Unghia incarnita.

Unghia incarnita

L’onicocriptosi, chiamata volgarmente unghia incarnita è uno dei più diffusi problemi a carico delle unghie dei piedi. Pure essendo un problema comune a molti, la mala informazione sul da farsi, incoraggia l’applicazione di metodi di cura scorretti e addirittura controproducenti per la guarigione.

Cercheremo di conoscere più a fondo il problema, evidenziandone le possibili cause e le strategie di cura ed i rimedi casalinghi segnalandovi le categorie di professionisti a cui rivolgersi e dandovi qualche consiglio per una prevenzione fai da te.

Unghia incarnita: cos’è e conseguenze.

Un’unghia incarnita non è un tipo di malformazione dell’unghia ma un’infiammazione del bordo ungueale: il fastidioso gonfiore e l’eventuale successiva infezione non è tanto provocata dall’unghia che modifica il suo percorso di crescita andando a conficcarsi nella carne, bensì dall’infiammazione della pelle intorno, lesa da un microtrauma a carico del dito del piede in questione, che si gonfia e “ingloba” l’unghia creando la fastidiosissima infiammazione.

L’unghia incarnita è un problema medico di grave entità: se trascurata o non adeguatamente curata può provocare serie complicazioni, che possono portare addirittura all’amputazione della zona infetta (chiamata falange distale). Diciamo questo non per spaventare chi soffrisse di un problema del genere, ma per dissuaderlo a sostituire le cure prescritte da personale qualificato (podologi, medici, omeopati, erboristi) con trattamenti alternativi di dubbia utilità: non fidatevi neppure dei consigli di professionisti estetisti, che, pur in buona fede, non necessariamente hanno cognizione del trattamento medico di un tale stato patologico.

Unghia incarnita: sintomi.

Conoscere a fondo il problema a volte è il primo strumento di prevenzione e di primo soccorso, e scegliere come curare l’unghia incarnita: addentriamoci quindi nel mondo dei sintomi delle unghie incarnite, per meglio conoscerle e quindi meglio “evitarle”.

L’unghia incarnita si presenta con un iniziale gonfiore, accompagnato da eritema (irritazione cutanea caratterizzata da rossore) a lato di un unghia: il problema affligge soprattutto le dita del piede, in particolar modo l’alluce, ma non sono rari i casi riguardanti le unghie della mano o le altre dita del piede (ad esempio il mignolo, altamente esposto a sfregamento e “stress” vari).

Dopo questa prima fase, può sopraggiungere un’infezione caratterizzata da forte dolore (che a volte rende impossibile la deambulazione) e da secrezioni purulente.

In seguito, nel caso non si riesca ad arginare l’infezione, essa cronicizza fino a formare un granuloma, più o meno esteso, che può ricoprire parzialmente l’unghia (da qui il termine onicocriptosi, dal greco “unghia nascosta”).

Unghia incarnita: perché si forma?

Come già accennato, negli ultimi anni si è dimostrato che l’incarnimento dell’unghia non dipende da malformazioni genetiche della morfologia (ossia della forma) della matrice ungueale, bensì, nella maggioranza dei casi, da microtraumi a carico della falange distale (ultimo pezzettino del dito del piede, in cui risiede l’unghia). Questi microtraumi possono essere provocati da diversi fattori come calzature scomode (a punta, troppo strette, non abbastanza morbide), biancheria stretta o di scarsa qualità (calzini troppo piccoli o assemblati con fastidiose cuciture irregolari o ancora di materiali sintetici che impediscono una corretta traspirazione), sudorazione eccessiva o malformazioni della morfologia del piede (non della matrice dell’unghia ma per esempio della conformazione ossea, come nel caso dell’alluce valgo).

Semplificando al massimo possiamo dire che l’unghia sottoposta a uno di questi “stress” (pressione delle calzature, dei calzini o delle dita vicine), preme sulla pelle che la circonda, creando l’infiammazione iniziale che può in seguito dare atto alle conseguenze sopra descritte.

Altra fattore che può causare l’infiammazione è la ricrescita di unghie con forma eccessivamente arrotondata: l’unghia così tagliata, ricrescendo tende a allargarsi sempre più “pungendo” la pelle circostante. A tal proposito prestate estrema attenzione nel prendervi cura dell’igiene di mani e piedi dei vostri bambini: soprattutto dei neonati, non sono rari i casi di unghie incarnite dovute a manicure e pedicure troppo aggressive.

Cosa fare, come curarla e a chi rivolgersi?

In primo luogo rivolgetevi a un podologo: si tratta di un esperto nella prevenzione e nella cura di problematiche relative ai piedi.

Fate però attenzione a non confonderlo con un’estetista: se entrambe le figure possono effettuare pedicure, nel caso del podologo il trattamento ha scopo preventivo, riabilitativo e terapeutico, mentre il fine dell’estetista è solo ed esclusivamente estetico.

Articolo di approfondimento sulle tecniche di pedicure curativo, i benefici e le controindicazioni dei trattamenti.

Dopo un’attenta valutazione del caso sul cosa fare, il podologo probabilmente procederà cercando di separare l’unghia dalla carne: nel caso non sia presente l’infezione, vi asporterà un piccolo triangolo dal lato interessato dell’unghia, in modo da indirizzare la ricrescita e poter trattare la ferita con pomate che leniscano l‘infiammazione; nel caso invece il dito sia infetto, procederà tagliando una parte sufficiente a far spurgare il pus, per poi preparare il contorno ungueale al trattamento con pomate antibiotiche; nel caso sia presente un granuloma, eviterà le creme antibiotiche ma molto probabilmente vi consiglierà l’utilizzo di un Gel astringente la cui funzione è ridurre le dimensioni del granuloma (funzione astringente) e rallentare lo sviluppo dei microbi (funzione antisettica).

Unghia incarnita rimedi: intervento chirurgico e laser.

Soprattutto in passato, alla terapia podologica, si preferiva quella chirurgica operata a livello perlopiù ambulatoriale: trattamenti come ad esempio l’ intervento di onicectomia totale (asportazione dell’intera unghia), tutt’ora praticata, venivano considerati gli unici rimedi validi al problema. Tuttavia recenti studi sembrano dimostrare che questa pratica non solo non risolva il problema, ma anche possa provocare di altri: la nuova unghia infatti, può tendere a ricrescere “verso l’alto” a causa della pressione dei tessuti sottostanti, rimasti privi del contenimento naturale del tessuto ungueale asportato.

Altri trattamenti chirurgici - ambulatoriali come quelli che prevedevano l’utilizzo del laser o dell’azoto liquido sono stati già da tempo scartati in quanto considerati troppo “invadenti” e lesivi dei tessuti ossei sottostanti.

L’intervento decisamente più praticato è la fenolizzazione, in cui parte della matrice laterale dell’unghia viene bruciata per mezzo di una sostanza chimica chiamata fenolo che ne impedisce la ricrescita in corrispondenza della “cauterizzazione”: si tratta anche in questo caso di un’operazione ambulatoriale che richiede tempi limitati, e che, con un’adeguata medicazione post-operatorio ha tempi di decorso relativamente brevi.

Rimedi omeopatici.

Rivolgetevi a un omeopata se volete integrare o sostituire la terapia farmacologica tradizionale: anche in questo caso sconsigliamo le terapie “fai da te”, in quanto l’uso scorretto di rimedi omeopatici è controindicato tanto quanto l’abuso di farmaci tradizionali, ma segnaliamo la particolare utilità di rimedi naturali non invasivi per esempio nei casi di unghie incarnite in gravidanza.

Potrete inoltre chiedere consiglio all’erborista (sinceratevi anche in questo caso di avere a che fare con un tecnico del campo e non con una semplice cassiera): saprà suggerirvi impacchi lenitivi e drenanti, ad esempio a base di tintura madre di calendula.

Unghia incarnita: i rimedi della nonna.

Le nostre nonne, voci indiscutibilmente sagge nel consigliare rimedi naturali casalinghi, utilizzavano pediluvi acqua e sale per disinfettare le infiammazioni e impacchi di pomodoro o pane e burro come astringenti nei casi più acuti.

Tuttavia vogliamo ribadire ancora una volta che in questo caso sarebbe bene far vagliare qualsiasi azione terapeutica, anche quella dall’aspetto più blando, da un medico competente: il pediluvio acqua e sale può infatti essere utile nella prima fase infiammatoria, grazie al suo potere disinfettante, ma a patto che sia tiepido. L’acqua troppo calda infatti non contribuisce alla guarigione dell’ incarnimento, aumentando la macerazione della ferita nascente; tali pediluvi divengono poi addirittura dannosi se condotti in presenza di granulomi.

Pensate a che rischio inoltre potreste correre “sporcando” la ferita aperta di un granuloma con del succo di pomodoro o delle briciole di pane intrise nel burro.

Ricordiamoci insomma che le nostre nonne vivevano in una società molto diversa dalla nostra, e chiediamoci se e quale senso possa avere utilizzare i rimedi di una volta nel trattamento di problemi importanti come l’onicocriptosi.

Trattamento fai da te.

A seguire qualche semplice consiglio per prevenire la formazione di unghie incarnite:

  • mantenete i piedi puliti, utilizzate calzature comode e prediligete calze confortevoli, sia nella misura che nei materiali;
  • non usate calzature umide e preferibilmente non indossate lo stesso paio di scarpe per due giorni consecutivi;
  • quando tagliate le unghie non arrotondatele, ma prediligete un taglio dritto, che ne squadri la forma;
  • se avete un problema di sudorazione eccessiva, appena vi è possibile indossate pantofole da casa o calzini antiscivolo che permettano la traspirazione.

Pronto soccorso.

Appena notate i primi sintomi di infiammazione, vi consigliamo di correre ai ripari disinfettando la zona interessata: dopo un pediluvio tiepido, ad esempio acqua e sale, potrete passare sull’area gonfia un batuffolo imbevuto di acqua ossigenata, tentando di farla penetrare tra l’unghia e la carne circostante.

Informazioni per comprendere come eseguire un pediluvio corretto e per comprendere quando è utile effettuarlo.

Vi ricordiamo ancora una volta di non aspettare a rivolgervi a uno specialista: nessun pronto soccorso potrà infatti rimediare “al volo” alle mancate cure di un così serio problema.




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