Umore in gravidanza: tristezza e sbalzi di umore nelle donne incinte.

L’umore in gravidanza cambia. Non è una domanda ma una certezza! Partner, familiari, amici, colleghi possono accorgersene o meno. La donna stessa talvolta fatica a rendersene conto, eppure gli sbalzi d’umore dopo l’inizio della gestazione, sono comuni a tutte le future mamme, fisiologici entro certi limiti ed inevitabili. Vediamo dunque il perché di questa altalena di emozioni e cosa fare per mantenere serenità ed equilibrio.

Umore in gravidanza: tristezza e sbalzi di umore nelle donne incinte

    Indice Articolo:

  1. Cause
  2. Sintomi associati
  3. Come si alternano?
    1. Primo trimestre
    2. Secondo trimestre
    3. Terzo trimestre
    4. Post-partum
  4. Cosa fare?
  5. Approfondimenti

Perché l’umore cambia in gravidanza?

Le possibili cause degli sbalzi di umore vanno ricercate nel corpo e nella mente della donna incinta.

Indubbiamente alla base di alterazioni dello stato d’animo c’è il grande sconvolgimento ormonale indotto dalla creatura che si sta formando.

Subito dopo il concepimento, infatti, inizia la secrezione di ormoni proteici:

  • Gonadotropina corionica umana (HCG).

  • Ormone lattogeno placentare (HPL.

  • Corticotropina corionica umana (HCC).

Inoltre si compie la trasformazione di sostanze dette “precursori” in ormoni steroidei:

  • Estrogeni.

  • Progesterone.

Le modificazioni indotte dalla gravidanza sono moltissime ma in particolare il ruolo di HCG e Progesterone è fondamentale nella regolazione dell’umore materno.

L’HCG aumenta molto nelle prime settimane di gravidanza, i livelli massimi si raggiungono attorno alla decima settimana e questo provoca nausea, vomito, sbalzi d’umore e stanchezza.

Dalla 12esima settimana però i livelli calano in modo significativo anche perché la placenta, l’organo che serve a nutrire il feto e ad ossigenarlo, si è formata ed ha iniziato essa stessa la secrezione di ormoni.

Questo spiega perché, verso la fine del primo trimestre, anche nausea vomito e sbalzi d’umore si “prendono una piccola pausa” e la gestante può vivere il secondo trimestre con relativa tranquillità.

Poco dopo tuttavia è il progesterone a farla da padrone!

I livelli aumentano nel sangue materno, a partire dalla nona o decima settimana dopo il concepimento e crescono fino al termine della gravidanza!

Effetti dell’aumento del progesterone nella donna in gravidanza

Positivi

Negativi

  • Rendere l’utero ospitale per il bambino.

  • Inibire le contrazioni uterine che potrebbero provocare aborti spontanei.

  • Aiutare lo sviluppo della ghiandola mammaria preparandola all’allattamento.

  • Rallentare le contrazioni dei muscoli involontari di stomaco ed intestino provocando nausea, difficoltà digestiva e stipsi.

  • Provocare depressione dell’umore e tristezza.

  • Indurre sonnolenza, affaticamento e difficoltà di concentrazione.

Cause psicologiche

Sono legate al diversi fattori:

  • Condizione economica familiare.

  • Rapporto di coppia non sereno.

  • Rapporto difficile con la famiglia d’origine.

  • Precedenti problemi fisici o psichici della mamma.

  • Eventuali problemi della gravidanza o del feto.

E’ comprensibile come una condizione di vita disagiata, una famiglia o un rapporto di coppia conflittuali, possano accentuare le alterazione dell’umore di una donna incinta, in qualunque epoca della gestazione.

Quali sono i sintomi associati agli sbalzi di umore?

Mentre per i casi di depressione post partum esistono studi clinici che spiegano segni anticipatori o fattori di rischio, quando il problema sono gli sbalzi d’umore e uno stato d’animo inquieto ed altalenante, non ci sono particolari segnali premonitori.

Per rendere il tutto più comprensibile diciamo che l’umore di una donna in gravidanza, specie nel primo e terzo trimestre, può cambiare in modo assolutamente improvviso ed inaspettato, senza alcun sintomo di disagio precedente.

Può accadere a donne assolutamente tranquille e serene, così come a future mamma con una personalità ansiosa o inquieta.

Gli sbalzi d’umore sono “democratici”, non fanno distinzioni di età, etnia, religione né condizione economica!

Dal punto di vista puramente psichiatrico i sintomi sono prevalentemente:

  • di tipo ansioso ovvero “nevrotici”, cioè legati a stati di ansia o di paura della gravidanza, del parto e del puerperio (il periodo successivo alla nascita del bambino);

  • di tipo misto, ovvero “psicotici” in cui cioè si verifica uno stato di depressione e tristezza, alternato a momenti di inquietudine e più raramente di euforia. Questa condizione dell’umore materno, va monitorata molto attentamente, specie quando compare i giorni successivi al parto;

  • “depressivi” gravi. Questi segni in particolare vanno considerati con attenzione quando compaiono anche a distanza di settimane o mesi dopo il parto. In tal caso non si può più parlare di alterazione dell’umore, dovuta alla gravidanza ma piuttosto di una condizione patologica psichiatrica da trattare con l’aiuto di personale competente.

Approfondisci le possibili cause della depressione post-partum

Come si alternano e si susseguono gli stati d’animo in gravidanza?

Esistono casi, rari, in cui la gravidanza inizia senza dare segni, di solito perché il ciclo mestruale era irregolare e si scambia la gestazione e con essa la difficoltà digestiva, quella fastidiosa nausea, con un semplice ed usuale ritardo delle mestruazioni.

Nella maggior parte dei casi però tra la 5 e 7 settimana senza ciclo, si fa il primo test e, se è positivo, si viene letteralmente travolti da un uragano di emozioni.

Che il bebè fosse cercato, atteso od inaspettato, quel doppio trattino sullo stick delle urine ha una forza travolgente. Il copro ma anche la mente cambiano, gli stai d’animo si susseguono e si alternano.

Sbalzi d’umore nel primo trimestre di gravidanza

Il primo mese ed in generale in primo trimestre (quello che va dalla scoperta di essere incinta fino alla fine della 12 settimana) è probabilmente il più delicato dal punto di vista fisico e spesso anche psicologico.

Aspetti fisici che influenzano l’umore:

Compaiono i primi sintomi della gestazione, quelli più diffusi e temuti:

  • Nausea.

  • Vomito.

  • Acidità di stomaco continua.

  • Stanchezza e sonnolenza.

  • Ipersensibilità o rigetto alla vista ed agli odori di cibi (che al resto del mondo sembrano invitanti!).

  • Difficoltà a riposare ed a mangiare adeguatamente.

Aspetti psicologici che influenzano l’umore

Sono moltissimi e variegati: la felicità e la gioia ci sono quasi sempre ma non sono i soli sentimenti che prova una donna, alla notizia di essere incinta. Ci sono anche quelli più oscuri, di cui quasi tutte le donne si vergognano di parlare, cambiamenti cosi repentini dell’umore e dei pensieri, che lasciano la futura mamma e chi la circonda, piena di domande e paure.

  • Tristezza.

  • Paura di avere problemi di salute.

  • Paura che il bambino possa avere problemi di salute.

  • Angoscia di non aver fatto o mangiato o bevuto le cose giuste nelle settimane precedenti la “dolce scoperta”.

  • Timore per l’eventuale assenza dal lavoro o per problemi economici legati alle spese per il piccolo.

  • Senso di inadeguatezza per il ruolo di mamma.

  • Ansia al pensiero che qualcosa di “estraneo” cresce dentro al proprio corpo.

  • Dubbi su tutto ciò che accadrà nel corso della gravidanza.

Basta riflettere un attimo per capire che i motivi per cui essere per essere insicuri e lasciarsi prendere da tristezza e ansia, ci sono.

Sbalzi d’umore nel secondo trimestre di gravidanza.

Passata la fase di iniziale, la mamma ha il tempo di abituarsi poco a poco a tutti i cambiamenti interni ed sterni a se stessa ed anche gli sbalzi d’umore che hanno caratterizzato il primo trimestre, di solito, si attenuano molto.

Aspetti fisici che influenzano l’umore

  • Nausea e vomito di solito scompaiono o comunque si attenuano.

  • Il corpo della mamma si è adattato ai cambiamenti.

  • L’utero cresce e si espande nell’addome, il pancino inizia a vedersi ed il piccolino da segni tangibili di sé, con i primi movimenti (Maf o movimenti attivi fetali).

  • Il sonno è migliore e meno disturbato.

Aspetti psicologici che influenzano l’umore

  • Prevalente serenità.

  • Diminuzione dei timori e delle angosce sulla salute dal bambino.

  • Propensione ad affrontare positivamente accertamenti diagnostici.

  • Legame più forte con il proprio bambino che inizia a sembrare più “reale” mano a mano che la pancia cresce.

Sbalzi d’umore nel terzo trimestre di gravidanza.

Verso la 27esima o la 28esima settimana di gravidanza, ci si avvia a quello che i ginecologi chiamano il terzo trimestre e per certi versi, lo stato fisico ed emotivo della donna incinta, tornano a a somigliare molto a quelli del primo trimestre.

Aspetti fisici che influenzano l’umore

  • Nausea, difficoltà digestiva e acidità di stomaco compaiono di nuovo, perché l’utero molto ingrandito, comprime lo stomaco, il diaframma e l’intestino.

  • Mal di schiena, stitichezza, a volte emorroidi.

  • Perdite urinarie

  • Difficoltà a respirare e camminare specie in salita o sulle scale.

  • Sonno scarso ed agitato a causa dai movimenti o dalle posizioni assunte dal bambino.

Aspetti psicologici che influenzano l’umore

  • Angoscia per il momento del parto.

  • Paura delle complicanze per sé e per il bambino.

  • Paura dell’allattamento.

  • Senso di inadeguatezza a crescere il bambino.

  • Timori legati alla ripresa del lavoro.

  • Dubbi su cosa accadrà nel rapporto con il partner.

  • Preoccupazioni per il peso anche “economico” del neonato sul bilancio familiare.

Umore post partum

Questo periodo, un po' trascurato quando si parla di gravidanza e nascita, è in realtà estremamente complicato per le neo mamme.

Pochi giorni dopo la nascita, la mamma lascia l’ospedale con il suo fagottino d’amore tra le braccia, piena di doni, fiori, palloncini, complimenti, abbracci e sorrisi di amici e parenti.

La felicità di essere finalmente a casa tuttavia, si attenua in fretta e può lasciare il posto a paura e tristezza, soprattutto quando la mamma si trova da sola e per lungo tempo con il nuovo arrivato.

Aspetti fisici che influenzano l’umore

  • Stanchezza ed affaticamento conseguenti al parto oppure al taglio cesareo.

  • Dolore mammario per i tentativi di suzione nelle prime poppate.

  • Montata lattea, ovvero formazione del latte nella ghiandola mammaria, con possibile dolore e forte sensazione di fastidio e calore.

  • Difficoltà intestinali.

  • Mancanza di sonno a causa delle frequenti poppate del bambino (giorno e notte anche ogni 2 ore).

Aspetti psicologici che influenzano l’umore

  • Rilassamento dopo la concitazione e l’adrenalina della nascita.

  • Timore di non avere abbastanza latte.

  • Paura che il piccolo non mangi a sufficienza.

  • Senso di indeguatezza ed impotenza di fronte al pianto del neonato.

  • Paura di rigurgiti o eventuali problemi di salute del piccolo

  • Paura di fare male al bambino, di addormentarsi con il bambino in braccio.

  • Tristezza e smarrimento specie quando il papà, o altri familiari fino a quel momento presenti, rientrano al lavoro.

Il corpo e la mente di una donna, cosi forti e potenti da crescere e nutrire una nuova vita per nove lunghi mesi, sono sollecitati e messi alla prova, al punto tale da creare forti ripercussioni emotive sulla mamma.Esse di solito si manifestano proprio con repentini cambi di umore, momenti di rabbia o tristezza che vanno a turbare la gioia per il nuovo arrivato.

Cosa fare per contenere gli sbalzi di umore?

Le alterazioni degli stati d’animo in gravidanza sono, entro certi limiti, fisiologiche ed interessano praticamente tutte le donne.

Tuttavia esistono comportamenti che si possono mettere in atto, per contrastare gli sbalzi d’umore in modo valido e rendere la gravidanza ed anche il post partum più sereni e stabili.

7 semplici rimedi

Ritagliarsi qualche piccolo spazio

Se si ricorre al congedo di maternità sul lavoro, è utile dedicarsi a hobby o attività piacevoli e rilassanti. Se si hanno già figli, magari piccoli la mente di sicura sarà già occupata! E’ importante allora ritagliarsi 20 o 30 minuti durante la giornata per rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di gradevole (sfogliare un rivista, ascoltare un po di musica, fare una passeggiata all’aria aperta).

Fare attività fisica regolare

La gravidanza non è una malattia! A meno che non sia il ginecologo a sconsigliarla, un’attività fisica lieve o moderata, per 20 o 30 minuti al giorno, aiuta il corpo della mamma (in particolare il sistema immunitario) e soprattutto la mente, ad avere un atteggiamento più positivo e sereno. Vanno bene passeggiare all’aperto, usare il tapis roulant o la cyclette o lo yoga. Ideale anche la piscina. L’acqua attenua il peso del pancione su schiena e gambe e spesso regala sensazione di pace e sollievo.

Circondarsi di persone positive

Benvenuto chiunque sia in grado di dare sostegno e magari mettere allegria. I gufi e i pessimisti non aiutano le future o neo mamme alle prese con umore altalenante, attacchi di rabbia o tristezza.

Dedicare un po’ di tempo al rapporto di coppia

Più facile a dirsi che a farsi..Eppure l’importanza di consolidare il legame con il partner (futuro o neo papà) è fondamentale per mantenere uno stato d’animo equilibrato. Andare a mangiare una pizza o al cinema o fare esercizio fisico insieme, per quanto banale, può essere di grande aiuto.

Mantenere uno stile di vita regolare

Cercare di andare a letto ed alzarsi più o meno alla solita ora, bene anche il riposino pomeridiano ma evitare di rimanere tutto il giorno sul divano a dormire! E’il miglior modo per assicurarsi una notte insonne!

Cercare di fare piccoli pasti ma regolari

Per combattere nausea e vomito, meglio più pasti ma leggeri, nell’arco della giornata. Come per la sindrome premestruale, anche in gravidanza si consigliano gli zuccheri complessi, cioè gli amidi ed in particolare quelli integrali. Sembra strano ma con i “picchi glicemici”dovuti all’eccesso di zuccheri, si posso avere anche impennate del tono dell’umore, che precipita appena la glicemia si abbassa! *5

Parlare con il partner, un familiare, un’amica

E’il primo passo. Ma se lo stato d’animo si mantiene depresso per lunghi periodi o compaiono pensieri brutti verso sé o il piccolo (che sia già nato o meno), non esitare a contattare il medico di base, il ginecologo o l’ostetrico.

Quando serve lo specialista?

Proviamo a fare alcune distinzioni, per capire quando i cambiamenti dell’umore rientrano nella fisiologia della gravidanza e del post partum e quando invece sono patologici.

Durante la gravidanza

I momenti di tristezza, rabbia ed euforia, possono susseguirsi ma quando durano pochi minuti o qualche ora e si risolvono senza lasciare traccia, allora rientrano nella normalità.

Quando invece le oscillazioni dell’umore in senso negativo (depressione) o positivo (euforia) durano giorni o settimane e inducono modificazioni del comportamento della gestante con i familiari e nella vita sociale, allora occorre intervenire! Rivolgersi al medico curante oppure al ginecologo/ostetrico è il primo passo per riportare l’equilibrio nella vita della futura mamma.

3-4 giorni dopo il parto

E’ il momento del tanto nominato Maternity Blues o Baby Blues, ovvero la malinconia che può colpire la mamma, alle prese con lo stress e i cambiamenti di vita che il bambino comporta, una volta tornati a casa.

Le modificazioni ormonali in particolare il calo rapido degli estrogeni ed l’aumento rapido della prolattina, le difficoltà nell’allattamento e alla arrivo della montata lattea, i pianti del neonato, provocano una forte tristezza nella mamma e qualche volta un senso di disperazione, che tuttavia non dura nel tempo. Questo sconforto è assolutamente normale e di solito non richiede alcun tipo di trattamento.

La semplice vicinanza e rassicurazione della mamma, porta alla risoluzione dei sintomi in poche ore o qualche giorno.

Tuttavia possibili episodi depressivi a distanza di settimane o mesi sono più frequenti.

Da 2 settimane ad 1 mese dopo il parto

E’ il momento in cui può comparire la cosiddetta psicosi puerperale. L’esordio è estremamente improvviso, non si può più definire uno sbalzo d’umore né tanto meno un aspetto fisiologico.

E’ più comune in mamme che avevano già problemi psichici (disturbo bipolare o depressione) o che hanno familiarità per questi disturbi.

Si manifesta con sintomi depressivi oppure al contrario euforia ma anche momenti di delirio o allucinazioni.

E’ un quadro clinico psichiatrico grave ma la buona notizia è che ha una completa guarigione. Deve essere trattato da medici psichiatri competenti, nel modo corretto, se occorre anche con ricovero ospedaliero e l’utilizzo di farmaci.

Da 3 mesi fino ad 1 anno dopo il parto

E’ il periodo in cui compare più spesso la depressione post partum (DPP). Essa è del tutto simile alla cosiddetta Depressione Maggiore (che può colpire uomini e donne senza alcun legame con lo stato di gravidanza) per sintomi, fattori di rischio e tipo di trattamento psicologico e farmacologico.

Le mamma che in passato hanno sofferto di disturbi depressivi, possono manifestarla più frequentemente.

Tristezza e ansia tipiche del Baby Blues nella DPP sono estremamente forti, portano a stati di vera disperazione e possono durare anche mesi.

In questi casi ricorrere all’aiuto di uno specialista è fondamentale per risolvere il disturbo ed avere una relazione sana e serena con il proprio bambino per tutti gli anni futuri. La DPP infatti, se non trattata può generare problemi gravi nell’attaccamento mamma-bimbo e nel rapporto mamma-neonato. *9

A volte può essere necessario un trattamento di tipo psichiatrico, integrato con la psicoterapia più adatta.

Quando servono i farmaci?

Durante la gravidanza, può essere necessario l’utilizzo di farmaci ansiolitici, anti depressivi o sostanze definite “stabilizzanti dell’umore”, quando gli sbalzi d’umore assumo caratteristiche patologiche sia in senso depressivo, che in senso euforico.

Ad esempio:

  • evitare rapporti con gli altri.

  • Paura estrema ed immotivata di qualunque cosa.

  • Stato di angoscia persistente.

  • Euforia estrema.

  • Iperattività.

  • Agitazione.

  • Confusione mentale.

Quando tali condizioni tolgono alla mamma in attesa la gioia di vivere, l’allontanano dal partner e da amici e parenti, le impediscono di avere una vita affettiva e sociale o di legarsi al suo bambino, per settimane o mesi, allora bisogna agire!

Le sostanze farmacologiche più utilizzate sono di tre categorie:

  • Benzodiazepine: quando c’è una forte componente ansiosa alla base dei disturbi della gravida.

  • Antidepressivi: quando prevale la depressione profonda e duratura dell’umore.

  • Antipsicotici nei casi in cui i momenti di disperazione si alternano ai momenti di euforia estrema (mania), con possibili alterazioni della coscienza ed allucinazioni.

In questi casi il medico psichiatra può valutare che i rischi legati all’assunzione dei farmaci in gravidanza siano minori rispetto ai pericoli di episodi depressivi o maniacali gravi che potrebbero mettere a rischio la vita di una donna e del figlio che aspetta.

In conclusione

I disturbi dell’umore in gravidanza, interessano 1 mamma su 2! Quelli gravi una percentuale variabile tra il 7 ed il 12% di tutte le donne in attesa o che hanno avuto un figlio.Il 50% dei casi più gravi, secondo la Commissione sulla “depressione perinatale” del Ministero della Salute, non viene diagnosticato!

Oltre l’80% dei casi ha una guarigione completa a distanza di un anno dal parto.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.sa Alessandra Cavallari (Medicina e Chirurgia - Laurea in Ostetricia)

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