Valeriana: proprietà, effetti collaterali, controindicazioni e dosaggio.

Scopriamo le proprietà della valeriana. Piante fresche, gocce o infusi, apportano molti benefici, ma quali sono le possibili controindicazioni? Quale il dosaggio giusto per non incorrere negli effetti collaterali di questa pianta, la cui scoperta si può far risalire alla notte dei tempi.

Valeriana: proprietà, effetti collaterali, controindicazioni e dosaggio

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Proprietà
  3. Effetti e benefici
    1. Effetti calmanti
    2. Ansiolitico
    3. Spasmolitico
  4. Posologia
  5. Controindicazioni ed effetti collaterali
  6. Approfondimenti

Che cos’è la valeriana.

La valeriana comune, è una specie di pianta che appartiene al genere Valerianaceae. A questo genere appartengono circa 150 specie, di cui solo dieci crescono comunemente in Italia. Molto diffusa in Europa, alcune specie crescono spontaneamente anche in Nord America e in Sud America.

La pianta può raggiungere il metro di altezza, con uno stelo robusto e scanalato alla cui sommità, nel periodo di fioritura, si staglia un’infiorescenza composta da numerosi fiori i quali si connettono al fusto con uno stelo proprio, ma con lunghezza uguale, a formare una palla detta: “corimbo”. Un esempio di pianta che presenta l’infiorescenza a corimbo è l’ortensia.

Una volta giunti a impollinazione, i fiori maturano in frutti, che sviluppano una superficie piumosa la quale facilita la loro dispersione nel terreno da parte del vento.

Della famiglia delle Valerianaceae, la più nota è la specie Valeriana officinalis. Ed è proprio da questa che si ricavano i diversi preparati utilizzati a scopi terapeutici, vediamo quindi quali sono i principi attivi che forniscono queste proprietà benefiche alla pianta.

Proprietà e principi attivi della pianta.

La valeriana è conosciuta per le sue proprietà ansiolitiche, concilianti il sonno, spasmolitiche (aumentano l’attività gastrointestinale) e per il trattamento dei mal di testa. Queste sue proprietà sono date dalle sostanze che la pianta produce, che in linea generale si possono ascrivere alle seguenti categorie:

  • Terpeni
  • Alcaloidi
  • Flavonoidi

Le radici, il fusto e il rizoma (un fusto a crescita orizzontale che si modifica per generare più infiorescenze), contengono i principi attivi in quantità più concentrata.

Approfondiamo le loro proprietà.

I terpeni. Sono i costituenti principali delle resine di molte piante (per esempio la resina dei pini) e vanno a costituire anche i cosiddetti “oli essenziali” che produce la Valeriana officinalis.

In particolar modo, la Valeriana, contiene:

  • l’acido valerenico che è sospettato di essere il principale responsabile degli effetti psicotropi della pianta,
  • il terpinolene è invece impiegato in cosmetica e come additivo alimentare perché ha un caratteristico profumo e odore citrato.

Gli alcaloidi.Gli alcaloidi, sono classi di molecole con caratteristica alcalina (basica), in genere di origine vegetale. La Valeriana presenta vari tipi di alcaloidi, ma in particolare citiamo:

  • Actinidina: è un alcaloide con un aroma capace di attirare i gatti. Da questa caratteristica, la Valeriana officinalis prese il nome di “erba dei gatti”. Questi animali da compagnia si strofinano ripetutamente sulla pianta, la quale ha come un effetto allucinogeno e ipnotico su di loro, ed è per questo motivo che, nonostante produca un fiore ornamentale molto bello da vedere, la sua coltivazione non è molto diffusa. L’actinidina è anche percepito come feromone da una grande varietà di insetti, la pianta utilizza questa strategia per attirare gli insetti verso il fiore permettendo l’impollinazione.
  • I flavonoidi. Famiglia di biomolecole denominate anche come vitamina P, molto spesso sono i responsabili della colorazione di frutta e fiori, anche se sono distribuiti in tutta la pianta. Il flavonoide che riveste maggior rilievo nella pianta della V. officinalis è l’esperidina.
  • L’esperidina: il suo uso è importante in farmacologia dove è indicata nel trattamento della fragilità delle pareti venose (come emorroidi e varici), aumentandone l’elasticità e la resistenza e riducendone, dunque, la facilità a rompersi.

Meccanismo d’azione: come la valeriana condiziona i processi della mente.

Le proprietà psicotrope (capacità di influenzare i processi della psiche) della Valeriana officinalis, sono date essenzialmente dai composti terpenici. In particolar modo dalle molecole che risultano dalla degradazione dell’acido valerenico ad opera del nostro organismo.

Le molecole formate riescono ad interagire – indirettamente - con un neurotrasmettitore (una molecola che i nostri neuroni utilizzano per comunicare tra loro): il GABA (acido gamma-amminobutirrico).

Il trasmettitore GABA, viene secreto da una popolazione di neuroni del nostro cervello che controlla numerosissimi processi, inclusi quelli che regolano l’insorgenza del sonno.

Il GABA è un neurotrasmettitore inibitorio. Come tutti i neurotrasmettitori, deve essere eliminato una volta che ha espletato la sua funzione.

I principi attivi della V. officinalis hanno come effetto quello di inibire le molecole preposte alla demolizione del GABA: si ha come effetto quello di allungare la vita del neurotrasmettitore e dunque della sua funzione inibitrice.

Effetti calmanti della pianta.

Gli estratti di Valeriana officinalis sono noti per essere dei calmanti, essi hanno infatti come caratteristica quella di facilitare la ripresa della tranquillità, con effetti pseudo-ipnotici. A differenza dei farmaci ansiolitici, facilita il sonno senza però indurlo.

Approfondisci gli altri possibili rimedi per combattere l'insonnia.

È anche impiegata per il trattamento della cefalea e dell’irritazione gastrica, tutti circuiti in cui probabilmente è coinvolto il GABA.

Effetto paradosso: a basse concentrazioni, gli estratti di valeriana, presentano effetti opposti. Inducono iper-eccitazione. Il meccanismo implicato non è ancora ben chiaro, così come non si è certi su tutte le vie utilizzate dagli effetti psicotropi.

Una teoria potrebbe essere quella per la quale le sostanze ad azione “GABAergica” (promuovente l’azione del GABA), a tali concentrazioni non danno gli effetti desiderati perché surclassati da altre sostanze (non ancora individuate) che invece producono sintomatologie opposte.

Valeriana ed effetto ansiolitico.

L’effetto ansiolitico di un farmaco, è la sua capacità di eliminare quello stato di irrequietezza e di irritabilità. Da questo punto di vista la valeriana non si rivela essere un buon farmaco. Infatti il suo potere ansiolitico è relativamente blando e inoltre, per produrre effetti accettabili, richiede una somministrazione costante da almeno una settimana. In soldoni, non produrrà effetti percepibili in acuto, ossia: quando lo stato di ansia si presenta, assumere dosi di valeriana è abbastanza inutile, a meno che non se ne faccia già un uso costante e l’ingestione permette di innalzare i livelli nel sangue; un comportamento che però si rivela inutile poiché, come abbiamo detto, le proprietà ansiolitiche sono molto blande.

Effetto spasmolitico contro i dolori mestruali.

La valeriana viene anche vantata per le sue proprietà spasmolitiche, ossia per la sua capacità di diminuire gli spasmi muscolari della muscolatura liscia. Uno spasmo muscolare è una contrazione eccessiva della muscolatura che genera dolore. Gli spasmi muscolari più frequenti sono quelli dell’intestino e della muscolatura uterina. La valeriana può aiutare a ridurre i dolori mestruali e dunque essere utilizzata come antispasmodico, ma si consiglia da questo punto di vista di consultare il proprio medico che prescriverà una terapia adatta, e di non effettuare alcuna auto-terapia.

Valeriana e tabacco.

L’uso degli estratti di valeriana possono essere presi in considerazione da chi vuole smettere di fumare. L’assunzione concomitante di valeriana e tabacco, infatti, conferisce al fumo di sigaretta un sapore sgradevole.

Presentazione del farmaco: come viene commercializzata la valeriana. Attenzione al dosaggio!

La valeriana si presenta come:

  • pianta allo stato naturale
  • rizomi e/o radici essiccate (tritate per gli infusi)
  • compresse
  • gocce

La differenza importante è la concentrazione dei principi attivi. Ed è proprio su questo punto che bisogna focalizzare la nostra attenzione. È preferibile di gran lunga far uso dei prodotti farmaceutici, piuttosto che della pianta fresca o essiccata (magari per le preparazioni degli infusi), poiché abbiamo un controllo delle dosi e possiamo regolarci di conseguenza.

Come tutti i farmaci (anche se sono di origine naturale, tutti gli xenobiotici devono essere considerati come farmaci), esistono delle dosi da tenere in considerazione, anche se nel caso della Valeriana, gli studi in questo campo sono insufficienti per dare delle linee guida.

Va però detto che bisogna evitare di assumere giornalmente dosi troppo elevate (sia per quanto riguarda le compresse che le gocce), e anche di perpetrare l’uso in un tempo troppo lungo.

I principi attivi contenuti nella Valeriana, sono abbastanza labili se esposti al calore, alla luce diretta del sole e disciolte in soluzioni basiche. Per questo motivo gli effetti variano moltissimo da individuo ad individuo a seconda dello stato di conservazione della pianta consumata (in genere non del farmaco in compresse o in gocce perché viene fornito miscelato a composti che stabilizzano i principi attivi).

Posologia e tempo di somministrazione.

L’uso della valeriana non deve mai protrarsi oltre i tre mesi di tempo. Le quantità indicate, da assumere giornalmente, non hanno un limite massimo, poiché i preparati a base di valeriana differiscono moltissimo gli uni dagli altri.

Bisogna comunque tener presente che è meglio non esagerare nelle dosi. I sintomi più comuni da sovradosaggio sono nausea, cefalea e sindrome da jet-lag. Sintomi che spesso insorgono nelle persone che ne fanno un uso prolungato, piuttosto che in quelle che abbondano giornalmente con le dosi. In letteratura si trova comunque che per avere un effetto farmacologico si devono attendere almeno una o due settimane (cambia da individuo a individuo), dopodiché le proprietà della valeriana si rivelano efficaci.

Controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali.

A dosi elevate e/o prolungate può dare epatotossicità (come rivela l’innalzamento delle transaminasi).

L’epatotossicità è accentuata quando la valeriana è assunta con farmaci (compresi gli estratti di origine naturale) epatotossici.

La valeriana potenzia gli effetti di psicofarmaci quali:

  • benzodiazepine
  • barbiturici
  • oppioidi

Farmaci che comunque sono conosciuti per il loro potere depressivo sul Sistema Nervoso Centrale.

La valeriana è sconsigliata nelle donne in gravidanza e in allattamento. Queste precauzioni sono necessarie poiché i meccanismi di azione e gli effetti collaterali, non sono ben chiari. Così come non è stasto studiato il suo effetto teratogeno (capacità di indurre malformazioni nel feto).

Valeriana e Valerianella.

La Valeriana è spesso confusa con la Valerianella locusta a causa del nome. Nonostante appartengano alla stessa famiglia, la Valerianella locusta è una pianta edibile, con sapore dolciastro, con la quale si può preparare una gustosa insalata.

La Valeriana officinalis e la Nepeta cataria, presentano delle molecole che attirano enormemente i gatti, i quali si strofinano su di esse e azzardano pure qualche morso.

Supervisione: Collaboratore: Dott.re Mario Depau (Biologo)

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