Toxoplasmosi in gravidanza.
La toxoplasmosi in gravidanza può essere pericolosa per il feto, questa malattia trasmessa all’uomo dagli animali o da verdure contaminate nella maggior parte dei casi essa è priva di conseguenze, mentre può essere rischiosa per la sana formazione del nascituro. Conoscerla significa poterla prevenire o curare e, dunque, temerla meno…
Cos’è la toxoplasmosi
Il Toxoplasma gondii è un parassita scoperto per la prima volta agli inizi del novecento in un roditore nordafricano, il gondi appunto. Esso genera un’infezione che può colpire molte specie di animali e di uccelli e da questi trasmettersi all’uomo. I sintomi e le conseguenze della toxoplasmosi possono essere diverse a seconda del soggetto che viene infettato. Una persona sana, ad esempio, può non rilevare alcun sintomo se non qualche ghiandola gonfia sul collo e sintomi simili a quelli influenzali. La contrazione della malattia resta, comunque, priva di conseguenze significative o persistenti nel tempo. Per i soggetti con un sistema immunitario debole invece l’infezione può essere pericolosa perché può causare un’infiammazione del cervello. Particolarmente delicata è la contrazione del parassita durante la gravidanza dato che la madre può trasmetterla al feto che potrà averne conseguenze anche gravi.
Come si trasmette all’uomo?
La toxoplasmosi di solito si contrae stando a contatto con escrementi infetti di gatti. Anche carne e verdure contaminate, se non cotte bene o mangiate completamente crude possono provocare la trasmissione all’uomo.
Toxoplasmosi in gravidanza: la trasmissione madre-figlio
Ogni donna incinta teme di contrarre la toxoplasmosi non tanto per sé quanto per le conseguenze che potrà averne il suo bambino. In realtà conoscere questa malattia aiuta a capire che cosa è legittimo temere e cosa no, ma soprattutto in che modo fronteggiarla per ridurne drasticamente il potenziale negativo. Innanzitutto è bene sapere che la malattia viene trasmessa al feto solo quando l’infezione viene contratta dalla madre dopo il concepimento. Il rischio di trasmissione madre-figlio aumenta con il progredire della gravidanza: il rischio è, infatti, di circa il 15% durante il primo trimestre, poco meno del 30% durante il secondo, quasi del 60% negli ultimi tre mesi di gravidanza. Peraltro sono soprattutto le infezioni trasmesse durante i primissimi mesi hanno conseguenze gravi per il nascituro come aborto, idrocefalo, ritardo mentale e cecità. Con il progredire della gravidanza aumentano sì le possibilità di trasmissione ma nello stesso tempo la toxoplasmosi si manifesta in modo più blando. Occorre sapere che anche bambini infettati nel grembo materno ma apparentemente sani alla nascita possono manifestare disfunzioni nel corso della loro vita quali retiniti o problemi al sistema nervoso centrale. C’è da dire, tuttavia, che se l’infezione materna viene diagnosticata e tempestivamente curata le possibilità di generare un figlio sano diventano veramente molto alte e la possibilità di trasmissione o la possibilità di gravi conseguenze per il neonato si riducono drasticamente.
Conseguenze della toxoplasmosi congenita sul bambino e cure
Il bambino che ha ricevuto l’infezione da toxoplasma nel grembo materno potrà sviluppare dei problemi di salute immediatamente alla nascita o nel corso della vita. Le manifestazioni della malattia consistono in disfunzioni motorie o cognitive, perdita dell’udito, problemi di vista. In alcuni casi questi disturbi non si manifestano immediatamente alla nascita ma diventano evidenti solo con il passare del tempo. Se è noto che la madre ha contratto l’infezione mentre era in dolce attesa, è assolutamente necessario fare tutti gli esami e i test atti ad accertare se essa si sia trasmessa anche al bambino o meno. Intraprendere immediatamente una cura, durante il primo anno di vita, garantisce risultati incomparabilmente superiori e limita notevolmente eventuali danni. Anche il bambino asintomatico ma risultato positivo dovrà essere costantemente tenuto sotto controllo per almeno i primi due anni di vita. Eventuali terapie e soprattutto la loro durata verranno valute caso per caso.
Prevenzione
Per prevenire la toxoplasmosi è opportuno seguire alcuni accorgimenti:
Lavarsi bene le mani dopo aver toccato verdure e frutta non lavate. Mangiarle solo dopo averle lavate e sbucciate.
Non mangiare carne cruda o poco cotta
Evitare il contatto con gatti, soprattutto randagi
Lavare accuratamente ogni attrezzo da cucina
Prima di una eventuale gravidanza sarebbe opportuno fare dei test diagnostici. Ciò è assolutamente indispensabile se si è incinte e si sospetta di avere contratto l’infezione. In generale, il test relativo alla toxoplasmosi viene prescritto automaticamente alle donne in dolce attesa dal loro ginecologo dato che la toxoplasmosi è difficilmente riconoscibile se non tramite esami specifici.
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