Toxoplasmosi in gravidanza: rischi, prevenzione e cibi da evitare.

La toxoplasmosi in gravidanza comporta gravi rischi per il feto. Come si previene? Approfondiamo i cibi evitare ed i comportamenti giusti per le donne incinte.

Toxoplasmosi in gravidanza: rischi, prevenzione e cibi da evitare

    Indice Articolo:

  1. Cosa è e come si trasmette
  2. Rischi in gravidanza
  3. Conseguenze sul feto
  4. Diagnosi
  5. Prevenzione
  6. Approfondimenti

Cos’è la toxoplasmosi e come si trasmette?

Il Toxoplasma gondii è un parassita scoperto per la prima volta agli inizi del novecento in un roditore nordafricano, il gondi. Esso genera un’infezione che può colpire molte specie di animali e di uccelli e da questi trasmettersi all’uomo.

Ingerito dagli animali, il parassita si riproduce mentre le uova vengono espulse con le feci e ingerite da altri animali nei quali esse si diffondono, attraverso il sangue, nei tessuti.

L’uomo può contrarre la toxoplasmosi attraverso gli escrementi infetti (generalmente di gatti perchè il parassita produce uova solo nelle cellule che rivestono l’intestino di tale animale), o ingerendo carne e verdure contaminate.

I sintomi e le conseguenze della toxoplasmosi possono essere diverse a seconda del soggetto che viene infettato:

  • Una persona sana, ad esempio, può non rilevare alcun sintomo se non qualche ghiandola gonfia sul collo e sintomi simili a quelli influenzali. La contrazione della malattia resta, comunque, priva di conseguenze significative o persistenti nel tempo.
  • Per i soggetti con un sistema immunitario debole invece l’infezione può causare un’infiammazione del cervello.
  • Particolarmente delicata è la contrazione del parassita durante la gravidanza dato che la madre può trasmetterla al feto che potrà averne conseguenze anche gravi.

Rischi dell’ infezione in gravidanza: trasmissione madre-figlio.

Ogni donna incinta teme di contrarre la toxoplasmosi non tanto per sé quanto per le conseguenze che potrà averne il suo bambino. Conoscere la malattia aiuta a capire in che modo fronteggiarla per ridurne drasticamente il potenziale negativo.

Innanzitutto è bene sapere che la malattia viene trasmessa al feto solo quando l’infezione viene contratta dalla madre dopo il concepimento.

Il rischio di trasmissione madre-figlio aumenta con il progredire della gravidanza:

  • Circa 15% durante il primo trimestre. le infezioni trasmesse durante i primissimi mesi che hanno conseguenze gravi per il nascituro come aborto, idrocefalo, ritardo mentale e cecità.
  • Poco meno del 30% durante il secondo. Con il progredire della gravidanza aumentano sì le probabilità di trasmissione ma nello stesso tempo la toxoplasmosi si manifesta in modo più blando.
  • Quasi del 60% negli ultimi tre mesi di gravidanza, ed in questo caso le conseguenze sono meno gravi perchè il bambino è già formato.

Anche bambini infettati nel grembo materno ma apparentemente sani alla nascita possono manifestare disfunzioni nel corso della loro vita quali retiniti o problemi al sistema nervoso centrale. C’è da dire, tuttavia, che se l’infezione materna viene diagnosticata e tempestivamente curata, le possibilità di generare un figlio sano diventano veramente molto alte e la possibilità di trasmissione o di gravi conseguenze per il neonato si riducono drasticamente.

Conseguenze della toxoplasmosi congenita sul bambino.

Il bambino infetto da toxoplasma nel grembo materno potrà sviluppare dei problemi di salute immediatamente alla nascita o nel corso della vita.

Le manifestazioni della malattia consistono in disfunzioni motorie o cognitive, perdita dell’udito, problemi di vista.

In alcuni casi questi disturbi non si manifestano immediatamente alla nascita ma diventano evidenti solo con il passare del tempo.

Intraprendere immediatamente una cura, durante il primo anno di vita, garantisce ottimi risultati e limita notevolmente eventuali danni. Anche il bambino asintomatico, ma risultato positivo, dovrà essere costantemente tenuto sotto controllo per almeno i primi due anni di vita.

Eventuali terapie e soprattutto la loro durata vanno valute caso per caso.

La diagnosi.

La diagnosi di toxoplasmosi si basa su un esame del sangue, il toxo-test che rivela gli anticorpi contro il parassita, le immunoglobuline IgM e IgG.

  • Se l’esito del test è negativo vuol dire che la donna è sana e che non ha mai contratto in passato la toxoplasmosi.
  • Se le IgG sono positive vuol dire che la donna ha contratto la toxo in passato e che ormai è immune.
  • Se le IgM sono positive vuol dire che vi è malattia in corso e quindi bisogna approfondire con ulteriori esami che consentono di datare il contagio dal momento che come si è detto, rischio di trasmissione madre-figlio aumenta con il progredire della gravidanza.

Se si desidera una gravidanza sarebbe opportuno fare dei test diagnostici per valutare la condizione di partenza. Una volta iniziata la gestazione, il test relativo alla toxoplasmosi viene prescritto automaticamente ad intervalli regolari.

Qualora le analisi del sangue dovessero dare dei segnali di allarme per stabilire se l’infezione è stata trasmessa al feto e se abbia comportato delle complicazioni il medico può prescrivere esami più dettagliati, come l’amiocentesi o radiografie morfologiche per individuare eventuali malformazioni.

Potrebbe interessarti conoscere quali sono gli esami da effettuare nei vari trimestri della gravidanza.

Prevenzione: regole d’igiene e cibi da evitare.

Come prevenire la toxoplasmosi

Per prevenire la toxoplasmosi è opportuno seguire alcuni accorgimenti:

  • Lavarsi bene le mani dopo aver toccato verdure e frutta non lavate.
  • Lavare bene frutta e verdura prima di mangiarla, soprattutto se la si consuma cruda. (sempre meglio anche sbucciare la frutta).

Il lavaggio degli alimenti con amuchina o bicarbonato.

Secondo alcuni per scongiurare la presenza del parassita è necessario utilizzare dei disinfettanti specifici, i più utilizzati sono: Amuchina e bicarbonato.

L’amuchina è un ipoclorito di sodio molto diluito utilizzato per disinfettare cibi ed oggetti.

Il bicarbonato è un sale di sodio che ha proprietà sbiancanti e germicida. In effetti il bicarbonato non è un vero disinfettante, ma inibisce la crescita di virus e batteri perchè è una sostanza basica, mentre i germi prolificano in ambiente acido.

L’amuchina dunque è più sicura contro la toxoplasmosi ma per contro contiene molte sostanze chimiche. 

  • Non mangiare carne cruda o poco cotta.
  • Evitare il contatto con gatti, soprattutto randagi.
  • Lavare accuratamente ogni utensile da cucina.

Ecco i principali alimenti da evitare per ridurre i rischi di contrarre la toxoplasmosi:

Carne cruda o poco cotta di qualsiasi genere

Interiora e fegato

Insaccati freschi con meno di 18 mesi di stagionatura

Frutta con la buccia

Frutta non lavata accuratamente e disinfettata

Verdura cruda non lavata e disinfettata

Latte fresco non pastorizzato (soprattutto quello di capra)

Uova crude (cibi contenenti uova crude)

Acqua non potabile

Carne affumicata

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Valentina Coviello (Biologa) - Silvia Barcellona

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