succo di mela: utile sia a contrastare la sensazione di vertigine che il senso di nausea, si utilizza facendo cuocere una mela, frullandola e ricavandone un succo da bere ogni ora.

  • Pepe di cayenna: serve a riequilibrare la pressione del sangue e risulta quindi particolarmente utile nei casi di vertigine da ipotensione. Si consiglia di metterne un pizzico pari alla punta di un cucchiaino in una tazza di acqua calda e di sorseggiare lentamente.

  • The allo zenzero: particolarmente indicato per le sue proprietà antiemetiche, lo zenzero, da assumersi sottoforma di the, è utile a calmare il senso di nausea e il vomito.

  • Aceto: anche l'aceto ha delle proprietà contro la nausea e il vomito e quindi può essere usato quando le vertigini si accompagnano a questi sintomi. È sufficiente versare qualche goccia di aceto su un batuffolo di cotone e tamponare le tempie.

Infine, tra i rimedi fitoterapici abbiamo l'utilizzo di piante ad azione rilassante quali valeriana, passiflora e camomilla, e calmante come la lavanda e l'equiseto per le vertigini di origine psicogena. Si possono poi usare piante come il biancospino che hanno la capacità di attenuare gli acufeni, e il papavero per le proprietà sedative.

Puoi approfondire i molteplici benefici dell'olio essenziale di lavanda.

Insomma, le vertigini adesso non fanno più paura. Sono infatti un disturbo comune e facilmente risolvibile, anche se è bene non sottovalutarle se frequenti o di lunga durata, perché possibili sintomi di una patologia.

Supervisione: Collaboratori:Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)- Dott.sa Teresa Spadaro

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